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ⓘ Thamudeni. Col nome Thamudeni, o Thamūd, si indica una popolazione araba preislamica della Penisola Araba, presente nellarea higiazena, che ha lasciato varie tr ..




Thamudeni
                                     

ⓘ Thamudeni

Col nome Thamudeni, o Thamūd, si indica una popolazione araba preislamica della Penisola Araba, presente nellarea higiazena, che ha lasciato varie tracce epigrafiche e che è ricordata dallo stesso Corano.

                                     

1. Dati archeologici

Il sito di al-Hijr, in Arabia saudita, è ancora poco conosciuto. Questo sito è molto più che una necropoli primitiva. Al-Hijr è stata una vera città, sebbene le principali vestigia attualmente visibili sono gli ipogei scavati nellarenaria rossa del deserto. Vi è esistita una città ed un dominio agricolo irrigato. I Nabatei, antichi pastori nomadi divenuti sedentari, si sono stabiliti ad al-Hijr, ma le relazioni tra al-Hijr e la capitale dei Nabatei, Petra, restano oscure. Il sito archeologico di Madâ’in Sâlih è il primo sito dellArabia saudita inscritto sulla lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Al-Hijr è una testimonianza unica della civiltà nabatea. Con circa cento tombe monumentali con facciate decorate e i suoi pozzi, il sito è un esempio eccezionale della qualità dellarchitettura dei Nabatei e della loro padronanza delle tecniche idrauliche. Madâin Sâlih ha conosciuto un periodo di occupazione di almeno cinquecento anni. Il sito è abitato almeno fino al IV secolo d.C. e probabilmente anche oltre. Questa regione, al confine tra il regno nabateo e il regno di Lihan, fu in seguito integrata nella provincia romana di Arabia. I riferimenti epigrafici cessano a partire dal IV secolo.

                                     

2. Dati storici ed epigrafici

Lidentità storica dei Thamudeni non è chiara. Sembra possano provenire dallo Yemen, ma una regione dellHegiaz è chiamata "thamud". Alcuni autori greco-romani citano la popolazione araba dei "tamudaei" e Plinio il vecchio afferma che essa viveva nei pressi della città di Domata, il cui nome in arabo indica uno dei figli del biblico Ismaeleː Duma o Dumah. La localizzazione di questa città non è chiara, ma molti studiosi la identificano con Dumat al-Jandal. Levoluzione da Duma o Dumat in Tamud può essere attribuita alluso semitico di non scrivere le vocali e a una graduale evoluzione nella pronuncia delle consonanti legata al trascorrere del tempo e al nomadismo che esponeva allinfluenza dei dialetti di località diverse.

Se, invece, i Thamudeni fossero stati lo stesso popolo che aveva come sua capitale la città di Tema Taymāʾ allora ci potremmo trovare di fronte a quella stessa popolazione che faceva parte di una coalizione che si scontrò senza successo con il sovrano assiro Tiglat-Pileser III, mentre Sargon II li ricordava fra le popolazioni da lui sgominate.

Il loro spostamento dalle aree meridionali arabe yemenite li portò a insediarsi in Hijāz, nellarea compresa fra il golfo di Aqaba e Yanbu e qui sembra che si sedentarizzassero, come le Cronache assire e lo stesso Corano indirettamente ci attesta.

Le prime elencano infatti Thamud, Ibadidi, Marsimani ed Ephah, gli Arabi distanti che abitano nel deserto, distinguendo i primi dagli ultimi per via del loro diverso modello societario, mentre il testo sacro dellIslam, in circa 20 suoi passaggi, descrive i "castelli", i "palazzi" le "case" dei Thamudeni, le loro "città", i loro "giardini" le loro capacità ingegneristiche.

Anche a livello epigrafico non mancano testimonianze sul loro modo di produzione, in alcun modo legato al nomadismo. Un ulteriore elemento da valutare è larruolamento nel V secolo, da parte romana, di Equites saraceni thamoudaeni nelle truppe montate di stanza in Egitto, a Scenas Veteranorum la "Collina dei Giudei, nei pressi del Cairo.

Tra le divinità venerate dai Thamudeni sono attestate dediche rivolte a Nahy e a Rudā, come pure a Wadd, Khalasat, Yaghūt, Shams, Attarsamīm e molte altre divinità, alcune di chiara origine sud-arabica. A tutte queste divinità si usavano dedicare sacrifici di animali in santuari forse fissi.

                                     

2.1. Dati storici ed epigrafici Nel Corano

Il popolo dei Thamudeni è citato ventisei volte nel Corano, come un popolo primitivo e ribelle, di confessione politeista, che non ha voluto ascoltare il suo profeta Salih.

La storia riportata nel Corano si riassume come segue. Dio invia il profeta Sâlih per chiamare i Thamudeni a convertirsi al monoteismo. Essi esprimono i loro dubbi e la loro intenzione di continuare il culto degli antenati. Sâlih annuncia loro la "cammella di Dio" che essi dovranno lasciar pascolare tranquillamente senza farle alcun male, sotto pena di un terribile castigo. In un altro passaggio, è precisato che questa ripartizione consiste nel lasciare la cammella bere solo un giorno, e i Thamudeni un altro giorno. Ma gli avversari non si curano di questa minaccia, uccidono la cammella e sfidano Sâlih a realizzare le sue minacce. Sâlih dice loro che non restano loro che tre giorni per godere delle proprie case prima che la minaccia non si realizzi. Un solo grido Sayha distrusse i Thamudeni. La natura del grido è descritta come un urlo prodotto da un messaggero di Dio, che precede un enorme sommovimento. La parola impiegata nella sura VII significa terremoto Rajfa mentre quella usata nella sura XLI significa fulmine Sâ`iqa.



                                     

2.2. Dati storici ed epigrafici Ibn Battûta 1304-1369

Verso il 1326, Ibn Battuta, di ritorno dal suo pellegrinaggio la Mecca, passa a Tabûk:

                                     

2.3. Dati storici ed epigrafici Ibn Kathir 1301-1373

Ibn Kathir nella sua storia dell’islam Bidâya precisa ulteriormente il mito. Thamûd, leponimo dei Thamudeni, è un nipote di Noè:

Secondo lo stesso autore, Hud profeta degli Ad è anchegli un nipote di Noè:

Nel racconto di Ibn Kathir, la particolarità della cammella non è più il colore del suo pelo ma la sua taglia gigantesca:

Come nella Cronaca di Tabari, la cammella esce dalla roccia dopo che Sâlih ha fatto una preghiera. Ma contrariamente a Tabari, la decisione di uccidere la cammella è presa in comune dai capi della tribù. Il loro capo chiamato Kédar ibn Salif ibn Joudaa, nato al di fuori del matrimonio, è designato per eseguire lassassinio. Un poco più avanti Ibn Kathir spiega come altri otto insorti si raggruppino attorno a Kédar ibn Salif ibn Juda per uccidere la cammella. L’abitudine di non bere lacqua del pozzo di Tabuk è una conseguenza della spedizione condotta da Maometto:

Ibn Kathir aggiunge:

Maometto vietò ai musulmani di entrare "in quei posti dove i Thamudeni furono puniti da Allah" e ordinò di passarvi accanto senza piangere sulla loro sorte. A dire di Ibn Kathir, se i Thamudenti hanno scavato le loro dimore nella roccia sarebbe perché essi vivevano troppo a lungo ed una dimora di terra essiccata sarebbe durata meno che i suoi abitanti.

                                     

2.4. Dati storici ed epigrafici Ibn Khaldûn 1332-1406

Lo stesso aneddoto si trova in Ibn Khaldun, che confuta però laffermazione secondo cui i Thamudeni fossero stati dei giganti: