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ⓘ Pergola, Italia. Pergola è un comune italiano di 6 028 abitanti della provincia di Pesaro e Urbino. La cittadina è stata inserita tra i borghi più belli dItalia ..




Pergola (Italia)
                                     

ⓘ Pergola (Italia)

Pergola è un comune italiano di 6 028 abitanti della provincia di Pesaro e Urbino.

La cittadina è stata inserita tra i borghi più belli dItalia dallassociazione omonima.

                                     

1. Geografia fisica

Il comune di Pergola si trova a sud-ovest della sua provincia di appartenenza, nellalta Valle del Cesano, a unaltitudine di 265 m s.l.m.

Confina a sud-est con la provincia di Ancona. Dista 45 km da Urbino e 55 km da Pesaro e 87 da Perugia

                                     

2. Storia

Il territorio di Pergola risulta abitato fin dalla preistoria, come testimoniano reperti delletà neolitica, del bronzo e del ferro. Diverse, inoltre, sono le tracce lasciate da successive popolazioni: umbre, etrusche e celtiche. Lepoca romana è invece ben documentata: il ritrovamento di tombe, vasi e suppellettili varie, sia in città stazione ferroviaria sia in diverse località quali Grifoleto, Ferbole, Valrea, Monte Santa Croce, Monterolo, Montesecco e Cartoceto, testimoniano una romanizzazione assai diffusa.

Pergola nasce come libero comune nel 1234 per creare posti di lavoro e commercio alle popolazioni dei vicini castelli e di Gubbio, la città che aveva giurisdizione sul territorio, estremo lembo del confine nord orientale dellUmbria e che lo aveva assorbito dallantica Luceoli. Ecclesiasticamente invece, il fiume Cesano, fin da epoca longobarda, divideva la diocesi di Nocera posta nellestremo nord del Ducato di Spoleto, da quella di Gubbio che era nellesarcato di Ravenna. Il Gastaldato di Nocera nella sua parte estrema comprendeva Leccia, Morello, Percozzone, Serralta, SantOnofrio, il colle di Ferbole o degli Zoccolanti, Mezzanotte e Valrea; infatti la chiesa delle Tinte sarà costruita vicina al ponte, ma in diocesi di Nocera come gli Zoccolanti e Santa Maria del Ponte, vicina alla parrocchia di San Biagio. Dentro le mura della nuova città si determinò una singolare situazione ecclesiastica, perché la parrocchia di Santa Maria della piazza dipendeva dallabate di Sitria, quella di San Marco dallabate di Nonantola, quella di SantAndrea dallEremo di Fonte Avellana e quella di San Biagio dal vescovo di Cagli: la giurisdizione del vescovo di Gubbio era pertanto solo nominale. Nel quadro espansionistico del comune di Gubbio compresso dalla presenza della potente città di Perugia si inserisce la fondazione di Pergola ai danni in particolare della città di Cagli i cui territori già si estendevano proprio lungo la fertile vallata del Cesano. Lazione eugubina trova perfetta rispondenza anche nellottenuta concessione imperiale degli importanti castelli di Cantiano e Colmatrano la cui ubicazione lungo la stretta vallata del Burano a sbarramento della via Flaminia, era strategica per assicurare a Gubbio i necessari collegamenti. In pochi decenni il centro urbano si accresce di laboratori artigianali e diviene un importante luogo commerciale, a lungo conteso dalle signoria degli Sforza, Malatesta, da Montefeltro e Della Rovere. Con la conquista dei territori di Gubbio da parte dei Montefeltro, Pergola registra un fortunato periodo di espansione che, dopo la parentesi di Cesare Borgia, prosegue con i Della Rovere, dai quali Pergola ottiene statuti che le assicurano una più ampia libertà e un nuovo sviluppo sociale ed economico.

Nel 1631, con il passaggio allo Stato Pontificio, il centro conosce un lungo periodo di decremento demografico e di difficoltà economiche, compensate solo in parte dal ciclico rifiorire dellindustria tessile e conciaria. È nei secoli XVII e XVIII che Pergola raggiunge la sua massima espansione economica tanto che papa Benedetto XIV con la Bolla Romanum decet Pontificem del 18 marzo 1752, la eleva al grado di Città le concede la nomina di un laureato ecclesiastico a Vicario generale vescovile. A conferma dellimportanza raggiunta, nel 1796 viene istituita la Zecca, che batterà moneta fino al 1799. Nel 1797 Pergola viene occupata dalle truppe francesi e diviene parte del Regno Italico. In questo periodo è spogliata di preziose opere darte custodite nelle chiese, nei monasteri, nei palazzi pubblici e privati. LOttocento si apre con la restaurazione pontificia, un breve rifiorire delleconomia ma anche nuovi fermenti politici e civili. Nel 1819 il papa Pio VII elevò Pergola a diocesi autonoma, unita solo nella persona del vescovo a Cagli, con episcopio, uffici di cancelleria e seminario con una ventina di seminaristi, propri. Il vescovo doveva risiedere sei mesi a Pergola, sei mesi a Cagli.

Il 14 marzo del 1831, durante le sollevazioni dei comitati rivoluzionari di Bologna e delle Romagne, fu il primo delle Marche e uno dei primissimi comuni italiani a innalzare nel palazzo municipale il tricolore

L8 settembre 1860 Pergola è la prima città delle Marche ad insorgere contro il Regno Pontificio, favorendo lannessione della regione al Regno dItalia e guadagnandosi la Medaglia dOro per "benemerenze acquisite durante il periodo del Risorgimento Nazionale". La raggiunta unità si accompagna però a nuove difficoltà sociali ed economiche, fugate dallapertura della ferrovia Fabriano-Pergola-Urbino distrutta nellultimo tratto dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, la scoperta delle miniere di zolfo di Percozzone e Cabernardi 1877-1886, la realizzazione della raffineria del minerale a Bellisio Solfare, che sosterranno leconomia pergolese fino alla metà del Novecento. Oggi Pergola è famosa soprattutto per la produzione vitivinicola e per ospitare i Bronzi dorati da Cartoceto di Pergola, un gruppo statuario di origine romana, unico al mondo, probabilmente risalente al 50 a.C.

                                     

2.1. Storia Stemma

Dal decreto del Presidente della Repubblica del 5 febbraio 1987 si ricavano la blasonatura dello stemma

e del gonfalone

                                     

2.2. Storia Comunità ebraica

La comunità ebraica, oggi scomparsa, nel tempo deve essere stata abbastanza numerosa. Il primo documento a sancirne la presenza è un atto notarile dell11 maggio 1383 che testimonia lesistenza di un banco per esercitare prestiti in denaro. Molto probabilmente, però, degli Ebrei dovevano già essere presenti alla nascita della città o negli anni successivi. Nei secoli la comunità è stata sempre ben accetta. A Pergola vi erano una sinagoga nellex Palazzo Brilli e un cimitero ebraico, recentemente riportato alla luce, in località Mezzanotte. Pergola ha avuto anche un sindaco ebreo Astorre Camerini, dal 3 aprile 1923 al 18 maggio 1924 e alcuni rabbini.

Unulteriore conferma dellimportanza raggiunta dalla comunità ebraica a Pergola, è data dal rinvenimento di alcune antiche pergamene nell’archivio storico comunale. Si tratta di due manoscritti riutilizzati come copertine del volume n. 15 della serie" Debiti”, contenente atti degli anni 1601-1609 e del volume n. 2 della serie "Libri dei consigli”, maggio 1597-maggio 1601. Entrambi appartenenti al materiale depositato presso l’archivio storico comunale e proveniente dalla comunità di Monterolo. La prima copertina contiene parte del commento al Talmud babilonese del massimo esegeta ebreo di tutti i tempi, Shelomoh ben Isa, meglio noto con l’acronimo di Rashi, che visse e operò a Troyes nel secolo XI. Ma ad attirare l’attenzione di studiosi italiani ed internazionali è stata la seconda copertina che sembra redatta in una grafia di tipo italiano o bizantino, probabilmente dei secc. XIV o XV. Secondo lo studioso Mauro Perani: "Si tratta di Una pergamena di eccezionale importanza perché costituisce l’unico testimone manoscritto esistente al mondo di un commento ad un trattato talmudicoli di Rabbi Chanan’el Ben Hushi’el, vissuto in Kairouan fra il 990 e il 1053 circa. Si tratta in particolare delle sue Glosse ai trattati Gittin e Kiddushin del Talmud babilonese. Mentre del suo commento ad altri trattati eravamo in possesso di alcuni manoscritti, per quello sul libello del ripudio Gittin 34b-37°, il foglio di Pergola è l’unico ad averlo conservato e non ne esiste altro al mondo".

Secondo lo storico Sandro Sebastianelli, illustri famiglie israelite provengono dal centro cesanense ne riportano lorigine nel cognome.

Sotto la dittatura fascista nella città erano presenti numerose famiglie ebraiche sia originarie del posto sia internate. Grazie allaiuto" di persone comuni” tutti gli Ebrei riuscirono a scampare allordine di arresto del 30 novembre 1943 emanato dal regime nazi-fascista. Le loro vicende, e quelle delle persone che li hanno salvati, sono narrate nel volume La valle dei Giusti e dei Salvati di Anna Pia Ceccucci.



                                     

3. Monumenti e luoghi dinteresse

Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola

Inaugurata il 9 ottobre 1999, la struttura è ospitata nel quattrocentesco ex convento di San Giacomo e si articola in percorso circolare attorno, allantico chiostro, suddiviso in quattro sezioni.

Attrattiva principale è sicuramente il gruppo statuario di origine romana dei Bronzi dorati da Cartoceto di Pergola, più volte salito alla cronaca, anche nazionale, per la contesa fra la cittadina pesarese e il Museo archeologico nazionale delle Marche di Ancona. Probabilmente risalente al 50 a.C., il gruppo oggi fa bella mostra di sé nella sala realizzata con soluzioni tecnologiche allavanguardia, dove una "tenda daria" garantisce il microclima ideale per la conservazione di queste statue uniche al mondo. Nel maggio del 2019 lallestimento è stato completamente rinnovato con una visione "immersiva" delle statue, realizzata da Paco Lanciano. La sezione archeologica è completata da corredi di tombe di età romana rinvenuti nella zona e da due mosaici policromi rinvenuti nella frazione di Montesecco, presso una "villa rustica" del IV - V secolo d.C., probabile residenza di un "dominus".

La sezione numismatica comprende 238 monete donate nel 1971 da don Giovanni Carboni. Gran parte della collezione risale al periodo di poco precedente e contemporaneo alle campagne napoloeniche. Spiccano, fra i pezzi presenti, alcune monete coniate dalla zecca di Pergola attiva dal 1796 al 1799 e un "marengo doro" risalente alle Repubbliche "Giacobine". La sezione storico-artistica raccoglie opere provenienti da palazzi nobiliari e chiese del territorio, testimonianza significativa dellantica ricchezza e del patrimonio della città. Dipinti, sculture e arredi in legno, stampe e disegni databili tra il XIV e il XVIII secolo. Ben rappresentata la scuola marghigiana, veneta Claudio Ridolfi, emiliana Giacomo Francia. Fra le statue spiccano un San Rocco proveniente dalla bottega del Maestro di Magione e un Vesperbild, in gesso duro policromato, risalente ai primi anni del XV secolo. Un’opera unica che si differenzia nettamente dalle pietà presenti nel centro Italia. Legata a modelli praghesi e viennesi, si distingue per una serie di eccezionali particolarità, come l’espressione di dolore contenuto della Vergine e la complessità del panneggio del manto.

La visita termina con la sezione di arte contemporanea con opere grafiche del maestro e concittadino Walter Valentini, esponente di spicco dellastrattismo lirico italiano ed europeo.

                                     

3.1. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture religiose

Cappella del Palazzolo

Situato lungo viale Dante, allimbocco della città venendo da Fabriano, il piccolo edificio sacro custodisce una serie di affreschi riconosciuti dalla critica come "uno dei momenti più alti della pittura a fresco del Quattrocento marchigiano" tanto che fino alla fine dellOttocento si riteneva che lopera fosse di Raffaello. La parete di fondo è dominata dall Ascensione di Cristo tra i santi Secondo e Sebastiano, opera di Lorenzo D’Alessandro, dove la figura di Cristo si eleva in unaffollata scena tra la Madonna, gli apostoli e due giovani santi: Secondo patrono della città di cui tiene in mano il modello e Sebastiano. Sulle vele, in parte rovinate, è possibile leggere solo due dei quattro evangelisti. Il dipinto, in basso a destra, è datato 148., con lultima cifra quasi scomparsa che potrebbe essere un 3 o un 9. Sulla parete destra sono visibili altri affreschi con l Annunciazione, la Trinità e la Madonna con il Bambino in trono, sicuramente di un altro pittore, in passato attribuiti a Bernardino di Mariotto, considerato lerede di Lorenzo, oggi più cautamente al "Maestro del Palazzolo".

Chiesa di Santa Maria delle Tinte

Realizzata in mattoni con cupola ottagonale, si trova nellantico quartiere dove operavano i tintori e i lanaioli della città. Fu proprio la loro corporazione, nel 1700, a commissionare la realizzazione. Linterno è ricco di fregi e statue in stucco bianco. Custodisce tele del pittore senigalliese Giovanni Anastasi, di Giovanni Francesco Ferri e altre opere di Scuola Veneta e Baroccesca.

Chiesa di SantOrsola

Oggi sconsacrata e di proprietà dellistituto Irab, la chiesa è ad ununica navata e risale alla prima metà del 1600. La facciata è coronata da un timpano con unapertura a occhio di bue. La cupola è abbellita dallaffresco SantOrsola le compagne martiri in gloria attribuito a Giovanni Anastasi. Laltare maggiore è sovrastato dalla seicentesca tela SantOrsola opera di Gian Domenico Cerrini, detto il "Cavalier Perugino". Nella chiesa sono inoltre conservati due ovali Santa Edvige e Santa Cecilia opera entrambi del pergolese Pietro Ugolini.

Chiesa di SantAndrea

Fortemente danneggiata dal terremoto del 1997, la chiesa è stata riaperta alla fine del 2008 dopo i lavori di consolidamento. Appartenuto in origine ai monaci di Fonte Avellana, ledificio si trova lungo corso Matteotti ed è fiancheggiato dalla torre civica, unalta torre che si rifà alla precedente di epoca medievale. Linterno, ad una facciata, è caratterizzato dagli altari barocchi dorati. Fra i dipinti di rilievo SantAndrea, la Madonna col Bambino e Santo Vescovo opera di Palma il Giovane e lo Sposalizio di Santa Caterina di Claudio Ridolfi.

Chiesa di San Francesco

Situata nellomonima via, fu eretta in stile gotico nel XIII secolo, dalla facciata asimmetrica in conci, sopraelevata in epoca successiva, possiede ancora un notevole portale trecentesco. Linterno ad ununica navata, sovrastato da una cupola, ha un aspetto cinquecentesco. Notevole il patrimonio artistico conservato. Nel primo altare sinistro si trova il dipinto, Riposo dalla fuga in Egitto, firmato da Giovanni Antonio Scaramuccia. Sullultimo altare di destra l Annunciazione della bolognese Lavinia Fontana, sullaltare di fronte la Madonna in gloria e Santi di Antonio Viviani fra i più apprezzati allievi di Federico Barocci. Nella parte sinistra del presbiterio si trova un Crocifisso del 1300 attribuito al pittore Mello da Gubbio. Custodisce inoltre importanti statue lignee fra cui licona del Cristo morto, particolarmente venerata dai pergolesi, il San Nicola da Tolentino del 1685, Del 1692 la statua dell Immacolata, scolpita da Giacomo Piazzetta e decorata dal pittore pergolese Giovan Francesco Ferri. Fra gli ultimi quadri restaurati da citare, infine, la settecentesca tela raffigurante levangelista San Marco, opera del viterbese Domenico Corvi. Da questa chiesa proviene l Immacolata Concezione di Carlo Crivelli National Gallery, Londra.

Chiesa di San Giacomo

Risalente al XII secolo, sulla strada verso Sassoferrato, fu rimaneggiata nel XIV ed infine nel XVIII venne trasformata al suo interno; della prima costruzione restano il portale e una finestra murata nella facciata, un altro portale, finestre e due monofore, tutti murati, sul fianco destro. Linterno è costituito da ununica navata, di forme barocche. Notevoli sono il Crocifisso medievale e il fastoso altare maggiore in legno dorato adorno di un polittico le cui lunette appartengono ad un altro polittico di arte marchigiana del 1400; in una nicchia sulla sinistra si trova parte di un affresco raffigurante la Crocifissione forse di Lorenzo DAlessandro da San Severino. Nellannesso convento delle agostiniane ha sede il museo dei bronzi dorati e della città di Pergola.

Chiesa di Santa Maria di Piazza

La chiesa sorge in prossimità del Municipio ed è la più antica di Pergola. La tradizione vuole la chiesa anteriore alla nascita della stessa città a cui, si suppone, diede anche il nome in origine il tempio era chiamato Santa Maria della Pergola. Si narra che fu fondata da san Romualdo nel primo decennio del secolo XI e dipendeva dallabbazia di Sitria che era poco lontana dal Catria e da Isola Fossara. Nel tempo ledificio ha subito molteplici modifiche tanto che della primitiva struttura romanico-gotica ne sono rimaste poche tracce. Nel corso dei restauri per i danni causati dal terremoto del 1997 sono emersi alcuni frammenti di pitture dietro laltare maggiore. Sgomberata la parete dallaltare, è emerso un affresco di grandi dimensioni. La pittura, presentata nel 2004 in occasione della mostra "Tardogotico e Rinascimento a Pergola", fu allora ascritta a Giovanni Antonio da Pesaro operante nella Bottega dei Bellinzoni di Parma. Dopo i lavori di restauro del marzo 2007, il restauratore Andrea Fedeli propende per una diversa attribuzione. La parte sinistra del dipinto sarebbe di scuola giottesca, risalente alla fine del Trecento; la sezione destra, posteriore di alcuni decenni, di scuola veneta, pur mantenendo tutti gli stilemi della cultura trecentesca. È molto probabile che i lavori furono iniziati da un primo pittore a cui è subentrato un secondo artista dando allopera la visione attuale, inserendo le decorazioni e completando la parte destra. Nel progetto iniziale vi dovevano essere l Albero della vita e la Crocifissione. Sul lato sinistro del dipinto sono raffigurate le pie donne, la Maddalena, la Madonna e lapostolo san Giovanni, al centro il Cristo crocifisso fra i due ladroni, a destra san Giovanni Battista e santAtanasio. Il dipinto è avvolto da una decorazione di medaglioni, attorniati da fronde arboree, contenenti le sibille ed i profeti. La decorazione ha forma di arco delimitando, probabilmente, la parete dove in origine doveva arrivare la chiesa. Il segmento centrale è andato quasi completamente perduto quando, con il cambiamento della liturgia, laffresco è stato in parte distrutto per far posto alla nicchia dellaltare. Di questa sezione ne è rimasto il volto del Cristo, ritrovato alcuni anni fa e, dopo i lavori di restauro, riposizionato al centro dellaffresco.

Duomo Episcopio

Ledificio si trova proprio accanto al Duomo, in via Don Minzoni, ed è di rilevante interesse perché custodisce le opere darte provenienti dalle chiese soppresse.

Chiesa dei Re Magi

È posta di fronte al duomo della città. Risale al 1600 ed è quello che rimane di unaltra chiesa anticamente molto più grande. È un piccolo gioiello artistico. Sullaltare in marmo spicca la tela dell Adorazione dei Magi, opera del pisano Aurelio Lomi, mentre lo stupendo apparato decorativo, in stile barocco, è stato realizzato da Tommaso Amantini, originario di Urbania. Fra i pezzi pregiati una Vesperbild pietà del primo decennio del Quattrocento, in gesso duro interamente policromato, che sembra legarsi ai modelli praghesi e viennesi. Come molte altre opere è oggi custodito nel museo cittadino.

Chiesa di San Marco

Di stile romanico, era un Priorato dellAbbazia di Nonantola; fu costruita con il primo nucleo storico della città per poi essere completamente rifatta nel 1776. Laltare maggiore custodisce la tela Madonna del Carmelo e Santi di Giovanni Francesco Guerrieri.

Chiesa di San Rocco

Posta esattamente di fronte alla chiesa di San Marco è da tempo sconsacrata ed adibita a magazzino comunale. Fu costruita nel 1528 in seguito ad un voto sciolto per la scampata peste. È sormontata da uno stupendo soffitto ligneo a cassettoni, opera di artigiani locali. Custodiva una statua in legno policromo di San Rocco datata 1528 proveniente dalla bottega del Maestro di Magione, oggi esposta al Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola.

Chiesa di San Vitale

Ubicata in uno dei quartieri più antichi della città, risale al 1300 ma fu rifatta quasi completamente nella seconda metà del XVIII secolo. Oggi sede della Compagnia del Santissimo Crocifisso nota anche come Compagnia del Cristo Morto presenta ununica navata con tre altari in stucco del 1777 opera di Benedetto Silva.

a venne completamente rimaneggiata e in buona parte riedificata nella seconda metà del Settecento. Presenta un’unica navata con tre altari in stucco realizzati da Benedetto Silva nel 1777. Custodisce tre tele del pergolese Antonio Concioli: Trinità sul presbiterio dellaltare maggiore, il Martirio dei santi Gervasio e Protasio e il Martirio di san Vitale sulle pareti laterali.



                                     

3.2. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture civili

Porta del Morto

La struttura urbanistica medievale di Pergola, oltre ai numerosi luoghi di culto ed a torri o resti di torri, conserva numerosi esempi di "Porta del Morto"; la cosiddetta Porta del Morto è una stretta apertura ad arco acuto, ricavata a fianco dellingresso principale dellabitazione; si presenta con la soglia sopraelevata dal livello stradale di circa 80-90 centimetri. Durante lepoca medioevale la Porta del Morto restava murata ed era aperta e riaperta solo per far passare la salma del familiare. Era diffusa nel Centro Italia ed attualmente se ne trovano testimonianze, oltre che a Pergola, a Gubbio, Fabriano, Cortona, Assisi e Città di Castello.

La rocca

Imponente manufatto di particolare interesse, che ha visto lintervento del celebre architetto senese Francesco di Giorgio Martini.

Municipio

Sempre nel corso, si erge il grandioso edificio del XVIII secolo, aperto da un alto porticato. Entrando, sul primo ballatoio dello scalone, in una nicchia era murata la statua di San Secondo oggi conservata al Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola di scuola Umbra del 1400. Nella sala consiliare si trovano una pala daltare robbiana risalente al 1500, una Madonna col Bambino e i santi Francesco e Ubaldo, tela di maniera del Barocci, oltre a numerosi quadri che ritraggono personalità locali. Da segnalare inoltre una tela dipinta dal pittore bolognese Giulio Cesare Procaccini raffigurante Bestabea al bagno.

Teatro

Ledificio si trova in via Angel dal Fuoco, soprannome di Angelo da Pergola, condottiero del 1400, cui è anche intitolato il teatro, del 1696, dopo un lungo lavoro di restauro, è stato riaperto al pubblico nel 2002 con uno spettacolo di Valeria Moriconi.

                                     

4.1. Società Etnie e minoranze straniere

Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 557 persone, al 31 dicembre 2010 di 578 persone.

                                     

4.2. Società Dialetto

Il dialetto parlato nel comune di Pergola si distingue nettamente dalle restanti parlate della provincia di Pesaro-Urbino; esso è infatti derivato in buona parte dal dialetto eugubino Pergola fu fondata da Gubbio nel 1234 a cui deve molti termini e modi di dire, che nelle Marche sono condivisi solo dai comuni di Serra SantAbbondio e Cantiano, entrambi sotto linfluenza della città umbra fra il XIII e il XIV secolo. Se i restanti dialetti pesaresi-urbinati rientrano interamente nel gruppo gallo-italico, la collocazione del pergolese è controversa: probabilmente sarebbe da considerare un dialetto dalla originaria base gallo-italica, su cui si sono impiantati cospicui influssi centrali; tra i tratti peculiari, la caduta delle vocali atone si registra solo in fonosintassi, e mai in fine di enunciato, similmente al dialetto perugino ad es. ho comprat un mazz de rose, lo scempiamento delle doppie è inesistente o debole, e appaiono alcuni tratti tipicamente centrali, come la -c- intervocalica pronunciata come -sc- tratto ancora assente anche nellanconetano e che compare solo da Fabriano, Jesi ed Osimo e il cambio ls, rs, ns in lz, rz, nz ; fenomeno che nelle Marche è riscontrabile proprio al di sotto della linea Falconara-Ostra-Pergola-Cantiano. La -s- intervocalica è inoltre pronunciata sempre sorda al contrario dei dialetti gallo-piceni. Infine la cadenza risulta simile in parte a quella umbra e in parte a quella di Ancona e provincia, mentre presenta ben poche somiglianze con quella pesarese-urbinate.

                                     

5.1. Cultura Animavì - Festival Internazionale del Cinema di Animazione Poetico

È un festival internazionale di cinema danimazione nato nel 2016.

Lidea è di rappresentare, a livello internazionale, il" Cinema di animazione artistico e di poesia”, ovvero quel genere di animazione indipendente e dautore che si propone di raccontare per suggestione, prendendo le distanze in maniera netta dallanimazione commerciale e di massa. Lobiettivo è di essere una vetrina sulla corrente più interessante del genere, riferendosi esclusivamente a lavori che si rivolgono allanima dello spettatore. Opere in cui ogni singolo fotogramma è concepito come una piccola opera darte.

Il direttore artistico è Simone Massi, Giannalberto Bendazzi è il presidente onorario.

Il festival è organizzato dall’Associazione Culturale Ars Animae diretta da Mattia Priori, Leone Fadelli e Silvia Carbone.

La manifestazione, inoltre, si avvale di un comitato donore nel quale figurano: Pierino Amedano, Franco Arminio, Andrea Bajani, Luca Bergia, Max Casacci, Valentina Carnelutti, Dilo Ceccarelli, Erri De Luca, Nino De Vita, Goffredo Fofi, Daniele Gaglianone, Gang, Valeria Golino, Nastassja Kinski, Emir Kusturica, La Macina, Neri Marcoré, Mau Mau, Laura Morante, Marco Paolini, Aleksandr Petrov, Lyudmila Petrushevskaya, Umberto Piersanti, Alba Rohrwacher, Francesco Scarabicchi, Silvio Soldini, Oreste Tagnani, i fratelli Taviani, Miklós Vámos, Daniele Vicari, Emily Jane White, Massimo Zamboni.

Il festival gode dei patrocini del Ministero dei Beni le Attività Culturali, della Regione Marche, dellAccademia del Cinema Italiano, del Sngci, dellAmministrazione Comunale di Pergola e della Provincia di Pesaro e Urbino. Per lelevato livello culturale, le edizioni del 2016, 2017 e 2019 ha ricevuto una medaglia di rappresentanza da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Oltre al Concorso internazionale è prevista una seconda sezione riservata agli allievi della Scuola darte di Urbino.



                                     

5.2. Cultura Blooming Festival

Dal 2017 nel mese di giugno la cittadina ospita il Blooming Festival. Un festival di cultura digitale nel quale il borgo diviene parte dell’evento. Artisti e designer portano le installazioni, le proiezioni e i concept negli spazi della città: palazzi storici, chiese, grotte sotterranee.

                                     

5.3. Cultura Centro buddhista tibetano

Il Centro buddhista tibetano Ngagyur Rigdzin Dudjom Drodul Ling si trova a Pergola ed è lunico centro in Italia con un maestro della tradizione Nyingma del lignaggio di Dudjom Rinpoche. È diretto da Rigdzin Namkha Gyatso Rinpoche.

                                     

6.1. Economia Istituti bancari

Nella città ha sede la Banca di Credito Cooperativo di Pergola e Corinaldo nata dalla fusione nel 2018 fra la Banca di Credito Cooperativo di Pergola e la Banca di Credito Cooperativo di Corinaldo. Listituto è stato fondato il 19 giugno 1966 come Cassa Rurale ed Artigiana di Pergola dalle ceneri della Cassa Comunale di Credito Agrario. Alla fine del 2019 la banca ha sedici filiali suddivise fra le provincie di Pesaro 6, Ancona 9 e Perugia 1. Prima della Cassa Rurale nella cittadina era sorta la Cassa di Risparmio di Pergola costituita il 9 settembre 1847 su decreto del pontefice Pio IX e poi confluita nella Cassa di Risparmio di Pesaro per volere del regime fascista. Sempre nel territorio pergolese, seppur per breve tempo, ha operato la Cassa Rurale di Bellisio Solfare costituita il 30 giugno 1926, fu messa in liquidazione il 27 gennaio 1935 fino a cessare definitivamente l’attività il 10 aprile 1939.

                                     

6.2. Economia Vino

Sin dalle origini della città, la zona di Pergola è nota per i suoi vitigni. La produzione, pur non in grandi quantità, si fa apprezzare per la qualità. Negli anni Ottanta venne attribuita la DOC al Tristo di Montesecco. Un vino bianco nato dalla composizione di trebbiano, malvasia, riesling italico, pinot grigio, considerato allora fra i migliori vini italiani. Lazienda produttrice ha chiuso e, almeno per adesso, il Tristo di Montesecco non è più commercializzato.

Nel frattempo è salito alle cronache un altro vino tipicamente pergolese. Nel 2005 la locale vernaccia, chiamata anche popolarmente "vernaccetta", ha ottenuto il riconoscimento di denominazione di origine controllata nelle versioni rosso, novello e passito con il semplice ma significativo nome di "Pergola doc". Il vino deriva da un clone aleatico di antichissime origini, probabilmente importato con la fondazione delle città nel 1234 da parte di Gubbio. Alla fine del 2007 i produttori locali hanno dato vita ad un Consorzio per la tutela e la promozione di questo pregiato vino.

Fra i vini dolci da segnalare il vin santo e il visner noto anche come visciolata o vino di visciole. Produzioni tradizionali particolarmente apprezzate, divenute "Presidio Slow Food".

Rilevante anche la festa del vino, che si svolge tradizionalmente lultimo fine settimana di luglio, giunta nel 2010 alla XL edizione.

                                     

6.3. Economia Tartufo

Il territorio è zona di produzione del tartufo. Nel mese di ottobre si tiene la Fiera del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola F.T.B.P.P. Nata nel 1996, nel 2013 la Fiera del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola ha ottenuto il riconoscimento di Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola: F.N.T.B.P.P.

                                     

6.4. Economia Parco eolico

A Pergola, in località Piano Rotondo, è in fase di realizzazione un parco eolico costituito da 10 aerogeneratori che generano una potenza nominale totale di 25 MW, con una produzione annuale stimata di circa 56 GWh, sufficiente a coprire il consumo di circa 45 000 abitanti.

                                     

7. Ambiente

Grotte ipogee

Nel dicembre del 2006, in località Monte Rotondo, al confine fra i comuni di Pergola e Sassoferrato, il Gruppo Amici della Montagna ONLUS e il Gruppo Speleo CAI Fabriano hanno trovato delle grotte ipogee con numerose conformazioni carsiche.

Acqua sulfurea

Nella frazione di Bellisio Solfare, nei pressi del fiume Cesano, è presente una sorgente di acqua sulfurea da tempo al centro di studi per la possibile realizzazione di uno stabilimento termale.

                                     

8.1. Infrastrutture e trasporti Ferrovia Pergola-Fabriano

La ferrovia, nata allinterno di un progetto a più ampio respiro che avrebbe dovuto collegare lentroterra marchigiano con lEmilia-Romagna, è stata inaugurata il 28 aprile 1895. Un secondo tratto, fra Pergola e Urbino passando per Cagli e Fermignano, fu aperto il 20 settembre 1898 mentre i lavori di prosecuzione oltre la città ducale in direzione della Romagna, andati per lungo a rilento, furono sospesi definitivamente tra il 1920 e il 1930. La Fabriano-Pergola-Urbino-Fano fu gravemente danneggiata alla fine della seconda guerra mondiale specie nel tratto di Cagli dai soldati tedeschi in ritirata. La linea venne quindi riattivata a tratti: la Fabriano-Pergola nel 1948, mentre il 2 febbraio 1956 fu la volta della Fermignano-Urbino. Non fu invece riattivato il tronco intermedio tra Pergola e Fermignano, privando il collegamento di continuità. Attualmente la linea è a binario unico, non elettrificata, con tutte le stazioni sprovviste di biglietteria. Fino ad ottobre 2011 si contavano tre coppie di treni al giorno dal lunedì al venerdì e due coppie il sabato. Dopo una sospensione temporanea della linea, che aveva fatto temere la definitiva chiusura, dal 6 febbraio 2012 la tratta è stata riaperta con due coppie di treni al giorno dal lunedì al sabato. La domenica ed il periodo estivo le corse sono sospese. I treni sono tutti regionali le corse sono limitate tra le stazioni di Pergola e quella di Fabriano. Anche a causa della forte concorrenza degli autobus e di una sorta di abbandono da parte di Trenitalia, lutenza è oggi molto limitata ed il tronco di linea è considerato un ramo secco, a costante rischio di chiusura nonostante limportanza strategica. Negli ultimi anni lungo la linea sono stati spesso organizzati treni storici con le carrozze trainate dalle locomotive a vapore custodite nel deposito di Fabriano.

Dal 13 novembre 2013 non si effettuano più corse sulla tratta a causa di un limitato smottamento del sedime avvenuto nei pressi della fermata di Monterosso Marche. Ad aprile 2015 sono state smontate, per tutta la lunghezza della linea, le barriere dei passaggi a livello rendendo di fatto impercorribile la tratta.

                                     

9.1. Sport Calcio

La città aveva una squadra di calcio:l U.S.Pergolese 1923, nata nel 1923 con trascorsi in Serie D; nellultima stagione 2018/2019 della sua storia ha disputato il girone marchigiano di Eccellenza; infatti per linizio della stagione 2019/2020 non presenta iscrizione al campionato regionale di Eccellenza scomparendo dal panorama calcistico marchigiano dopo 96 anni di gloriosa attività. A lungo è stata presente anche una seconda squadra l AVIS Pergola Green, rimasta attiva fino alla stagione 2016/2017 quando militava in Seconda Categoria. Nella stagione 2019/2020 figurano due club, entrambi iscritti in Terza categoria Girone C: la "Junior Pergolese", fondata nel 2015 inizialmente come società di puro settore giovanile, e la "Fc Pergolese 1923" fondata nellagosto 2019. Il 24/11/2019 si è giocato per la prima volta nella storia del calcio pergolese un derby in gara ufficiale tra squadre della città di Pergola che ha visto prevalere la Junior Pergolese sulla Fc Pergolese con un rotondo 3-0 davanti ad una cornice di pubblico che non si vedeva dai tempi in cui la gloriosa Unione Sportiva Pergolese militava nel Campionato Nazionale Dilettanti.