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ⓘ Pietro Bucalossi. Pietro Enrico Alfredo Bucalossi è stato un oncologo e politico italiano. Già Sindaco di Milano dal 17 febbraio 1964 al 16 novembre 1967, è sta ..




Pietro Bucalossi
                                     

ⓘ Pietro Bucalossi

Pietro Enrico Alfredo Bucalossi è stato un oncologo e politico italiano. Già Sindaco di Milano dal 17 febbraio 1964 al 16 novembre 1967, è stato Ministro della ricerca scientifica dall8 luglio 1973 al 2 marzo 1974 nel Governo Rumor IV e Ministro dei lavori pubblici della Repubblica Italiana dal 23 novembre 1974 al 12 febbraio 1976 nel Governo Moro IV.

                                     

1.1. Biografia Origini e formazione

Laureato a 22 anni con lode in Medicina e Chirurgia allUniversità di Pisa e assistente alla Clinica chirurgica della stessa università e in seguito alla clinica Chirurgica di Firenze, fu costretto per motivi politici ad abbandonare tale sede. Avendo vinto il concorso di Aiuto presso lIstituto nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori INT di Milano, si trasferì nel capoluogo lombardo nel 1934; divenuto col tempo oncologo di fama internazionale, ricoprì presso lo stesso istituto la carica di direttore dal 1956 al 1974 e poi di presidente dal 1974 al 1980. Dal 1948 al 1966 fu inoltre presidente della sezione milanese della Lega Italiana per la Lotta ai Tumori.

                                     

1.2. Biografia Lattività medica

Fu uno dei fondatori, nel 1956, del Giornale Internazionale di Chirurgia Toracica e nel 1970 venne nominato presidente della commissione incaricata della valutazione del cosiddetto siero Bonifacio.

Attento a tutto ciò che poteva migliorare la terapia del paziente affetto da tumore, agli inizi degli anni 60 si recò negli USA per informarsi sulle nuove terapie farmacologiche. Presso lo Sloan Kettering Cancer Center conobbe Gianni Bonadonna, ricercatore presso quel centro, e lo convinse a rientrare in Italia e dedicarsi presso lINT alla terapia farmacologica dei tumori.

Tra i suoi allievi, che diventeranno figure di spicco internazionali nel campo delloncologia, Leandro Gennari, Gianni Ravasi, Bruno Salvadori e Umberto Veronesi, entrato nellINT come tirocinante e divenuto il suo allievo prediletto nonché successore nella direzione dellINT.

Nel 1965 inaugurò il nuovo istituto, in via Venezian, da lui fortemente voluto. Oltre al reparto di chemioterapia, durante la sua direzione vennero aperti i reparti di pediatria e chirurgia plastica, oltre al centro per la terapia del dolore e quello per la riabilitazione.

Pur dotato di un carattere forte e talora irascibile, viene ricordato però per la sua grande umanità nei confronti dei pazienti, per i quali auspicava un approccio basato non soltanto sulla terapia fisica, ma anche sulluso di tutti i comportamenti che potessero portare ad un miglioramento della situazione psicologica del malato. In questa ottica, favorì la nascita dell’Associazione Italiana Stomizzati A.I.STOM. col Prof. Marcellino Pietroiusti ex Dirigente del Ministero della Salute, ex Direttore Sanitario dellIstituto Nazionale Tumori di Milano e Segretario Generale A.I.STOM. e dellAssociazione Attive come prima, creata Ada Burrone. Rilevante la sua produzione di testi scientifici, soprattutto insieme a Umberto Veronesi, fra i quali il trattato di "Oncologia Clinica".

                                     

1.3. Biografia La carriera politica

Consigliere al comune di Milano dal 1951, fu eletto deputato al Parlamento dal 1953 con il PSDI per tre legislature consecutive. Il 17 febbraio 1964 si dimise da deputato perché eletto sindaco di Milano, carica che gli venne riconfermata dopo le elezioni del novembre dello stesso anno.

La sua attività come sindaco è ricordata soprattutto per il particolare rigore economico, che portò dopo molti anni il bilancio comunale in pareggio, a costo tuttavia di contrasti anche allinterno del suo partito, a causa dei drastici tagli alle spese di rappresentanza ed alla sua contrarietà alla creazione dei cosiddetti parlamentini, da lui visti come un inutile proliferazione di cariche e, conseguentemente, di spese. Non va comunque dimenticato che, durante il suo mandato, vennero inaugurate a Milano importanti infrastrutture, fra cui spicca la linea 1 della metropolitana.

Durante il mandato di sindaco volle ricordare con una targa, posta allingresso del carcere di San Vittore, i numerosi cittadini che dopo l8 settembre del 1943 furono imprigionati, torturati e uccisi dai nazi-fasciti. Lunificazione tra PSI e PSDI, a cui era contrario, pose fine alla sua esperienza come sindaco il 17 dicembre 1967, quando si dimise.

Passato nelle file del PRI, ritrovò il mandato parlamentare nel 1968, venendo riconfermato nelle due legislature successive. Presidente di diverse commissioni, e vicepresidente della Camera dei deputati, è stato anche Ministro per la Ricerca Scientifica nel Governo Rumor IV e Ministro dei lavori pubblici nel Governo Moro IV.



                                     

1.4. Biografia Gli ultimi anni e la morte

Ancora una volta però la sua mentalità, spesso lontana dalle alchimie politiche, lo portò a forti contrasti con la dirigenza del suo partito; il culmine si ebbe nel 1977 quando, appellandosi alla propria coscienza, si espresse e votò contro la legge 22 maggio 1978, n. 194. Lasciato per questi contrasti il PRI, si presentò senza successo con il PLI alle elezioni del 1979 ed alle elezioni amministrative di Milano nel 1980 con una lista civica, ritirandosi quindi dalla vita pubblica.

Morì il 15 marzo 1992 alletà di 86 anni; il 17 marzo fu allestita la camera ardente a Palazzo Marino e i funerali si svolsero il 18 marzo presso la chiesa di San Miniato, suo paese natale.

                                     

2. Le idee e l attività politica

Già durante luniversità fece parte di un movimento antifascista che si ispirava a Gaetano Salvemini. Membro del Partito dAzione, prese parte al secondo conflitto mondiale col grado di capitano medico fino al giugno 1943. Durante la resistenza fece parte del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia e del Corpo volontari della libertà. Il 26 luglio 1943 firmò con Antonio Banfi, Federico Brambilla e altri il manifesto che chiedeva limmediata abolizione delle leggi razziali.

Larresto di Mario Damiani, tradito dal falso generale Della Rovere, portò alla scoperta delle liste di un gruppo di componenti del CLNAI nel mirino del regime, fra cui Parri, Bucalossi, Monti, Amisano e altri, per cui dovette passare alla clandestinità, assumendo il nome di copertura di Guido. Nei convulsi giorni della caduta del fascismo il 30 aprile 1945 dopo lautopsia di Mussolini il vice di Longo, Aldo Lampredi, si presentò come il generale del CVL Pietro Bucalossi Guido ed impedì lautopsia di Claretta Petacci.

Alle elezioni del 1946, da segretario cittadino del partito dAzione, propose e ottenne che nessun azionista si presentasse nelle liste per la circoscrizione di Milano per lasciare campo libero a Parri, a cui gli Azionisti si sentivano ancora fortemente legati, nonostante questultimo avesse lasciato il Partito dAzione per costituire il Partito di Concentrazione Democratica Repubblicana. Scioltosi il Partito dAzione passò nel 1948 al PSDI. Durante il quarto governo Moro, fu lispiratore della riforma Bucalossi di cui alla legge 28 gennaio 1977 n. 10, sulledificazione dei suoli e che introdusse listituto della concessione edilizia.