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ⓘ Chambre introuvable. Con lespressione Chambre introuvable Luigi XVIII definì la Camera dei deputati francese, eletta circa due mesi dopo la disfatta finale di N ..




                                     

ⓘ Chambre introuvable

Con lespressione Chambre introuvable Luigi XVIII definì la Camera dei deputati francese, eletta circa due mesi dopo la disfatta finale di Napoleone a Waterloo, del 18 giugno, nel pieno del cosiddetto Terrore bianco.

                                     

1. Elezione

Eletta il 14 agosto 1815, in base alla Carta concessa da Luigi XVIII nel 1814, ed a suffragio assai limitato, la camera venne inaugurata il successivo 7 ottobre. Era dominata da deputati di tendenza ultra-realiste circa 375 su un totale di 402 eletti, che scesero a 390 per lannullamento dei seggi corsi e per la perdita di alcuni dipartimenti ceduti alle potenze straniere. Un esito che, in realtà, nessuno si aspettava, a cominciare dal sovrano e dal suo primo ministro, Talleyrand. Il primo disse, anzi, che essa era come uscita da chissà dove sortie de nulle part.

I deputati si distinsero per posizioni decisamente reazionarie ultra-realiste nella terminologia dellepoca, clericali, uno zelo giudicato eccessivo nei confronti della restaurazione dei diritti e delle proprietà dellaristocrazia e del clero. Una politica volta, in definitiva, alla piena restaurazione dell ancien Régime. Ad esempio lAssemblea votò la creazione di corti di giustizia gestite dal clero cours prévôtales e la condanna perpetua per tutti quei membri dellAssemblea Nazionale che avevano votato a favore del ghigliottinamento del predecessore del re, suo fratello Luigi XVI.

                                     

2. Caduta del governo Talleyrand

La massa degli antichi rivoluzionari, era, però, solo il primo degli obiettivi degli ultra-realisti. Assai maggior scandalo menavano coloro che, fra quelli che avevano servito lImpero, ancora facevano parte del governo del Borbone restaurato. In particolare, il governo in carica, retto da Talleyrand, comprendeva alle finanze Joseph-Dominique Louis che aveva votato la legge per la vendita dei beni comunali uno dei maggiori fattori di distruzione dellantico regime e, alla polizia, Fouché, già ministro degli interni, repressore dei tumulti di Lione e promotore, attorno al 1793, di movimenti antireligiosi.

                                     

3. Governo Richelieu

Si trattava, in effetti, di una opinione largamente condivisa nella Francia reduce da quindici anni di sangue incessante. E Luigi XVIII pensò bene di accomodare lopinione pubblica sostituendo, il 26 settembre, il governo Talleyrand con il primo governo Richelieu. Il nuovo Primo ministro, il duca di Richelieu, era un grande aristocratico di sicura lealtà, ma partigiano di una politica di conciliazione nazionale e assai legato allo zar di Russia. Una qualità non secondaria in un paese sconfitto ed occupato.

                                     

4. Una stagione di vendetta

Ma nel Paese erano già cominciate le vendette. I mesi successivi a Waterloo vengono, in effetti, ricordati in Francia come quelli del terrore bianco la Terreur blanche, per opposizione al Regime del Terrore instaurato dal Robespierre nel 1793-94, ovvero la violenta esplosione di violenza seguita alla caduta di Napoleone, specie nel sud della Francia, condotta dai moltissimi realisti che colsero loccasione di vendicarsi degli infiniti lutti e soprusi sofferti negli anni della Rivoluzione e del Primo Impero.

Si ricorda, in particolare, il maresciallo Brune, linciato il 2 agosto ad Avignone. Egli, dopo aver accettato, nel 1814, una croce di San Luigi da Luigi XVIII, si era accodato a Napoleone rientrato dallElba ed aveva difeso Tolone sino al luglio circa un mese e mezzo dopo Waterloo. Laltra notissima vittima fu il maresciallo Ney: processato dalla camera dei pari unassemblea di nomina reale, su imitazione della Camera dei Lord che lo giudicò, a grande maggioranza, colpevole e lo fece giustiziare il 7 dicembre.



                                     

5. La moderazione di Luigi XVIII

Tale stato di cose era stato, inizialmente, condiviso dal sovrano e dal primo ministro Talleyrand. Essi, infatti avevano stabilito di dichiarare traditori tutti coloro che si erano messi al servizio di Napoleone prima del 20 marzo 1815, data della fuga di Luigi XVIII da Parigi. La redazione di unapposita lista venne affidata al Fouché, che si diede tanto da fare che Talleyrand poté commentare: occorre rendere giustizia al duca dOtranto: non ha dimenticato di indicare su quella lista nessuno dei propri amici. La lista venne emessa con ordinanza reale del 24 luglio e conteneva il nome del maresciallo Ney.

Salvo che tali morti non giovavano alla riconciliazione nazionale e, negli anni seguenti, vennero accreditate la dissociazione di Luigi XVIII Larresto di Ney ci farà più male del suo tradimento di marzo, ovvero del Talleyrand.

                                     

6. Scioglimento della Camera e nuove elezioni

In effetti una politica strettamente reazionaria e vendicativa rappresentava una seria minaccia alla stabilità del regno. Luigi XVIII ne prese atto e procedette allo scioglimento della Chambre introuvable, il 5 settembre 1816. Su saggio consiglio del proprio primo ministro duca di Richelieu, dellambasciatore russo Pozzo di Borgo e, perfino, del vendicativo duca di Wellington, allora tout-puissant onnipotente comandante delle truppe di occupazione inglesi in Francia.

Il successivo esito elettorale diede loro ragione, con la nuova maggioranza formata dai liberali cosiddetti Dottrinari Doctrinaires, che sostennero una politica più moderata, congeniale al duca di Richelieu, primo ministro certamente non estremista.

                                     

7. La Chambre retrouvée

Quando, nel dicembre 1823, sotto il governo del conte di Villèle, di nuovo la camera venne dominata da una maggioranza ultra-realista, essa venne soprannominata Chambre retrouvée Parlamento ritrovato, in sarcastico ricordo della Chambre introuvable.