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ⓘ Arcidiocesi di Milano. L arcidiocesi di Milano è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Italia appartenente alla regione ecclesiastica Lombardia. Nel ..




Arcidiocesi di Milano
                                     

ⓘ Arcidiocesi di Milano

L arcidiocesi di Milano è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Italia appartenente alla regione ecclesiastica Lombardia. Nel 2016 contava 5.032.130 battezzati su 5.512.245 abitanti. È retta dallarcivescovo Mario Delpini.

Larcidiocesi è stata segnata profondamente dallattività pastorale del suo principale patrono santAmbrogio, vescovo dal 374 al 397, tanto da essere chiamata anche ambrosiana. Compatroni dellarcidiocesi sono san Galdino, arcivescovo dal 1166 al 1176 e san Carlo Borromeo, arcivescovo dal 1560 al 1584.

Attualmente è di gran lunga la diocesi al mondo con più sacerdoti diocesani, e, pure contando gli appartenenti a ordini e istituti religiosi, che nellUrbe hanno le loro case generalizie, è la prima dopo la diocesi di Roma. Anche come popolazione totale è tra le diocesi più popolose, ed è tra le prime tre al mondo come numero assoluto di fedeli, preceduta dallarcidiocesi di Kinshasa e dallarcidiocesi di Guadalajara.

                                     

1. Territorio

Larcidiocesi comprende quasi tutta la città metropolitana di Milano, la provincia di Monza e della Brianza, la maggior parte delle province di Varese e di Lecco, nonché alcuni comuni nelle province di Como e di Pavia e il decanato di Treviglio in provincia di Bergamo.

Sede arcivescovile è la città di Milano, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Nascente, il famoso duomo di Milano.

                                     

1.1. Territorio Provincia ecclesiastica

La provincia ecclesiastica di Milano comprende le seguenti diocesi suffraganee:

  • Diocesi di Mantova
  • Diocesi di Cremona
  • Diocesi di Crema
  • Diocesi di Como
  • Diocesi di Vigevano
  • Diocesi di Lodi
  • Diocesi di Bergamo
  • Diocesi di Brescia
  • Diocesi di Pavia
                                     

1.2. Territorio Parrocchie

Larcidiocesi, composta da 1108 parrocchie e con un numero di abitanti superiore ai 5 milioni, è una delle diocesi più grandi nel mondo. Le parrocchie sono tutte comprese nel territorio della Lombardia. Esse sono divise sotto laspetto dellamministrazione civile tra le province di Bergamo, Como, Lecco, Milano, Monza e Brianza, Pavia e Varese. In ogni parrocchia dellarcidiocesi è distribuito il mensile Il Segno, voluto dal cardinale Giovanni Battista Montini per accompagnare e rendere più "universale" il ruolo dei singoli bollettini parrocchiali.

Le parrocchie sono raggruppate in 72 decanati, a loro volta raggruppati in 7 zone pastorali.

                                     

1.3. Territorio Attività editoriale

Larcidiocesi svolge la propria attività editoriale tramite tre marchi della casa editrice Impianti Tipografici Lombardi la cui ragione sociale sarebbe poi mutata in Impresa Tecnoeditoriale Lombarda, fondata allinizio del secondo dopoguerra, aprile 1946, da Giuseppe Bicchierai per ridare alle stampe il quotidiano LItalia:

  • Editrice in Dialogo, costituita nel 1979 e che cura le pubblicazioni dellAzione Cattolica milanese, in genere testi con uno scopo educativo;
  • Istituto di Propaganda Libraria, con pubblicazioni su studi e approfondimenti destinati a platee più ristrette, attivo sin dal 1934.
  • Centro ambrosiano, la sigla cui fanno capo le pubblicazioni ufficiali della Diocesi di Milano come ad esempio le lettere dell’Arcivescovo o le linee guida dei servizi e degli istituti diocesani. A queste opere legate alla vita pastorale sono affiancate collane che toccano diversi argomenti e alcune delle cui opere sono state tradotte in altre lingue;


                                     

2.1. Liturgia Rito ambrosiano

Elemento fortemente caratterizzante dellarcidiocesi di Milano è il rito ambrosiano, adottato in quasi tutta larcidiocesi. Fanno eccezione i decanati di Monza, Treviglio e parte di Trezzo sullAdda, le parrocchie di Civate e Varenna nella zona pastorale di Lecco le chiese non parrocchiali rette da religiosi: in tutti questi luoghi si adotta il rito romano.

Il rito ambrosiano prevede, tra le altre particolarità, ladozione di un lezionario, un messale e un calendario liturgico differenti da quelli del rito romano.

                                     

2.2. Liturgia I concerti di campane

Insieme al rito ambrosiano, unaltra particolarità dellarcidiocesi si trova nel montaggio delle campane presenti sul territorio salvo qualche rara eccezione, che suonano secondo il sistema ambrosiano. Questo sistema consiste nel suonare la campana con una corda o una catena che viene agganciata ad una ruota fissata alla campana stessa che le permette di compiere unoscillazione lenta di 180 gradi. Si ottiene così la cosiddetta posizione a bicchiere, che consente di comporre veri e propri concerti per annunciare le funzioni più solenni allinterno dellanno liturgico. Per la verità nel XIX secolo questo sistema si è diffuso in Lombardia, tranne in certe zone di montagna, e in alcune zone di Piemonte, Emilia, Liguria e Canton Ticino. Nel sistema ambrosiano il battaglio batte su entrambi i lati della campana sistema a caduta, a differenza delluso romano, cioè quel sistema, definito a slancio, per cui la campana oscilla più velocemente, non avendo la ruota, ma solo un bilanciere, in modo che il battaglio batta sempre nella parte più alta della campana.



                                     

3. Storia

Alcuni cataloghi bizantini sui Discepoli del Signore VII-VIII secolo affermano che san Barnaba, dopo essere giunto a Roma con san Pietro, fondò la Chiesa in Milano; lo stesso episodio è presente in Paolo Diacono e in numerosi testi milanesi a partire dal IX secolo, che lo associano alla figura di santAnatalone quale assistente di Barnaba. La maggioranza degli storici ritiene che la testimonianza bizantina non sia affidabile e che la datazione tramandata in ambito milanese sia stata ottenuta dilatando la durata dei primi episcopati; essi, accettando la veridicità dei nomi dei primi vescovi trasmessi dalla tradizione a partire da Anatalone e andando a ritroso da Mirocle di cui è certa la partecipazione ad un sinodo del 313, ipotizzano che la diocesi sia stata istituita allinizio del III secolo. In ogni caso, la presenza cristiana a Milano è attestata archeologicamente fin dallepoca apostolica.

A partire dal IV secolo, dopo lavvento di Costantino come imperatore romano, le notizie le datazioni divengono più attendibili. Anche se il primo a venire chiamato "arcivescovo" fu Teodoro II, lelevazione ad arcidiocesi viene fatta coincidere con lepiscopato di Ambrogio, momento in cui questultimo si adoperò fortemente per ristabilire il predominio della dottrina romana su quella ariana e in cui acquisì grande peso politico, in corrispondenza anche della presenza a Milano della corte imperiale e approfittando delle posizioni di relativa debolezza degli imperatori del suo tempo, Graziano e Valentiniano II. Nonostante la sostanziale accettazione dellImpero da parte di Ambrogio, con Teodosio i contrasti furono più accesi, ma vennero infine ricomposti.

La storia della diocesi di Milano rimarrà profondamente legata alla figura di SantAmbrogio, vescovo della città dal 374 al 397.

Già nel settembre del 600 papa Gregorio Magno parlò del neoeletto vescovo di Milano, Deodato, non tanto come successore, bensì come "vicario" di santAmbrogio. Nellanno 881 invece papa Giovanni VIII definì per la prima volta la diocesi ambrosiana ", termine che è rimasto ancora oggi per identificare non solo la Chiesa di Milano, ma talvolta anche la stessa città.

Leredità di Ambrogio è delineata principalmente a partire dalla sua attività pastorale: la predicazione della Parola di Dio coniugata alla dottrina della Chiesa cattolica, lattenzione ai problemi della giustizia sociale, laccoglienza verso le persone provenienti da popoli lontani, la denuncia degli errori nella vita civile e politica.

Dopo Ambrogio, nel periodo finale dalla tarda antichità fino al regno dei Goti di Teoderico tra il IV e la prima metà del VI secolo, con il trasferimento della corte imperiale da Milano a Ravenna prima, e con la caduta dellImpero poi, larcivescovo assunse sempre più un ruolo civile di "supplenza" delle istituzioni imperiali in disfacimento, arrivando anche ad amministrare la giustizia. La Chiesa di Milano, per circa ventanni, non riconobbe lautorità del Concilio Costantinopolitano II 553.

La situazione cambiò radicalmente con lavvento dei Longobardi in Italia, meno tolleranti dei Goti anche se ariani come loro nei riguardi delle istituzioni preesistenti il loro dominio. Con la discesa di Alboino e loccupazione del 568, larcivescovo del tempo, Onorato Castiglioni, lasciò addirittura Milano trasferendosi con tutto il seguito a Genova, dove la curia rimase per 80 anni affievolendo così la conduzione della diocesi e favorendo indirettamente laffermarsi a Milano dello scisma tricapitolino, sottoscritto con Aquileia, attorno al 554, dai suoi predecessori. La chiesa milanese rientrò dallo scisma, nel 573, sotto lepiscopato di Lorenzo II. Il clero minore decumano rimasto sul territorio dominato dai Longobardi, rimase di simpatia tricapitolina ancora per diversi anni. Con la conquista da parte di Rotari della Liguria, lallora arcivescovo Forte fuggì a Roma lasciando la carica a Giovanni Bono oggi venerato come santo che nel 649 riportò la sede a Milano.

La seconda metà del VII secolo vide il ritorno del ruolo dellarcivescovo in ambito prettamente spirituale, cosa che consentì una coesistenza pacifica con le autorità civili longobarde. Con la discesa in Italia di Carlo Magno, e la conseguente sconfitta dei Longobardi da parte dei Franchi, la situazione subì un ulteriore mutamento. Dato che la politica carolingia aveva forti connotazioni religiose, la nuova classe dirigente preferì assecondare la nomina di figure a lei fedeli la prima delle quali fu Pietro I Oldrati. Seguirono una serie di arcivescovi sempre più attivi nella sfera politica fino ad arrivare a partecipare alla lotta di successione per il Regnum Italiae tra Ludovico il Pio e Berengario dItalia in cui Anselmo I prese le parti di questultimo.

Questo episodio indusse la fazione vincente della contesa quella di Ludovico a favorire lelezione di successivi arcivescovi di origine franca: Angilberto I e Angilberto II. Questultimo, in particolare, assunse un ruolo politico preminente che lo portò a farsi intermediario nel contrasto sorto tra Lotario allora re dItalia e limperatore Ludovico. Il successo di tale mediazione fece sì che Angilberto acquisisse, oltre che un notevole prestigio politico, anche numerose donazioni feudali nelle zone dinfluenza di Pavia e del Canton Ticino.

Angilberto fu figura preminente anche durante limpero di Ludovico II e lasciò ai suoi successori una situazione di grande prestigio. Fu poi Ansperto Confalonieri, anchegli uomo di fiducia di Ludovico II seppur di origini longobarde, a consolidare definitivamente il potere politico dellarcidiocesi.

Ansperto divenne messo di Ludovico II ed entrò nel merito della successione dellimperatore il quale, non avendo figli maschi, aveva designato lo zio Ludovico o uno dei figli di questultimo. Al contrario papa Giovanni VIII appoggiava la candidatura di Carlo il Calvo, appartenente al ramo francese della famiglia. Ansperto, la cui opinione risultò essere determinante, si schierò con il papa e Carlo il Calvo venne incoronato. Ovviamente lappoggio di Ansperto venne ripagato con nuove donazioni imperiali che, sia in termini di ricchezza sia di forza militare, riportarono Milano in posizione di preminenza nellItalia settentrionale.

Linfluenza politica dellarcidiocesi si mantenne forte anche dopo labbandono di Milano da parte della dinastia carolingia. Larcivescovo Valperto de Medici ricevette dallimperatore Ottone I diverse donazioni di castelli nellarea lombarda, ma i suoi successori cercarono di limitare il potere dei vescovi operandosi per favorire lelezione di figure a loro più vicine. Questa strategia culminò con lelezione di Landolfo II, il quale però venne costretto dalla cittadinanza a lasciare la città. In questo periodo iniziò a prendere forma la lotta tra lautorità religiosa, rappresentata dalla curia, e quella civile, rappresentata dalle famiglie comitali fedeli allimperatore, per la supremazia del governo delle città, contrasto che sfocerà più tardi nella lotta per le investiture.

Due figure rilevanti di questo periodo furono Arnolfo II e Ariberto da Intimiano. Il primo fu molto vicino a Ottone III, tanto da dare il proprio appoggio militare al figlio Enrico II nella sua lotta contro Arduino dIvrea, ottenendone onori e ricompense; con il secondo larcidiocesi di Milano arrivò a tenere sotto controllo sempre con il consenso di Enrico II gran parte del territorio delimitato dal Po, dallAdda e dal Ticino.

Fu però proprio questa presenza di Ariberto a far sì che le città vicine e antagoniste e gli stessi feudatari della città si rivoltassero contro larcivescovo. Tali lamentele furono appoggiate da Corrado II che vide unoccasione per poter ridimensionare il peso di Ariberto. Larcivescovo riuscì però a ricompattare la città con lo spauracchio della perdita di autonomia di Milano rispetto allimpero; resistette allimpero fino alla morte di Corrado e si riconciliò con il suo successore Enrico III. Venuto a mancare il pericolo comune che aveva riunito le componenti della Milano dellXI secolo, le famiglie più potenti ritornarono a cercare di svincolarsi dal potere dellarcivescovo per governare la città in maniera autonoma attraverso le istituzioni comunali.

Nel periodo successivo gli arcivescovi milanesi furono coinvolti nella lotta per le investiture e nella rivolta dei Patarini. Si alternarono così elezioni, non sempre considerate legittime, dettate spesso dallimperatore o dai Patarini sostenuti questi in chiave anti-imperiale anche da papa Gregorio VII come ad esempio quelle di Guido da Velate, di Goffredo da Castiglione e di Attone. Tali figure dovettero affrontare spesso rivolte tanto da dover sostenere scomuniche, accuse di simonia, fino ad essere persino costretti alla fuga come successe a Tedaldo.

Dopo questo periodo di disordine, la Chiesa milanese tornò a svolgere un ruolo di rilievo nella politica del nord Italia, riuscendo a sfruttare lintenzione del papato di farne un avamposto contro limpero. Il primo arcivescovo che assunse questo ruolo fu Anselmo III da Rho. Egli non volle però rompere in maniera definitiva i rapporti con Enrico IV di cui accettò le regalie, cosa che secondo le regole stabilite da Gregorio VII gli sarebbe dovuta costare la scomunica. La sua posizione, però, si alleggerì con lelezione del successore di Gregorio, Urbano II, la cui politica più pragmatica gli consigliò di limitarsi a farlo ritirare per un certo periodo in un convento lombardo per poi reintegrarlo nel suo incarico.

Nel XII secolo i successori di Anselmo III, Arnolfo III e Anselmo IV da Bovisio, continuarono la politica del predecessore osteggiando Enrico IV anche mediante lappoggio dato a Corrado di Lorena, il suo figlio "ribelle". Anselmo IV fu anche promotore della Crociata del 1101 indetta da Urbano II, tanto da raccogliere delle forze armate e partire per la Terra santa per non fare più ritorno.

Le nomine successive furono condizionate da papa Pasquale II allora in lotta con limperatore Enrico V che fece eleggere prima Grossolano, per poi farlo deporre successivamente a favore di Giordano da Clivio. Tali nomine finirono però per produrre, come un secolo prima, distacco e ostilità della società milanese nei confronti di Roma, che preferì cambiare atteggiamento per non acuire troppo i contrasti con la più importante diocesi dellItalia settentrionale.

Appena fu allentato il controllo del papato, larcivescovo Anselmo V Pusterla sostenne la guerra di Milano contro Como partecipando persino alle azioni militari cosa che provocò un forte "raffreddamento" dei rapporti con Roma, che culminò nellincoronazione da parte di Anselmo V di Corrado di Svevia a Re dei Romani in opposizione a Lotario, la cui nomina a imperatore era stata favorita dal papa. La situazione divenne ancora più confusa nel 1130, anno in cui la morte di papa Onorio II portò ad uno scisma con lelezione di Innocenzo II e dellantipapa Anacleto II. Questultimo cercò e ottenne lappoggio di Anselmo, ma con la finale affermazione di Innocenzo II, larcivescovo venne scomunicato e deposto.

Dopo un altro periodo dinstabilità, con lelezione di Oberto da Pirovano si riformò lunità delle componenti della società milanese. Oberto, seppur riavvicinatosi al papato, era riuscito a mantenere i tradizionali rapporti di vicinanza dellarcidiocesi con limpero. La situazione era però destinata a cambiare con la salita al trono di Federico Barbarossa. Questi infatti, deciso a ridimensionare linfluenza di Milano nellambito dellItalia del nord, accolse le proteste delle città vicine e si dimostrò immediatamente ostile alla metropoli. In seguito poi alla contesa tra Alessandro III e Vittore IV sostenuto da Federico, che si contesero il soglio papale alla morte di Adriano IV, Oberto decise di appoggiare Alessandro contro Vittore, ponendosi così definitivamente in contrasto con lautorità imperiale. Si creò quindi un conflitto aperto tra Alessandro III e Milano da una parte e Federico, Vittore IV le città antagoniste di Milano dallaltra. Tale conflitto sfociò negli assedi e nella resa e distruzione totale di Milano da parte del Barbarossa del marzo 1162. Oberto si rifugiò a Genova da Alessandro III e non fece mai più ritorno a Milano.

La distruzione di Milano diventò il simbolo della dominazione imperiale sul nord Italia ed in reazione ad essa si organizzò lopposizione a Federico, che si concretizzò in seguito nella Lega Lombarda. Tale opposizione fu sostenuta da Alessandro III e quando, in seguito alla Battaglia di Legnano e ad altre sconfitte subite, Federico stipulò il Trattato di Costanza, Milano poté godere di nuovo della sua autonomia pur riconoscendo formalmente lautorità dellimpero. Larcivescovo di Milano divenne così la figura di riferimento per le relazioni tra Milano e Federico e quindi tra il papato e limpero.

Il successore di Oberto, Galdino della Sala oggi venerato come santo, si assunse questo importante compito, divenendo il referente di Alessandro III e una delle figure più influenti del suo tempo in tutto il nord Italia: curò infatti le alleanze formatesi nella Lega Lombarda e anche per sua iniziativa venne fondata la città di Alessandria per contrastare il Marchesato del Monferrato, fedele a Federico. La sua opera pastorale fu tale che Galdino venne presto nominato compatrono della città insieme ad Ambrogio, sia per la sua opera di defensor civitatis difensore e addirittura "ricostruttore" di Milano dopo la distruzione della città, sia per quella di pater pauperum "padre dei poveri" attraverso opere di carità e di assistenza rivolte nello specifico ai poveri e a quanti erano finiti in prigione per debiti non saldati.

Dopo la fine dello scisma con laffermazione definitiva di Alessandro III, Milano firmò nel 1185 un trattato con Federico in cui le era permesso di espandere la propria influenza verso sud Pavia e Cremona, purché si impegnasse a sostenere limpero nella sua lotta per il riottenimento dei beni che aveva perso in Italia durante lo scisma e il cui possesso non era stato definito dai trattati precedenti.

Milano si trovava quindi di nuovo tra impero e papato. Per questo motivo il clero milanese elesse arcivescovo il cardinale Uberto Crivelli, deciso sostenitore del papato. La figura di Uberto si rivelò tanto forte da imporsi anche nella successione al soglio pontificio dopo la morte di papa Lucio III, il cardinale arcivescovo divenne così papa con il nome di Urbano III, senza però per questo lasciare larcidiocesi di Milano. La città venne così, pur avendo siglato un trattato che la legava allimpero, a trovarsi sede di una delle arcidiocesi più impegnate nella lotta anti-imperiale. Ciò fece sì che gli organismi comunali segnassero il loro progressivo distacco dalla curia. In risposta Urbano III diede il proprio appoggio a Cremona avversaria di Milano e dellimpero. Il contrasto tra curia e Comune si arrestò solo con la morte di Urbano III, a cui fece seguito lelezione ad arcivescovo di Milone da Cardano, già vescovo di Torino.

Milone, che faceva parte della curia Milano già allepoca della sua distruzione da parte del Barbarossa ed era stato al seguito di Alessandro III, si dimostrò più diplomatico del predecessore riuscendo a ricomporre i dissidi creatisi in precedenza con la classe nobile che dominava il Comune. Anche i suoi successori, continuando sulla stessa linea, si avvicinarono sempre più al ceto dominante e vennero trascinati nei conflitti con lallora nascente Partito del Popolo, perdendo in questo modo autorità anche in campo ecclesiastico. Solo nella seconda metà del XIII secolo, con lascesa di Ottone Visconti e la definitiva sconfitta del Partito del Popolo, si riaffermò il potere dellarcidiocesi a Milano, anche se in una forma totalmente diversa, legata allinizio del periodo delle Signorie.

Dopo la morte di Leone da Perego nel 1257, che aveva cercato invano di ricomporre i dissidi interni tra la fazione dei nobili e quella popolare tanto da essere costretto allesilio a Legnano, lelezione del successore risultò essere problematica.

La figura politica di spicco di Milano a quel tempo era Martino della Torre, Capitano del Popolo e successore del fratello Pagano, il quale fu di fatto il primo dei governanti di Milano a dare al comune la forma di signoria. Di ispirazione guelfa, nominò però, per mantenere un ampio consenso allinterno della città, il ghibellino Oberto Pallavicino come capitano delle milizie, più vicino alla fazione nobiliare.

Tale nomina provocò una certa frizione con Roma e finì con limpedire lelezione ad arcivescovo sia di Raimondo della Torre nipote di Martino, appoggiato dai popolari, sia di Francesco da Settala appoggiato dai nobili, così nel 1262 papa Urbano IV nominò arcivescovo Ottone Visconti.

La reazione dei Della Torre si esplicitò nella confisca dei beni dellarcidiocesi e nellattacco da parte del Pallavicino dei numerosi castelli e possedimenti dei Visconti nellarea del Lago Maggiore. In questo modo però, Ottone divenne il punto di riferimento per gli oppositori dei Della Torre e del partito del popolo. Gli scontri si protrassero per anni, ben oltre la morte sia di Urbano IV sia di Martino della Torre che del Pallavicino.

Nel 1277 la battaglia di Desio segnò la vittoria definitiva di Ottone che sconfisse il partito del popolo e ridusse in prigionia lallora signore di Milano Napoleone della Torre, ottenendo così di fatto, oltre larcivescovato, la signoria. Laffermazione di Ottone ebbe come effetto lavvicinamento della curia alla fazione nobile, egli infatti con la Matricula nobilium familiarum sancì che laccesso alle maggiori cariche ecclesiastiche del clero milanese dovesse essere riservato a chi provenisse dalla cerchia della nobiltà locale. Nel 1287 poi Ottone indicò il nipote Matteo come capitano del popolo, istituendo di fatto la dominazione viscontea su Milano.

La morte di Ottone coincise con un momentaneo ritorno in auge dei Della Torre che potevano contare sullappoggio di Raimondo nel frattempo diventato patriarca di Aquileia, ma il controllo ottenuto dai Visconti su Milano permise loro di superare il momento interlocutorio culminato con la cacciata da Milano di Matteo Visconti e lelezione ad arcivescovo di Cassono della Torre. Dopo qualche anno larcidiocesi ritornò ai Visconti nella persona di Giovanni Visconti.

Nella seconda metà del XIX secolo larcivescovo Ballerini fu impedito dallautorità civile ad esercitare la sua attività pastorale; la diocesi venne di fatto retta da mons. Carlo Caccia Dominioni 1859-1866 nella sua duplice veste di vicario capitolare di fronte allo stato italiano e di vicario generale di mons. Ballerini di fronte alla Santa Sede.

Il 1º settembre 1884 larcidiocesi perse il territorio delle Valli Superiori Blenio, Riviera e Leventina, nel Canton Ticino, che vennero annesse allerigenda diocesi di Lugano. Ancora oggi le tre valli ticinesi seguono il rito ambrosiano.

Dal 31 agosto al 6 settembre 1895 Milano ospitò il terzo Congresso eucaristico nazionale italiano. Fu anche sede del XX congresso eucaristico nazionale dal 14 al 22 maggio 1983, a cui intervenne come legato pontificio il cardinale Carlo Confalonieri.

Il 15 gennaio 1979 ha ceduto il territorio del comune di Torrevecchia Pia alla diocesi di Pavia.

                                     

4. Cronotassi dei vescovi

La cronotassi dei vescovi è incerta per i primi secoli; la tradizione vuole che lapostolo san Barnaba abbia fondato la diocesi nel 52. Una lapide con lelenco dei vescovi è presente nel Duomo nella navata meridionale. Secondo una tradizione plurisecolare, iniziatasi nel basso Medioevo e durata fino a un approccio più critico alle fonti storiche nel XIX e XX secolo, alcuni degli arcivescovi del primo millennio erano considerati membri delle antiche famiglie capitaneali di Milano. Queste attribuzioni possono esser ritrovate nelle singole voci in riferimento a ogni arcivescovo.

Cinque arcivescovi sono stati eletti papi.

  • Leto † 7 maggio 745 - 759 deceduto
  • Sant Ampellio † 667 - 672 deceduto
  • Forte † 641 - 643 deceduto
  • San Protaso † 328 - 343
  • Manasse † 15 ottobre 948 - 962 o 963 deposto
  • San Martiniano † 423 - 435 deceduto
  • San Calimero? † 270 circa - 280 circa
  • Lamperto † 5 ottobre 921 - 19 giugno 931 deceduto
  • Deusdedit † 15 settembre 601 - 30 ottobre 629 deceduto
  • Teodoro II † 725 - 739 deceduto
  • San Barnaba apostolo † metà I secolo
  • San Giovanni Buono † 649 - 660 deceduto
  • Garimperto o Varimperto † 918 o 919 - 15 luglio 921 deceduto
  • San Geronzio † 462 - 465 deceduto
  • Tomaso † 22 settembre 759 - 27 settembre 783 deceduto
  • Frontone † 568 circa - 572 deceduto
  • Costanzo † 593 - 3 settembre 600 deceduto
  • San Mona? † fine III secolo - inizio IV secolo
  • Angilberto II † 27 o 28 giugno 824 - 13 dicembre 859 deceduto
  • San Bono † 818 - 23 gennaio 822 deceduto
  • Guido da Velate † 1045 - 1069 dimesso
  • Andrea da Canziano † 30 novembre 899 - 26 febbraio 906 deceduto
  • Arifredo † 741 - 742 deceduto
  • San Glicerio † 436 - 438 deceduto
  • Sant Eusebio † 449 - 462 deceduto
  • Sant Eustorgio I † 343 o 344 - circa 349
  • San Benedetto † 681 - 725 deceduto
  • Arderico † 936 - 15 ottobre 948 deceduto
  • Aicone † giugno 906 - 7 settembre 918 deceduto
  • Lorenzo II † 573 - 592 deceduto
  • San Senatore † 472 - 475 deceduto
  • Sant Ambrogio † 7 dicembre 374 - 4 aprile 397 deceduto
  • San Dionigi † circa 349 - 355 deposto
  • Sant Anselmo I † 813 - 818 deposto
  • San Venerio † 400 - 408 deceduto
  • Angilberto I † 822 - 9 ottobre 823 deceduto
  • Ariberto da Intimiano † 16 marzo 1018 - 28 gennaio 1045 deceduto
  • Stabile † 742 - 744 deceduto
  • Tedaldo † 1075 - 1085 illegittimo
  • Odelperto † 803 - 813 deceduto
  • Arnolfo II da Arsago † 19 maggio 998 - 25 febbraio 1018 deceduto
  • San Castriziano † III secolo
  • San Magno † 518 - 530 deceduto
  • San Materno † 316 - 328
  • Asterio † 629 - 4 luglio 640 deceduto
  • San Lorenzo I † 490 - 512 deceduto
  • Sant Antonino † 660 circa - 661 deceduto
  • Sant Anatalone † inizio III secolo
  • Gotifredo † 27 luglio 974 - 19 settembre 979 deceduto
  • Anselmo II † 882 - 27 settembre 896 deceduto
  • San Mansueto † 672 - 681 deceduto
  • Arnolfo I † 970 - 16 aprile 974 deceduto
  • San Vitale † 552 - 555 deceduto
  • San Caio † III secolo
  • Sant Ausano † 556 - 566 deceduto tricapitolino
  • San Mauricillo † 661 - 662 deceduto
  • Sant Eustorgio II † 512 - 518 deceduto
  • San Benigno † 465 - 472 deceduto
  • Ilduino † 931 o 932 - 23 luglio 936 deceduto
  • San Teodoro I † 475 - 490 deceduto
  • Landolfo II da Carcano † 23 dicembre 979 - 23 marzo 998 deceduto
  • Aussenzio † 355 - 374 deceduto
  • Landolfo I † 896 - 2 novembre 899 deceduto
  • San Mirocle † circa 313 - 316
  • Pietro I † 784 - 801 deceduto
  • Tadone † 860 - 26 maggio 868 deceduto
  • San Lazzaro † 440 - 449 deceduto
  • San Simpliciano † 397 - 400
  • Sede vacante 1075-1086
  • Ansperto † 26 giugno 868 - 7 dicembre 881 deceduto
  • San Marolo † 408 - 423 deceduto
  • Gotifredo da Castiglione † 1070 - 1075 antivescovo
  • Valperto † 953 - 6 novembre 970 deceduto
  • Attone † 1070 - 1075 deceduto
  • San Natale † 740 - 741 deceduto
  • Adelmanno † 948 - 953 dimesso
  • San Dazio † 530 - 552 deceduto
  • Sant Onorato † 566 - 571 deceduto
  • San Galdino della Sala † 1166 - 18 aprile 1176 deceduto
  • Algisio da Pirovano † 2 luglio 1176 - 29 marzo 1182 deceduto
  • Arnolfo III † 6 dicembre 1093 - 1097 deceduto
  • Enrico I da Settala † 7 novembre 1213 - 16 settembre 1230 deceduto
  • Umberto III da Terzago † 11 settembre 1195 - 15 giugno 1196 deceduto
  • Leone da Perego † 1241 - 14 ottobre 1257 deceduto
  • Umberto IV da Pirovano † 11 dicembre 1206 - 13 marzo 1211 deceduto
  • Filippo I da Lampugnano † 14 luglio 1196 - novembre 1206 dimesso
  • Anselmo IV da Bovisio † 3 novembre 1097 - 30 settembre 1101 deceduto
  • Umberto I da Pirovano † 18 gennaio 1146 - 17 marzo 1166 deceduto
  • Sede vacante 1257-1262
  • Anselmo V Pusterla † 30 giugno 1126 - 1135 deposto
  • Robaldo † 2 agosto 1135 - 30 dicembre 1145 deceduto
  • Pietro Grossolano † 1102 - 1112 deposto
  • Uberto Crivelli † 9 maggio 1185 - 20 ottobre 1187 deceduto dal 25 novembre 1185 papa con il nome di Urbano III
  • Olrico da Corte † 17 novembre 1120 - 28 maggio 1126 deceduto
  • Anselmo III da Rho † 1º luglio 1086 - 4 dicembre 1093 deceduto
  • Gerardo da Sessa, O.Cist. † 4 maggio 1211 - 22 aprile 1212 deceduto
  • Milone da Cardano † 5 dicembre 1187 - 16 agosto 1195 deceduto
  • Guglielmo I da Rizolio † 15 ottobre 1230 - 28 marzo 1241 deceduto
  • Giordano da Clivio † 1º gennaio 1112 - 4 ottobre 1120 deceduto
  • Cassono della Torre † 12 febbraio 1308 - 31 dicembre 1316 nominato patriarca di Aquileia
  • Ruffino da Frisseto † 31 ottobre 1295 - 21 luglio 1296 deceduto
  • Sede vacante 1339-1342
  • Ottone Visconti † 22 luglio 1262 - 2 agosto 1295 deceduto
  • Francesco Fontana † 23 agosto 1296 - 6 febbraio 1308 deceduto
  • Aicardo Antimiani † 28 settembre 1317 - 10 agosto 1339 deceduto
  • Simon da Borsano † 18 giugno 1371 - 20 dicembre 1375 dimesso
  • Sede vacante 1375-1380
  • Guglielmo II Pusterla † 23 agosto 1361 - 1370 deceduto
  • Giovanni Visconti † 1342 - 5 ottobre 1354
  • Roberto Visconti † 29 ottobre 1354 - 8 agosto 1361 deceduto
  • Nicolò Amidano † 19 marzo 1453 - 24 marzo 1454 deceduto
  • Guidantonio Arcimboldi † 23 gennaio 1489 - 18 ottobre 1497 deceduto
  • Gabriele Sforza, O.E.S.A. † 21 giugno 1454 - 12 settembre 1457 deceduto
  • Stefano Nardini † 13 novembre 1461 - 22 ottobre 1484 deceduto
  • Francesco Piccolpasso † 7 giugno 1435 - 23 agosto 1443 deceduto
  • Giovanni III Visconti † 3 agosto 1450 - 9 marzo 1453 deceduto
  • Timoteo Maffei, C.R.S.A. † 1454 - 1454 dimesso
  • Enrico Rampini † 27 agosto 1443 - 4 luglio 1450 deceduto
  • Pietro Filargo, O.F.M. † 17 maggio 1402 - 26 giugno 1409 eletto antipapa con il nome di Alessandro V
  • Giovanni Arcimboldi † 25 ottobre 1484 - 2 ottobre 1488 deceduto
  • Francesco Crippa † 1409 - 7 febbraio 1414 deceduto
  • Bartolomeo Capra † 1414 - 1435 deceduto
  • Antonio de Saluzzi † 1380 - 1401 deceduto
  • Ottaviano Arcimboldi † 1497 - ottobre 1497 deceduto arcivescovo eletto
  • Carlo Nardini † 19 ottobre 1457 - 13 novembre 1461 deceduto
  • Ippolito II dEste † 20 maggio 1519 - 19 marzo 1550 dimesso amministratore apostolico
  • Ippolito I dEste † 8 novembre 1497 - 20 maggio 1519 dimesso
  • Giovan Angelo Arcimboldi † 19 marzo 1550 - 6 aprile 1555 deceduto
  • Ippolito II dEste † 1555 - 16 dicembre 1555 dimesso amministratore apostolico per la seconda volta
  • Filippo Archinto † 1556 - 21 giugno 1558 deceduto
  • San Carlo Borromeo † 7 febbraio 1560 - 12 maggio 1564 nominato arcivescovo amministratore apostolico
  • Giovanni Angelo Medici † 1559 - 1560 amministratore apostolico
  • Giuseppe Pozzobonelli † 15 luglio 1743 - 27 aprile 1783 deceduto
  • Carlo Gaetano Stampa † 6 maggio 1737 - 23 dicembre 1742 deceduto
  • Carlo Sozzi † giugno 1810 - marzo 1818 vicario capitolare
  • Filippo Maria Visconti † 25 giugno 1784 - 30 dicembre 1801 deceduto
  • Giuseppe Archinto † 18 maggio 1699 - 9 aprile 1712 deceduto
  • Gaspare Visconti † 28 novembre 1584 - 12 gennaio 1595 deceduto
  • Cesare Monti † 20 dicembre 1632 - 16 agosto 1650 deceduto
  • Sede vacante 1810-1818
  • San Carlo Borromeo † 12 maggio 1564 - 3 novembre 1584 deceduto
  • Federico Borromeo † 24 aprile 1595 - 21 settembre 1631 deceduto
  • Giovan Battista Caprara † 24 maggio 1802 - 21 giugno 1810 deceduto
  • Federico Visconti † 25 giugno 1681 - 7 gennaio 1693 deceduto
  • Benedetto Erba Odescalchi † 5 ottobre 1712 - 6 dicembre 1736 deceduto
  • Federico Caccia † aprile 1693 - 14 gennaio 1699 deceduto
  • Alfonso Litta † 1652 - 28 agosto 1679 deceduto
  • Carlo Bartolomeo Romilli † 14 giugno 1847 - 7 maggio 1859 deceduto
  • Karl Kajetan von Gaisruck † 1º marzo 1818 - 19 novembre 1846 deceduto
  • San Giovanni Battista Montini † 1º novembre 1954 - 21 giugno 1963 eletto papa con il nome di Paolo VI
  • Luigi Nazari di Calabiana † 27 marzo 1867 - 23 ottobre 1893 deceduto
  • Angelo Scola 28 giugno 2011 - 7 luglio 2017 ritirato
  • Dionigi Tettamanzi † 11 luglio 2002 - 28 giugno 2011 ritirato
  • Mario Delpini, dal 7 luglio 2017
  • Beato Andrea Carlo Ferrari † 21 maggio 1894 - 2 febbraio 1921 deceduto
  • Beato Alfredo Ildefonso Schuster, O.S.B. † 26 giugno 1929 - 30 agosto 1954 deceduto
  • Giovanni Colombo † 10 agosto 1963 - 29 dicembre 1979 ritirato
  • Paolo Angelo Ballerini † 30 giugno 1859 - 27 marzo 1867 nominato patriarca latino di Alessandria
  • Eugenio Tosi, O.SS.C.A. † 7 marzo 1922 - 7 gennaio 1929 deceduto
  • Achille Ratti † 13 giugno 1921 - 6 febbraio 1922 eletto papa con il nome di Pio XI
  • Carlo Maria Martini, S.I. † 29 dicembre 1979 - 11 luglio 2002 ritirato
                                     

5. Santi e beati legati allarcidiocesi

  • Beato Serafino Morazzone, sacerdote
  • SantAntonio Maria Zaccaria, sacerdote
  • Beato Alfredo Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano
  • San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano
  • San Natale, arcivescovo di Milano
  • Beata Maria Anna Sala, religiosa
  • Santa Gianna Beretta Molla, madre di famiglia
  • Beata Caterina del Sacro Monte di Varese, religiosa
  • San Simpliciano, arcivescovo di Milano
  • San Benedetto I, arcivescovo di Milano
  • San Riccardo Pampuri, religioso
  • Beato Carlo Gnocchi, sacerdote
  • San Paolo VI Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano e papa
  • Beata Giuliana del Sacro Monte di Varese, religiosa
  • Beato Luigi Monza, sacerdote
  • San Galdino, arcivescovo di Milano
  • Beato Giovanni Mazzucconi, sacerdote, missionario e martire
  • Santi Gervasio e Protasio, martiri
  • San Barnaba, primo vescovo di Milano
  • Beato Contardo Ferrini, accademico e giurista
  • San Satiro, fratello di santAmbrogio
  • Beato Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano
  • Beata Leonella Sgorbati, religiosa e martire
  • San Luigi Orione, sacerdote
  • SantEustorgio, vescovo di Milano
  • Beato Luigi Talamoni, sacerdote
  • Beato Clemente Vismara, sacerdote e missionario
  • Beato Arsenio da Trigolo, sacerdote e religioso
  • Santa Marcellina, sorella di santAmbrogio
  • San Bono, arcivescovo di Milano
  • San Benigno, arcivescovo di Milano
  • Beata Eugenia Picco, religiosa
  • SantOnorato, arcivescovo di Milano
  • San Venerio, arcivescovo di Milano
  • San Benedetto Menni, sacerdote
  • Beato Manfredo Settala, sacerdote
  • San Francesco Spinelli, sacerdote
  • SantAnatalo, vescovo di Milano
  • Beata Enrichetta Alfieri, religiosa
  • Beato Carino Pietro da Balsamo, religioso
  • Beato Luigi Maria Monti, sacerdote
  • San Pietro da Verona, sacerdote e martire
  • San Dionigi, vescovo di Milano
  • Beato Luigi Biraghi, sacerdote
  • SantAmbrogio, vescovo di Milano