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ⓘ La nera di. è un film franco-senegalese del 1966, diretto da Ousmane Sembène, presentato alla Settimana Internazionale della Critica del Festival di Cannes 1966 ..




La nera di.
                                     

ⓘ La nera di.

La nera di. è un film franco-senegalese del 1966, diretto da Ousmane Sembène, presentato alla Settimana Internazionale della Critica del Festival di Cannes 1966.

Tratto da una novella di Voltaïque, ispirata a sua volta da un articolo apparso su Nice-Matin, è il primo lungometraggio di finzione girato da un africano. Non è ancora un film interamente africano la lingua è il francese, buona parte dellambientazione si svolge in Costa Azzurra, ma parte della produzione la neonata Domireew, i tecnici, la musica e metà degli attori sono africani. Dura 55 minuti ma circolano versioni da 60 minuti, è stato girato in 35 mm bianco e nero nel 1966.

                                     

1. Trama

La giovane Diouana arriva in Francia, dove è impiegata da una famiglia borghese come domestica. Il marito va a prenderla al porto. Giunta nellappartamento ad Antibes, in Costa Azzurra, incontra la moglie, inizialmente gentile, poi acida e scontrosa. Diouana era stata assunta a Dakar, dove aveva principalmente svolto il lavoro di badante dei tre figli, Sophie, Damien e Philippe, nella casa dove abitava precedentemente la famiglia. Ad Antibes la vita è più dura e noiosa: lavori domestici, divieto di uscire di casa se non per fare la spesa, isolamento dalla società. Diouana prima di partire frequentava un ragazzo e sognava una vita felice in Francia. Invece la dura realtà quotidiana la fa entrare in depressione, al punto che dopo poche settimane si chiude nel mutismo e non svolge più nessun tipo di attività. La padrona la attacca con sempre più virulenza, credendola pazza, mentre il marito si mostra più comprensivo. Diouana, al colmo della disperazione, straccia la lettera della madre, che la accusa di sperperare i soldi che i padroni le offrono. Il marito le dà ventimila franchi per il lavoro svolto, pensando che la causa della depressione sia il pagamento non ancora avvenuto. Ma "la noire de." restituisce il denaro, prepara la valigia e si taglia la gola con un taglierino nella vasca da bagno.

Il marito va in Senegal per portare gli effetti personali di Diouana e il suo salario. La madre non vuole ricevere nulla da questo signore responsabile della morte di sua figlia. Il padrone se ne va, inseguito da un bambino con una maschera sul volto.

                                     

2. Struttura

Il film è composto da due parti ben distinte, una ad Antibes e laltra a Dakar, che si concatenano nella messa in scena. Non vengono rispettate le unità di tempo, luogo e azione. Il personaggio centrale della domestica fornisce però una continuità drammatica alla vicenda, quindi la struttura del film è comunque lineare.

Tre flashback, due con stacchi secchi e uno con dissolvenza, descrivono la vita a Dakar della protagonista: nel primo cerca lavoro, va al "mercato delle domestiche" e viene scelta dalla padrona. Nel secondo annuncia al suo ragazzo che partirà per la Francia, mettendosi a camminare sul monumento ai caduti. Nel terzo parla a letto con il fidanzato, prima della partenza.

Questi stacchi temporali permettono, così come in Guelwaar, di inquadrare con più precisione la psicologia del personaggio. Sono ricordi felici della vita recente di Dakar, con il suo fidanzato, che rendono ancora più insopportabile la solitudine nel presente.

Lo sviluppo della narrazione interseca Dakar - presente allinizio, alla fine e durante i flashesback - e la casa di Antibes. È interessante notare che a Dakar le scene sono girate esclusivamente in esterni, simbolo di libertà, mentre ad Antibes si svolgono quasi esclusivamente in interni, simbolo di oppressione.

Laudio non è registrato in presa diretta: gli attori non professionisti sono doppiati e la voce di Diouana non è di Thérèse MBissine Diop, bensì di Toto Bissainthe, unattrice di mestiere.

                                     

3.1. Tematiche Lincomprensione coloniale

In questo film denuncio tre cose: il neocolonialismo mi chiedo, perché la tratta degli schiavi continua ancor oggi?, la nuova classe africana composta generalmente da burocrati e una certa forma di assistenza tecnica

Unico film dellautore dove i bianchi sono gli autentici protagonisti dellazione, "La Noire de." si fonda su unidea principale: loppressione della domestica africana non deriva dalla condizione di donna delle pulizie, considerata come un fatto, ma da un rapporto sociale: la pauperizzazione relativa dei suoi padroni, che abbandonano i privilegi di cooperanti in Senegal per ridivenire dei semplici salariati in Francia".

Questo elemento modifica lo spirito di Diouana, che a Dakar si trovava bene, in una condizione tutto sommato privilegiata rispetto alle sue coetanee. Ad Antibes si ritrova sola a Dakar cera un cuoco, i lavori si concentrano, la chiusura con lesterno la rende triste e passiva a Dakar usciva con il fidanzato e frequentava i familiari. Il potere della padrona Anne-Marie Jelinek diventa dunque totale: ed è lodio nei confronti di questultima una delle principali cause del suicidio: "lei non può dire no, ma allo stesso tempo si trova in un mondo che la rifiuta. È rifiutata dalla sola famiglia che ha, il suo padrone e la sua padrona".

Il marito, interpretato da Robert Fontaine che ritroveremo in Emitaï, lascia alla compagna il compito di gestire gli affari di casa e il rapporto con Diouana. È apatico, dorme spesso, ma cerca di mostrarsi comprensivo e rispettoso nei confronti della domestica, senza comprendere che il suo problema è la solitudine: coshai Diouana, sei malata? Vuoi la tua paga? ". Il comportamento del padrone cela una inconscia attrazione sessuale, percepita dalla moglie, che a causa di ciò diventa ancora più aggressiva.

Da rimarcare che la coppia di padroni resterà sempre anonima "madame" et "monsieur".



                                     

3.2. Tematiche Lanticolonialismo linguistico in via di realizzazione

Diouana è analfabeta. Ma comprende e parla il francese. Smette progressivamente di dialogare con Monsieur ", Madame e i bambini perché si sente in clausura dentro un universo di interdizione. Rimugina sola il suo malessere, estremizzando la sua posizione di rifiuto ".

Appena giunta in Francia, "Monsieur" la accompagna a casa in macchina. I due compiono un tragitto che va dal porto di Marsiglia allappartamento di Antibes. Il panorama della Costa Azzurra farà pronunciare a Diouana le uniche parole positive di tutto il film: È bella la Francia! dirà sorridente. Dopo questo incipit le scene ad Antibes si svolgono esclusivamente nellappartamento: qui comincia il mutismo della protagonista.

La progressiva perdita di fiducia e di speranza è rappresentata dai suoi pensieri e dalle rare parole che pronuncia.

Oui monsieur, oui madame dice allinizio, poi non parla più. Comincia a fare a sé stessa delle domande: non sono venuta per questo ", comè la gente qui? ", le porte qui sono sempre chiuse ", dove sono i bambini? ", non sono una cuoca, né una domestica ". In più viene trattata come un fenomeno da baraccone dagli amici di famiglia riuniti a cena: un signore le tasta le guance chiede il permesso di baciarla perché: non ho mai baciato una negra in vita mia ". Il razzismo è palese quando gli ospiti chiedono alla moglie:

  • Parla francese?
  • Come un animale…però cucina molto bene.
  • Comprende?
  • No.
  • Se vuole…

Diouana in voce fuori campo dirà con odio: comprendo tutto ". Madame diventa sempre più aggressiva le ripete continuamente: "qui non è lAfrica".

La scelta, così come in Borom Sarret, di far parlare Diouana in francese, attraverso la voce off, si inquadra in una logica del nazionalismo senegalese che cerca di usare dei mezzi che non gli appartengono per attaccare la cultura occupante. Questa contraddizione è evidente nei primi film di Sembène. A partire da Le Mandat invece la lingua africana diventa outil ", vince la colonizzazione francese che laveva relegata ai margini. Con i film del primo periodo invece questo percorso è ancora in via di realizzazione.

Inoltre a tratti La noire de. rischia di essere un pamphlet anticolonialista che riduce i personaggi a meri portatori di un messaggio politico e morale:

il principio di fondo è semplice: se le individualità sono dei prodotti del mondo oggettivo e conseguentemente della Storia inevitabilmente presente nei film di S.O, lo sono anche i soggetti. Globalmente, il cinema di contestazione e di lotta, nel suo desiderio di ricordare, di esplicitare e di rendere popolare il primo punto ha occultato o ignorato il secondo ".

Difetto che il cinema "engagé" di Sembène supererà nel film successivo: "Le Mandat", nel quale i personaggi sono soggetti complessi, merito della sceneggiatura adattata dallomonimo romanzo.

Il film è anche un confronto tra due donne - una moderna, stanca e annoiata ma allo stesso tempo aggressiva e autoritaria - e laltra bella, coraggiosa, orgogliosa della sua cultura simboleggiata dalla maschera, con un forte senso della dignità. che la spingerà al rifiuto della sua condizione di serva.

È presente una tensione erotica, Sembène mostra più volte Diouana intenta a spogliarsi, e nella scioccante scena del suicidio lo spettatore osserva "la prima donna nera completamente nuda in un film, ed è morta!"

                                     

3.3. Tematiche Il volto reale dellindipendenza

A Dakar Diouana sorride, è viva, felice: "ho trovato lavoro! Ho trovato lavoro!" ripete a tutti i conoscenti dopo lassunzione.

Il fatto di trovare unoccupazione è una rarità nel Senegal post-indipendenza. I sogni le speranze di una nuova repubblica indipendente si infrangono nella realtà quotidiana: bidonville sempre più grandi circondano Dakar; mentre i deputati escono dallAssemblea Nazionale, i disoccupati affluiscono in cerca di lavoro le donne vanno al "mercato delle domestiche" nella vaga attesa che qualche bianco offra loro una occupazione. Nel Senegal di Senghor, la comunità francese è numerosa, concentrata nei quartieri borghesi di Dakar. Sono soprattutto assistenti tecnici e piccoli imprenditori, che si arricchiscono grazie alle loro competenze. Hanno paura dellinstabilità del governo, nonostante le rassicurazioni del presidente, e appena possono, ritornano in Francia con il denaro guadagnato. Pur creando occupazione manodopera comune, domestiche…, non rappresentano una risorsa per il Senegal, anzi, sono "un fuorviante miraggio per tutte le Diouana" Anche la nuova classe borghese nera, formata nelle scuole dei bianchi viene giudicata negativamente. Non cè niente in comune tra loro e il popolo, nemmeno il monumento ai caduti di guerra. Infatti in uno dei flashback Diouana cammina tranquillamente, senza alcun senso di colpa, sul monumento, e viene aspramente rimproverata dal suo compagno, "un funzionario, cresciuto nel contesto socio-culturale del colonizzatore…. Questo amico, come gli altri intellettuali, troppo rivolti verso lEuropa le sue astratte riflessioni, non vede la realtà quotidiana del popolo", parlando di sacrilegio: il gesto di Diouana invece non è un atto irriverente nei confronti dei caduti, ma uninconscia ribellione nei confronti di tutto ciò che è formale e alieno dai problemi reali del popolo africano. I "sacrilegi" sono altri, sono il razzismo e lindifferenza dei padroni, che causano il suicidio della ragazza, ma anche la corruzione e la dipendenza economico-culturale della nuova classe dirigente figlia dellindipendenza, che rinuncia vigliaccamente allo sviluppo autonomo dei paesi africani.

                                     

4. Simboli

La maschera, che Diouana acquista a credito dal fratello per regalarla ai padroni, accompagna la gioia e la gratitudine iniziali verso i datori di lavoro, ma è anche un simbolo dellAfrica, della sua cultura tribale. Simbolo che, insieme alla foto con il suo amico, costituisce lunico ricordo del passato e che la protagonista si riprenderà prima di morire, rivendicandone la proprietà. La maschera alla fine è ripresa dal fratello che se la applica sul viso inseguendo "Monsieur" alla fine del film. Nellultima sequenza il bambino la toglierà, sorridendo, in un messaggio di speranza per il futuro. "Questa maschera costituisce in La Noire de. un elemento essenziale. Allinizio si vede il bambino che gioca con la maschera come un oggetto qualsiasi. La domestica, che ha notato linteresse della padrona per questo genere di cose, la compra e gliela offre con il solo scopo di farle piacere.… Più tardi, al colmo della disperazione, Diouana riprende questo regalo africano che costituisce il suo unico legame con lAfrica. Quando il cooperante porta la maschera e la valigia a sua madre, il fratello se la riprende e assume per lui un significato totalmente diverso che allinizio. Per me, la maschera non è un simbolo mistico come poteva esserlo per i nostri antenati, ma è un simbolo di unità e identità, di recupero della nostra cultura. Oggi la maschera è diventata un articolo di esportazione per i turisti e la cosa peggiore è che sono gli africani stessi che incoraggiano questo.

Prima di morire, "La noire de." mette i suoi effetti personali nella valigia, si spoglia dei suoi vestiti europei, del grembiule, delle scarpe coi tacchi. Si intreccia i capelli secondo la tradizione africana e si taglia la gola. "La mutilazione della gola, del luogo della produzione orale, simboleggia questa occultazione della voce del personaggio a tutti gli stadi della narrazione. Ne consegue una semiotizzazione della voce e del silenzio che prende a prestito certe tecniche alla letteratura orale"

Il ruolo dellintellettuale nel Senegal contemporaneo è rappresentato da Sembène stesso, che interpreta lo "scrittore popolare", uomo di cultura con una bottega fatiscente situata nella periferia di Dakar. Il suo studio è sempre pieno, segno del bisogno di sapere di un Senegal in costruzione, con lottanta per cento della popolazione analfabeta.

Il "mercato delle domestiche" dove ogni giorno le giovani senegalesi attendono nella speranza che qualcuno le scelga, è un esempio della crisi occupazionale dello stato africano. Laccostamento ironico tra Diouana, vestita semplicemente in cerca di lavoro, e labbigliamento elegante dei deputati senegalesi che escono da una riunione, rappresenta lincomunicabilità tra il popolo africano e il neocolonialismo bianco appoggiato dalla nuova borghesia nera. Incomunicabilità che sta anche alla base di questo fatto di cronaca diventato film.