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ⓘ Battaglia di Lipsia. La battaglia di Lipsia, conosciuta anche come la battaglia delle nazioni, fu lo scontro più grande, in termini di forze impegnate e di perd ..




Battaglia di Lipsia
                                     

ⓘ Battaglia di Lipsia

La battaglia di Lipsia, conosciuta anche come la battaglia delle nazioni, fu lo scontro più grande, in termini di forze impegnate e di perdite subite dalle due parti, verificatosi durante le guerre napoleoniche e una delle sconfitte decisive subite da Napoleone Bonaparte. Determinò la disfatta francese nella campagna di Germania, costrinse limperatore a una difficile ritirata fino in Francia e provocò il crollo definitivo del sistema di alleanze organizzato da Napoleone in Europa. La battaglia, combattuta con grande accanimento dalle due parti, vide per la prima volta la partecipazione contemporanea sul campo della massa degli eserciti delle potenze europee continentali anti-francesi e il suo esito venne determinato soprattutto dalla netta superiorità numerica dei coalizzati.

                                     

1.1. Antefatti Prima fase della campagna di Germania

Dopo la disastrosa campagna di Russia le sconfitte nella guerra peninsulare, Napoleone si trovò a fronteggiare la sesta coalizione, della quale facevano parte la Gran Bretagna, la Russia, la Spagna, il Portogallo, la Prussia, lAustria, la Svezia e vari piccoli Stati tedeschi e italiani. Napoleone tentò infatti di ristabilire il suo dominio sulla Germania grazie alle vittorie conseguite sulle forze russo-prussiane presso Lützen e Bautzen.

                                     

1.2. Antefatti Rottura dellarmistizio e offensiva dei coalizzati

Ne seguì un breve armistizio da Napoleone indicato in seguito come "la più grande sciocchezza della mia vita", dopo il quale gli Alleati si riunirono sotto il comando di Gebhard Leberecht von Blücher, Carlo XIV di Svezia Jean-Baptiste Jules Bernadotte e Carlo Filippo Principe di Schwarzenberg. Il piano alleato era stato discusso il 12 luglio a Trachenberg, oggi Żmigród in Polonia, dove lo zar Alessandro aveva riunito gli altri sovrani e i comandanti degli eserciti: in un primo momento si progettò di costituire due masse a nord, con Blücher e Bernadotte, e a sud, al comando di Schwarzenberg, per sbucare in Sassonia da due direzioni e prendere alle spalle Napoleone. Alla fine fu concordato di organizzare tre armate separate integrando reparti dei quattro eserciti principali dei coalizzati.

La tattica degli Alleati, come appare chiaro dal Piano Trachenberg, consisteva nellevitare lo scontro diretto con Napoleone, cercando invece di affrontare i suoi marescialli. In tal modo gli Alleati arrivarono alle vittorie di Grossbeeren, Kulm, Katzbach e Dennewitz. Il maresciallo Nicolas Oudinot fallì nel suo tentativo di prendere Berlino con un esercito di 120.000 uomini.

                                     

1.3. Antefatti Concentramento intorno a Lipsia

Dopo la vittoria di Dresda, Napoleone aveva rinunciato a organizzare personalmente linseguimento dellarmata dei coalizzati che stava ripiegando lungo le pericolose e disagevoli strade che attraversavano i monti Metalliferi della Boemia; limperatore, in non buone condizioni di salute, aveva preferito tornare nella capitale sassone affidando al generale Dominique Vandamme il compito dintercettare le vie di comunicazione nemiche a Teplitz. Senza la direzione dellimperatore, linseguimento non proseguì e il generale Vandamme si trovò improvvisamente attaccato da forze preponderanti russe e prussiane; accerchiato, venne costretto alla resa nella battaglia di Kulm. Contemporaneamente anche gli altri luogotenenti di Napoleone erano in difficoltà; la loro sconfitta in una serie di battaglie modificò completamente la situazione strategica, logorò lentamente le forze francesi e costrinse progressivamente limperatore a rinunciare alloffensiva e a retrocedere per contrastare le minacce nemiche provenienti da sud, da nord e da est.

Fu così che, a settembre inoltrato, Napoleone si vide costretto a ritirarsi a ovest, attraversando lElba e organizzando le sue forze intorno a Lipsia. Napoleone schierò il suo esercito da Taucha a Lindenau, passando per Stötteritz dove collocò il suo comando. Nel frattempo, i prussiani avanzarono da Wartenburg, gli austriaci e i russi da Dresda, mentre gli svedesi calarono da nord. In totale, Napoleone poteva contare su 190.000 soldati, mentre gli Alleati ne schieravano 330.000. Entrambe le parti disponevano di una folta artiglieria si calcola circa 2.500 pezzi.



                                     

2. La battaglia

La battaglia cominciò il 16 ottobre con un attacco - subito respinto - sferrato da sud da 78.000 soldati alleati e da altri 54.000 dal nord. Il giorno seguente si ebbero solo piccole schermaglie, con entrambe le parti che si rafforzavano organizzando i loro rinforzi appena sopraggiunti. Tuttavia, mentre i francesi ricevettero soltanto 14.000 uomini, gli Alleati poterono contare su rinforzi per un totale di ben 145.000 soldati il che determinò con tutta probabilità lo sviluppo successivo dello scontro.

                                     

2.1. La battaglia Decisioni di Napoleone

Fin dalla sera del 16 ottobre Napoleone era consapevole che la sua situazione si stava aggravando e certamente ipotizzò una ritirata; infatti al generale Bertrand disse di tenersi pronto a partire verso ovest con il IV corpo darmata, lasciando Lindenau, per proteggere i ponti sulla Saale indispensabili per ripiegare verso il Reno; a Murat limperatore disse esplicitamente che "bisognava pensare ad una ritirata". Napoleone decise tuttavia di rimanere ed attendere lattacco degli alleati, che si stavano continuamente rafforzando, nel timore che il suo esercito si disgregasse nel corso di una ritirata e per evitare la defezione dei suoi alleati tedeschi, probabile nel caso di sconfitta; inoltre limperatore non poté risolversi ad abbandonare gli oltre 140.000 soldati francesi che erano ancora bloccati nelle fortezze tedesche; egli tentò anche di trarre in inganno i suoi avversari rilasciando, dopo una conversazione in cui aveva mostrato sicurezza e ventilato una riconciliazione con lAustria, il generale austriaco Merveldt, caduto prigioniero, per trattare un armistizio, ma non ottenne alcun risultato, al contrario diede impressione di debolezza e rafforzò la determinazione degli alleati.

Dopo aver atteso lattacco il 17 ottobre, nella notte del 18 decise di concentrare le sue truppe ritirando intorno a Lipsia le sue formazioni più esposte; il movimento si svolse sotto una fitta pioggia a partire dalle ore 02.00 del mattino. Il quartier generale imperiale venne trasferito a Stotteritz e vennero diramati ordini tardivi di costruire altri ponti a Lindenau, da utilizzare in caso di ritirata. Limperatore per la battaglia del 18 ottobre assegnò il lato destro del suo schieramento a Murat con i corpi darmata di Poniatowski VIII corpo, Augereau IX corpo e Victor II corpo, posizionati tra Connewitz e Probstheida e rinforzati in seconda linea dalla Guardia imperiale e dal grosso della cavalleria al comando di Latour-Marbourg I corpo di cavalleria e Pajol V corpo di cavalleria. Al centro, sotto il controllo del maresciallo Macdonald, schierò da Zuckelhausen a Steinberg lXI corpo, rinforzato dal V corpo di Lauriston e dal II corpo di cavalleria di Sebastiani; sul lato sinistro il maresciallo Ney difendeva il settore di Paunsdorf e Schönfeld con il contingente sassone e la divisione Durutte del VII corpo di Reynier, il VI corpo di Marmont, il III corpo di Souham e una parte del III corpo di cavalleria di Arrighi. A Lipsia rimasero la divisione polacca Dombrowski e la divisione cavalleria Longe, a Lindenau era raggruppata la Giovane Guardia del maresciallo Mortier, il IV corpo di Bertrand era a ovest di Lindenau.

Napoleone disponeva ancora di circa 160.000 soldati con 630 cannoni, ma le truppe erano esauste, i corpi di Augereau, Marmont, Macdonald, Bertrand e Poniatowski avevano subito gravi perdite negli scontri dei giorni precedenti le munizioni dartiglieria erano pericolosamente ridotte. Intorno alle truppe francesi si stringeva la manovra dei coalizzati; i soldati dellimperatore videro nella notte il grande cerchio dei fuochi di bivacco dei nemici che quasi li accerchiavano; mentre i feriti si trascinavano a piedi o in misere carrette nelle retrovie, i villaggi bruciavano e i resti della battaglia precedente erano disseminati sul campo; anche alcuni reparti francesi erano in movimento, le divisioni di Reynier erano appena arrivate mentre le truppe di Bertrand marciavano verso ovest per proteggere le spalle dellarmata.

                                     

2.2. La battaglia Inizio degli attacchi dei coalizzati

Lattacco dei coalizzati si sviluppò a partire dalle ore 08.00 piuttosto lentamente e con mancanza di coesione; frazionato in sei colonne dattacco separate, lenorme esercito alleato disperse in parte la sua forza durto. Al mattino, lo scontro principale si accese sul fianco destro francese dove la colonna guidata da Hessen-Homburg, composta principalmente da soldati austriaci, si spinse in avanti e in un primo momento conquistò Dosen e Dölitz, minacciando Connewitz, Lösnig e la fondamentale strada per Lipsia. Le forze francesi e polacche di Augereau e Poniatowski contrattaccarono con efficacia, sostenute da una parte della Giovane Guardia e dalla cavalleria, lartiglieria francese intervenne sotto la direzione del generale Drouot e decimò i ranghi serrati nel nemico; i coalizzati vennero respinti. Hessen-Homburg rimase ferito e venne sostituito da Colloredo, Schwanzerberg, preoccupato dal contrattacco francese, portò avanti le riserve russe del generale Raevskij e una divisione di corazzieri. I francesi di Augereau riconquistarono Dölitz, ma poi vennero a loro volta fermati.

Al centro le grandi forze russo-prussiane al comando di Barclay de Tolly avanzarono molto lentamente nella mattinata e si fermarono senza attaccare Probstheida, in attesa dellarrivo delle altre colonne di Bennigsen e Bernadotte per concertare un attacco combinato, in questo settore i corpi di Macdonald e Sebastiani raggiunsero le nuove posizioni con ordine, mentre Bennigsen si avvicinò sulla sinistra raggiungendo le posizioni di attacco intorno alle ore 10.00. Lattacco dei russi si sviluppò inizialmente con successo, Holzhausen e Zuckelhausen vennero conquistate dopo duri scontri, la divisione Gerard fu costretta a cedere Steinmberg e lXI corpo di Macdonad e la cavalleria di Sebastiani furono messi in difficoltà. La resistenza francese tuttavia fu tenace: Zweinaundorf e Stotteritz erano fortemente difesi dai corpi di Reynier e Sebastiani e gli attacchi furono respinti fino alle ore 14.00, costringendo anche Bennigsen ad interrompere gli assalti in attesa dellarrivo a nord dellarmata di Bernadotte e Blücher.

I francesi mantennero il controllo della situazione anche a nord, dove si avvicinava in modo aggressivo larmata del feldmaresciallo Blücher: Marmont, al comando del VI corpo, trattenne lavanzata del corpo russo di Langeron, che marciava verso la linea del fiume Parthe e il villaggio di Schönfeld; la divisione polacca di Dombrowski venne rafforzata da Napoleone con una divisione della Giovane Guardia e riuscì per il momento a controllare il pericoloso avvicinamento del corpo prussiano di Sacken verso i sobborghi di Lipsia. A ovest Bertrand, con il IV corpo, non ebbe difficoltà a respingere ancora una volta gli austriaci di Gyulai e quindi mantenne libera la strada per Weißenfels. Alle ore 14.00 la situazione di Napoleone era difficile in ragione dellinevitabile rafforzamento dello schieramento nemico, ma limperatore aveva respinto con facilità i primi attacchi, il suo schieramento a semicerchio era solido e i soldati francesi occupavano ancora le posizioni più importanti, la strada per lovest era libera e quindi una ritirata organizzata era possibile e poteva permettere ancora a Napoleone di evitare una disfatta campale.



                                     

2.3. La battaglia Battaglia a Connewitz e Probstheida

La battaglia divenne sempre più aspra e sanguinosa a partire dal primo pomeriggio: sulla destra francese Colloredo, con il I ed il II corpo darmata austriaco, rinforzati dal corpo russo di Raevskij e dalle divisioni Bianchi e Weissenwolf, ripresero ad attaccare per occupare limportante villaggio di Connewitz, ma Augereau e Poniatowski organizzarono una dura resistenza e gli scontri, molto cruenti e dallesito alterno, si prolungarono fino alla serata. Gli austro-russi riuscirono a conquistare Lösnig dopo combattimenti violentissimi, ma fallirono tutti gli attacchi a Connewitz e nella notte il villaggio era ancora tenuto dai francesi, che in questo modo mantenevano il controllo della strada per Lipsia.

Gli scontri più cruenti si accesero al centro, intorno al villaggio di Probstheida, trasformato in una fortezza dai soldati francesi; Murat organizzò unaccanita difesa con i corpi di Victor II e Lauriston V e il generale Drouot ammassò numerose batterie di cannoni che disgregarono ripetutamente le file della fanteria nemica che avanzava in massa. Il raggruppamento russo-prussiano di Barclay sferrò una serie di attacchi con i corpi darmata di Wittgenstein e Kleist e con la Guardia russo-prussiana di Ermolov, ma venne decimato dal fuoco dellartiglieria francese e subì 12.000 perdite in tre ore; il principe Schwarzenberg, presente insieme allo zar, allimperatore dAustria e al re di Prussia in questo settore del campo di battaglia, rimase impressionato dalla carneficina e ordinò un temporaneo ripiegamento di alcune centinaia di passi per portare avanti a sua volta lartiglieria e battere le linee francesi. Il villaggio di Probstheida venne ridotto in rovina e incendiato e cambiò di mano più volte durante il pomeriggio, ma nella notte era ancora in possesso dei soldati francesi.

                                     

2.4. La battaglia Caduta di Paunsdorf e Schönfeld

Mentre i francesi si battevano aspramente a sud, la situazione lentamente si stava aggravando a nord e nord-est; i soldati dellimperatore avvertirono lavvicinarsi del cannoneggiamento e della battaglia alle loro spalle; il feldmaresciallo Blücher aveva infatti attraversato in forze il fiume Parthe con i corpi russi Langeron, Sacken e St.Priest e stava marciando energicamente in direzione dellarmata del Nord che, al comando del principe di Svezia Bernadotte, stava finalmente entrando in campo con il corpo prussiano di Friedrich Wilhelm von Bülow allavanguardia. Anche i russi di Bennigsen ripresero i loro attacchi contro Zweinaunsdorf e Stotteritz; il maresciallo Macdonald, con lXI corpo e la cavalleria di Sebastiani, dovette cedere Zweinaunsdorf ma riuscì a resistere duramente a Stotteritz mentre il maresciallo Ney. che difendeva gli importanti villaggi di Paunsdorf, Schönfeld e Molkau con i corpi di Reynier, Souham e Marmont, venne attaccato da tre direzioni e la sua situazione divenne critica.

I russi di Bennigsen riuscirono ad avanzare e occuparono Molkau, mentre il corpo prussiano di Bülow, precedendo il resto dellarmata del Nord, attaccò in forze, nonostante le incertezze dellesitante Bernadotte, il villaggio di Paunsdorf, che dopo aspra lotta le truppe di Reynier dovettero abbandonare. Napoleone, molto preoccupato per il cedimento in questo settore, inviò subito in soccorso la Giovane e la Vecchia Guardia che contrattaccarono e riconquistarono Paunsdorf. Ma il successo fu di breve durata; a metà pomeriggio il maresciallo Ney fu costretto a ripiegare su una linea più arretrata tra Sellerhausen e Schönfeld, e Paunsdorf venne di nuovo occupata dai prussiani di Bülow. La ritirata francese venne affrettata dalla defezione improvvisa di due brigate di fanteria sassone e da reparti di cavalleria sassone e wurttenburghese del corpo di Reynier, che intorno alle ore 16.00 passarono nelle file nemiche e attaccarono la divisione Durutte. Limportanza di questo cambio di campo durante la battaglia è enfatizzata dallo storico francese Jean Tulard che parla di "avvenimento decisivo", mentre lo storico Georges Lefebvre scrive di evento che avrebbe "affrettato la disfatta"; altri autori minimizzano limportanza della defezione. In ogni caso Napoleone si mantenne calmo anche di fronte a questo evento imprevedibile, anche se manifestò qualche segno di scoraggiamento. I soldati francesi, malgrado la defezione, mantennero la coesione e il morale e si batterono ancor più accanitamente; dopo aver ripiegato si fortificarono a Sellerhausen e soprattutto a Schönfeld, dove il maresciallo Marmont organizzò una difesa disperata con il VI corpo darmata.

La battaglia per Schönfeld continuò fino al tramonto, oltre 90.000 russi dei corpi di Langeron e St.Priest dellarmata del feldmaresciallo Blücher e gli svedesi del corpo di Stedingk attaccarono ostinatamente, con lappoggio di un potente schieramento di artiglieria, i 28.000 francesi del corpo di Marmont; il maresciallo disponeva di pochi cannoni e di munizioni insufficienti, ma i soldati francesi delle divisioni Compans, Lagrange e Friedrichs si batterono disperatamente e inflissero con il fuoco di fucileria perdite elevatissime alle compatte file nemiche. Le perdite furono pesanti anche per i francesi, la cavalleria russa e svedese venne respinta più volte, lo stato maggiore di Marmont fu decimato, le rovine di Schönfeld cambiarono di mano per sette volte. Bernadotte comparve finalmente sul campo di battaglia, mentre Napoleone, preoccupato per lavanzata nemica che minacciava Reudnitz, fece portare avanti una divisione della Guardia che trattenne gli svedesi e i russi e stabilizzò la situazione proteggendo il quartier generale dellarmata. Ma Schönfeld dovette essere infine abbandonata. I francesi di Marmont affrontarono il settimo assalto dei russi del corpo di Langeron e si batterono in ritirata nelle case, nei giardini, nel cimitero; nella notte ripiegarono, molto provati dai sanguinosi scontri, fino ai sobborghi nord-orientali di Lipsia, dove non furono inseguiti dal nemico.

Alla fine della giornata del 18 ottobre quindi i francesi mantenevano ancora le posizioni più importanti a sud della città a Connewitz, Probstheida e Stotteritz, dove Murat e Macdonald erano ancora solidamente schierati, ma le formazioni dellImperatore avevano dovuto ripiegare soprattutto a nord e nord-est sotto la pressione di Blücher, Bennigsen e Bernadotte. Dopo aver perduto Paunsdorf e Schönfeld, i francesi si erano organizzati su una linea alla periferia di Lipsia tra Sellerhausen e Reudnitz; la ritirata dei corpi decimati di Marmont, Souham e Reynier si svolse nella notte alla luce delle case in fiamme, in mezzo ai cadaveri e a equipaggiamenti e cannoni distrutti, mentre gruppi di sbandati entravano nella città alla ricerca di cibo e bottino.

                                     

2.5. La battaglia Ritirata

Fin dalle ore 19.00 del 18 ottobre Napoleone aveva deciso, dopo un rapporto dei generali Sorbier e Dulauloy, i comandanti dellartiglieria, sulla scarsezza delle munizioni rimaste sufficienti solo per due ore di fuoco, di rinunciare alla battaglia e iniziare a ripiegare in direzione di Erfurt; durante la notte lImperatore, stabilitosi a Lipsia nellalbergo "Alle armi di Prussia", diramò gli ordini di marcia per la difficile manovra al cospetto del nemico. Il traino dellarmata, le munizioni e lartiglieria, che avevano già iniziato a ripiegare, dovevano subito attraversare il fiume Elster, seguiti dai corpi di Victor, Augereau, dai corpi di cavalleria di Arrighi e Sebastiani e dalla Guardia di Oudinot e Mortier; messaggeri furono inviati alle truppe bloccate nelle fortezze tedesche con lordine di abbandonare le piazzeforti e cercare di raggiungere la Francia.

La manovra di ripiegamento attraverso labitato urbano di Lipsia si presentava difficile; quattro porte davano accesso alla città da est su cui potevano transitare le colonne in ritirata, ma solo una via di uscita era disponibile a ovest; nonostante il rischio di confusione e ingorghi, inizialmente, durante la notte e nella nebbia del primo mattino, la manovra fu effettuata con notevole abilità. Le truppe del settore meridionale iniziarono a muovere nelle prime ore del 19 ottobre, e, mantenendo alloscuro il nemico, marciarono senza difficoltà verso ovest, mentre i corpi di Reynier, Poniatowski e Macdonald, con circa 30.000 soldati, avrebbero dovuto tenere le posizioni e coprire la manovra del grosso dellarmata verso il ponte di Lindenau. I coalizzati non organizzarono in tempo un servizio di esplorazione e quindi solo alle ore 07.00 alcune pattuglie rilevarono i movimenti francesi. In realtà anche le truppe alleate erano esauste dopo i durissimi scontri del giorno precedente e i comandanti supremi erano seriamente preoccupati per un eventuale terzo giorno di battaglia. I movimenti delle truppe furono lenti; alcuni abboccamenti per discutere una tregua fecero guadagnare ulteriore tempo ai francesi e quindi solo alle ore 10.30 la massa degli eserciti coalizzati passò alloffensiva per irrompere in Lipsia.

In quel momento due terzi dellarmata francese avevano già ripiegato e attraversato lElster; Napoleone si trattenne ancora a Lipsia e prima di partire incontrò Poniatowski, al quale aveva conferito il grado di maresciallo per il valore dimostrato nella battaglia e al quale ora affidò lincarico di difendere i sobborghi meridionali della città; quindi limperatore si congedò dal re di Sassonia, Federico Augusto, che apparve dispiaciuto per la defezione delle sue truppe. Dopo lincontro con il re di Sassonia, Napoleone lasciò la città e attraversò il fiume intorno alle ore 11.00 a Lindenau; nelle strade erano ora presenti tra le truppe ansietà e confusione e il disordine stava aumentando. Napoleone era esausto e si ritirò in un mulino vicino al fiume, dove si addormentò nonostante il frastuono dei cannoni e il rumore delle truppe in ritirata.

Lassalto finale dei coalizzati a Lipsia, che aveva avuto inizio alle ore 10.30, venne organizzato da Schwarzenberg su cinque colonne separate ma progredì lentamente di fronte allostinata resistenza della retroguardia francese di Reynier, Macdonald e Poniatowski; inoltre i tentativi del corpo austriaco di Giulay e del corpo prussiano di Yorck dintercettare la ritirata vennero facilmente contenuti. I soldati francesi difesero accanitamente le strade, gli accessi e gli edifici principali della città e guadagnarono tempo costringendo il nemico a un combattimento allinterno dellarea urbana; i cavalieri polacchi di Poniatowski si batterono con grande valore. A nord i corpi russi di Sacken, St. Priest e Kapzevic, dellarmata di Blücher, attaccarono attraverso la Halle Tor, ma incontrarono una resistenza molto dura di francesi e polacchi delle divisioni Durutte e Dombrowski e i primi tre assalti furono respinti; a sud larmata russa di Bennigsen attaccò la Spital Tor e la Sand Tor ; a est il corpo prussiano di Bülow irruppe attraverso la Grimma Tor, difesa dalle divisioni Marchand e Friedrichs, e riuscì a entrare in città. Infine fu un battaglione prussiano del corpo di Bülow, guidato dal maggiore Friccius, che riuscì a irrompere nel centro di Lipsia; venne contrattaccato ma riuscì a mantenere le posizioni raggiunte, grazie anche allintervento di un reparto di fanteria leggera svedese.

Nel frattempo il disordine delle truppe della retroguardia in ritirata stava inevitabilmente crescendo; dovendo tutte concentrarsi nella sola uscita disponibile verso ovest da Lipsia alla Ranstadter Tor e, dovendo attraversare un primo ponte sulla Pleisse poi il terrapieno sulle paludi e quindi un secondo ponte a Lindenau sullElster, era quasi inevitabile che le truppe francesi, sempre più schiacciate dalla pressione nemica proveniente da differenti direzioni e concentrate in un solo luogo, si sarebbero progressivamente frammischiate e disorganizzate. La confusione divenne incontrollabile dopo che alle ore 13.00 venne fatto saltare prematuramente il ponte sullElster; lincarico, assegnato al generale Dulauloy e da questo a sua volta affidato al colonnello Monfort, ricadde alla fine su un caporale e quattro zappatori francesi che, alla vista dellavvicinarsi dei prussiani, fecero esplodere le mine quando molti reparti di truppa stavano ancora attraversando o erano in combattimento nella città.

Da quel momento molti reparti francesi si disgregarono; alcuni soldati ricordarono lavvenimento come una "Beresina senza il freddo"; molti soldati caddero in acqua, altri cercarono di attraversare a nuoto con tutto lequipaggiamento, si diffusero voci di tradimenti. Alcuni ufficiali entrarono nel fiume con i cavalli sperando di riuscire a risalire sulla sponda occidentale; in questo modo annegò Poniatowski, la cui cavalcatura non riuscì a risalire la ripida sponda e lo trascinò nella corrente, Macdonald invece scampò a nuoto dopo aver assistito a scene drammatiche di disperazione tra i soldati abbandonati sulla riva occidentale, anche il maresciallo Oudinot riuscì ad attraversare il fiume a nuoto. I combattimenti dentro Lipsia continuarono fino al tardo pomeriggio; infine i reparti francesi rimasti tagliati fuori si arresero dopo gli ultimi scontri; caddero prigionieri anche Lauriston e Reynier e il generale polacco Dombrowski; lo zar Alessandro e il re di Prussia poterono raggiungere finalmente la piazza del mercato al centro della città dove si incontrarono con Bernadotte, Blücher, Bennigsen e Gneisenau; la dura battaglia era finita.

                                     

3. Dopo la battaglia

Non si conoscono le perdite totali. Le stime oscillano tra gli 80.000-110.000 morti e feriti da entrambe le parti. Supponendo che si tratti di 95.000 uomini, si ritiene che gli Alleati avessero perso 55.000 uomini e i francesi 40.000, con 30.000 francesi fatti prigionieri. Tra i caduti vi fu il maresciallo polacco Józef Antoni Poniatowski, che aveva ricevuto tale distinzione soltanto il giorno precedente. La battaglia costò allImpero francese la perdita dei territori tedeschi a est del Reno e portò vari stati tedeschi dalla parte degli Alleati. Si ricorda anche un particolare avvenimento nella battaglia: reparti sassoni, dalla parte dei francesi, mentre andavano allattacco si girarono allimprovviso e fecero fuoco sui soldati di Napoleone Bonaparte. Gli avvenimenti della battaglia sono ricordati grazie a 45 cippi commissionati a Theodor Apel di Lipsia e che servono a ricordare gli avvenimenti legati alla battaglia e a segnare le posizioni sul terreno delle linee francesi e alleate. In commemorazione della battaglia venne edificato il Völkerschlachtdenkmal.