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Leonardo Sciascia
                                     

ⓘ Leonardo Sciascia

Leonardo Sciascia è stato uno scrittore, saggista, giornalista, politico, poeta, drammaturgo, critico darte e maestro di scuola elementare italiano.

Spirito libero e anticonformista, lucidissimo e impietoso critico del nostro tempo, Sciascia è una delle grandi figure del Novecento italiano ed europeo. Allansia di conoscere le contraddizioni della sua terra e dellumanità, unì un senso di giustizia pessimistico e sempre deluso, ma che non rinuncia mai alluso della ragione umana di matrice illuminista, per attuare questo suo progetto. Allinfluenza del relativismo conoscitivo di Luigi Pirandello si possono ricondurre invece lumorismo e la difficoltà di pervenire a una conclusione che i suoi protagonisti incontrano: la realtà non sempre è osservabile in maniera obiettiva, e spesso è un insieme inestricabile di verità e menzogna.

Dal 1979 al 1983 fu deputato del Partito Radicale.

                                     

1. Biografia

Leonardo Sciascia nasce l8 gennaio 1921 a Racalmuto, in provincia di Agrigento, primo di tre fratelli, figlio di un impiegato, Pasquale Sciascia, e di una casalinga, Genoveffa Martorelli. La madre proviene da una famiglia di artigiani mentre il padre è impiegato presso una delle miniere di zolfo locali e la storia dello scrittore ha le sue radici nella zolfara dove hanno lavorato il nonno e il padre. Trascorre linfanzia circondato da zie e zii nella casa di Racalmuto di via Regina Margherita, 37 oggi via Leonardo Sciascia, aperta al pubblico nel luglio del 2019 da privati e inserita nel percorso turistico "Strada degli scrittori".

                                     

1.1. Biografia Le prime opere: poesie e saggi

Nel 1950 pubblica le Favole della dittatura ", che Pier Paolo Pasolini nota e recensisce. Il libro comprende ventisette brevi testi poetici, "favole esopiche" classiche, con morali chiare, di cui sono protagonisti animali. Venti di questi testi erano apparsi tra il 1950 e lestate del 1951 su La Prova fondato a Palermo dal politico democristiano Giuseppe Alessi, periodico politico con il quale Sciascia inizia a collaborare fin dal primo numero firmando il 15 marzo 1950 il necrologio Molto prima del 1984 è morto George Orwell ".

Nel 1952, esce la raccolta di poesie La Sicilia, il suo cuore, che viene illustrata con disegni dello scultore catanese Emilio Greco.

Nel 1953 vince il Premio Pirandello, assegnatogli dalla Regione Siciliana per il suo saggio Pirandello e il pirandellismo ".

Inizia nel 1954 a collaborare a riviste antologiche dedicate alla letteratura e agli studi etnologici, assumendo lincarico di direttore di "Galleria" de "I quaderni di Galleria" edite dallomonimo Salvatore Sciascia di Caltanissetta.

Nel 1954 Italo Calvino scrive, riferendosi a unopera di Sciascia:

Nel 1956 pubblica Le parrocchie di Regalpetra ", una sintesi autobiografica dellesistenza vissuta come maestro nelle scuole elementari del suo paese. Nello stesso anno viene distaccato in un ufficio scolastico di Caltanissetta.

                                     

1.2. Biografia Gli zii di Sicilia

Nellanno scolastico 1957-1958 viene assegnato al Ministero della pubblica istruzione a Roma e in autunno pubblica i tre racconti che vanno sotto il titolo Gli zii di Sicilia ". La breve raccolta si apre con La zia dAmerica ", un tentativo di dissacrare il mito dello "Zio Sam", visto come dispensatore di doni e libertà.

Il secondo racconto è intitolato La morte di Stalin ", nel quale, ancora una volta, il personaggio è un mito, quello del comunismo che viene incarnato, agli occhi del siciliano Calogero Schirò, da Stalin. Il terzo racconto, Il quarantotto ", è ambientato nel periodo del Risorgimento tra il 1848 e il 1860 e tratta del tema dellunificazione del Regno dItalia vista attraverso gli occhi di un siciliano. Nel racconto lautore vuole mettere in evidenza lindifferenza e il cinismo della classe dominante affrontando un tema già trattato da Federico De Roberto ne I Viceré 1894 e da Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne Il Gattopardo.

Alla raccolta si aggiunge, nel 1960, un quarto racconto, Lantimonio ", che ebbe favorevole consenso della critica e al quale Pasolini dedicherà un articolo sulla rivista Officina. In esso si narra la storia di un minatore che, scampato ad uno scoppio di grisou chiamato dagli zolfatari antimonio, parte come volontario per la guerra civile in Spagna.



                                     

1.3. Biografia A Caltanissetta: i romanzi

Sciascia rimane a Roma un anno e al suo ritorno si stabilisce con la famiglia a Caltanissetta, assumendo un impiego in un ufficio del Patronato scolastico.

Nel 1961 esce Il giorno della civetta col quale lo scrittore inaugura una nuova stagione del giallo italiano contemporaneo. Al romanzo si ispira il film omonimo del regista Damiano Damiani, uscito nel 1968.

Gli anni sessanta vedranno nascere alcuni dei romanzi più sentiti dallo stesso autore, dedicati alle ricerche storiche sulla cultura siciliana.

Nel 1963 pubblica Il consiglio dEgitto, ambientato in una Palermo del 700 dove vive e agisce un abile falsario, labate Giuseppe Vella, che "inventa" un antico codice arabo che dovrebbe togliere ogni legittimità ai privilegi e ai poteri dei baroni siciliani a favore del Viceré Caracciolo.

                                     

1.4. Biografia Il ritorno al saggio

Nel 1964 pubblica il breve saggio o racconto, come dice lo stesso Sciascia nella prefazione alla ristampa del 1967, Morte dellInquisitore, ambientato nel 600, che prende spunto dalla figura delleretico siciliano fra Diego La Matina, vittima del Tribunale dellInquisizione siciliana, che uccide Juan Lopez De Cisneros, inquisitore nel Regno di Sicilia.

La Compagnia del Teatro Stabile di Catania, diretta da Turi Ferro, mette in scena Il giorno della civetta ", con la riduzione teatrale di Giancarlo Sbragia.

Risale al 1965 il saggio Feste religiose in Sicilia ", che fa da cornice alla presentazione ad una raccolta fotografica ad opera di Ferdinando Scianna, fotografo di Bagheria, dove torna laccostamento della Sicilia alla Spagna, soprattutto per quanto riguarda il valore e limportanza, in ambedue le società, della superstizione religiosa e del mito.

                                     

1.5. Biografia La commedia

Sempre nel 1965 esce la sua commedia Lonorevole che è unimpietosa denuncia delle complicità tra governo e mafia.

                                     

1.6. Biografia Il ritorno al romanzo

Nel 1966 ritorna con un romanzo, A ciascuno il suo, che riprende le modalità del "giallo" già utilizzate ne Il giorno della civetta.

La vicenda narrata è quella di un professore di liceo, Paolo Laurana, che inizia per curiosità personale le indagini sulla morte del farmacista del paese e dellamico dottore, ma che si scontra con il silenzio di tutti i paesani, silenzio dovuto alla paura e alla corruzione. Come commento alla tenacia nelle indagini del professore e alla sua tragica fine, lexplicit del libro si risolve in una frase lapidaria:

Dal romanzo, il regista Elio Petri trae, nel 1967, il film omonimo.

                                     

1.7. Biografia Le analisi sullarte

Leonardo Sciascia si dedicherà allanalisi critica della pittura, e in particolare al siciliano Mario Bardi, asserendo nel 1967: "Non cè niente nella pittura di Bardi, che non possa spiegarsi con la pittura. E tuttavia non cè niente nella sua pittura che la Sicilia, a riscontro, non possa spiegare: e non soltanto negli avvenimenti, nei fatti, ma anche e soprattutto nel modo di essere. E nel suo modo di essere pittore".

Linteresse di Leonardo Sciascia, si estende verso gli incisori jugoslavi Makuc, Jaki, Gliha. anche se la sua attenzione si focalizza sempre più sugli artisti di origine siciliana come Mario Bardi, Bruno Caruso, Piero Guccione, Andrea Vizzini.

                                     

1.8. Biografia A Palermo

Nel 1967 si trasferisce a Palermo per seguire negli studi le figlie e per scrivere. Esce intanto per leditore Mursia unantologia Narratori di Sicilia, curata da Sciascia in collaborazione con Salvatore Guglielmino.

Nel 1969 inizia la sua collaborazione con il Corriere della Sera e pubblica Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D., che racconta, attraverso una rappresentazione teatrale, la controversia per la vendita di una partita di ceci per la quale il vescovado di Lipari non vuole pagare la tassa siamo allinizio del 700. Il vescovo aveva scomunicato i gabellieri, ma il re, mediante lappello per abuso, aveva annullato la scomunica. La storia, apparentemente banale, in realtà denuncia i rapporti tra Stato-guida dellex Urss e gli Stati satelliti. Le iniziali A.D. identificano Alexander Dubček, che fu protagonista nel 1968 della Primavera di Praga.

                                     

1.9. Biografia La pensione

Nel 1970 Sciascia va in pensione e pubblica la raccolta di saggi La corda pazza ", nella quale lautore chiarisce la propria idea di "sicilitudine" e dimostra una rara sensibilità artistica espressa per mezzo di sottili capacità saggistiche. Questopera riporta, già dal titolo, a Luigi Pirandello che nel suo libro Berretto a sonagli sostiene che ognuno di noi ha in testa "come tre corde dorologio, quella "seria", quella "civile", quella "pazza" ".

Sciascia vuole indagare sulla "corda pazza" che, a suo parere, coglie le contraddizioni le ambiguità ma anche la forza razionalizzante di quella Sicilia che è tanto oggetto dei suoi studi.

                                     

1.10. Biografia Il ritorno al genere poliziesco

Il 1971 è lanno de Il contesto ", con il quale lautore ritorna al genere poliziesco. La vicenda si svolge intorno allispettore Rogas che deve risolvere una complicata vicenda che origina da un errore di giustizia e una serie di omicidi di giudici. Benché il romanzo sia ambientato in un paese immaginario, il lettore riconosce senza sforzo lItalia contemporanea. Il libro desta molte polemiche, più politiche che estetiche, alle quali Sciascia non vuole partecipare, ritirando così la candidatura del romanzo al premio Campiello.

Dal romanzo venne ispirato il film di Francesco Rosi, uscito nel 1976 e intitolato Cadaveri eccellenti.

Con gli Atti relativi alla morte di Raymond Roussel del 1971, si comprende che in Sciascia la propensione ad includere la denuncia sociale nella narrazione di episodi veri di cronaca nera si fa sempre più forte. Così sarà ne I pugnalatori del 1976 ne Laffaire Moro del 1978.

Nel 1973 pubblica Il mare colore del vino e scrive la prefazione ad unedizione della Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni, in cui scrive: "Più vicini che allilluminista ci sentiamo oggi al cattolico. Pietro Verri guarda alloscurità dei tempi e alle tremende istituzioni, Manzoni alle responsabilità individuali".

Nel 1974 pubblica la prefazione ad una ristampa dei "Dialoghi" dello scrittore greco Luciano di Samosata dal titolo Luciano le fedi ".

Esce intanto Todo modo, un libro che parla di cattolici che fanno politica e che viene stroncato dalle gerarchie ecclesiastiche. Il racconto, di genere poliziesco, è ambientato in un eremo/albergo dove si effettuano esercizi spirituali. In questo luogo, durante il ritiro annuale di un gruppo di "potenti", tra i quali cardinali, uomini politici e industriali, si verifica una serie di inquietanti delitti.

Anche da questo romanzo verrà tratto un film dallo stesso titolo diretto dal regista Elio Petri nel 1976.



                                     

1.11. Biografia Limpegno politico

Alle elezioni comunali di Palermo nel giugno 1975 lo scrittore si candida come indipendente nelle liste del PCI; viene eletto con un forte numero di preferenze, ottenendo il secondo posto come numero di preferenze dopo Achille Occhetto, segretario regionale del partito, e davanti ad un altro illustre candidato, Renato Guttuso.

Nello stesso anno pubblica La scomparsa di Majorana, unindagine sulla scomparsa del fisico Ettore Majorana avvenuta negli anni trenta.

Nel 1976 esce una ristampa delle commedie Lonorevole e Recitazione della controversia liparitana con laggiunta de I mafiosi. Nello stesso anno pubblica lindagine I pugnalatori, un libro inchiesta su una vicenda avvenuta a Palermo nel 1862 che vide uccise a pugnalate 13 persone.

Allinizio del 1977 Sciascia si dimette dalla carica di consigliere del Partito Comunista Italiano. La sua contrarietà al compromesso storico e il rifiuto per certe forme di estremismo lo portano infatti a scontri molto duri con la dirigenza del Partito.



                                     

1.12. Biografia Linchiesta sulla strage di via Fani e larrivo in parlamento

Nel 1978 pubblica Laffaire Moro sul sequestro, il processo e lomicidio nella cosiddetta "prigione del popolo" di Aldo Moro organizzato dalle Brigate Rosse.

Nel giugno del 1979 accetta la proposta dei Radicali e si candida sia al Parlamento europeo sia alla Camera. Eletto in entrambe le sedi istituzionali resta a Strasburgo solo due mesi e poi opta per Montecitorio, dove rimarrà deputato fino al 1983 occupandosi dei lavori della Commissione parlamentare dinchiesta sulla strage di via Fani, sul sequestro e lassassinio di Aldo Moro con una forte critica rivolta alla cosiddetta "linea della fermezza", difatti Sciascia si era prodigato perché si trattasse con le Brigate Rosse per liberare Moro e sul terrorismo in Italia. Da una parte si trova in lui il rifiuto della violenza, dallaltra una costante critica del potere costituito e dei suoi segreti inconfessabili. È inoltre membro della commissione agricoltura e della bicamerale antimafia.

Si espresse anche contro la legislazione demergenza, che istituiva poteri speciali e inaspriva molte fattispecie di reato; egli era inoltre contrario al "pentitismo" sia per il terrorismo sia per la mafia, in quanto premiava troppo un colpevole in cambio di rivelazioni che potevano essere fallaci, anche a danno di innocenti. Fu inoltre uno dei primi a ravvisare lati oscuri nel rapporto tra il terrorismo e lo Stato. A Sciascia venne attribuito lo slogan "né con lo Stato né con le Brigate Rosse", per indicare la volontà di molti intellettuali di criticare duramente lo Stato senza per questo aderire al terrorismo rosso; in realtà egli non pronunciò mai questa frase.

Nel marzo 1982 i parlamentari del Partito Radicale e altri del PDUP Famiano Crucianelli e indipendenti Stefano Rodotà, denunciano le torture inflitte ai brigatisti dalla polizia, principalmente durante il sequestro del generale James Lee Dozier; il Ministro dellInterno Virginio Rognoni, che poi ammetterà di avere autorizzato i "metodi duri" e dato il "via libera" alle squadre speciali guidate dal prefetto Umberto Improta e dai funzionari Fioriolli, Genova e Ciocia, critica pesantemente i deputati. Il 23 marzo 1982 Sciascia prende la parola alla Camera, ribattendo in maniera decisa al Ministro:

                                     

1.13. Biografia I contatti con la cultura francese

In questi anni aumenta i suoi viaggi a Parigi e si intensificano i contatti con la cultura francese.

Nel 1977 pubblica Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia ", dove è chiaro il riferimento al Candido di Voltaire.

Esce in quellanno Nero su Nero ", una raccolta di commenti ai fatti relativi al decennio precedente, La Sicilia come metafora ", unintervista di Marcelle Padovani e Dalle parti degli infedeli ", lettere di persecuzione politica inviate negli anni cinquanta dalle alte gerarchie ecclesiastiche al vescovo Patti, con il quale inaugura la collana della casa editrice Sellerio intitolata La memoria che festeggia nel 1985 la centesima pubblicazione con le sue Cronachette ".

Nel 1980 pubblica Il volto sulla maschera e la traduzione di unopera di Anatole France, Il procuratore della Giudea ".

Nel 1981 pubblica Il teatro della memoria e, in collaborazione con Davide Lajolo, Conversazioni in una stanza chiusa ".

Nel 1982 esce Kermesse e La sentenza memorabile ", nel 1983 Cruciverba ", una raccolta di suoi scritti già pubblicati su riviste, giornali e prefazioni a libri.

Pubblica nel 1983 Stendhal e la Sicilia ", un saggio per commemorare la nascita dello scrittore francese.

                                     

1.14. Biografia Gli ultimi anni di vita

In quegli stessi anni gli fu diagnosticato il mieloma multiplo. Sempre più spesso fu costretto a lasciare la Sicilia per Milano per curarsi ma egli continua, sia pure con fatica, la sua attività di scrittore.

Nel 1985 pubblica Cronachette e Occhio di capra ", una raccolta di modi di dire e proverbi siciliani, e nel 1986 La strega e il capitano ", un saggio per commemorare la nascita di Alessandro Manzoni.

Carichi di tristi motivi autobiografici sono i brevi romanzi gialli Porte aperte del 1987, Il cavaliere e la morte del 1988 e Una storia semplice ", ispirato al furto della Natività con i santi Lorenzo e Francesco dAssisi del Caravaggio, che uscirà in libreria il giorno stesso della sua morte.

Nel 1986 Sciascia scrive a Bettino Craxi, comunicandogli di aver votato per il PSI nelle elezioni regionali siciliane di quellanno e invitando il leader socialista a favorire il ricambio della classe dirigente siciliana del partito.

Nel 1987 cura una mostra molto suggestiva, allinterno della Mole Antonelliana a Torino, dal titolo Ignoto a me stesso aprile-giugno. Erano esposte quasi 200 rare fotografie scelte da Leonardo Sciascia e concesse in originale da importanti istituzioni di tutto il mondo. Si tratta di ritratti di scrittori famosi, dai primi dagherrotipi ai giorni nostri, da Edgar Allan Poe a Rabindranath Tagore a Gorkij a Jorge Luis Borges. Il catalogo viene stampato da Bompiani e oltre il saggio di Sciascia Il ritratto fotografico come entelechia contiene 163 ritratti e altrettante citazioni dei relativi scrittori. La chiave della mostra è forse la citazione di Antoine de Saint-Exupéry:

Una delle sue ultime battaglie politiche fu in difesa di Enzo Tortora suo amico di lungo corso, vittima di errore giudiziario e divenuto anchegli un militante radicale e il sostegno dato ad Adriano Sofri, accusato nel 1988 dellomicidio Calabresi Sciascia chiese anche che si facesse finalmente luce sulla morte dellanarchico Giuseppe Pinelli del 1969.

Pochi mesi prima di morire scrive Alfabeto pirandelliano ", A futura memoria se la memoria ha un futuro ", che verrà pubblicato postumo, e Fatti diversi di storia letteraria e civile edito da Sellerio.

                                     

1.15. Biografia La morte

Leonardo Sciascia morì a Palermo il 20 novembre 1989, in seguito a complicazioni della malattia che lo affliggeva nefropatia da mieloma multiplo con insufficienza renale cronica, per cui si sottoponeva spesso a emodialisi, e chiede i funerali in Chiesa, per "non destare troppo scandalo" attorno alla famiglia a Racalmuto. Con lui nella sua bara la moglie e gli amici vollero mettere un crocifisso dargento, simbolo che egli rispettava, pur non essendo un credente in senso stretto. Al funerale viene ricordato da numerose parole di stima, fra cui quelle del grande amico Gesualdo Bufalino.

È sepolto nel cimitero di Racalmuto, suo paese natale; sulla lapide bianca una sola frase:

Il senso di una frase simile su una tomba è apparso poco "laico e agnostico" a molti, paventando una conversione religiosa di Sciascia, ma è stata vista anche come segno di speranza e di rimpianto. Su un manoscritto, conservato dalla famiglia, Sciascia scrive:

                                     

2. Lattività giornalistica di Sciascia

Oltre allattività letteraria, Sciascia ebbe anche unintensa esperienza giornalistica, scrivendo per numerosi giornali e riviste italiane.

In particolare Sciascia collaborò sin dal 1955 con il quotidiano palermitano LOra - il primo articolo, del 23 febbraio 1955, è dedicato al poeta dialettale catanese Domenico Tempio - scrivendo sulle pagine culturali e tenendovi una rubrica fissa, il Quaderno, tra 1964 e il 1968.

Su Il Corriere della Sera la sua collaborazione è alterna: dal 1969 al 1972. Se ne allontana" simbolicamente” il 10 gennaio 1987, giorno della pubblicazione dellarticolo sui professionisti dellantimafia.

Su La Stampa suoi articoli compaiono già dal 1972, ma collabora col quotidiano torinese più assiduamente dopo aver "rotto" con Il Corriere della Sera. Collabora anche con Malgrado Tutto, piccolo periodico di Racalmuto, su cui Sciascia scrive fin dalla fondazione.

Intanto nel 1967 ha pubblicato lantologia curata con Salvatore Guglielmino Narratori di Sicilia dove ha scritto nellintroduzione che "il carattere essenziale della letteratura narrativa siciliana è il realismo" e, nel 1971 gli Atti relativi alla morte di Raymond Roussel che ricostruiscono gli ultimi giorni a Palermo dello scrittore francese, dove il suo convincimento che la letteratura non sia un oggetto esterno rispetto alla realtà va aumentando, per poi insistere sullo stesso tema soprattutto tramite La scomparsa di Majorana 1975, Laffaire Moro 1978 e Nero su nero 1979.

                                     

2.1. Lattività giornalistica di Sciascia La polemica sullantimafia

Sul Corriere della Sera il 10 gennaio 1987, Sciascia pubblicò larticolo I professionisti dellantimafia titolo non scelto da lui, che avrebbe voluto I rischi dellantimafia, nel quale stigmatizzava fortemente il comportamento di alcuni magistrati palermitani del pool antimafia, definendoli "eroi della sesta", i quali a suo parere si erano macchiati di carrierismo, usando la battaglia per la rinascita morale della Sicilia come titolo di merito allinterno del sistema delle promozioni in magistratura. In particolare, nel bersaglio dello scrittore finì il giudice Paolo Emanuele Borsellino perché vincitore del concorso per lassegnazione del posto di Procuratore della Repubblica di Marsala, non per ragioni di anzianità di servizio, ma per specifiche e particolarissime competenze professionali nel settore della malavita organizzata, maturate sul campo, che gli venivano riconosciute dal CSM e gli valsero il superamento in graduatoria di altri magistrati ; comunque, in seguito, Borsellino e Sciascia si chiarirono, anche se Borsellino non accettò mai quella critica e commentò, dopo la morte di Giovanni Falcone tre anni dopo la scomparsa di Sciascia:

Successivamente Sciascia cercherà di attenuare la sua critica citando Falcone, in toni elogiativi, deprecando la sua mancata promozione: "Soprattutto mi inquietava il comportamento del Consiglio Superiore della Magistratura che deroga al principio dell’anzianità per promuovere Paolo Borsellino, ma ristabilisce il vecchio criterio per non promuovere Giovanni Falcone".

Sempre sul Corriere, rispondendo ai suoi critici, aggiungerà:

Dopo la pubblicazione dellarticolo Sciascia, da sempre simbolo della lotta alla mafia, fu bersagliato dagli attacchi di molte personalità della cultura e della politica che prima lo avevano elogiato, e venne isolato dalle maggiori forze politiche, eccezion fatta per i Radicali e i Socialisti. Lassociazione Coordinamento Antimafia, che dallo scrittore venne definita "una frangia fanatica e stupida", lo tacciò dessere un quaquaraquà "ai margini della società civile" e Marcelle Padovani, sulle colonne del Nouvel Observateur, accusò Sciascia di avanzare "misere polemiche" a causa del suo "incoercibile esibizionismo". Sciascia è stato criticato in seguito anche dallo storico Paolo Pezzino, il quale afferma che lo scrittore fosse legato alla vecchia immagine del mafioso come "uomo donore" e che quindi non fosse in grado di percepire la reale pericolosità della mafia moderna, e dallamico Andrea Camilleri.

In realtà Sciascia, ispirato dalla sua concezione fortemente garantista e avversa ai processi mediatici e sommari, ravvisava il pericolo di un ritorno ai metodi di Cesare Mori durante il fascismo e temeva, come già con le leggi speciali negli anni di piombo, una possibile involuzione autoritaria della Sicilia e del Paese. Questa sua concezione era anche estesa allintero diritto penale, in quanto lo scrittore era un deciso sostenitore dello stato di diritto: egli era avverso a ogni procedura vagamente "inquisitoria", anche in momenti critici, alluso massiccio del pentitismo, dei collaboratori di giustizia e della chiamata in correità non suffragata da adeguati riscontri ma basata solo sulla credibilità intrinseca del teste, pratiche da lui rigettate in maniera anche viscerale, per motivi di principio. Contemporaneamente alla critica verso gli eccessi dellantimafia professionista, continua però il suo impegno civile di testimone contro la mafia, venendo intervistato per la televisione locale da Mauro Rostagno, il sociologo assassinato da Cosa nostra nel 1988.

                                     

3. Lassociazione "Amici di Leonardo Sciascia"

Fondata il 26 giugno 1993 a Milano, a Palazzo Sormani, lassociazione degli Amici di Leonardo Sciascia, priva di scopi di lucro, si propone di incoraggiare la lettura e la ricerca in merito al pensiero e allopera dello scrittore.

Dal 1995 al 2008 lattività pubblicistica dellassociazione è stata incentrata su due collane realizzate in collaborazione con leditore milanese La Vita Felice, la prima intitolata Quaderni Leonardo Sciascia, la seconda Porte aperte, per complessivi ventitré volumi pubblicati.

Agli inizi del 2010, è stato siglato un accordo con la storica casa editrice fiorentina Leo S. Olschki, per effetto del quale viene pubblicata a cadenza annuale una rivista internazionale di studi, Todomodo, che ospita contributi originali per invito o ricevuti spontaneamente da call for papers. A fianco della rivista, è stata creata una collana di saggistica, intitolata a Sciascia scrittore europeo. Essa ospita volumi che riflettono progetti di ricerca dedicati ad esplorare le relazioni dello scrittore con le più diverse culture. A marzo 2011 la collana è stata inaugurata dal volume "Troppo poco pazzi", curato da Renato Martinoni Università di San Gallo, Svizzera, dedicato alla frequentazione dello scrittore con la Svizzera. A gennaio 2015 è poi uscito, per le cure di Ricciarda Ricorda Università Ca Foscari, Venezia, il secondo volume dal titolo "Leonardo Sciascia e la Jugoslavia" sui rapporti intrattenuti dallo scrittore sin dagli inizi degli anni 60 con il mondo culturale sloveno, croato e degli altri paesi della realtà jugoslava.

Dal 2010 ogni novembre, nella ricorrenza della scomparsa dello scrittore, lassociazione promuove in città diverse i Leonardo Sciascia Colloquia, appuntamenti di confronto pubblico tra specialisti di Sciascia e studiosi di altre discipline per approfondire tematiche originali dellopera.

La passione di Sciascia per le arti figurative viene celebrata dallassociazione sin dal 1995 attraverso la collana di cartelle fuori commercio Omaggio a Sciascia, contenenti unincisione sciolta accompagnata da un testo. Nel 1998 è stato altresì istituito il Premio internazionale biennale Leonardo Sciascia Amateur dEstampes per ricordare la passione di Leonardo Sciascia per lincisione originale. Tutte le stampe degli artisti invitati al concorso vengono donate, alla fine del ciclo espositivo, alla Civica Raccolta di stampe Achille Bertarelli di Milano, il più importante gabinetto di stampe italiano, ospitato nel complesso del Castello Sforzesco. In virtù di questo gesto, prima nel 2010 il sindaco Letizia Moratti e poi nel 2014 il sindaco Giuliano Pisapia hanno assegnato agli Amici di Sciascia il riconoscimento di "benefattore", per avere contributo con questa donazione ad accrescere il prestigio della città nelle otto edizioni della manifestazione.

Dal 1998 è attivo il Leonardo Sciascia Web, diretto da Valter Vecellio allindirizzo amicisciascia.it, che offre, tra laltro, lopportunità di consultare La memoria di carta, la bibliografia più completa ad oggi realizzata e in costante aggiornamento sulle opere dello scrittore.

                                     

4. Riconoscimenti

A Leonardo Sciascia sono intitolati:

  • Il premio letterario Racalmare a Grotte Ag;
  • lIstituto Tecnico Commerciale, Economico, Tecnologico e per il Turismo di Agrigento;
  • lIstituto Tecnico Commerciale e per il Turismo di Erice - Valderice Trapani;
  • LIstituto comprensivo di Racalmuto Ag, suo paese natale;
  • Il Parco Letterario Leonardo Sciascia, tra Racalmuto, Caltanissetta e Enna;
  • Il Museo della Mafia a Salemi Trapani;
  • Sempre a Racalmuto sono presenti i" luoghi sciasciani”, ovvero quelli che hanno ispirato lo scrittore: il Circolo Unione, alias Circolo della Concordia, descritto nel libro Le parrocchie di Regalpetra e di cui Sciascia fu socio, la CasaSciascia, dove ha vissuto lo scrittore da bambino e da sposato fino al 1958, aperta al pubblico da Pippo Di Falco che lha acquistata per farne un museo e un centro studi sugli scrittori siciliani, lAula scolastica dove ha insegnato Sciascia dal 1949 al 1957, ricostruita nel 2007 nella scuola elementare "Generale E. Macaluso". Nel 2014, grazie allinteressamento del sindaco di Racalmuto Emilio Messana e dellassessore alla Cultura Salvatore Picone, i luoghi di Sciascia sono stati inseriti, con Decreto n. 05 del 17.09.2014 dellAssessorato Regionale dei Beni Culturali e dellIdentità Siciliana, nella Carta regionale dei luoghi dellidentità e della memoria. Tra i "luoghi sciasciani" anche la contrada Noce, la grotta di Fra Diego La Matina, il teatro Regina Margherita, la Chiesa della Madonna del Monte. I luoghi fanno parte del percorso turistico denominato "Strada degli scrittori" nelle province di Agrigento e Caltanissetta ideato dal giornalista Felice Cavallaro.
  • La Fondazione Leonardo Sciascia nel suo paese natale, Racalmuto, che si occupa di diffondere la cultura.
  • Il Liceo-Ginnasio Statale a SantAgata di Militello Messina

Gli è stato anche dedicato un asteroide 12380 Sciascia.

                                     

5. Opera Omnia

  • Opere. 1984-1989, a cura di Claude Ambroise, Collana Classici Bompiani, Bompiani, Milano, 1991-2004 ISBN 978-88-452-1699-2
  • Opere. Volume II: Inquisizioni Memorie Saggi. Tomo I: Inquisizioni e Memorie, a cura di Paolo Squillacioti, Collana La Nave Argo n.16, Adelphi, Milano, 2014 ISBN 978-88-459-2944-1
  • Opere. 1971-1983, a cura di Claude Ambroise, Collana Classici Bompiani, Bompiani, Milano, 1989-2004 ISBN 978-88-452-1476-9
  • Opere. Volume I: Narrativa Teatro Poesia, a cura di Paolo Squillacioti, Collana La Nave Argo n.15, Adelphi, Milano, 2012, ISBN 978-88-459-2744-7
  • Opere. 1956-1971, a cura di Claude Ambroise, Collana Classici Bompiani, Bompiani, Milano, 1987-2004 ISBN 978-88-452-0282-7
  • Opere. Volume II: Inquisizioni Memorie Saggi. Tomo II: Saggi letterari, storici, darte, civili, a cura di Paolo Squillacioti, Collana La Nave Argo n.18, Adelphi, Milano, 2019, ISBN 978-88-459-3443-8
  • Opere. 1956-1989. A cura di Claude Ambroise, cofanetto con 3 volumi, Collana Classici Bompiani, Bompiani, Milano, 2004, ISBN 88-452-3253-0
                                     

6.1. Opere Romanzi

  • Todo modo, Torino, Einaudi, 1974
  • Candido, ovvero Un sogno fatto in Sicilia, Torino, Einaudi, 1977
  • A ciascuno il suo, Torino, Einaudi, 1966
  • Il cavaliere e la morte. Sotie, Milano, Adelphi, 1988
  • 1912 + 1, Milano, Adelphi, 1986
  • Il giorno della civetta, Torino, Einaudi, 1961
  • Una storia semplice, Milano, Adelphi, 1989 ISBN 88-459-0729-5.
  • Porte aperte, Milano, Adelphi, 1987
  • Il consiglio dEgitto, Torino, Einaudi, 1963
  • Il contesto. Una parodia, Torino, Einaudi, 1971
  • La strega e il capitano, Milano, Bompiani, 1986
                                     

6.2. Opere Saggi

  • Laffaire Moro, Palermo, Sellerio, 1978.
  • La scomparsa di Majorana, Einaudi, Torino 1975 poi Adelphi, Milano 1997.
  • A futura memoria se la memoria ha un futuro, Milano, Bompiani, 1989. ISBN 88-452-1517-2.
  • Dalle parti degli infedeli, Palermo, Sellerio, 1979.
  • Pirandello e la Sicilia, Caltanissetta-Roma, S. Sciascia, 1961.
  • Le parrocchie di Regalpetra, Bari, Laterza, 1956.
  • Cruciverba, Torino, Einaudi, 1983.
  • Fatti diversi di storia letteraria e civile, Palermo, Sellerio, 1989.
  • Lordine delle somiglianze, 1967.
  • Per un ritratto dello scrittore da giovane, Palermo, Sellerio, 1985.
  • Il teatro della memoria, Torino, Einaudi, 1981.
  • Ore di Spagna, Marina di Patti, Pungitopo, 1988.
  • La storia della mafia, Milano, Barion, 2013, ISBN 978-88-6759-001-8.
  • La corda pazza. Scrittori e cose della Sicilia, Torino, Einaudi, 1970.
  • Fine del carabiniere a cavallo. Saggi letterari 1955-1989, Milano, Adelphi 2016. ISBN 978-88-459-3051-5.
  • Occhio di capra, Torino, Einaudi, 1984.
  • Pirandello e il pirandellismo. Con lettere inedite di Pirandello a Tilgher, Caltanissetta, S. Sciascia, 1953.
  • Alfabeto pirandelliano, Milano, Adelphi, 1989. ISBN 88-459-0709-0.
  • Nero su nero, Torino, Einaudi, 1979.
  • Il metodo di Maigret e altri scritti sul giallo, Milano, Adelphi 2018. ISBN 978-88-459-3242-7.
  • I Pugnalatori, Torino, Einaudi, 1976 poi Adelphi, Milano 2003.
  • Morte dellInquisitore, Bari, Laterza, 1964
                                     

6.3. Opere Raccolte di poesie

  • Il fiore della poesia romanesca. Belli, Pascarella, Trilussa, DellArco, Caltanissetta, S. Sciascia, 1952.
  • Favole della dittatura, Roma, Bardi, 1950.
  • La Sicilia, il suo cuore, Roma, Bardi, 1952.
                                     

6.4. Opere Testi teatrali

  • Lonorevole. Dramma in tre atti, Torino, Einaudi, 1965.
  • Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D., Torino, Einaudi, 1969.
                                     

6.5. Opere Sceneggiature

  • La singolare avventura di Francesco Maria, episodio televisivo diretto da Enzo Muzii 1983
  • Bronte: cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato, regia di Florestano Vancini 1972
  • La smania addosso, regia di Marcello Andrei 1963
                                     

6.6. Opere Articoli giornalistici parziale

  • I professionisti dellantimafia, in "Corriere della Sera", 10 gennaio 1987.
  • Questa mafia, in "LOra", Anno 61, n. 85, 8-9 aprile 1960.
  • Greco. Il suo destino si chiama Sicilia. La mostra catanese del grande scultore, in "LOra", Anno 66, 26-27 febbraio 1965.
                                     

6.7. Opere Altro

  • Giuseppe Pitrè, Giuseppe Quatriglio e Leonardo Sciascia, Urla senza suono. Graffiti e disegni dei prigionieri dellInquisizione, Palermo, Sellerio, 1999, ISBN 88-389-1422-2.
  • Fuoco allanima, Conversazione con Domenico Porzio, Milano, Mondadori, 1992, ISBN 978-88-04-35592-2.
  • Leonardo Sciascia, La Sicilia come metafora, Intervista di Marcelle Padovani, Milano, Mondadori, 1979, ISBN 88-04-33004-X.
  • Santo Marino. Con 1 acquaforte originale e 10 riproduzioni, Caltanissetta-Roma, S. Sciascia, 1963.
  • Luciano le fedi, in Luciano, I Dialoghi. Dialoghi degli dei, dialoghi marini, dialoghi dei morti, dialoghi delle cortigiane, Torino, Einaudi, 1974.
  • Feste religiose in Sicilia, con fotografie di Ferdinando Scianna, Bari, Leonardo da Vinci, 1965.
  • Conversazione in una stanza chiusa, con Davide Lajolo, Milano, Sperling&Kupfer, 1981.
                                     

7. Articoli, recensioni, testi su Il giorno della civetta

  • D. Giuliana, "Sicilia di Sciascia", in La Fiera Letteraria, 28 maggio 1961
  • V. De Martinis, "Il giorno della civetta", in Letture, nº7, luglio 1961.
  • P. Milano, "Un carabiniere di sinistra", in LEspresso, 4 giugno 1961
  • M. Prisco, "Il giorno della civetta", in Baretti, nº8, marzo-aprile, 1961
  • P. Dallamano, "Lora della civetta", in LOra, 8 luglio 1961
                                     

8. Arti figurative

  • Giuseppe Cipolla, Nellombra di Caravaggio. Leonardo Sciascia e la Natività dellOratorio di San Lorenzo: una storia non semplice, in Una storia non semplice. Suggestioni caravaggesche dai depositi di Palazzo Abatellis, catalogo della mostra a cura di E. De Castro, Palermo, Palermo 2018, pp. 95-103.
  • Giuseppe Cipolla," Io lo conoscevo bene.”. Renato Guttuso visto da Leonardo Sciascia, in Temi di Critica, a cura di S. La Barbera, "teCla. Temi di Critica darte e Letteratura artistica", 1, aprile, 2010, pp. 109–129 DOI:10.4413/978-88-904738-21
  • Giuseppe Cipolla, Leonardo Sciascia le arti visive. La rivista "Galleria. Rassegna bimestrale di cultura 1949-1989", I parte, in "Annali di Critica dArte", a. VII 2011, collana diretta da G. C. Sciolla, CB Edizioni, Poggio a Caiano, 2012, pp. 359–408 ISSN 2279-557X.
  • Maria Rizzarelli, Sorpreso a pensare per immagini - Sciascia le arti visive, Edizioni ETS Pisa, 2013.
  • Giuseppe Cipolla, Leonardo Sciascia e larchitettura in Sicilia tra strutturalismo e immagini letterarie, in "Aa. Quadrimestrale dellOrdine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Agrigento", a. XV, n. 30, dicembre, 2012, pp. 31–37 ISSN n. 1827-854X
  • Francesco Izzo a cura di, Il gesto con unintervista di Lea Vergine a Leonardo Sciascia sullarte contemporanea e un bulino di Gaetano Tranchino, Omaggio a Sciascia, Amici di Leonardo Sciascia, 2011
  • Giuseppe Cipolla, Leonardo Sciascia e il microcosmo dellincisione: figura segreta e minore del mondo, in Leonardo Sciascia le arti visive. Un sistema di conoscenza dal fisico al metafisico. Riflessi di critica darte sul Novecento, catalogo della mostra a cura di G. Costantino, G. Cipolla, Palermo: Regione Siciliana, Assessorato dei beni culturali e dellidentità siciliana, Dipartimento dei beni culturali e dellidentità siciliana, 2015 stampa 2016.
  • Francesco Izzo, Come Chagall vorrei cogliere questa terra, Leonardo Sciascia e larte. Bibliografia ragionata di una passione, in La memoria di carta Edizioni Otto/Novecento, Milano, 1998, pp. 191–276
  • Giuseppe Cipolla, "Luniverso sciasciano delle arti figurative", in" El Aleph”, n. 11, 2009, pp. 82–87
  • Giuseppe Cipolla, Le radici di una passione. Leonardo Sciascia le arti figurative attraverso la direzione di" Galleria. Rassegna bimestrale di cultura” 1949-1989, in "Malgrado Tutto", Speciale Leonardo Sciascia ventanni dopo”, XXVIII, 4, novembre 2009, p. 15 Racalmuto, C. P. n. 49
  • Francesco Izzo a cura di, 2012-2013 Leonardo Sciascia amateur destampes, con una prefazione di Luigi Cavallo e un testo di Pierre Higonnet, Il Girasole Edizioni, Valverde Catania, 2012
  • Giuseppe Cipolla, Gli scritti darte di Leonardo Sciascia. Riflessi di critica darte sul Novecento: alcune ipotesi, in Leonardo Sciascia le arti visive. Un sistema di conoscenza dal fisico al metafisico. Riflessi di critica darte sul Novecento, catalogo della mostra a cura di G. Costantino, G. Cipolla, Palermo: Regione Siciliana, Assessorato dei beni culturali e dellidentità siciliana, Dipartimento dei beni culturali e dellidentità siciliana, 2015 stampa 2016.
  • Giuseppe Cipolla, "Stendhalismo" e dintorni: Savinio, Clerici e altri. Locchio di Leonardo Sciascia, in "Letteratura&Arte", 12, 2014, MMXIV, Pisa-Roma, Serra Editore, pp. 173–190 ISSN n. 1724-613X
  • Franco La Magna, Lo schermo trema. Letteratura siciliana e cinema, Città del Sole Edizioni, Reggio Calabria, 2010, ISBN 978-88-7351-353-7
  • Giuseppe Cipolla, La cultura figurativa siciliana negli interventi critici di Leonardo Sciascia 1964-1987. TECLA.RIVISTA, ISSN 2038-6133, doi: 10.4413/RIVISTA/CIPOLLA1
  • Giuseppe Cipolla, Leonardo Sciascia le arti figurative in Sicilia, in "InFolio", n. 31, 2014, pp. 47–52 ISSN n. 1828-2482
  • Francesco Izzo a cura di, 2015-2016 Leonardo Sciascia amateur destampes, con una prefazione di Lorenza Salamon e un testo di Lavinia Spalanca, Il Girasole Edizioni, Valverde Catania, 2014.
  • Lavinia Spalanca, La tentazione dellarte, Salvatore Sciascia Editore Caltanissetta, 2012
  • Giuseppe Cipolla, Ai pochi felici. Leonardo Sciascia scrittore d’arte. Antologia di scritti sullarte, in "Letteratura&Arte", 14, 2016, MMXVI, Pisa-Roma, Serra Editore, 2016 ISSN n. 1724-613X.
  • Giuseppe Cipolla, Leonardo Sciascia le arti figurative attraverso la direzione di "Galleria rassegna bimestrale di cultura", II parte, Scritti di Sciascia 1952-1990, in "Annali di Critica dArte", a. VIII 2012, collana diretta da G. C. Sciolla, CB Edizioni, Poggio a Caiano 2012, pp. 193–269 ISSN 2279-557X
  • Leonardo Sciascia le arti visive. Un sistema di conoscenza dal fisico al metafisico. Riflessi di critica darte sul Novecento, catalogo della mostra a cura di G. Costantino, G. Cipolla, Palermo: Regione Siciliana, Assessorato dei beni culturali e dellidentità siciliana, Dipartimento dei beni culturali e dellidentità siciliana, 2015 stampa 2016.
                                     

9. Cinema

Numerosi sono i film tratti da opere di Leonardo Sciascia:

  • Una vita venduta di Aldo Florio, dalla novella Lantimonio ;
  • Todo modo di Elio Petri;
  • 1972: Storia dellemigrazione di Alessandro Blasetti, film per la TV tratto dal racconto Il lungo viaggio contenuto ne Il mare colore del vino. Leonardo Sciascia a causa dellomonimo cognome e comune origine agrigentina con lo scrittore e presentatore televisivo Ugo Sciascia talvolta è stato erroneamente confuso con questaltro autore;
  • 1967: A ciascuno il suo di Elio Petri;
  • Cadaveri eccellenti di Francesco Rosi, tratto dal romanzo Il contesto ;
  • 1971: Gioco di società di Giacomo Colli, film per la TV tratto dal racconto omonimo contenuto ne Il mare colore del vino ;
  • 1968: Il giorno della civetta di Damiano Damiani;
  • 1976
  • 1969: Un caso di coscienza di Giovanni Grimaldi, tratto dal racconto omonimo contenuto ne Il mare colore del vino ;
  • 1982: Candido di Roberto Guicciardini, film per la TV;
  • Filologia di Giuseppe Gigliorosso, film per la TV tratto dal racconto omonimo contenuto ne Il mare colore del vino ;
  • 1982: Western di cose nostre di Pino Passalacqua, film per la TV tratto dal racconto omonimo contenuto ne Il mare colore del vino ;
  • Porte aperte di Gianni Amelio;
  • 1989: Gioco di società di Nanni Loy, film per la TV tratto dal racconto omonimo contenuto ne Il mare colore del vino ;
  • 1978: Grand Hotel des Palmes di Memè Perlini, liberamente ispirato al libro Atti relativi alla morte di Raymond Roussel ;
  • 1990
  • 2001: Il consiglio dEgitto di Emidio Greco.
  • 1991: Una storia semplice di Emidio Greco;
  • 2000: Ce ne ricorderemo, di questo pianeta. Un sogno di Sciascia in Sicilia di Davide Camarrone e Salvo Cuccia;