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ⓘ Osvaldo Valenti è stato un attore e militare italiano. Arruolatosi volontario nel 1944 nella Xª Flottiglia MAS della Repubblica Sociale Italiana, 5 giorni dopo ..




Osvaldo Valenti
                                     

ⓘ Osvaldo Valenti

Osvaldo Valenti è stato un attore e militare italiano. Arruolatosi volontario nel 1944 nella Xª Flottiglia MAS della Repubblica Sociale Italiana, 5 giorni dopo la fine della seconda guerra mondiale fu fucilato dai partigiani.

                                     

1.1. Biografia I primi passi

Osvaldo Valenti nacque a Costantinopoli lodierna Istanbul, in Turchia, al secolo capitale dellImpero ottomano, il 17 febbraio del 1906, figlio di un commerciante di tappeti siciliano e di unagiata donna greca. Nel 1915, allo scoppio della prima guerra mondiale, la famiglia fu costretta a lasciare la Turchia, trasferendosi così in Italia, dapprima a Bergamo ed in seguito a Milano. Dopo aver frequentato i licei di San Gallo, in Svizzera, e di Würzburg, in Baviera, si iscrisse, alletà di diciannove anni, alla facoltà di Giurisprudenza presso lUniversità Cattolica di Milano ma, due anni più tardi, abbandonò gli studi e lItalia, per andare a vivere prima a Parigi e successivamente a Berlino.

In Germania, interpretò, in un ruolo secondario, il suo primo film, Rapsodia ungherese Ungarische Rhapsodie, 1928 di Hans Schwarz. Rientrato in Italia, a Roma, allinizio degli anni trenta, fu notato prima da Mario Bonnard, con cui girò Cinque a zero 1932, poi da Amleto Palermi che lo diresse ne La fortuna di Zanze, del 1933, ed in Creature della notte, del 1934.

                                     

1.2. Biografia LIncontro con Blasetti e il successo

I ruoli interpretati fino ad allora non erano, tuttavia, di primo piano e lattore stentava ad affermarsi presso il grande pubblico. Lincontro col regista Alessandro Blasetti, che avvenne attorno alla metà degli anni trenta, fu determinante per la sua carriera artistica. Blasetti, infatti, gli affidò un ruolo di un certo spessore in Contessa di Parma 1937 a cui fece seguito, a distanza di un anno, quello del capitano francese Guy de la Motte in Ettore Fieramosca 1938 che ne sancì laffermazione presso critica e pubblico italiani. Tra la fine degli anni trenta e linizio degli anni quaranta il regista romano si impose, assieme a Mario Camerini, come il massimo cineasta italiano del tempo e Valenti come uno degli attori più ricercati e pagati. Grazie anche alla direzione di Blasetti, lattore raccolse altri tre successi: in Unavventura di Salvator Rosa 1939 in cui recitò per la prima volta con Luisa Ferida, La corona di ferro 1941 e La cena delle beffe 1942.

Osvaldo Valenti fu in quegli anni diretto, oltre che da Blasetti, anche da Goffredo Alessandrini in La vedova del 1939, Carmine Gallone in Oltre lamore del 1940 e Lamante segreta del 1941, Giovacchino Forzano in Piazza San Sepolcro, del 1942, Mario Mattoli in Abbandono del 1940, Luigi Chiarini ne La bella addormentata del 1942 e La locandiera del 1943, Camillo Mastrocinque in Fedora del 1942 e altri noti registi del tempo fra cui Duilio Coletti e Piero Ballerini.

                                     

1.3. Biografia Ladesione a Salò e Cinevillaggio

Nellestate del 1943, con il crollo del regime fascista ed i bombardamenti aerei degli Alleati sulla capitale a seguito dei tumulti della guerra, lattività cinematografica nazionale subí un durissimo contraccolpo. Alla costituzione della Repubblica di Salò, Valenti, seguito dalla sua compagna di vita e di lavoro Luisa Ferida, scelse di trasferirsi nel Nord Italia, a Venezia, rinunciando così ad un lucroso contratto per due film da girarsi in Spagna agli inizi del 1944.

Tempo dopo vi riprese dunque lattività cinematografica, lavorando presso il costituendo Cinevillaggio, sorto nel capoluogo veneto subito dopo la proclamazione della RSI per volere del ministro Ferdinando Mezzasoma. Qui, insieme alla Ferida, girò Fatto di cronaca, film diretto da Piero Ballerini nel 1944. Fu il suo ultimo lungometraggio. Si stabilì successivamente a Bologna per alcuni giorni, dove la Ferida aspettava un figlio da lui. Nellalbergo Brues, lattrice, colta improvvisamente da forti dolori addominali, ebbe un aborto spontaneo. Valenti ne fu sconvolto e scrisse ad un amico: "Non voglio più sentir parlare di arte e di cinema, e non mi voglio più recare nella Spagna dove pur ho un contratto vantaggiosissimo. Io sento che il mio dovere sarebbe di fare qualcosa di positivo per questo pezzo di terra che ancora ci rimane"



                                     

1.4. Biografia Larruolamento nella Xª Flottiglia MAS

Nel marzo del 1944 fu contattato da Mezzasoma, che intendeva affidargli lincarico di Commissario Nazionale per lo spettacolo, ma Valenti rifiutò essendosi, allinsaputa di tutti, arruolato nella Xª Flottiglia MAS, comandata dal principe Junio Valerio Borghese. Si trasferì dunque a Milano con la Ferida, dove gli fu riconosciuto il grado di tenente e dislocato presso il Distaccamento "Milano". Nel capoluogo lombardo divenne, inoltre, ufficiale di collegamento con il Comando della Kriegsmarine in Italia, riscuotendone lapprezzamento.

Entrò a far parte anche del Battaglione "Vega" che, costituito nel maggio del 1944, era unemanazione degli NP battaglioni Nuotatori e Paracadutisti che facevano parte del Servizio Informazioni della Marina Nazionale Repubblicana. Daltronde, Valenti aveva sottoscritto larruolamento al capitano Nino Buttazzoni, comandante degli NP. A partire dal maggio dello stesso anno, per conto della Decima, prese parte ad alcune operazioni segrete di contrabbando verso la Svizzera, finalizzate, previa cessione di merci pregiate, a rimpinguare le esauste casse della Decima e della RSI, il tutto allinsaputa dei tedeschi. Loperazione fu denominata "Missione Manzini", dal nome del tenente colonnello che la dirigeva. Fu appositamente costituito a Lanzo dIntelvi, presso il confine elvetico, allinterno di un convalescenziario della Marina, un supporto logistico gestito dal battaglione Nuotatori Paracadutisti. In tutto, furono distaccati una ventina di uomini sotto il comando di Valenti, scelto per la dimestichezza nella lingua tedesca e francese. In queste operazioni fu affiancato dalla Ferida seppure priva di alcuna veste ufficiale. Sulla sua scelta di inviare Valenti a Lanzo dIntelvi, Nino Buttazzoni scrisse più tardi:

Quando gli NP lasciarono Lanzo dIntelvi per necessità di guerra, le operazioni continuarono sotto il comando di Valenti e Manzini.

Nellestate del 1944 entrò in contatto con Pietro Koch, che era a capo di una banda denominata "Squadra Speciale di Polizia Repubblicana", nota sia per le torture le brutali uccisioni di partigiani ed altri oppositori del regime, sia per le attività criminali in cui era coinvolta. Lattore era stato visto, talvolta, aggirarsi nel loro quartier generale di Villa Triste durante gli interrogatori effettuati da Koch e dalla sua "famigerata banda". La Banda Koch fu poi smantellata il 25 settembre del 1944 da una compagnia della Legione Muti, su ordine del questore di Milano, e per intervento diretto di Mussolini, che procedette allarresto dei componenti del reparto, traducendoli al Carcere di San Vittore. Pietro Koch, quel giorno non presente al reparto, sfuggì momentaneamente allarresto per essere poi catturato nellautunno del 1944.

Il 28 settembre del 1944, a seguito di una fortunata azione partigiana, che portò al disarmo di una intera compagnia del Battaglione Vega a Porlezza, Valenti fu richiamato da Lanzo dIntelvi ed inviato nella cittadina a condurre le trattative con i resistenti. Qui entrò in contatto con il capitano Ugo Ricci, comandante del distaccamento "Sozzi" della 52ª Brigata Garibaldi "Luigi Clerici" in Val dIntelvi, con il quale stabilì una tregua. La Decima si impegnò, in cambio della restituzione delle armi, a non molestare i partigiani. Nel corso delle trattative si arrivò a progettare la proiezione del film Enrico IV in cui recitava lo stesso Valenti.

                                     

1.5. Biografia Il processo e la morte

Il 20 aprile del 1945, con la disfatta delle forze nazifasciste ormai imminente, Valenti decise di consegnarsi spontaneamente ad alcuni membri della Divisione partigiana Pasubio, confidando di poter avviare delle trattative. Fu poi raggiunto anche da Luisa Ferida. Da quel momento in poi furono numerose volte trasferiti in diverse prigioni segrete, finché fu decisa per loro la pena di morte, imputata da Giuseppe Marozin su diretto ordine di Sandro Pertini; anche Aldo Lualdi sarà di tale avviso. Ricordiamo che, nellimmediato dopoguerra, Marozin fu arrestato ed incriminato per numerosi reati tra cui quello di furto, come riportò LUnità: ".lasciatosi tentare dalle facili lusinghe e dalla sete di bottino e di rapine.".

Furono quindi accusati entrambi di crimini di guerra e già il 28 aprile dello stesso anno fu pubblicata la notizia dellavvenuta fucilazione. In realtà a quella data i due attori erano ancora vivi, anche perché vennero processati e condannati a morte solo il 29, nonostante lopposizione di alcuni partigiani del Comitato di Liberazione. Dopo essergli stati sottratti i gioielli e il denaro che portavano con sé, la sentenza fu eseguita: Valenti e la Ferida furono uccisi con una raffica di mitra. Era la notte tra il 29 e 30 aprile del 1945. Cadde tenendo tra le mani una scarpetta di lana del figlio Kim, morto poco prima a pochi giorni dalla nascita.

Oltre ai contatti con il tenente Pietro Koch, per cui svolgeva un ruolo di collegamento con la Decima del principe Borghese, la presunta partecipazione di Osvaldo Valenti alle sevizie inflitte dalla Banda Koch ai loro prigionieri non è mai stata provata. Luisa Ferida venne invece, di fatto, riconosciuta estranea ai crimini che le erano stati imputati durante il processo. Negli anni sessanta, difatti, il Ministero del Tesoro accolse la richiesta di Luisa Pansini, madre della Ferida, di poter riscuotere una pensione con i relativi arretrati. Tale pensione, spettantele in quanto la figlia era morta per cause di guerra, non le sarebbe mai stata corrisposta se la Ferida fosse stata ritenuta responsabile di crimini di guerra.

È sepolto, assieme a Luisa Ferida, sua compagna di vita e di lavoro, nel Campo X del Cimitero Maggiore di Milano, noto anche come Campo dellOnore.

                                     

2. Larte di Valenti e la memoria

Osvaldo Valenti fu un attore dallindubbio fascino e uno degli interpreti più significativi della cinematografia italiana del ventennio fascista. La sua recitazione apparve particolarmente adatta alle rievocazioni storiche di maniera e ad una narrazione filmica tesa a sollecitare i sentimenti di adesione e compartecipazione dello spettatore. Il volto espressivo, dalle grandi capacità mimiche, gli occhi cerulei e ardenti, lespressione vagamente melanconica, fecero di lui uno degli idoli perversi del grande pubblico, incarnazione, anche nella vita reale, degli eroi negativi che molto spesso interpretò sul grande schermo.

Alla sua vicenda umana è stato dedicato un film del 2008, diretto da Marco Tullio Giordana ed intitolato Sanguepazzo con Luca Zingaretti nei panni di Valenti, e Monica Bellucci in quelli di Luisa Ferida., la stessa storia tragica ha ispirato il film Gioco perverso realizzato nel 1991 da Italo Moscati con Fabio Testi e Ida Di Benedetto.



                                     

3. Filmografia

  • La valle del diavolo, regia di Mario Mattoli 1943
  • Idillio a Budapest, regia di Gabriele Varriale, Giorgio Ansoldi 1941
  • Piazza San Sepolcro, regia di Giovacchino Forzano 1942
  • Trappola damore, regia di Raffaello Matarazzo 1939
  • Gli ultimi filibustieri, regia di Marco Elter 1942
  • Don Buonaparte, regia di Flavio Calzavara 1941
  • La danza delle lancette, regia di Mario Baffico 1936
  • Il fornaretto di Venezia, regia di Duilio Coletti 1939
  • Una lampada alla finestra, regia di Gino Talamo 1940
  • Il re dInghilterra non paga, regia di Giovacchino Forzano 1941
  • Giuliano de Medici, regia di Ladislao Vajda 1941
  • La maschera di Cesare Borgia, regia di Duilio Coletti 1941
  • Uragano ai tropici, regia di Gino Talamo 1939
  • Leggenda azzurra, regia di Giuseppe Guarino 1940
  • La locandiera, regia di Luigi Chiarini 1944
  • Contessa di Parma, regia di Alessandro Blasetti 1937
  • Lamante segreta, regia di Carmine Gallone 1941
  • Mille lire al mese, regia di Max Neufeld 1938
  • Primo amore, regia di Carmine Gallone 1941
  • Fatto di cronaca, regia di Piero Ballerini 1945
  • Regina della Scala, regia di Guido Salvini e Camillo Mastrocinque 1936
  • Oltre lamore, regia di Carmine Gallone 1940
  • Sancta Maria, regia di Edgard Neville 1942
  • Linvasore, regia di Nino Giannini 1943
  • La cena delle beffe, regia di Alessandro Blasetti 1942
  • Luisa Sanfelice, regia di Leo Menardi 1942
  • Antonio Meucci, regia di Enrico Guazzoni 1940
  • Frenesia, regia di Mario Bonnard 1939
  • La zia smemorata, regia di Ladislao Vajda 1940
  • Cinque a zero, regia di Mario Bonnard 1932
  • Abbandono, regia di Mario Mattoli 1940
  • La fortuna di Zanze, regia di Amleto Palermi 1933
  • La corona di ferro, regia di Alessandro Blasetti 1941
  • Orizzonte di sangue, regia di Gennaro Righelli 1942
  • Fanfulla da Lodi, regia di Carlo Duse e Giulio Antamoro 1940
  • La due orfanelle, regia di Carmine Gallone 1942
  • Ettore Fieramosca, regia di Alessandro Blasetti 1938
  • Unavventura di Salvator Rosa, regia di Alessandro Blasetti 1939
  • La signorina dellautobus, regia di Nunzio Malasomma 1933
  • Creature della notte, regia di Amleto Palermi 1934
  • Enrico IV, regia di Giorgio Pàstina 1943
  • La vedova, regia di Goffredo Alessandrini 1939
  • La signora di Montecarlo, regia di Mario Soldati 1938
  • Rapsodia ungherese, Ungarische Rhapsodie regia di Hans Schwarz 1928
  • Il vetturale del San Gottardo, regia di Hans Hinrich ed Ivo Illuminati 1941
  • Mia moglie si diverte, regia di Paul Verhoeven 1938 solo nella versione italiana di Unsere kleine Frau
  • Fedora, regia di Camillo Mastrocinque 1942
  • Ragazzo, regia di Ivo Perilli 1933
  • I cavalieri del deserto, regia di Gino Talamo e Osvaldo Valenti 1942
  • Boccaccio, regia di Marcello Albani 1940
  • Capitan Fracassa, regia di Duilio Coletti 1940
  • La bella addormentata, regia di Luigi Chiarini 1942
  • La sonnambula, regia di Piero Ballerini 1942
  • Beatrice Cenci, regia di Guido Brignone 1941
                                     

4. Doppiatori italiani

Osvaldo Valenti fu doppiato in circa una ventina dei film che girò poiché la sua voce, sottile e dalla dizione non sempre inappuntabile, non era particolarmente gradita. Tra gli attori che gli prestarono la voce:

  • Gilberto Mazzi in Ettore Fieramosca
  • Cesco Baseggio in Fatto di cronaca
  • Augusto Marcacci in Capitan Fracassa, Beatrice Cenci, Enrico IV, Idillio a Budapest, Don Buonaparte, La locandiera
  • Antonio Centa in Il vedovo
  • Lauro Gazzolo in La corona di ferro
  • Paolo Stoppa in La danza delle lancette
  • Giulio Panicali in Il fornaretto di Venezia, Fanfulla da Lodi, Boccaccio, Giuliano de Medici, Fedora
  • Sandro Ruffini in La zia smemorata, La cena delle beffe