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ⓘ Teatro romano di Verona. Il teatro romano di Verona è un teatro allaperto costruito nel I secolo a.C. ai piedi del Colle San Pietro, sulla riva sinistra dellAdi ..




Teatro romano di Verona
                                     

ⓘ Teatro romano di Verona

Il teatro romano di Verona è un teatro allaperto costruito nel I secolo a.C. ai piedi del Colle San Pietro, sulla riva sinistra dellAdige. Si tratta di uno dei teatri meglio conservati dellItalia settentrionale, tanto da essere parte del percorso espositivo dellomonimo museo archeologico cittadino, oltre che spazio teatrale e sede, durante i mesi estivi, dellestate teatrale veronese, le cui edizioni si svolgono ininterrottamente sin dal 1948.

                                     

1. Storia

Con la fase che vide lurbanizzazione della Verona romana allinterno dellansa dellAdige si liberarono nuovi spazi su Colle San Pietro, luogo dove sorgeva labitato protostorico veneto. Un piano di monumentalizzazione riguardò quindi le pendici meridionali del colle di cui fece parte anche la costruzione del teatro, realizzato negli ultimi anni del I secolo a.C. Questo luogo infatti aveva evidenti vantaggi dal punto di vista della conformazione del terreno e del valore di scenograficità che aveva assunto rispetto la città di nuova fondazione, diventando quindi luogo ideale per realizzare una grande scena urbana su più livelli, che partendo dalledificio teatrale sulla sponda del fiume potesse chiudersi in cima alla collina tramite un tempio romano.

Prima della sua costruzione fu tuttavia necessario realizzare dei muraglioni dargine tra i ponti Pietra ed il Postumio paralleli al teatro stesso, in modo da difenderlo da eventuali piene del fiume. La realizzazione degli argini in pietra fu utile anche per ricavarsi valida base alle fondazioni del teatro ed evitare futuri smottamenti, oltre che a farvi passare la strada di raccordo tra i due ponti. Tra i lavori preliminari alla costruzione delledificio vi fu anche lo scavo di una profonda intercapedine attorno a quella che sarebbe diventata la cavea del teatro, in modo da isolarla rispetto alla collina e convogliare in essa lacqua piovana, che veniva convogliata verso il fiume tramite canalizzazioni sotterranee.

La costruzione del teatro romano proseguì per alcuni decenni vista la mole e grandiosità delledificio, di cui rimangono purtroppo pochi resti archeologici. Alcune ipotesi di come doveva essere sono state tuttavia riportate in alcuni disegni e schizzi da Giovanni Caroto e Andrea Palladio già nel Cinquecento, anche se con alcune imprecisioni. Lultima fase di lavori riguardò invece la costruzione delle terrazze soprastanti il teatro, facenti parte del progetto unitario di sistemazione monumentale del Colle San Pietro, e delledificio monumentale in cima alla collina molto probabilmente un tempio, di cui si sono trovate diverse tracce durante i lavori di ristrutturazione di Castel San Pietro nellOttocento.

Durante il Medioevo ledificio andò in disuso e quindi in rovina, tanto che sui suoi resti sorse un intero quartiere che sfruttava la struttura del teatro stesso. Le abitazioni infatti sorgevano direttamente sulle sostruzioni romane e alcuni antichi ingressi e scale del teatro venivano ancora utilizzati per laccesso al quartiere, mentre la cavea veniva coltivata sfruttando il pendio seminaturale.

Gli scavi archeologici e la sua restituzione avvenne solo nellOttocento grazie allopera di Andrea Monga, un facoltoso commerciante che si dilettava darcheologia. Egli acquisto tutta larea su cui insisteva lantico edificio e tra il 1834 e il 1844 diresse gli scavi archeologici del sito: tra gli interventi eseguiti vi fu la demolizione di una trentina di case che sorgevano sopra i resti del teatro romano, gli scavi delle terrazze con la conseguente scoperta della profonda intercapedine per lo scolo delle acque, il rinvenimento dei resti dellambulacro allinterno del convento, riportò alla luce i due scaloni laterali e parte della cavea, ritrovò le strutture dellodeon.

Nel 1904 larea venne infine comprato dallamministrazione comunale, che proseguì i lavori di scavo archeologico fino al 1914 grazie allapporto di Ricci e Ghirardini, che restituirono lintera cavea. Una volta restaurata la gradinata vennero ricomposte anche le dieci arcate della loggia di chiusura della cavea, oltre ad un arco di ordine ionico. Sotto la direzione di Antonio Avena vi fu il trasferimento del museo archeologico allinterno del complesso monumentale, mentre negli anni trenta venne scavata la fossa scenica e furono demoliti altri edifici ancora esistenti. Infine, tra il 1970 e il 1971, si svolsero gli ultimi lavori, che coinvolsero la fossa scenica nella sua parte orientale, con la relativa scoperta di una galleria sotto al proscenio.

                                     

2.1. Descrizione Esterno

Il prospetto esterno, che si mostrava alla città romana da poco sorta sullaltra sponda del fiume, possedeva un aspetto unitari, scandito da semicolonne che cambiavano ordine architettonico ad ogni piano: al piano terreno ordine tuscanico, al secondo livello lordine ionico e infine allultimo piano, posto sullo stesso livello delle gallerie che chiudevano la cavea, si trovavano dei semipilastri con capitelli riccamente decorati, che reggevano la trabeazione che chiudeva la facciata. Lintercolumnio era invece caratterizzato da pareti chiuse lisce o da aperture ad arco.

Il teatro veniva raccordato tramite due facciate monumentali laterali al colle, che dovevano presentarsi non molto dissimili dal prospetto principale posto verso lAdige.

                                     

2.2. Descrizione Interno

Ledificio scenico del teatro, che sorgeva 10 metri più a nord del muraglione dargine, era lungo 71 metri e venne realizzato in opera quadrata. Esso si componeva di due parasceni laterali, di un muro rettilineo postscenio, e di un frontescena che si articolava in tre grandi nicchie, di cui una principale curva e due laterali quadrate. Le tre grandi nicchie inquadravano le tre porte di accesso al palcoscenico. Gli spazi dei parasceni e quelli compresi tra postscenio e frontescena erano dotati di diversi locali adibiti a servizi e a depositi. Purtroppo tutte queste strutture si sono conservate solo per unaltezza moderata, tuttavia in epoca romana la loro altezza raggiungeva quella della sommità della cavea. Davanti alla scena è presente il proscenio, limitato dal pulpito, dietro al quale si trovava il sipario.

La cavea ha una larghezza di 105 metri ed è adagiata per buona parte su Colle San Pietro: solamente le parti laterali, infatti, era sorti muri radiali realizzati con la tecnica dell opus caementicium. Per eliminare il pericolo di infiltrazione di acqua piovana venne scavata una profonda intercapedine tagliata nella roccia che corre lungo tutto il perimetro della cavea. Le gradinate erano divise in due settori orizzontali mediante parapetti, che a loro volta erano ulteriormente divisi dalle scalinate. Altre due scalinate che partivano dal piano terreno e i relativi vomitoria permettevano laccesso alle gradinate direttamente dallalto. La cavea era conclusa da due gallerie sovrapposte, parzialmente tagliate nella roccia, di cui rimangono pochi resti.



                                     

2.3. Descrizione Strutture correlate

Sopra la cavea le gallerie sovrapposte sommitali si sviluppavano tre scenografiche terrazze, poste su tre diversi livelli e larghe 123 metri, mentre la profondità variava dai 20 metri della prima, ai 1.50 metri dellintermedia, ai 7 metri dellultima. La prima terrazza è quasi completamente obliterata dal convento che ospita il museo archeologico, anche se ad unestremità si conservano i resti di un ninfeo. La terrazza intermedia è invece composta da cinque nicchie decorate da semicolonne e finestre; di queste nicchie le quattro laterali sono semicircolari mentre quella centrale, perfettamente in asse con il teatro, è a pianta rettangolare. Infine lultima terrazza è caratterizzata da ununica nicchia ai cui lati si dipanano una serie di semicolonne tuscaniche che sorreggono fregio e architravi dorici.

Questa serie di terrazze si concludevano in una spianata che oggi ospita Castel San Pietro ma che in età classica presentava un tempio romano le cui tracce si rinvennero durante i lavori di costruzione del castello appena citato.