Топ-100
Indietro

ⓘ Carlo Fecia di Cossato è stato un militare italiano. Prestò servizio con la Regia Marina durante la seconda guerra mondiale e fu un asso dei sommergibilisti con ..




Carlo Fecia di Cossato
                                     

ⓘ Carlo Fecia di Cossato

Carlo Fecia di Cossato è stato un militare italiano. Prestò servizio con la Regia Marina durante la seconda guerra mondiale e fu un "asso" dei sommergibilisti con 17 imbarcazioni nemiche affondate. Gli fu conferita la medaglia doro al valor militare.

                                     

1.1. Biografia La carriera anteguerra

Nato a Roma da una nobile famiglia piemontese sostenitrice della monarchia sabauda, dopo aver completato gli studi al Regio collegio militare di Moncalieri frequentò lAccademia Navale di Livorno dalla quale nel 1928 uscì con il grado di guardiamarina e subito imbarcato sul sommergibile Bausan.

Promosso sottotenente di vascello nel 1929 fu destinato alla Cina e imbarcato sullincrociatore Libia dove venne destinato al Distaccamento Marina di Pechino Cina. Tornato in Italia nel 1933, frequentò il Corso superiore da tenente di vascello e a bordo dellincrociatore Bari, posto alla difesa del porto di Massaua prese parte alla Guerra dEtiopia; successivamente, imbarcato su unità sommergibile, partecipò a due missioni speciali nelle acque spagnole durante la guerra civile spagnola.

Nel 1939 frequentò la Scuola Sommergibili di Pola e a 32 anni venne nominato capitano di corvetta e comandante di sommergibile.

                                     

1.2. Biografia Scoppia la seconda guerra mondiale

Allo scoppio della seconda guerra mondiale al comando del sommergibile Ciro Menotti, dislocato a Messina nellambito della XXXIII Squadriglia, operò in numerose missioni nel Mediterraneo. Nellautunno 1940 fu trasferito alla Base Betasom operante in Atlantico dislocata a Bordeaux dove fu imbarcato come ufficiale in seconda sul sommergibile Enrico Tazzoli al comando di Vittore Raccanelli finché fu destinato al sommergibile Reginaldo Giuliani.

                                     

1.3. Biografia Al comando dell Enrico Tazzoli

Il 5 aprile 1941 Fecia di Cossato assunse il comando dell Enrico Tazzoli in sostituzione di Vittore Raccanelli, e lo stesso giorno fu nominato come secondo ufficiale a bordo del Tazzoli il tenente di vascello Gianfranco Gazzana Priaroggia che si sarebbe successivamente distinto al comando del sommergibile Archimede e soprattutto del Leonardo Da Vinci. Fecia di Cossato volle un equipaggio composto da soli volontari.

                                     

1.4. Biografia I primi affondamenti

Il 7 aprile 1941 prese il mare diretto al largo dellAfrica Occidentale e il 12 aprile attaccò due incrociatori britannici. Subito dopo lattacco si immerse per sfuggire allaltro incrociatore e quando riemerse sul luogo dellattacco Cossato rinvenne una vasta macchia di nafta e vide la sagoma di un incrociatore allontanarsi. Sul libro di bordo annotò soltanto lavvenuto attacco e da parte inglese anche dopo la guerra non arrivarono conferme. Il 15 aprile affondò il piroscafo da carico inglese ex francese Aurillac 4733 tsl cui diede poi il colpo di grazia con altri due siluri e col cannone. L Aurillac divenne la prima vittoria di Fecia Da Cossato in qualità di comandante. Il 7 maggio segue il piroscafo norvegese Fernlane e il 9 la petroliera, sempre norvegese, Alfred Olsen. La Alfred Olsen fu un avversario particolarmente ostico e, dopo due giorni di inseguimento, per affondarla fu necessario ricorrere a tutti i siluri ancora disponibili e cento colpi di artiglieria il fatto costrinse il Tazzoli a fare ritorno alla base. Lungo la strada, fu attaccato da un aereo nemico, ma la reazione delle mitragliatrici di bordo del sottomarino costrinse laereo ad allontanarsi in fiamme.

Il 25 maggio il Tazzoli rientrò a Bordeaux dove Fecia di Cossato fu decorato con la medaglia dargento al valor militare. Il 15 luglio 1941 Fecia di Cossato guidò il Tazzoli in una nuova missione nel corso della quale, il 12 agosto, affondò il piroscafo inglese Sangara già danneggiato da un precedente attacco di U-Boot e il 19 la petroliera norvegese Sildra per rientrare poi alla base l11 settembre. In questa seconda missione Fecia di Cossato fu decorato con la medaglia di bronzo al valor militare e da parte dei tedeschi con la Croce di ferro di seconda classe.



                                     

1.5. Biografia Il salvataggio dei naufraghi dellAtlantis e del Python

Nel dicembre del 1941, partecipò, partendo da Bordeaux, al salvataggio di oltre 400 naufraghi che erano a bordo della nave di rifornimento tedesca Python, affondata al largo delle isole di Capo Verde; il Python aveva a bordo anche i naufraghi della famosa nave corsara Atlantis che era stata affondata precedentemente. Gli U-Boot tedeschi risultarono insufficienti ad accogliere tutti i naufraghi pertanto il comando tedesco si risolse a richiedere lintervento anche dei sommergibili italiani che avrebbero atteso i naufraghi al largo delle isole di Capo Verde. I sommergibili che si trovavano a Betasom sbarcarono quindi gran parte dellequipaggio ed imbarcarono ingenti quantità di viveri e acqua. A bordo del Tazzoli furono imbarcati circa settanta naufraghi tra cui il vice-comandante tedesco dell Atlantis Ulrich Mohr, autore dellomonimo libro in cui dopo la guerra descrisse lepopea della nave corsara tedesca, e che descrisse laiuto dato dal Tazzoli e rilevò il grande affiatamento tra lequipaggio e il suo comandante.

La notte di Natale il Tazzoli, che navigava in superficie approfittando del buio, fu costretto ad una rapida immersione quando fu attaccato da un solitario aereo nemico. I naufraghi furono sbarcati nella base tedesca di Saint-Nazaire dove già li attendeva il Fregattenkapitän Capitano di fregata dell Atlantis Berhard Rogge che espresse grande ammirazione per il comandante italiano. Al ritorno a Betasom Fecia di Cossato fu insignito direttamente dallammiraglio Dönitz con limportante decorazione tedesca della Croce di ferro di 1ª Classe. La stessa decorazione fu assegnata ai comandanti degli altri tre sommergibili impiegati nelloperazione di recupero dei naufraghi dell Atlantis. Comandante De Giacomo del sommergibile Torelli, comandante Olivieri del sommergibile Calvi, comandante Giudice del sommergibile Finzi.

                                     

1.6. Biografia Lungo le coste americane

L11 febbraio 1942 Di Cossato partì per una nuova missione presso le coste americane gli Stati Uniti erano nel frattempo entrati in guerra. Il 6 marzo affondò il piroscafo olandese Astrea e il giorno seguente la motonave norvegese Torsbergfjord. Il 9 è la volta del piroscafo uruguayano Montevideo, che era unex nave italiana che non essendo riuscita a riparare in porto neutrale alla dichiarazione di guerra era stata requisita e immessa nella flotta uruguayana. L11 marzo fu invece affondato il piroscafo panamense Cygney. In quei giorni la propaganda americana aveva ironizzato sulla Regia Marina accusando i marinai italiani di non aver coraggio di spingersi fino alle coste americane così Da Cossato in torretta e mostrando un tricolore urlò allindirizzo dei naufraghi sulla scialuppa: E adesso andate a raccontare agli americani che non è vero che gli italiani vengono fin qui ad affondare le navi ". Il 13 marzo fu la volta dellinglese Daytoian, poi il 15 della petroliera inglese Athelqueen.

Nel corso del combattimento il Tazzoli fu danneggiato pertanto decise di rientrare alla base il 31 marzo. A seguito di questa fruttuosa missione Di Cossato fu decorato con una seconda medaglia dargento al valor militare e da parte tedesca con la Croce di 2 classe con Spada dellOrdine dellAquila. Il 18 giugno 1942 Di Cossato ripartì per una nuova missione diretto ai Caraibi dove il 2 agosto attaccò e affondò la greca Castor e il 6 la petroliera norvegese Havsten. Prima dellaffondamento Di Cossato diede il tempo ai marinai avversari di poter riparare su una nave argentina. Il 5 settembre il Tazzoli fece rientro alla base. Per questa missione a Carlo Fecia di Cossato venne conferita la medaglia di bronzo al valor militare.

Il 14 novembre 1942 Di Cossato partì per la sua ultima missione a bordo del Tazzoli. Il 12 dicembre furono intercettati ed affondati il piroscafo inglese Empire Hawk e olandese Ombilin. Il 21 è il turno dellinglese Queen City e il 25 della motonave americana Dona Aurora. Al rientro dalla missione, svolta nellAtlantico i mitraglieri del Tazzoli abbatterono un quadrimotore inglese che li aveva attaccati. Il sommergibile rientrò a Bordeaux il 2 febbraio.



                                     

1.7. Biografia Affondamenti avvenuti sotto il comando di Fecia di Cossato

Le vittorie ufficiali al comando del sommergibile Enrico Tazzoli e confermate dalla documentazione delle nazioni nemiche sono in tutto diciassette. Molte fonti rivendicano anche laffondamento di un incrociatore affondato il 12 aprile 1941 rimasto sconosciuto ma presumibilmente britannico. Complessivamente sono attribuiti a Fecia di Cossato affondamenti per 86.535 tonnellate di naviglio nemico, il che lo rende di poco, 4.066 tonnellate di differenza con Gazzana Priaroggia il secondo miglior comandante italiano della seconda guerra mondiale e il 45 in generale 5° non tedesco asso degli affondamenti.

                                     

1.8. Biografia Al comando della torpediniera Aliseo

Nel febbraio del 1943 Fecia di Cossato lasciò il comando del Tazzoli per assumere con il grado di capitano di fregata il comando della IIIª Squadriglia Torpediniere con insegna sulla torpediniera Aliseo, assumendo il comando della nuova unità il 17 aprile 1943 avvicendando al comando della nave il capitano di corvetta Umberto Manacorda.

Il Tazzoli, era ormai diventato obsoleto e in seguito ad un accordo tra le rispettive marine era stato disarmato e adibito al trasporto di materiale strategico tra lEuropa e il Giappone. In cambio la Kriegsmarine si sarebbe incaricata di procurare alla Regia Marina degli U-Boote tedeschi come rimpiazzo ed avrebbe addestrato gli equipaggi italiani. Partito da Bordeaux il 16 maggio 1943, al comando del capitano Giuseppe Caito e diretto a Singapore, scomparve in mare portando con sé 70 uomini tra marinai e ufficiali, nella prima missione dopo che Carlo Fecia di Cossato ne aveva lasciato il comando. La tragedia lo segnò profondamente.

Il 22 luglio 1943 l’ Aliseo lasciò Pozzuoli per scortare a Civitavecchia, insieme alla torpediniera tedesca TA 11 ed a due cacciasommergibili, i piroscafi Adernò e Colleville. Nella mattinata del 23 luglio il convoglio fu attaccato da un gruppo di aerei alleati; uno dei velivoli nemici venne abbattuto ed uno della scorta italo-tedesca danneggiato e costretto allammaraggio, mentre l’ Aliseo ebbe leggeri danni al ponte di coperta ed al timone a causa del mitragliamento. Fecia di Cossato decise di far proseguire il convoglio mentre con la propria nave rimorchiava verso la riva laereo ammarato e provvedeva alle riparazioni dei danni al timone. L’ Aliseo si ricongiunse alle altre navi alle 17.30. Verso le 19.30, tuttavia, l’ Adernò venne silurato dal sommergibile britannico Torbay e sinabissò nel giro di alcuni minuti: l’ Aliseo, dopo aver calato una motolancia per ripescare i naufraghi, effettuò per diverse ore infruttuosa caccia antisommergibile. Fecia di Cossato fu ancora insignito di una medaglia di bronzo al valor militare e di una Croce di guerra al valor militare tedesca.

                                     

1.9. Biografia LArmistizio dell8 settembre 1943

Il giorno della proclamazione dellarmistizio di Cassibile l8 settembre 1943, l’ Aliseo era nella base di La Spezia e nel corso della giornata lunità, insieme alla gemella Ardito, salpò dal porto ligure. Sull’ Aliseo erano imbarcati anche il comandante delle siluranti, ammiraglio Amedeo Nomis di Pollone, e lammiraglio Aimone di Savoia-Aosta. Le due unità si diressero a Bastia, dove giunsero in serata apprendendo la Proclamazione dellarmistizio. Il 9 settembre, mentre le truppe tedesche procedevano alloccupazione del porto corso, la nave riuscì ad uscirne, mentre l’ Ardito rimase bloccato allinterno del porto e fu pesantemente danneggiato dal tiro delle batterie costiere, cadute in mano alla Wehrmacht, e di numerose unità tedesche.

Fecia di Cossato, vedendo laltra torpediniera in difficoltà, invertì la rotta ed affrontò undici imbarcazioni tedesche: i cacciasommergibili UJ 2203 ex-francese Minerva e UJ 2219 ex-francese Insuma, di scorta alle motozattere armate F 366, F 387, F 459, F 612 ed F 623, la motobarca della Luftwaffe FL B. 412 ed i piroscafi armati Humanitas e Sassari, italiani ma catturati dai tedeschi. La nave nellazione era supportata anche da alcune batterie che erano state riconquistate dagli artiglieri italiani e dallintervento, nella fase finale del combattimento, della corvetta Cormorano. L’ Aliseo riuscì ad affondare con i suoi 3 cannoni da 100mm sia i cacciasommergibili che le motozattere, mettendo inoltre fuori uso l’ Humanitas ed il Sassari.

Più precisamente l’ Aliseo, ricevuto dal comandante del porto, dopo che questo era stato in buona parte riconquistato, lordine di attaccare e distruggere la flottiglia tedesca, aprì il fuoco alle 7.06 da circa 8300 metri, in risposta alle navi tedesche, che, UJ 2203 in testa, avevano già iniziato a sparare. Alle 7.30 l’ Aliseo fu centrata da un proiettile da 88 mm in sala macchine restando temporaneamente immobilizzata, quindi, riparato il danno, diresse il tiro contro l’ UJ 2203, che, devastato, saltò in aria alle 8.20; dieci minuti più tardi l’ UJ 2219 ebbe analoga sorte e quindi furono affondate tre delle motozattere, mentre le rimanenti due motozattere furono mandate ad incagliarsi ed il battello della Luftwaffe venne affondato con il concorso della Cormorano, che frattanto era sopraggiunta. La vittoria riportata a Bastia fu tra le motivazioni del conferimento della Medaglia doro al valor militare a Fecia di Cossato, caso probabilmente unico di conferimento della massima decorazione militare per azioni militari compiute contro obiettivi di due parti belligeranti contrapposte.

                                     

1.10. Biografia Rotta verso il Regno del Sud

Dopo il combattimento l’ Aliseo, recuperati 25 naufraghi tedeschi, diresse insieme alla malridotta Ardito per Portoferraio, dove erano confluite numerose torpediniere, corvette ed unità minori ed ausiliarie provenienti dai porti del Tirreno, dove arrivò alle 17.58 del 9 settembre, sbarcando gli ammiragli Nomis di Pollone e Savoia-Aosta ed i naufraghi tedeschi. Nel mattino dell11 settembre la nave lasciò Portoferraio insieme ad altre sei torpediniere e diresse per Palermo, porto controllato dagli Alleati, dove il gruppo arrivò alle dieci del mattino del 12 settembre.

Le navi rimasero in rada dal 12 al 18 settembre, giorno in cui entrarono in porto e ricevettero acqua e provviste da parte degli statunitensi. Il 20 settembre 1943 la nave lasciò il porto siciliano insieme a svariate altre unità e si portò a Malta, dove consegnò parte dei viveri ricevuti alle altre navi italiane già giunte nellisola e giunto lì, si rese conto che le navi da battaglia erano alla fonda completamente disarmate e trasformate in campo di concentramento per gli equipaggi. Il 5 ottobre l’ Aliseo, le sue gemelle ed altre tre torpediniere lasciarono Malta e rientrarono in Italia.



                                     

1.11. Biografia Linsubordinazione

La nave, con base a Taranto, operò anche durante la cobelligeranza in missioni di scorta, restando al comando di Fecia di Cossato. Quando in primavera si diffuse la notizia che, nonostante la cobelligeranza, le navi italiane sarebbero state comunque cedute alle potenze vincitrici, Di Cossato ordinò alla propria squadra, quando fosse venuto il momento, di non accettare lordine di consegna.

Nel giugno 1944, quando il nuovo governo, presieduto da Ivanoe Bonomi, si insediò rifiutandosi di giurare fedeltà al Re, gli alti comandi della Marina si adeguarono alla scelta ministeriale ma, il 22 giugno, Carlo Fecia di Cossato, di fronte alla richiesta dellammiraglio Nomis di Pollone di riconoscere con giuramento di fedeltà il nuovo Governo del Sud ed uscire in pattugliamento, si rifiutò, dicendo di non riconoscere come legittimo un governo che non aveva prestato giuramento al Re e che pertanto non avrebbe eseguito gli ordini che venivano da quel governo.

                                     

1.12. Biografia Gli arresti e il suicidio

Il 22 giugno 1944 Fecia di Cossato fu fatto sbarcare dall’ Aliseo e, dopo essere stato convocato a palazzo Resta, fu messo agli arresti nella fortezza con laccusa di "insubordinazione" e sollevato dal comando dell’ Aliseo. La mattina successiva ci furono gravi tumulti fra gli equipaggi, che si schierarono a sostegno di Fecia di Cossato, rifiutando di prendere il mare e reclamando la liberazione e il reintegro del comandante. In breve Fecia di Cossato fu rimesso in libertà, ma posto in licenza per tre mesi.

In nome del Re, allarmistizio, aveva obbedito allordine di raggiungere un porto Alleato e al comando dell Aliseo non aveva esitato ad attaccare lalleato del giorno prima, pur ripugnandogli lidea del cambio di campo, per trovarsi a fronteggiare un governo che rifiutava di giurare fedeltà al Re. In pochi mesi vide crollare tutti i valori nei quali aveva sempre creduto: la Monarchia, la Patria, la Regia Marina. Non potendo raggiungere la famiglia al Nord, si trasferì a Napoli, ospite di un amico, rifiutando gli incarichi di comando che gli venivano offerti dagli alleati. Invano tentò di avere un colloquio con il luogotenente del Regno Umberto di Savoia per spiegargli i motivi della sua insubordinazione.

Allavvicinarsi della fine del congedo, il 21 agosto scrisse la sua lettera testamento indirizzata alla madre e tra il 27 e 28 agosto scelse il suicidio per denunciare la grave crisi dei valori nei quali aveva sempre creduto e come denuncia morale contro tutti coloro per i quali il giuramento di fedeltà, a suo tempo prestato, era stata solo una parola al vento; il 27 agosto 1944 si uccise a Napoli, sparandosi un colpo di pistola alla tempia, lasciando una lettera alla madre in cui spiegava i motivi del suo gesto.

Carlo Fecia di Cossato è sepolto a Bologna.

                                     

2. Riconoscimenti

Nel 1977 la Marina Militare conferito il nome di questo comandante a un sommergibile, la cui sigla era S-519; il sommergibile, appartenente alla "prima serie" della classe Sauro, ha eseguito lultimo ammainabandiera il 31 marzo 2005 alla Spezia.