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ⓘ Clitico. In linguistica, un clitico è un elemento che ha nel contempo alcune proprietà di una parola indipendente e altre tipiche di un affisso. Molti clitici p ..




                                     

ⓘ Clitico

In linguistica, un clitico è un elemento che ha nel contempo alcune proprietà di una parola indipendente e altre tipiche di un affisso. Molti clitici possono essere spiegati come elementi subordinati a un processo storico di grammaticalizzazione:

lessema → clitico → affisso

Secondo questo modello, un lessema autonomo in un particolare contesto perde le proprietà di una parola indipendente nel corso del tempo e acquista le proprietà morfologiche di un affisso. In uno stadio intermedio di questo processo di evoluzione, lelemento in questione può essere descritto come un "clitico". Come risultato di ciò, questa particella arriva ad essere applicata a una classe di elementi molto eterogenea, presentando combinazioni diverse di proprietà tipiche di una parola e proprietà tipiche di un affisso.

Una caratteristica comune a molti clitici è lassenza di unindipendenza prosodica, per cui il clitico si aggancia a una parola adiacente, che viene definita parola ospite. Le convenzioni ortografiche formano i clitici in modi diversi: alcuni sono scritti come parole differenti, altri sono scritti come ununica parola assieme alla parola ospite, altri sono attaccati alla parola ospite tramite un segno di interpunzione come una lineetta o un apostrofo.

                                     

1. Classificazione dei clitici

Negli esempi che seguono le parole ospiti saranno segnate in corsivo, i clitici in grassetto.

Un clitico che segue la parola ospite viene definito un enclitico:

  • nelle lingue romanze: parla mi imperativo, seconda persona singolare = parla a me.
  • in latino: Senatus Populus que Romanus "Senato Popolo e Romano = "il senato e il popolo romano",

Un clitico che precede la parola ospite è chiamato proclitico:

  • in italiano: stra "pieno fino al limite massimo", gli articoli.

Esiste anche il mesoclitico, che appare allinterno di un unico tema della parola ospite o addirittura di un altro affisso:

  • in portoghese: Ela levá - lo - ia. "Lei porta - ciò - COND = "Lei lo porterebbe".

Infine, l endoclitico divide la radice stessa della parola ospite e si inserisce tra due sillabe della stessa. Gli endoclitici si oppongono allipotesi dellintegrità lessicale e quindi sono stati a lungo giudicati impossibili, ma alcuni esempi tratti dalla lingua udi suggeriscono che tali clitici sono possibili. Gli endoclitici sono stati trovati anche nella lingua pashtu.

                                     

2. Proprietà dei clitici

Nonostante il termine "clitico" possa essere usato per riferirsi a qualsiasi elemento le cui condizioni grammaticali sono poste tra una parola e un affisso, i linguisti hanno proposto altre definizioni di "clitico" come termine tecnico. Uno degli approcci più comuni è quello di trattare i clitici come parole con una deficienza prosodica: essi non possono apparire senza una parola ospite e possono soltanto far parte della metrica della parola ospite. Il termine clitico postlessicale è usato per questo specifico senso del termine.

Oltre a queste definizioni di base, sarebbero necessari altri criteri per stabilire una netta linea di separazione fra un clitico postlessicale e un affisso morfologico, poiché entrambi sono caratterizzati da una mancanza di autonomia prosodica. Non ci sono però dei confini netti e chiari tra una categoria e laltra poiché da un punto di vista storico, una certa forma può spostarsi morfologicamente da una categoria allaltra. Tuttavia, mediante lidentificazione di gruppi di proprietà osservabili che sono associate ad esempi di clitici da una parte e ad esempi di affissi dallaltra, si può selezionare una serie di testi ed esempi che provvedono empiricamente alla formazione della distinzione tra clitico e affisso.

Un affisso si attacca sintatticamente e foneticamente a un morfema basilare di una certa parte del discorso, come un verbo o un sostantivo, per formare una nuova parola. Un clitico funziona sintatticamente sopra il livello delle semplici parole, ma piuttosto nel livello dei sintagmi o delle proposizioni e si attacca soltanto foneticamente alla parola ospite, a qualsiasi parte del discorso essa appartenga.

Tali criteri dimostrano talvolta che gli elementi che sono stati tradizionalmente chiamati "clitici" effettivamente hanno lo status di affisso per esempio i pronomi romanzi clitici.

I clitici non sempre appaiono vicini alla parola o al sintagma a cui sono associati grammaticalmente. Possono essere soggetti a delle costrizioni dellordine complessivo delle parole che agiscono sullintera frase. Molte lingue, per esempio, obbediscono alla "Legge di Wackernagel", che obbliga i clitici ad apparire in "seconda posizione", dopo la prima frase sintattica o la prima parola accentata in una frase:

  • in ceco: Kde se to stalo? Dove RIFL che succedere- pass = "Dove è successo?".

Molti clitici appaiono nella stessa posizione ovvero condividono lo stesso ospite formando un "gruppo clitico". Lordine relativo dei clitici in un gruppo è di solito strettamente prefissato:

  • in polacco: Ty widział byś go jutro "tu vedere - COND-2sg lui domani" = "Lo vedresti domani".
  • in ceco: Nechtěli jsme vám ho dát NON -aver voluto 1PL a-te ciò dare" = "Non abbiamo voluto dar telo ",
                                     

3. Clitici nelle lingue romanze

Nelle lingue romanze, gli articoli e i pronomi personali oggetto diretto o indiretto sono clitici. Per esempio, in italiano:

  • la casa /lakaza/ forma nucleo sillabico ma metricamente appartiene alla parola casa,
  • da mmelo da me lo, da ciò a me /dammelo/ è una successione di clitici in un ordine prefissato. Laccento rimane sulla radice e la parola diventa sdrucciola.
  • l acqua la acqua, /lakkwa/ non forma nucleo sillabico, e la metrica originaria di acqua rimane tale,

Secondo i più, i pronomi clitici nella maggior parte delle lingue romanze si sono già evoluti in affissi.

Ci sono ancora dibattiti sul fatto che questi cambiamenti da un clitico a un affisso si siano già verificati nei pronomi soggetto francesi o meno. I pronomi soggetto, in particolar modo, sono ancora considerati clitici poiché obbligano a una lettura contestualizzata.

Alcuni dialetti del portoghese permettono ai pronomi oggetto di emergere in qualità di mesoclitici:

  • Ela levá- lo -ia Lei prendere- ciò - COND - "Lei lo prenderebbe",
  • Eles dar- no - lo -ão Loro dare- a noi - ciò - FUT - "Ce lo daranno".


                                     

4. Clitici in inglese

Gli enclitici inglesi sono:

  • ’m in I ’m io sono,
  • ’s in she ’s lei è;
  • le forme abbreviate del verbo "to be essere
  • ’re in you ’re tu sei,
  • ’ve in they ’ve trapassato, have;
  • le forme abbreviate dei verbi ausiliari
  • ’ll in they ’ll futuro, will,
  • per esprimere possesso
  • ’s in the girl next door ’s cat il gatto della ragazza della porta accanto.

I proclitici sono di solito gli articoli:

  • the in the house la casa.
  • an in an egg un uovo,
  • a in a desk un tavolo,

È stato dimostrato che la contrazione nt come in could nt ha le proprietà di un affisso piuttosto che di un clitico sintatticamente indipendente.

In inglese, i clitici devono essere atoni, ma not come parola piena non può essere atono:

  • Ivent done it yet frase dialettale, non-standard.
  • I have not done it yet non lho ancora fatto,
  • I havent done it yet,
  • Ive not done it yet,

Laccentuazione evita talvolta la cliticizzazione:

  • I dont know who she is *I dont know who shes = "non so chi sia",
  • Hes not a fool. - He is a fool! *Hes a fool! = certo che è pazzo / lo è eccome.
  • Have you done it? - Yes, I have *Yes, Ive = certo che lho fatto,
                                     

5. Altri esempi

Nelle lingue indoeuropee, alcuni clitici possono derivare dal proto-indoeuropeo: per esempio, * -k w e è la forma originale del sanscrito च, del greco τε e del latino -que.

  • Plautdietsch: "Deitat vondoag?": "Lo farà oggi?"
  • Greco: τε e, δέ ma, γάρ per in un argomento logico, οὖν perciò.
  • Norvegese: gli articoli definiti sono innestati alla fine del sostantivo enclitici, come in molte altre lingue scandinave. Esempio: en gutt "un ragazzo", gutt en "il ragazzo", gutt ene "i ragazzi"; ei jente "una ragazza", jent a "la ragazza"; et barn "un bambino", barn et "il bambino".
  • Ceco: clitici speciali: pronomi personali e riflessivi atoni mu, "lui/lo", alcuni verbi ausiliari by, "condizionale", e altre particelle e avverbi. Nepodařilo by se mi mu to dát "Non riuscirei a darglielo". Inoltre ci sono anche altri semplici clitici, tra cui alcune preposizioni.
  • Olandese: t articolo definito neutro e pronome di terza persona singolare neutro, k pronome di prima persona singolare, je pronome di seconda persona singolare, ie terza persona singolare maschile, ze terza persona plurale
  • Russo: ли domande polari, же enfasi, не "non" proclitico, бы congiuntivo
  • Latino: que e, ve oppure, ne domande polari

Ecco alcuni esempi di lingue non indoeuropee:

  • Giapponese: tutte le particelle, come la posposizione per il genitivo の no e il marcatore は wa.
  • coreana: La copula 이다 ida e laggettivale 하다 hada, così come pure le particelle nominale e verbale per esempio 는, neun.

Tuttavia, unanalisi alternativa suggerisce che le particelle nominali non funzionano come i clitici, ma come affissi fraseologici.