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ⓘ Luigi Sturzo. Dopo il referendum tra monarchia e repubblica ritornò in Italia, sbarcando a Napoli il 5 settembre 1946 e stabilendosi nella casa generalizia dell ..




Luigi Sturzo
                                     

ⓘ Luigi Sturzo

Dopo il referendum tra monarchia e repubblica ritornò in Italia, sbarcando a Napoli il 5 settembre 1946 e stabilendosi nella casa generalizia delle Canossiane in Roma. Fu il primo a sollevare il problema della "questione morale" pubblicando già nel novembre 1946 su LItalia un articolo dal titolo: "Moralizziamo la vita pubblica". Continuò poi questa sua battaglia su Il Giornale dItalia parlando delle tre "male bestie" che infettavano il sistema italiano: la partitocrazia, lo statalismo e labuso del denaro pubblico. Fu contrario allidea dello Stato imprenditore facendo una netta distinzione tra Stato e statalismo: "Lo Stato è un ordine necessario al vivere civile, lo statalismo è il distruttore di ogni ordine istituzionale e di ogni morale amministrativa". Difese la libera iniziativa e la cultura del rischio contro lo Stato paternalista: "Lo Stato deve facilitare e integrare liniziativa privata, non sostituirla al punto di paralizzarne la funzione". E fu il primo a parlare di "democrazia imperfetta" quando, dopo le elezioni del 1948, De Gasperi andò a trovarlo per comunicargli il successo democristiano. Democrazia imperfetta perché senza regolare alternativa per il buon governo dellItalia.

Pur riprendendo una vita politica attiva, non aderì formalmente alla Democrazia Cristiana e non svolse un ruolo dominante nella scena politica italiana, preferendo accettare nellagosto 1947 la nomina dellAssemblea regionale siciliana che lo elesse giudice dellAlta Corte per la Regione siciliana.Il 17 dicembre del 1951 il consiglio comunale di Siracusa gli conferì, con un voto unanime raro in piena Guerra fredda, la cittadinanza onoraria, riconoscendo limportanza della sua lotta per la libertà. Nellaprile 1952, per il timore di unaffermazione nelle elezioni amministrative del comune di Roma della lista socialcomunista, chiamata Blocco del Popolo e capeggiata da un ottantaquattrenne Francesco Saverio Nitti, il Vaticano avallò liniziativa che prospettava unampia alleanza elettorale che coinvolgesse, oltre ai quattro partiti governativi, anche il Movimento Sociale Italiano e il Partito Nazionale Monarchico per impedire che Roma, centro della cristianità, divenisse una succursale di Mosca, una serva obbediente del Cremlino ". Liniziativa, impropriamente chiamata "operazione Sturzo", fu portata avanti da Luigi Gedda, presidente dellAzione Cattolica, con lincoraggiamento di papa Pio XII, lappoggio dell Osservatore Romano, il sostegno di padre Riccardo Lombardi e di una fetta della Curia romana, quella conosciuta come "partito romano" il cui esponente di punta era il cardinale Alfredo Ottaviani. Portabandiera di questa lista fu scelto Sturzo il quale, ancora una volta, obbedì alla Chiesa. Non furono entusiasti delliniziativa, per una serie di motivi, Alcide De Gasperi e Guido Gonella. E non lo nascosero. Mugugnarono anche alcuni piccoli partiti centristi, alla fine loperazione Sturzo non andò in porto grazie anche ad una lettera inviata direttamente al Papa da Giulio Andreotti in cui gli elencava i rischi di quelliniziativa.

Rimase giudice dell Alta Corte fino al 17 settembre 1952, quando fu nominato senatore a vita dal presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Sturzo accettò la nomina, aderendo al gruppo misto, solo dopo aver ricevuto la dispensa da Pio XII. Nel marzo 1959 pubblicò sul Il Giornale dItalia "Appello ai Siciliani", uno dei primi testi a parlare esplicitamente dei mafiosi lAppello ha dato il titolo anche a una sua raccolta postuma di articoli. Morì a Roma l8 agosto 1959 alletà di ottantasette anni; oggi è sepolto nella chiesa del Santissimo Salvatore a Caltagirone dove la salma è stata traslata il 3 giugno 1962. A 40 anni dalla sua morte il comune di Caltagirone pose nella Scalea del Palazzo Municipale una lapide in memoria di Luigi Sturzo.

                                     

1. Pensiero politico e sociale

Tutta lattività politica di Sturzo è fondata su una questione centrale: dare voce in politica ai cattolici. Sturzo si impegna per dare unalternativa cattolica e sociale al movimento socialista. Per Sturzo i cattolici si devono impegnare in politica, tuttavia tra politica e Chiesa deve esserci assoluta autonomia. La politica, essendo complessa, può essere mossa da princìpi cristiani, ma non si deve tornare alla vecchia rigidità e alleccessivo schematismo del passato. Il Cristianesimo è, insomma, la principale fonte di ispirazione, ma non lunica.

La società deve saper riconoscere le aspirazioni di ogni singolo individuo:" la base del fatto sociale è da ricercarsi nellindividuo” e lindividuo viene prima della società; la società è socialità: si fonda, cioè, su libere e coscienti attività relazionali. Sturzo è contrario ad una società immobile ed il movimento è dato dalle relazioni interindividuali tra le persone; la società non deve essere un limite alla libertà dellindividuo. Non può essere, tuttavia, definito iperindividualista. Allinterno di questo schema sociale multiforme la religione non può essere strumento di governo. Il cristianesimo ha dato qualcosa ad ogni corrente politica, quindi nessuno può dire di possedere il monopolio della verità religiosa.

Lindividuo deve scegliere da sé se seguire la propria coscienza di buon cittadino o di credente; non è la Chiesa che deve indirizzarlo nellatto della scelta, la quale attiene strettamente alla sfera individuale del singolo. Il PPI nasce perciò come aconfessionale: la religione può influenzare, ma non imporre. In questo modo si palesa una concezione liberale del partito. In economia Sturzo non è un liberale classico, ma rimane fortemente critico verso lo statalismo, difendendo posizioni sinceramente liberali riguardo alla proprietà privata e alla libertà economica: da un lato denuncia il capitalismo di Stato che ritiene dilapidatore di risorse, e dallaltro rimane convinto della possibilità di interventi dello Stato in economia, anche se per un tempo breve e finalizzato ad un risultato. Il suo faro è la centralità della persona, non delle masse; è un fautore dello stato minimo e censura già allepoca leccessivo partitismo. Si dichiara, inoltre, ostile a una concezione statale panteistica.

In questo modo fonda il Popolarismo, dottrina politica autonoma e originale, ispirata alla pratica della Dottrina sociale della Chiesa cattolica arricchita dal suo pensiero e lavorio, spesso profetica e, pur essendo prettamente pragmatica, profondamente intessuta eticamente. Sturzo fu avversario del centralismo di Giolitti, di Mussolini, ma anche del primo impianto dellItalia repubblicana, trovando sbagliata lassenza del regionalismo, necessario per concedere ampia autonomia individuale. Fu un grande amante della scrittura storica.

Il pensiero sociale di Luigi Sturzo si innesta in gran parte con la sua vocazione di incrementare il rapporto tra lazione politica e la visione teoretica di una realtà che risulta essere, infine, oggetto di organizzazioni storico-sociali che rendano conto dell’agire individuale e che, in gran parte, riescano a comprenderlo in modo da farne rispecchiare la natura e lidentità. Questa concezione si viene formando in rapporto diretto con l’esperienza delle Casse Rurali a Caltagirone in Sicilia, laddove traspare limpianto della sociologia sturziana al cospetto di esigenze storico-concrete emerse sul territorio in un particolare periodo. Di fatto, la sociologia del prete siciliano sarà semplicemente il risultato della partecipazione più attiva verso il raggiungimento di ideali sociali e politici. Allorigine, il pensiero sociologico di Sturzo si definisce dunque come una teoria sociale e si differenzia dalla filosofia e dalla storia, che indagano rispettivamente la conoscenza razionale della realtà e i processi della sua formazione. Anche se, in parte, ancora controversa, la definizione della sociologia sturziana rende conto del progressivo affermarsi in Italia delle scienze sociali empiriche, al cospetto della critica filosofica e speculativa al positivismo, laddove le scienze sociali tendono a restringersi in un campo di interessi che esulano comunque dalle sintesi tra la filosofia e la teologia. In concreto, possiamo anche affermare che al sociologia di Sturzo possiede una certa peculiarità a livello metodologico, fornendo il profilo di una disciplina dotata di un proprio statuto a livello concettuale nonché autonomizzata dalla storia e dalla filosofia e distante dalle fascinazioni positivistiche e dalla speculazione dell’idealismo storicistico.In Sturzo domina il piano della risposta rapida e del dettato della soluzione contingente che sembrano essere le caratteristiche dell’uomo d’azione, le cui esperienza le cui decisioni denotano il grande impegno.

                                     

2. Beatificazione

Il 24 novembre 2017 si è chiusa a Roma, nel Palazzo Apostolico Lateranense, la fase diocesana della causa di beatificazione del Servo di Don Luigi Sturzo. La sessione era presieduta da monsignor Slawomir Oder, vicario generale del Tribunale ordinario della diocesi di Roma. Il lavoro è iniziato nel 1997, formalizzato con la presentazione del Supplex libellus nel 1999 e con la costituzione del Tribunale nel 2002, articolato attraverso lescussione di oltre 150 testimoni. "Un lavoro notevole, ha ricordato Oder, come notevole è la figura di don Luigi Sturzo, il quale certamente eccelse in molti campi del sapere e dellagire umano, in particolare della politica, ma che di se stesso usava ripetere: Io sono sacerdote, non un politico. Speriamo di chiamarlo presto santo".

                                     
  • L Istituto di sociologia Luigi Sturzo fondato il 5 ottobre 1968, è un istituto con partecipazione pubblica non statale che ha sede nel centro storico
  • Don Luigi Sturzo è una miniserie televisiva italiana prodotta nel 1981 e diretta da Giovanni Fago. La miniserie è dedicata alla biografia del sacerdote
  • furono l atto con cui Sturzo lasciò improvvisamente, il 10 luglio 1923, la guida politica del partito. Le dimissioni di Sturzo crearono non poco scalpore
  • Mario Sturzo Caltagirone, 2 novembre 1861 Piazza Armerina, 12 novembre 1941 è stato un vescovo cattolico italiano. Mario Sturzo era il secondogenito
  • Luigi Sturzo Gaspare Sturzo Cattolici e spirito di servizio nella dottrina politica di Luigi Sturzo Roma, Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo Vitale
  • piazza Luigi Sturzo ma sono presenti anche due entrate laterali, una su via dell Urbanistica e l altra su via dell Astronomia. Palazzo Sturzo è stato
  • Palazzo Sturzo Gaspare Sturzo magistrato italiano don Luigi Sturzo sacerdote e politico italiano Mario Sturzo vescovo italiano
  • 92 E 37.236007 N 14.513311 E37.236007 14.513311 I musei civici Luigi Sturzo sono una catena museale del comune di Caltagirone, ospitati nell edificio
  • calatino don Luigi Sturzo Questa relazione è stata accuratamente descritta nel libro del bivonese Alessandro De Bono Damaso Pio De Bono e Luigi Sturzo ecco
  • Individuo e società nel pensiero di Luigi Sturzo Istituto Luigi Sturzo Roma, 1983, 69 - 86 Fede e impegno politico in Luigi Sturzo in Sinaxis 1 1984 101 - 116