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ⓘ Ladinia. Col termine Ladinia si indicano sia la regione storico-geografica delle quattro valli dolomitiche ladine disposte intorno al gruppo del Sella, sia quel ..




Ladinia
                                     

ⓘ Ladinia

Col termine Ladinia si indicano sia la regione storico-geografica delle quattro valli dolomitiche ladine disposte intorno al gruppo del Sella, sia quella, situata più a est, di Cortina dAmpezzo. A tale regione linguistica non corrisponde alcun ente amministrativo unitario. Il termine, di utilizzo ufficioso, esclude pertanto tutte le zone a parlata ladina/retoromanza del Bellunese e del Friuli.

Si sostiene tuttavia che questa accezione non vuole essere discriminatoria verso le altre aree di lingua ladina, ma che solo nellarea ladina compresa nella Contea del Tirolo già prima dellannessione al Regno dItalia nel 1919, si usava il termine Ladinia. Questultimo conta pertanto una certa tradizione. Entro questi confini si sono svolti degli eventi storici che portarono questo frammentario gruppo linguistico a una maggiore coesione etnica e coscienza territoriale, data tra le altre cose anche dallappartenenza comune al Tirolo e allidentificarsi di conseguenza come tirolesi oltreché ladini.

Ladinia intesa come area che comprende tutti i comuni italiani di lingua ladina è interpretazione piuttosto recente.

                                     

1. Storia

Le popolazioni retoromanze intorno allanno mille occupavano unarea molto estesa nelle Alpi centro-orientali, che andava dalla Svizzera Canton Ticino e Canton Grigioni fino alle Alpi Giulie attuale Slovenia occidentale.

Il ladino, parlato dai gruppi geograficamente più centrali di queste popolazioni, deriva dallidioma latinizzato parlato dalle popolazioni indigene, di origine celtica e/o retica e romana, che a partire dal V secolo può aver ricevuto ulteriori apporti latinofoni dalla Rezia, dal Norico e dalla Pannonia a causa delle emigrazioni dovute alle invasioni dei Bavari e Rugi germanici, degli Avari e degli Slavi. Successivamente i parlanti di queste varietà neolatine italiani inclusi venivano indicati dai parlanti di lingua tedesca come Welsch opponendoli a sé stessi e ai Windisch, gli Slavi. Il termine aveva spesso connotazioni dispregiative. Il ladini per contro si definivano "latini" da cui il termine dialettale ladin. Il termine si diffuse a partire dal XVIII secolo anche negli ambienti tedeschi Ladinisch per designare le popolazioni in via di germanizzazione soggette al Tirolo.

                                     

1.1. Storia Ottocento

Nel 1807 in epoca napoleonica il territorio viene coinvolto nella guerra della quinta coalizione, alla quale parteciparono insorti al comando di Andreas Hofer. Fra gli insorti erano presenti anche combattenti delle zone ladine. Per la prima volta vennero riconosciuti dalle altre etnie come tali e si trovarono spesso a combattere fianco a fianco con ladini delle altre vallate. Questa presa di coscienza sfociò poi negli anni successivi in una serie di movimenti nazionalistici ladini.

Nel 1833 un sacerdote badioto, Micurà de Rü, stese la prima grammatica ladina.

Nel 1856 appare sulla rivista Schützenzeitung di Innsbruck il termine "ladinische Nation", mentre Ujep Antone Vian in una grammatica del ladino da lui pubblicata nel 1864 sosteneva che i ladini in Austria rappresentavano un popolo Nation, nella sua accezione ottocentesca a parte. Nel Seminario Maggiore di Bressanone un ambiente che raccoglie ladini di tutte e cinque le vallate si formò, nel 1870, un gruppo nazionalistico denominato Naziun Ladina, più conosciuto con la denominazione inizialmente scherzosa La Gran Naziun fondato da seminaristi ladini tra i quali anche san Josef Freinademetz.

Nel Regno dItalia invece è Graziadio Isaia Ascoli che per la prima volta identifica il ladino come sistema linguistico a sé stante, pubblicando nel 1873, i Saggi Ladini. Da questo momento in avanti la questione della natura del ladino fu oggetto di dibattito, non esente da implicazioni politiche. La possibilità che il ladino e i ladini potessero essere autonomi rispetto agli italiani, faceva infatti diminuire la consistenza del gruppo etnico italiano nellallora Tirolo, facendo diminuire il peso delle rivendicazioni italiane.

Nel 1906 il governo imperiale ipotizzò la creazione di una circoscrizione elettorale denominata Ladinia che comprendesse le 5 valli dolomitiche, che non ebbe seguito a causa di opposizioni politiche.

Nel 1905 venne fondata a Innsbruck la Uniun Ladina, la prima con degli statuti ben chiari e con un intento di unificare tutti i ladini del Tirolo. Si batté per il riconoscimento della lingua, del gruppo etnico anche politicamente e amministrativamente, per lintroduzione del ladino a scuola. Inoltre diede il via alla creazione di una grammatica e scrittura unificante, alla raccolta dei canti popolari e delle leggende, allo studio e ricerca dei toponimi, delle usanze, dei detti popolari e dei documenti storici. Per la prima volta si prendono contatti con i Grigioni della Svizzera e con i Friulani. Si organizzano concorsi letterari e poetici. Ma tutto fu troncato dallo scoppio della Prima guerra mondiale.

                                     

1.2. Storia Dopo il passaggio allItalia

Durante la Grande Guerra il fronte dolomitico attraversò il territorio della Ladinia. Il regno dItalia uscito vincitore dalla guerra, occupò tutto il suo territorio nel novembre del 1918.

Il Trattato di Saint-Germain-en-Laye 1919 sancì la sovranità italiana sul Trentino e sullAlto Adige, secondo i termini del trattato di Londra.

Il 5 maggio del 1920, 70 rappresentanti provenienti dalle 5 valli ladine manifestarono il dissenso sul passo Gardena. Fu in questa circostanza che fece la sua prima comparsa la bandiera ladina.

Il primo censimento eseguito dal Regno dItalia nel 1921 prevedeva la possibilità di dichiararsi di lingua ladina, al contrario dei censimenti austroungarici che non distinguevano fra italiani e ladini.

Il Fascismo non diede alcun riconoscimento al ladino, come daltronde a nessunaltra lingua/dialetto italiano. In questo periodo si sostenne la tesi che il ladino fosse un dialetto italiano, onde rimarcare la precedente politica di germanizzazione effettuata in Alto Adige, a spese di popolazioni di parlata "italiana".

Nel periodo delle Opzioni in Alto Adige una parte consistente la maggioranza nella Val Gardena, quasi la metà a Livinallongo e Val Badia della popolazione ladina optò per la cittadinanza tedesca e il trasferimento nella Germania nazista. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale interruppe il trasferimento degli "optanti".



                                     

1.3. Storia Dopoguerra

Alla fine di questa un nuovo movimento, il Zent Ladina Dolomites, fece nuove pressioni con lobbiettivo di unire Ampezzo, Fodom e Col allAlto Adige, senza ottenere risultati.

L Uniun Ladina venne rifondata nel 1945 col nome di Union Generela riprendendo in buona parte tutti gli intenti e lavori lasciati in sospeso. Nel 1949 uscì il primo numero di Nos Ladins, il primo settimanale a riportare notizie delle cinque valli ladine, poi mutata in La Usc di Ladins nel 1972.

Seguirono la fondazione di numerosi comitati di valle che però fanno riferimento alla Union Generela e di numerose istituzioni prettamente culturali: lIstitut cultural ladin Majon di Fascegn nel 1975, lIstituto Ladino "Micurà de Rü" nel 1976, lIstitut Cultural Ladin Cesa de Jan.

Ampliando la definizione di "Ladinia" si possono aggiungere tutti gli altri comuni ladinofoni riconosciuti ufficialmente dalla legge 482/1999 sulle minoranze linguistiche, tutti attualmente appartenenti alla provincia di Belluno, e quei comuni ladinofoni non ancora riconosciuti dalla legge.

                                     

2.1. Territorio Orografia

Il territorio della Ladinia storica si sviluppa per circa 1 200 km², ed è occupato interamente dalle Dolomiti; quasi sul suo centro si sviluppa limponente Massiccio del Sella, dal quale poi si diramano le cosiddette "cinque valli ladine": Val di Fassa Fascia in Trentino, Val Gardena Gherdeina e Val Badia Val Badia in Alto Adige, Livinallongo Fodom ", Colle Santa Lucia Col e Ampezzo Anpezo in Veneto.

Alcune delle più note cime dolomitiche si trovano in questarea. Le principali sono:

Le cinque vallate sono connesse tra loro diversi passi. Alcuni di questi carrabili: il Passo Gardena lad. Ju de Frara tra la Val Badia e Gardena, il Passo Sella lad. Ju de Sela tra la Val Gardena e Fassa, il Passo Pordoi lad. Ju de Pordoi tra la Val di Fassa e Fodom e il Passo Campolongo lad. Ju de Ciaulunch tra Fodom e la Val Badia. Questi quattro compongono anche il celebre giro sciistico della Sellaronda. Altri passi carrabili sono il Passo Valparola lad. Ju de Intrasas o Śuogo de Intrà i Sasc e il Passo Falzarego lad. Ju de Falzares o Śuogo de Fouzargo che mettono in comunicazione tra loro Ampezzo, la Val Badia e Fodom. Non carrabili invece sono i suggestivi passi montani di Limo e il Passo Duron, oltre a un gran numero si forcelle e passi a quote superiori.

La Ladinia si caratterizza inoltre per il gran numero di malghe e alpeggi. In particolare lAlpe di Siusi lad. Munt de Seuc, lalpeggio più vasto dEuropa, lAlpe di Armentara e lAlpe di Fanes.

                                     

2.2. Territorio Idrografia

I corsi dacqua della Ladinia storica sono tutti a carattere torrentizio. Il fondo delle valli marcate da questi corsi dacqua rappresentano anche gli accessi principali alle diverse vallate.

LAvisio la Veisc, che nasce dal ghiacciaio della Marmolada Dlacier de la Marmoléda e solca la val di Fassa è sicuramente in termini di lunghezza e portata il corso dacqua di maggior rilievo. Lungo 89 km, dopo aver bagnato la val di Fassa, scorre in val di Fiemme e in Val di Cembra, sfociando nellAdige presso Lavis con una portata media pari a 23.5 m³ /s.

Altro corso dacqua importante è il Cordevole Cordégol, che nasce nei pressi del passo Pordoi Ju de Pordou, e attraversa il comune di Livinallongo del Col di Lana Fodom. Lungo 79 km, dopo aver attraversato lAgordino Agordìn, confluisce nel fiume Piave presso Mel. Con una portata media alla foce pari a 21 m³/s ne costituisce il principale tributario.

Il Boite bagna il comune di Cortina dAmpezzo. Nasce in località Campo Croce, attraversa il centro di Cortina e in seguito solca la conca dAmpezzo sino a confluire, dopo 45 km lungo la val Boite, nel Piave presso Perarolo di Cadore. Con una portata media di 10.5 m³/s, è il secondo maggior affluente del Piave dopo il Cordevole.

Più modesti sono i volumi dacqua trasportati dai torrenti delle valli situate in Alto Adige. Il rio Gadera nasce dal passo di Campolongo e solca la val Badia. Dopo un percorso di 35 km confluisce nel fiume Rienza a San Lorenzo di Sebato in val Pusteria. La sua portata alla foce è di 5.7 m³/s.

Ancor più modesto è il rio Gardena, che si forma sul passo Sella e solca lomonima valle, sfociando dopo 26 km nellIsarco allaltezza di Ponte Gardena. La sua portata media pochi chilometri a monte della foce è di 2 m³/s.



                                     

2.3. Territorio Collegamenti

Il territorio è attraversato da diverse arterie stradali. Le principali sono: SS48 delle Dolomiti, SS51 di Alemagna, SS241 di Val dEga e Passo di Costalunga, SS242 di Val Gardena e Passo Sella, SS243 del Passo Gardena SS244 di Val Badia, SS346 del Passo di San Pellegrino, SS641 del Passo Fedaia, SP24/37 del Passo del Valparola, SP29 del Passo delle Erbe, SP43 del Passo Furcia, SP638 del Passo Giau. In passato furono importanti per lo sviluppo turistico dellarea le ormai dismesse Ferrovia della Val Gardena e Ferrovia delle Dolomiti. Inoltre è presente lAeroporto di Cortina dAmpezzo-Fiames.

                                     

2.4. Territorio Amministrazione

Amministrativamente, la Ladinia storica è divisa fra due regioni: Veneto e Trentino Alto-Adige; tre province: Provincia di Belluno, Provincia di Bolzano e Provincia di Trento e vari comuni. Il più vasto e popoloso risulta essere quello di Cortina dAmpezzo mentre quello con la maggior percentuale di ladini è quello di La Valle.

Di seguito sono elencati i comuni della Ladinia, secondo laccezione più restrittiva, che include i soli comuni annessi allItalia dopo il 1918.

                                     

3. Società

Le popolazioni dellintera Ladinia storica condividono: larchitettura storica come i tipici fienili nettamente differenziati da quelli delle aree circostanti o le abitazioni con il colmo posto perpendicolarmente al pendio sul quale sorgono; le antiche tradizioni della coscrizione e del carnevale che ancora oggi sono molto sentite tra la popolazione; gli Usi civici/Regole/Frazioni, eredità medievali dellorganizzazione politica; lantica suddivisione dei paesi in Ville piccoli abitati autosufficienti composti di più case e Masi isolati questi ultimi non fissati giuridicamente come nellarea germanofona; alcuni alimenti tipici come lo Strudel, le Pucce o le Fortaies/Smorn.

                                     

3.1. Società Bandiera

La bandiera dei ladini delle Dolomiti nacque il 5 maggio 1920. In quelloccasione rappresentanti delle cinque valli ladine si riunirono sul Passo Gardena per protestare contro le decisioni del Trattato di Saint-Germain, che non riconosceva al popolo ladino come neppure alle popolazioni tedesche dellAlto Adige il diritto allautodeterminazione dei popoli, che pure era stato incluso nei quattordici punti di Woodrow Wilson.

In questa occasione apparve per la prima volta una bandiera a tre strisce orizzontali celeste-bianco-verde: i colori furono scelti per simboleggiare la natura delle Dolomiti il verde scuro dei prati e dei boschi di abeti, il bianco della neve che copre le Dolomiti e il celeste del cielo. Alla fine della giornata il vessillo fu dichiarato dagli astanti quale bandiera nazionale dei Ladini.

Durante il periodo fascista la bandiera fu dichiarata illegale, diventando pertanto un simbolo di dissidenza e resistenza: il 14 luglio 1946 essa venne impiegata sul passo Sella in occasione di una nuova manifestazione per i diritti del popolo ladino, a cui parteciparono 3 000 persone.