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ⓘ Fra Pacifico, al secolo Guglielmo Divini, è stato un religioso e poeta italiano, uno dei primi e più stretti compagni di Francesco dAssisi. Convertito della pri ..




Fra Pacifico
                                     

ⓘ Fra Pacifico

Fra Pacifico, al secolo Guglielmo Divini, è stato un religioso e poeta italiano, uno dei primi e più stretti compagni di Francesco dAssisi. Convertito della prima generazione, egli visse con lassisiate alcuni dei momenti più importanti della vita del santo. È ricordato anche per le numerose visioni mistiche e per la fama di poeta che egli conquistò quandera ancora nel secolo. Fu il primo ministro francescano a portare il verbo del Poverello in Francia, fuori dai confini italiani.

                                     

1. Biografia

Nel secolo, fra Pacifico era chiamato Guglielmo Divini; era originario della Marca Fermana e a dargli i natali fu il piccolo borgo di Villa di Santa Maria a Corte nei pressi di Lisciano di Ascoli Piceno.

Sappiamo, dalle varie cronache, che egli, prima di convertirsi a Francesco, fu uno dei più grandi autori di poesie del suo tempo, tanto da essere incoronato "Re dei versi" dallimperatore. Infatti, fra Pacifico è anche detto, proprio per questo motivo, il "Re dei versi".

Così lautorevole testimonianza di Tommaso da Celano descrive la conversione di Guglielmo Divini:

Le fonti concordano, sostanzialmente con questo resoconto del Celano. Possiamo ragionevolmente supporre che la commovente conversione di Guglielmo avvenisse fra il 1212 ed il 1213. Infatti, è in questo momento che Francesco faceva ritorno, in Ancona, dal suo mancato viaggio in Siria. In questo percorso, può aver incontrato il futuro Pacifico presso San Severino.

Inoltre, altri episodi della presenza di Pacifico con Francesco possono aiutarci nella datazione: sappiamo che la celebre visione mistica ricevuta da Pacifico nella chiesa di Bovara, presso Trevi, attraverso la quale vide in cielo un trono vuoto, riservato per Francesco, avvenne verosimilmente nel 1214. Sappiamo inoltre che Pacifico è con Francesco durante lepisodio della donazione del Monte della Verna, datato l8 maggio del 1213. In questo momento, dunque, Pacifico è già con il Santo.

Sappiamo che egli fu inviato in Francia, da Francesco, nel 1217. Vi rimarrà fino al 1223, per poi farvi ritorno una seconda volta alla fine del 1226.

In Francia, infine, posti stabilmente i germi del movimento francescano, Pacifico morì attorno al 1234, "lasciando dietro sé odore di vera santità", scriverà nella Franceschina il frate Giacomo Oddi.

                                     

1.1. Biografia Identificazione con Guglielmo Divini

Interessante è gettare lo sguardo sulla figura di questo francescano prima della sua conversione: è infatti lecito domandarsi chi sia questuomo, che le fonti riportano come il più celebre poeta del suo tempo, incoronato dallo stesso imperatore. La tradizione - una tradizione non da pochi contestata - vuole identificare Pacifico con Guglielmo Divini. Questa tradizione sembra, oggi, possa essere infine confermata, osservando numerosi documenti relativi alle cronache della Marca e di Ascoli in particolare. Nel trattato Osservazioni sopra le famiglie nobili dItalia, le loro arme, ed Imprese, di Francesco Antonio Marcucci 1717-1798, nella X sezione, ai capitoli 9-10, è possibile reperire una testimonianza dalla grande importanza:

                                     

1.2. Biografia Re dei versi

Apprendiamo qui che quando Enrico VI e Costanza di Sicilia, novelli sposi, furono in Ascoli o in Napoli nel 1187, un giovane rimatore proveniente dal borgo di Lisciano compose e recitò per la venuta della regale coppia un testo in versi di materia encomiastica il quale sarebbe dunque uno dei primi tentativi di scrittura poetica - se non il primo, come si afferma - nellidioma italico. Quello stesso giovane, ci dice il Marcucci, in più tarda età sarebbe divenuto un discepolo di Francesco dAssisi, con il nome di fra Pacifico. Scopriamo così lidentità del frate" Re dei versi” che nessuna fonte francescana esplicita.

Ma vi sono ancora altri segreti celati nello scrigno di questa testimonianza. Infatti, nello scritto del Marcucci viene riportato un frammento di quello che avrebbe dovuto essere" il carme encomiastico”, che, nel luglio del 1187, Guglielmo Divini, venticinque anni prima di essere" pacificato” da Francesco, compone e recita in occasione del soggiorno ascolano della regale coppia. Apprendiamo inoltre che limperatore che lo decretò "Re dei versi" fu Federico II.

A ciò, possiamo aggiungere la notizia, riportata nelle Historiae Asculanae 1673 di Sebastiano Andreantonelli, secondo cui, dopo il soggiorno di due mesi di Costanza di Sicilia e del suo sposo nel 1187 nella città di Ascoli, un giovane poeta di Lisciano viene condotto, al seguito della coppia regale, insieme ad altri tre scelti cittadini, alla corte di Palermo, per svolgere le funzioni di "cavalier servente" della Regina. Quel giovane è Guglielmo Divini.

Egli dunque passa a Palermo gli anni tra 1187 e il 1211, anni nei quali egli deve aver dato tale prova di sé nellarte della poesia, da meritarsi il titolo di Re dei versi dallo stesso imperatore. Quellimperatore di cui parlano le fonti francescane è dunque Federico II. Non possiamo non notare che, alla corte di questultimo, sarebbe sorta, dopo circa ventanni dalla presenza di Pacifico, una delle principali scuole poetiche della letteratura delle origini: la Scuola siciliana di Jacopo da Lentini. Colui che in quello stesso ambiente era stato nominato "Re dei versi" non può non aver svolto un ruolo in questa formazione letteraria. Inoltre, dal frammento del canto che ci è giunto, vediamo come Guglielmo Divini sia un fulgido interprete di una letteratura, nella Italia mediana del XII secolo, ben delineatasi, una delle prime realtà nellidioma volgare.

Unaltra suggestione, avanzata dallo storico Benedetto Leopardi di Monte San Pietrangeli, riguarda un possibile "amore galeotto" fra la regina Costanza di Sicilia e il giovane poeta Guglielmo. Un amore di cui un meraviglioso frutto, secondo lo storico, potrebbe essere addirittura lo stesso Federico II. Il quale, essendo stato partorito il 26 dicembre del 1194 nella piazza di Jesi, dovette essere stato concepito nel marzo dello stesso anno. In quel momento, Enrico si trovava in Germania, Costanza a Spoleto da sola, o meglio: in compagnia delle sue dame e del suo "cavalier servente": Guglielmo. Lipotesi, nella sua clamorosità, è affascinante, benché quasi romanzesca. Essa spiegherebbe comunque molti misteri che avvolgono la figura straordinaria, e poco nota del marchigiano amico di Francesco dAssisi, che attraversa come una cometa gli anni cruciali fra XII e XIII secolo, entrando a contatto strettissimo con i protagonisti storici di questepoca.



                                     

1.3. Biografia Il Cantico di frate Sole

Tenendo presente questo ruolo letterario svolto da Pacifico quando era nel secolo, e la sua straordinaria fama di "Re dei versi", assume unimportanza speciale la notizia, riportata da tutte le fonti francescane, della presenza di Pacifico al fianco di Francesco, mentre questi compone il Cantico di frate Sole.

Come sappiamo, questo testo straordinario, considerato a ragione il meraviglioso cominciamento della letteratura italiana, fu composto da Francesco durante il suo periodo di degenza a San Damiano, nella primavera del 1225. In quel momento, Francesco era cieco e malato, e non può aver atteso da solo alla impresa di questa scrittura.

Inoltre, la perfezione formale e il sapiente uso del cursus e di varie costruzioni retoriche, nonché una struttura elaboratissima del testo, tradiscono caratteristiche estranee agli altri testi del Santo il quale, come vuole Bonaventura, benché avvezzo prima della conversione ai testi dei rimatori, "non sapeva di lettere".

Dobbiamo dunque supporre una "seconda mano", nella composizione del Cantico. Una mano tecnicamente sapiente, che diede perfetta forma poetica al sentire di Francesco, compendiando il suo messaggio nel testo che avrebbe dato vita alla letteratura italiana e alla spiritualità occidentale. È lecito supporre che quella mano fosse proprio quella di frate Pacifico, se osserviamo:

  • il ruolo di poeta che Pacifico deve aver svolto quando era nel secolo.
  • il fatto che Francesco, come vogliono le fonti, lo richieda al suo fianco proprio al momento della "composizione";