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ⓘ Agostini, famiglia. Gli Agostini Fantini Venerosi della Seta Gaetani Bocca Grassi sono una famiglia di origine nobile, conti del Regno dItalia, conti palatini d ..




Agostini (famiglia)
                                     

ⓘ Agostini (famiglia)

Gli Agostini Fantini Venerosi della Seta Gaetani Bocca Grassi sono una famiglia di origine nobile, conti del Regno dItalia, conti palatini del Granducato di Toscana, nobili patrizi della Repubblica Marinara di Pisa.

                                     

1. Origine della famiglia

Secondo la tradizione le ricerche condotte dallarchivista Clemente Lupi nella seconda metà dellOttocento si ritiene che la famiglia, originaria della Gera dAdda in Lombardia Agosti o de Augustio di Osio Sotto, si fosse trasferita nella Repubblica di Venezia intorno alla fine del X secolo e successivamente nel Ducato di Pesaro, nel Ducato di Ferrara e nella Repubblica di Pisa.

Cappellari Vivaro nel suo Campidoglio veneto conservato nella Biblioteca nazionale Marciana sostiene che la famiglia discese dalla gens Agosta o Agosti, fu nobile in Bergamo e, cacciata dalla Gera dAdda, venne ricevuta nel Maggior Consiglio della Repubblica di Venezia fin dal 1018.

Vincenzo Maria Coronelli, nel suo catalogo delle famiglie nobili venete, tramanda le iscrizioni le memorie, conservate nella chiesa di San Pietro di Murano, delle due linee estinte del ramo veneziano.

Goro Stendardi, in un suo noto saggio sulle antiche famiglie patrizie pisane, afferma che già nel XII secolo era presente in Pisa tra le maggiori partecipanti nel governo della città; ebbe validissimi combattenti ed armò galere per la lotta contro i pirati ".

Varie fonti, tra le quali Filadelfo Mugnos ed Agostino Inveges, concordano nellindicare il ramo di Pisa come ceppo originario delle famiglie DAgostino ed Agustini, che si sarebbero trapiantate rispettivamente a Palermo e a Siena nella prima metà del XVI secolo dopo la seconda occupazione fiorentina di Pisa 1509. Il ramo siciliano si originò da Francesco, figlio di Paulus Antonii Nannis nato dalla relazione di Clarice, moglie di Paolo, con Pandolfo Petrucci di Siena. Di Paulus Antonii Nannis si perdono le tracce allindomani dellatto di divisione patrimoniale dai fratelli Marianus, Petrus ed Jacobus del 30 aprile 1528 stile fiorentino con il quale gli furono liquidati 1000 fiorini fiorentini doro. Il ramo senese ebbe origine da Marcello, figlio legittimo di ser Paulus Agustini o Austini.

Una tradizione familiare vuole che gli Agostini, mercanti con banchi in varie città della consorteria bergolina dei Lanfranchi, siano stati arruolati dalla Repubblica Veneta in soccorso a Pisa, giacché abili nelluso delle" nuove” armi da fuoco. A conferma di tale ipotesi sappiamo che il castello di Vico Pisano, comandato da Petrus, fu effettivamente difeso da truppe venete e dalmate con moderne armi da fuoco tra il 1502 ed il 1503, tanto che la vittoria sui pisani fu immortalata dal Vasari nel soffitto del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze con un furioso combattimento di artiglierie. Marianus fu invece comandante della fortezza del Parlascio e gonfaloniere cittadino; ebbe" pienezza di balia per stringere qualunque lega e per trasferire il dominio di Pisa in qualsivoglia Signoria anche non italiana, fuorché tra i Fiorentini o in chi potesse soggettarla ad essi ” nella provvisione del 17 novembre 1499. È inoltre ricordato come oratore a Lucca nel 1495 per il deposito di 12.000 ducati a favore del duca dEntragues per il rilascio ai pisani della Cittadella. Un altro racconto familiare ricorda che Marianus, Petrus e Paulus dopo la conquista fiorentina si rifugiarono nel castello di Colleoli, vicino a Palaia, ma Paulus e la moglie Clarice dovettero nuovamente fuggire dopo la strage di tutti i "famigli" ad opera dei fiorentini. La proprietà del castello di Colleoli fu alienata dal conte Alessandro di Alfredo Agostini nel 1921 mentre la famiglia possiede ancora il castello di Vecchiano, oggi conosciuto come leremo di "Santa Maria in Castello".

Nel corso dei secoli gli Agostini conclusero prestigiose alleanze matrimoniali con i più illustri casati cittadini e con famiglie dellaristocrazia toscana. Il cognome Fantini fu aggiunto nel 1648 alla morte del nobile mercante Cosimo Fantini probabile discendente del condottiero Fanto Fantini della Gherardesca. Il Fantini non si era mai sposato e non avendo figli ai quali lasciare lavviata industria per la produzione della seta scelse come suo erede il nobile Carlo Agostini. Latto di successione stabiliva che lerede, oltre al patrimonio, assumesse anche il cognome Fantini ed inquartasse nel proprio blasone quello dei Fantini. Nel 1745 gli Agostini assunsero, poi, il titolo ed il cognome dei Venerosi, conti palatini di Strido e Frosini, grazie alle volontà testamento del 28 aprile 1703 del conte Alamanno Venerosi, il quale istituì un fedecommesso a favore della famiglia Agostini giacché sua sorella Francesca era andata sposa al nobile pisano Andrea Bernardi. Da questo matrimonio nacquero quattro femmine: una morì nubile, due furono religiose ed una, Lucrezia, sposò il cavalier Cosimo Agostini. Allinizio dellOttocento nella famiglia confluirono beni e nome dei marchesi e patrizi pisani della Seta Gaetani Bocca poiché i figli del conte Cosimo Baldassarre, cavalier Andrea e Ferdinando, fecero proprio questo antico cognome in quanto con la loro madre, Teresa Scolastica della Seta Gaetani Bocca, si veniva ad estinguere lillustre stirpe. Al 1869, infine, si registra lacquisizione del cognome Grassi, patrizi pisani e senesi, estinti negli Agostini poiché Maria Maddalena Grassi, ultima discendente della famiglia, nel 1819 aveva sposato il conte Alamanno.

                                     

2. Il titolo di conti

Il titolo di conte e nobile patrizio pisano Agostini Fantini Venerosi della Seta è stato riconosciuto il 21 ottobre 1870 dalla Regia Consulta Araldica del Regno dItalia 1861-1946. Lo stemma ai sensi dellart.11 del R.D. nr. 5138 dell11 dicembre 1887 che prevedeva la formazione del Libro dOro della Nobiltà Italiana nei quali iscrivere le famiglie in legittimo possesso di antichi titoli nobiliari. Il decreto di ascrizione al patriziato del Granducato di Toscana 1735-1860 risale al 27 maggio 1754 e riporta lalbero genealogico del" pretendente Cav. Cosimo Baldassarre Agostini, Fantini, Venerosi dé Conti di Strido ”, elencando i rami discendenti dal patrizio pisano ser Antonius Nannis de messer Agostinis, comandante del Rivellino di Piombino durante lassedio del re di Napoli Alfonso dAragona nel 1448:

  • Marianus Antonii, castellano del Parlascio a Pisa ramo estintosi nei pisani Rosselmini Gualandi Agostini;
  • Paulus Antonii, Priore della città nel 1503 ramo primogenito estinto nei senesi Suarez Bichi Agostini;
  • Petrus Antonii, castellano di Vico Pisano ramo da cui discendono gli Agostini Fantini Venerosi della Seta Gaetani Bocca Grassi;
  • Jacobus Antonii, Canonico della Primaziale pisana nel 1528.
                                     

3. Lo stemma

Lo scudo dei conti Agostini racchiude, al suo interno, altri sei stemmi riconducibili ad altrettante parentele stabilite nel corso dei secoli. Al centro lo scudo originario degli Agostini, di rosso al capo dazzurro, caricato di tre stelle di otto raggi doro.

In alto: 1º quarto a sinistra larma della famiglia Fantini, 2º quarto a destra quella dei Venerosi. In basso: 3º quarto a sinistra le armi della famiglia dei della Seta in alto Bocca sotto a sinistra Gaetani sotto a destra, 4º quarto a destra larma dei Grassi. Lo scudo è sormontato da elmo e corona comitale, con cimiero di unarpia dargento nascente, ornato di cercine e di svolazzi doro, dargento, di rosso, dazzurro e di nero con sostegni di due liocorni bai, al naturale, armati doro, ritti e affrontati.

Il motto è Sic Itur ad astra cioè così si giunge alle stelle, verso dellEneide libro IX, 641.

Il famoso verso dellEneide di Virgilio, prospetta una lontananza possibile, raggiungibile, mettendo in campo coraggio e perseveranza; le astra di Virgilio sono la gloria imperitura, astrale appunto. La citazione ripresa poi da Seneca "Per aspera ad astra "per aspera sic itur ad astra", è usata spesso anche da Voltaire come un invito ad essere coraggiosi: la via giusta per salire verso Dio è il sapere, il coraggio, la perseveranza ed il valore.



                                     

4. Albero genealogico della famiglia

  • Agostini Pietro - Priore della Repubblica Pisana nel 1503 e 1506 - Cav. del S.M.O.M. Sovrano Militare Ordine di Malta sp. dei Mazzieri di Viterbo
  • Agostini ser Bacciamei del Barbiere Iulius - Proprietario di una cava in San Giusto in Cannicci
  • Agostini Bacciamei Ventura - Priore della Repubblica Pisana nel 1351
  • Agostini Fantini Venerosi conte Ranieri Andrea
  • Agostini Fantini Cosimo sp. Lucrezia Bernardi Venerosi
  • Agostini ser Bacciamei del Barbiere Iacobus - Priore della Repubblica Pisana nel 1374, Parrocchia di S.Andrea Forisportam
  • Agostini Bacciamei Nerius -Priore della Repubblica Pisana nel 1322
  • Agostini Bacciamei Nninus -Priore della Repubblica Pisana nel 1337
  • Agostini Bacciamei Bacciameus - Priore della Repubblica Pisana nel 1293, 1296, 1316 e 1336
  • Agostini ser Bacciamei del Barbiere Ioannes - Priore della Repubblica Pisana abitante in Pisa nel 1369, Parrocchia di S.Simeone al Parlascio
  • Agostini Agostino sp. Cassandra dei Corvini di Pisa, Parrocchia di S.Martino alla Pietra
  • Agostini Fantini Carlo - Cav. del S.M.O.S.S. n. 1637 m. 1686 sp. Clorinda dei marchesi Vitali del Carretto
  • Agostini DAgostino del Barbiere Augustinus - Priore della Repubblica Pisana nel 1386, Parrocchia di S.Simone al Parlascio
  • Agostini Bacciamei Petri - Priore della Repubblica Pisana nel 1322
  • Agostini Fabio Cav. del S.M.O.M. sp. Marzia dei Lanfranchi del Barbiere
  • Agostini del Barbiere Ioannes - Priore della Repubblica Pisana nel 1450 sp. Manna dei Manfredi
  • Agostini Antonio - Priore della Repubblica Pisana nel 1461, 1464 e 1468 sp. Brigida dei Bizzarro di Samminiatello
  • Agostini Agostino Cav. del S.M.O.S.S. Ordine di Santo Stefano Papa e Martire sp. Nicoletta dei Lanfranchi del Barbiere

Cav. del S.M.O.S.S. sposa: A) in prime nozze il 18 giugno 1721 Paola Brandi, di Bernardo, di Pierluigi di Ascanio n. 10 giugno 1677 - m. 23 febbraio 1731. B) in seconde nozze 30 o 31 ottobre 1732 stile fiorentino Maria Anna Francesca Nervi, dama dellOrdine Imperiale della Croce Stellata o della Crociera, sposata poi in seconde nozze il 17 ottobre 1732 stile pisano con il Cav. Flaminio dal Borgo, dal quale ebbe otto figli), n. Pisa 31 marzo 1716

  • Agostini Fantini Venerosi - conte Cosimo Baldassarre

Gran Tesoriere del S.M.O.S.S., Gonfaloniere pisano del Granducato di Toscana, Dott. in Utroque Iure, n. 26 novembre 1733 - m. Pisa 6 ottobre 1793 sp. Pisa Parrocchia di S. Cecilia 12 gennaio 1755 Maria Teresa Scolastica Ottavia della Seta Gaetani Bocca n. Pisa 1736 - m. Pisa 31 luglio 1816

  • Agostini Fantini Venerosi della Seta conte Andrea Pietro Francesco Gaetano Melchiorre

Priore del S.M.O.S.S., ambasciatore toscano a Parigi, uditore del Principato di Monaco, Dott. in Utroque Iure n. Pisa 21 ottobre 1755 - m. Pisa 9 dicembre 1820 sp. Pisa Parrocchia di S. Cecilia 8 gennaio 1797 Maria Zeffira Anna Ruschi n. 21 ottobre 1772

  • Agostini Fantini Venerosi della Seta conte Alamanno Cosimo Giovan Battista Giuseppe

Cav. del S.M.O.S.S. Dott. in Matematica, capitano della Guardia civica, Magistrato del Comune, Patrizio pisano n. Pisa 21 gennaio 1821 - m. Villa di Corliano, Bagni di San Giuliano Pisa 12 novembre 1858 sp. Pisa Chiesa di S. Sepolcro 1º novembre 1846 Maddalena dei conti Serristori n. Firenze 5 ottobre 1830 - m. 1875

  • Agostini Fantini Venerosi della Seta conte Alfredo Cosimo Luigi Ranieri,

Cav. don. e devoz. S.M.O.M., Patrizio pisano, Dott. in Matematica n. Pisa 23 febbraio 1855 - m. Pisa 24 marzo 1903 sp. 18 ottobre 1882 Teresa Teodora dei conti Marcello, Patrizia veneta n. Mogliano Veneto Venezia 5 ottobre 1862 - m. Pisa 6 dicembre 1946

  • Agostini Fantini Venerosi della Seta conte Alessandro Alfredo Ranieri,

Cav. don e dev. S.M.O.M., Patrizio pisano, Cav. del lavoro, Dott. in Agraria n. Pisa 17 luglio 1884 - m. Villa di Corliano, Bagni di S. Giuliano Pisa 28 settembre 1958 sp. Firenze 22 febbraio 1920 Clementina Lorenzini, n. Palaia Pisa 23 febbraio 1902 - m. Villa di Corliano, Bagni di S. Giuliano Pisa 28 ottobre 1991

  • Agostini Fantini Venerosi della Seta conte Cosimo Baldassare Ranieri,

Patrizio pisano, Dott. in Agraria n. Firenze 12 gennaio 1921 - m. Pisa, 24 febbraio 2014 sp. a Villa Miglianello di Massarosa Lucca 8 giugno 1957 Elena Rodighiero, n. Pontecagnano Salerno 26 settembre 1937.

                                     

5.1. Rami collaterali DAgostino

Famiglia pisana, ramo della originaria famiglia Agostini, che si trasferì in Palermo con Francesco, figlio di ser Paulus Antonii Nannis, per passare poi a Messina, Agrigento ed altre città della Sicilia, godendo ovunque nobiltà. Questa famiglia rivestì differenti ruoli politico-militari in Sicilia. Filadelfo Mugnos in concordanza con Agostino Inveges individuano la linea di discendenza derivata da Francesco DAgostino vissuto nel XVI secolo a Palermo, appartenente alla famiglia pisana degli Agostini.

Arma: dazzurro, a tre fasce doro, accompagnate da sei granate allantica fuochi greci dello stesso, situati 3, 2, 1 da cima a fondo.

Motto: "Sic Itur ad Astra"

                                     

5.2. Rami collaterali Agustini

Agustini o Aggustini o Austini. Famiglia pisana, ramo della originaria famiglia, che si trasferì in Siena con Marcello, figlio di ser Paulus Antonii Nannis, dopo la seconda conquista fiorentina di Pisa 1509. Il nome è legato alla rinascita e alla costruzione dei monumenti più importanti di Caldana, borgo del comune di Gavorrano, originariamente nei pressi dei possedimenti della moglie di Cosimo I dei Medici, Eleonora da Toledo. Gli Agustini furono legati a Cosimo I e alla corte medicea: Marcello, amico di Giorgio Vasari, fu indicato con lappellativo di familiare dei Medici da Cosimo I e nel 1564 ottenne il titolo di marchese e linvestitura feudale di Signore. Sul frontone del castello si riconosce ancora oggi lo stemma degli Agustini, ramo estinto nei Suarez Agostini di Siena

Arma: troncato nel primo dazzurro al crescente doro: nel secondo bandato di rosso e argento al capo doro caricato di unaquila di nero.