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Insurrezione del 13 vendemmiaio anno IV
                                     

ⓘ Insurrezione del 13 vendemmiaio anno IV

L insurrezione del 13 vendemmiaio anno IV rappresentò il culmine della ripresa del partito realista nei primi anni della Rivoluzione francese e si concluse con la sconfitta, nel centro di Parigi, delle milizie legittimiste ribelli alla convenzione termidoriana. Le truppe rivoluzionarie furono guidate da Paul Barras che venne coadiuvato da una serie di generali tra cui Napoleone Bonaparte che ebbe modo di mettersi in evidenza ed ebbe un ruolo decisivo nella repressione delle forze reazionarie.

                                     

1.1. Antefatti La lunga caduta dei Giacobini

La prima fase della Rivoluzione francese si era conclusa il 9 termidoro 28 luglio 1794 con larresto e la condanna di Robespierre e 103 suoi seguaci, fra i quali Saint-Just. I sopravvissuti deputati montagnardi alla Convenzione, ormai netta minoranza, tentarono, in due riprese, la sollevazione di Parigi: il 12 germinale ed il 1° pratile.

                                     

1.2. Antefatti Il recupero dei realisti

In entrambe tali occasioni era stato determinante il sostegno offerto alla convenzione termidoriana dai realisti: questi, allora in piena riorganizzazione e molto rafforzati dalla parte avuta a Parigi, miravano ora ad una "via costituzionale" al ritorno della monarchia, a quasi tre anni dalla decapitazione, il 21 gennaio 1793, di Luigi XVI. Il di lui figlio maschio, il disgraziato ed innocente Luigi XVII, di dieci anni appena compiuti, era morto nella prigione del Tempio, forse l8 giugno 1795 di inedia o, forse, minato dalla tubercolosi. Alla notizia, il 24 giugno, lo zio si proclamò re con il titolo di Luigi XVIII. I monarchici disponevano quindi di un nuovo sovrano legittimo: un uomo abile ed intelligente, che rispetto al predecessore, aveva il non piccolo vantaggio di essere in piena libertà.

                                     

1.3. Antefatti La seconda guerra di Vandea

Tutte queste circostanze, unite allindiscutibile consenso di cui godeva il partito monarchico, indussero notevoli preoccupazioni in quella parte della Convenzione termidoriana che non intendeva abdicare alla repubblica ed ai notevoli trasferimenti patrimoniali e sociali che ne erano derivati. Loccasione per colpire a destra venne loro offerta con la ripresa delle operazioni militari in Vandea, a partire dal 24 giugno, per iniziativa dei realisti. Quella che è passata alla storia come "Seconda guerra di Vandea", terminò con il massacro di oltre 750 dei 952 realisti che si erano consegnati prigionieri a condizione di aver salva la vita.

                                     

2.1. La reazione della convenzione termidoriana Loccasione per colpire la destra realista

La ferocia dei convenzionali si spiega in parte con la durezza dello scontro durante la battaglia erano rimasti uccisi 1.200 soldati e 190 ufficiali, in parte con la punizione del tradimento per la rottura dal Trattato di La Jaunaye e degli accordi successivi ma, soprattutto, con la necessità di garantirsi sostegno a sinistra in vista di un possibile scontro con i realisti che si erano, come detto, molto rafforzati.

                                     

2.2. La reazione della convenzione termidoriana Una legge per prevenire la vittoria realista alle elezioni

La maggioranza repubblicana della convenzione termidoriana non tardò a tirare le conseguenze dellavventato disastro del Quiberon: il 5 fruttidoro 23 agosto 1795, in coincidenza con lapprovazione della nuova costituzione dellanno III, venne approvato il cosiddetto decreto dei due terzi: esso prevedeva che i 2/3 dei futuri deputati del Consiglio degli Anziani e del Consiglio dei Cinquecento ovvero 500 delegati su 750 dovessero appartenere alla disciolta Convenzione nazionale meglio nota come convenzione termidoriana.

                                     

2.3. La reazione della convenzione termidoriana Il fallito plebiscito popolare

La ratifica di un simile obbrobrio giuridico venne affidata al plebiscito popolare, ma solo in apparenza, in quanto la sua approvazione era legata a quella dellintera costituzione, in un plebiscito iniziato il 20 fruttidoro 6 settembre 1795 ed i cui risultati vennero proclamati il 1° vendemmiaio 23 settembre, con la nuova costituzione.

Questo plebiscito fu, forse, lultima occasione prima del 1814, in cui il rimontante partito monarchico tentò di affermare i propri diritti di maggioranza dallinterno del sistema. Solo che decisero di non opporsi direttamente tale era la fiducia nella correttezza delle elezioni, ma si astennero: il plebiscito ebbe la miseria di 205.498 si, contro 108.754 no ed alcune milioni di astensioni. E, ciò nonostante, la ratifica venne respinta in 19 dipartimenti. Eclatante fu linsuccesso a Parigi ove contava anche lopposizione ex-giacobina e montagnarda: votarono contro ben 47 sezioni parigine su 48.



                                     

3.1. La reazione realista Preparativi

Forti di tale, ancorché sterile, successo, i monarchici tentarono una inevitabile prova di forza: i realisti, fra i quali il de Vaublanc, de Quincy parte di un comitato centrale realista le loro sezioni, fra le quali spiccava la sezione le Pelletier, presero a pianificare una insurrezione mirante a forzare la convenzione termidoriana a revocare i decreti.

                                     

3.2. La reazione realista Parallela mobilitazione dei realisti e della Convenzione

Che il clima fosse assai agitato lo aveva dimostrato il 13 settembre una insurrezione realista, bandiera bianca gigliata in testa, iniziata a Châteauneuf-en-Thymerais ed a Dreux ed annientata a Nonancourt dallesercito rivoluzionario. Alcuni giorni dopo, il 24 settembre, si erano registrate a Parigi manifestazioni monarchiche contrarie alla nuova costituzione.

Il 10 vendemmiaio 2 ottobre la sezione Lepeletier chiamò allinsurrezione e convocò per lindomani i suoi elettori: vi giunsero 80 elettori di 15 sezioni. Quella sera sette sezioni si dichiararono in stato di insurrezione. La Convenzione, informata dei preparativi dei realisti, il 12 vendemmiaio 4 ottobre riportò i suoi precedenti decreti sul disarmo dei terroristi. Il generale Menou, incaricato di reprimerle, esitava, dicendosi non certo della fedeltà della truppa.

Il 13 vendemmiaio 5 ottobre Menou venne destituito e la Convenzione incaricò Barras del comando delle truppe di Parigi, affiancandogli cinque generali giacobini, fra i quali il giovane Buonaparte di recente "scoperto" dal Barras che lo aveva conosciuto nel corso dellassedio di Tolone ed il Brune.

Nei fatti, fu il Buonaparte a dirigere le operazioni. Egli incaricò Murat, allora a capo di uno squadrone di cavalleria, di impadronirsi di quaranta cannoni appartenenti alle sezioni ed al momento radunati al camp des Sablons. Essi vennero piazzati alle estremità di tutte le strade che portavano alla Convenzione.



                                     

3.3. La reazione realista Linsurrezione

Il generale Thévenet si pose alla testa di una parte della guardia nazionale, unitasi alle sezioni realiste. Le sezioni realiste tentarono di marciare sulle Tuileries, ove sedeva la Convenzione, ma vennero respinte.

Entro le 15:00 il Palazzo era circondato. I sezionari realisti circa 25.000 uomini tentarono di fraternizzare con i soldati che difendevano la Convenzione.

                                     

3.4. La reazione realista Il bombardamento del generale Buonaparte

Barras nominò Maggior Generale della piazza di Parigi il generale Napoleone Buonaparte il quale ideò il piano per stroncare su ordine di Barras linsurrezione monarchica. Il piano consisteva nellaprire il fuoco della moschetteria e dellartiglieria a mitraglia con fuoco continuato per ben tre quarti dora.

Si registrarono circa 300 morti fra gli insorti, specie sui gradoni della Chiesa di San Rocco, che ancora conserva tracce di quella prolungata sparatoria.

                                     

4. La repressione: processi e condanne

Il 15 vendemmiaio 7 ottobre la Convenzione votò la costituzione di tre commissioni militari per giudicare gli insorti monarchici. Due giorni dopo completò lopera sopprimendo la municipalità di Parigi, sostituita da 12 nuovi municipi soggetti allAmministrazione Dipartimentale.

Il 24 vendemmiaio 16 ottobre la Convenzione votò un decreto darresto dei deputati Rovère e Saladin, denunciati dal Tallien come realisti e contro-rivoluzionari.

Il 17 ottobre la commissione militare pronunciò 64 condanne a morte. Solo due vennero messe in atto: Lafond, capo della sezione Lepeletier e Lebois, capo della sezione del Théâtre-Français, mentre altri importanti capi, quali de Vaublanc, capo della sezione del Faubourg Poissonnière de Quincy, capo della sezione di Fontaine-de-Grenelle, vennero condannati a morte in contumacia.

                                     

5.1. Breve ripresa dei sopravvissuti giacobini Il crescente potere dellesercito

Alla vigilia della sollevazione, la Convenzione aveva provveduto a blandire lesercito, suo principale sostegno, votando, il 9 vendemmiaio 1º ottobre lannessione alla Francia di tutti i territori dei Paesi Bassi austriaci allincirca lattuale Belgio occupati. AL contrario delle precedenti giornate del 12 germinale e del 1° pratile, quando la Convenzione si era molto giovata dellappoggio delle sezioni realiste, la giornata del 13 vendemmiaio, dimostrò che veramente essenziale era la fedeltà dellarmata alla causa repubblicana. In tal senso, essa fu cruciale nel segnare il lento passaggio dalla convenzione termidoriana alla futura dittatura militare, che sarebbe seguita di lì a poco, con il colpo di Stato del 18 brumaio 9 novembre 1799 del Buonaparte. Questultimo divenne così definitivamente celebre, tanto da essere soprannominato il generale Vendemmiaio le général Vendémiaire ed essere promosso, l8 ottobre generale in seconda dellArmata dellInterno, il 16 ottobre, generale di divisione e, infine, il 26 ottobre generale capo dellArmata dellInterno.



                                     

5.2. Breve ripresa dei sopravvissuti giacobini Breve avvicinamento ai giacobini

Come accadde sovente negli anni della convenzione termidoriana e del Direttorio, la maggioranza moderata continuò a giocare alla sinistra contro la destra, i Giacobini contro i realisti. Dopo il 13 vendemmiaio lora era venuta per un appeasement con i primi: Il 20 vendemmiaio 12 ottobre, in coincidenza con linizio delle elezioni per nuovi consigli, quello degli Anziani e quello dei Cinquecento terminate il 29 vendemmiaio – 21 ottobre con un notevole successo dei monarchici, la Convenzione votò la reintegrazione nellesercito degli ufficiali giacobini destituiti dopo il Colpo di Stato del 9 termidoro. Il 21 vendemmiaio 13 ottobre un nuovo decreto bloccava ulteriori persecuzioni contro i deputati montagnardi. Lordine, tuttavia, non dovette essere accolto con convinzione nelle province, tanto che il giorno successivo si registrò lultimo episodio del cosiddetto Terrore bianco, con lesecuzione ad Amiens del deputato Le Bon, già fervido presidente del Tribunale Rivoluzionario di Arras sotto il Terrore ed arrestato a Parigi dopo il 9 Termidoro di due anni prima. Ma il suo era un caso estremo, tanto che la stessa Convenzione, alcuni giorni prima, aveva respinto un suo ultimo appello. Il 4 brumaio 16 ottobre la Convenzione, nel suo ultimo giorno di seduta prima dello scioglimento, approvò unamnistia generale, che interessò soprattutto i deputati ex-montagnardi, arrestati dopo linsurrezione del 12 germinale, per lo più rinchiusi nel castello di Ham, in Piccardia.

Gracco Babeuf aveva largamente profittato del rinnovato appeasement dei termidoriani con i giacobini pubblicando, il 30 novembre 1795 il "Manifesto dei Plebei" sul suo giornale "Le Tribun du Peuple" e dando vita alla famosa "congiura degli Eguali". Il governo tardò a reagire, istituendo il 3 dicembre un Ufficio di Esame dei Documenti Pubblici ed un Ufficio Particolare per la sorveglianza di Parigi. Il 5 dicembre, su richiesta del Carnot, valente soldato e già fervente giacobino, venne emesso un mandato di arresto contro Babeuf, accusato di cospirazione. Questi riuscì a fuggire, venne arrestato il 10 maggio 1796 e ghigliottinato il 27 maggio.

                                     

6. La seconda ripresa monarchica

La congiura degli Eguali, fece sì che la situazione tornasse a rovesciarsi a favore di un rinnovato appeasement con i monarchici: de Vaublanc, ad esempio, poté prendere possesso del proprio seggio al Consiglio dei Cinquecento. Tale evoluzione non fu del tutto estranea alla liberazione di Madame Royale, ultima figlia di Luigi XVI, ancora prigioniera a Parigi: venne liberata il 26 dicembre 1795, giorno del suo diciassettesimo compleanno, a Basilea, in cambio di un nutrito gruppo di francesi prigionieri di guerra e dellarmistizio con lAustria di Francesco II dAsburgo, siglato il successivo 31 dicembre.

Già le elezioni del 12 ottobre terminate il 29 vendemmiaio – 21 ottobre avevano registrato un notevole successo dei monarchici, tanto che lindomani, 30 vendemmiaio, limportante deputato Tallien aveva proposto lannullamento delle elezioni. Tale effetto fu amplificato dalle successive elezioni dellaprile-maggio 1797, per un terzo della camera, che attribuirono la maggioranza ai realisti, incluso il de Quincy, nei due consigli degli Anziani e dei Cinquecento. Il Direttorio Barras, Reubell e La Reveillière-Lépeaux reagì inizialmente richiamando a Parigi larmata della Sambre-et-Meuse Sambre e Mosa, comandata dal fedele Hoche già vincitore della seconda guerra di Vandea e massacratore dei superstiti arresisi al Quiberon e forte di 80.000 uomini e successivamente con il colpo di Stato del 18 fruttidoro 4 settembre 1797, in reazione ad una cospirazione realista volta a rovesciare il Direttorio, bloccata dal Buonaparte, già capo dellArmata dItalia, che arrestò lagente realista de Launay e passò notizia a Paul Barras.

I tentativi realisti non vennero arrestati nemmeno dal Colpo di Stato del 18 brumaio 9 novembre 1799 che impose la fine del Direttorio, ma per sostituirlo con un Consolato, che segnò linizio della lunga dittatura militare del sempre attivo Napoleone Bonaparte. Il principale tentativo fu forse connesso allattentato della rue Saint-Nicaise, del 24 dicembre 1800, che portò, alcuni anni più tardi, il 21 marzo 1804, alla fucilazione del Duca d’Enghien, sospettato di aver preso parte al complotto realista di Georges Cadoudal volto ad eliminare Bonaparte e restaurare la monarchia assoluta con Carlo X. Dopodiché le continue vittorie dellImperatore dei Francesi assopirono la opposizione realista, sino al Trattato di Fontainebleau, dell11 aprile 1814.

                                     

7. Lultima sollevazione a Parigi

La sollevazione monarchica fu lultima sollevazione popolare della rivoluzione: non ve ne sarebbero state altre sino alla Rivoluzione di Luglio del 1830.