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ⓘ William Rehnquist. William Hubbs Rehnquist è stato un giurista statunitense. Fu giudice associato della Corte Suprema degli Stati Uniti dal 1972 e il suo 16º Gi ..




William Rehnquist
                                     

ⓘ William Rehnquist

William Hubbs Rehnquist è stato un giurista statunitense.

Fu giudice associato della Corte Suprema degli Stati Uniti dal 1972 e il suo 16º Giudice Capo dal 1986 fino alla sua morte.

Durante i suoi 33 anni di servizio alla Corte Rehnquist ha contribuito a spostare le posizioni del massimo organo giudiziario statunitense verso un tranquillo conservatorismo, con attenzione ai tradizionali diritti degli stati in opposizione al governo federale.

A seguito della scomparsa di Rehnquist, il presidente Bush ha designato suo successore il giudice John G. Roberts che, dal 29 settembre 2005 a seguito del voto di conferma in Senato, è diventato a tutti gli effetti il nuovo Giudice Capo della Corte Suprema degli Stati Uniti.

                                     

1. La prima parte della vita

Rehnquist nacque a Milwaukee con il nome di William Donald Rehnquist e crebbe nel sobborgo di Shorewood. Suo padre, William Benjamin Rehnquist, era un agente di commercio; sua madre, Margery Peck Rehnquist, era una traduttrice e casalinga. Nel periodo in cui frequentava le scuole superiori Rehnquist cambiò il suo secondo nome in Hubbs, che era il cognome da nubile della sua nonna materna. I nonni paterni, Olof Andersson e Adolfina Ternberg, erano svedesi e si erano trasferiti negli Stati Uniti nel 1880.

Dopo essersi diplomato nel 1942 alla Shorewood High School, Renhquist frequentò il Kenyon College, a Gambier Ohio per un trimestre nellautunno del 1942, prima di arruolarsi nellaeronautica militare. Prestò servizio durante la seconda guerra mondiale a partire dal marzo 1943 in varie basi negli Stati Uniti. In questo periodo seguì un corso di meteorologia e nellestate del 1945 fu trasferito in Africa settentrionale, dove svolse funzioni di osservatore meteorologico.

Dopo la fine della guerra, Rehnquist si iscrisse alluniversità di Stanford, utilizzando i sussidi previsti dalla legge a favore dei veterani "G.I.Bill", e nel 1948 si laureò in scienze politiche. Continuò gli studi alluniversità di Harvard e tornò poi alla facoltà di legge di Stanford, dove si laureò nella stessa classe di Sandra Day OConnor, che molti anni dopo sarà sua collega alla Corte Suprema.

                                     

2. Assistente alla Corte Suprema

Allinizio del 1952 il giudice della Corte Suprema Robert H. Jackson assunse Rehnquist come assistente per la sessione 1952-53.

Mentre la Corte stava esaminando limportante caso Brown contro Board of Education che sarebbe poi stato deciso nel 1954, dichiarando lincostituzionalità della segregazione razziale nelle scuole, Rehnquist scrisse un memorandum in cui criticava la possibilità che i tribunali federali intervenissero contro la separazione razziale. Il memorandum, intitolato "Una riflessione casuale sui casi sulla segregazione" difendeva la dottrina "separati-ma-uguali":

"Mi rendo conto che questa è una posizione impopolare e disumanitaria, per la quale sono stato aspramente criticato dai colleghi progressisti, ma penso che Plessy contro Ferguson fosse giusta e debba essere confermata. Allargomento. che a una maggioranza non può essere permesso di privare una minoranza dei suoi diritti costituzionali, si deve rispondere che mentre ciò è valido in teoria, alla fine è la maggioranza che determinerà quali siano i diritti costituzionali della minoranza."

In seguito, durante le udienze al Senato che nel 1971 doveva approvare la sua nomina alla Corte Suprema, e, nel 1986, a Giudice Capo, Rehnquist sostenne che il memorandum rifletteva le posizioni del giudice Jackson piuttosto che le sue. Questa affermazione fu contestata da Elsie Douglas, segretaria e confidente di Jackson; ma i documenti dei giudici William O. Douglas e Felix Frankfurter indicano che Jackson votò a favore della sentenza Brown nel 1954 solo dopo aver cambiato idea. In questa occasione Rehnquist dichiarò che "la pura e semplice affermazione che Plessy è giusta e deve essere riconfermata non è una descrizione accurata della mia opinione allepoca", ma riconobbe anche di aver difeso la sentenza Plessy in discussioni con gli altri assistenti dei giudici. Comunque, nella sua successiva attività di giudice, Rehnquist non fece nulla per indebolire o annullare la decisione nel caso Brown, e anzi spesso si basò su di essa come valido precedente.

                                     

3. Attività privata

Il 29 agosto 1953 Rehnquist sposò Natalie "Nan" Cornell, che gli darà tre figli: James, Janet e Nancy. Natalie morirà nel 1991 per un tumore alle ovaie. Rehnquist si trasferì a Phoenix, in Arizona, dove esercitò la libera professione dal 1953 al 1969. In questo periodo militò nel partito repubblicano e fu consulente legale per la campagna di Barry Goldwater nelle elezioni presidenziali del 1964. Molti anni dopo, nel 1986, durante le udienze al Senato per la sua nomina a Giudice Capo, Rehnquist fu accusato di aver tentato di impedire il voto a elettori di colore, mentre era rappresentante di lista presso i seggi elettorali; ma tali accuse furono smentite da Vincent Maggiore, allora dirigente locale del partito democratico.

                                     

4. Al Dipartimento della Giustizia

Quando Richard Nixon fu eletto presidente degli Stati Uniti nel 1968, Rehnquist tornò a lavorare a Washington. Fu nominato Procuratore generale Aggiunto per lUfficio di Consulenza Legale Office of Legal Counsel; fu quindi il principale assistente legale del Procuratore generale John N. Mitchell. In diverse conversazioni registrate nello Studio Ovale, rese pubbliche in occasione dello scandalo Watergate, Nixon si riferisce a lui chiamandolo "Renchburg". A causa della sua posizione nel Dipartimento della Giustizia, negli anni successivi si pensò spesso che Rehnquist fosse il misterioso "Gola Profonda", la fonte anonima che aiutò le inchieste del Washington Post sullo scandalo queste speculazioni ebbero fine dopo che Bob Woodward rivelò che "Gola Profonda" era William Mark Felt, vicedirettore dellFBI.

                                     

5. Giudice alla Corte Suprema

Nixon nominò Rehnquist Giudice Associato alla Corte Suprema, in sostituzione di John Marshall Harlan II che era andato in pensione nel settembre 1971. Nixon, al posto di Harlan, intendeva nominare Mildred Lillie, giudice di stato in California, che sarebbe stata la prima donna a raggiungere la Corte Suprema; ma rinunciò poiché la Lillie non appariva allaltezza dellincarico. La nomina di Rehnquist fu confermata dal Senato il 10 dicembre 1971 con un voto di 68 a 26, e Rehnquist prese possesso del suo seggio alla Corte il 7 gennaio 1972. Insieme a lui entrò in carica anche Lewis Powell, che era stato nominato per laltro seggio allora vacante.

Rehnquist si rivelò presto come il più conservatore tra i giudici nominati da Nixon alla Corte Suprema. Interpretò il quattordicesimo emendamento in modo restrittivo e fu riluttante a limitare i poteri dello stato nei confronti dei cittadini. Votò contro lespansione dei programmi di desegregazione nelle scuole, e dissentì dalla sentenza Roe contro Wade 1973 che dichiarava laborto non in contrasto con la Costituzione. Votò inoltre a sostegno della preghiera nelle scuole, della pena capitale, e favorì lautonomia degli stati rispetto al governo federale. Poco incline al compromesso, Rehnquist era spesso lunico dissenziente dalle decisioni della Corte in questo periodo, e si guadagnò il nomignolo di "Lone Ranger". Cercò attivamente di promuovere il suo programma conservatore allinterno della Corte, specialmente nellarea del federalismo, e spesso votò insieme al Giudice Capo Warren Burger, che condivideva in buona parte le sue tendenze conservatrici.

Espresse la sua opinione sulla Equal Protection Clause in casi come Trimble contro Gordon, 430 U.S. 762 1977, in cui la Corte dichiarava illegittima una legge che discriminava tra figli maschi e femmine riguardo alleredità:

"Sfortunatamente, più di un secolo di decisioni prese in base a questa disposizione del Quattordicesimo Emendamento hanno prodotto. una sindrome nella quale questa Corte sembra considerare la Equal Protection Clause come un gatto a nove code da conservare nellarmadio giudiziario come minaccia per quei parlamenti che, secondo le vedute dei tribunali, si lasciano andare ad approvare leggi arbitrarie, illogiche o irragionevoli. Ad eccezione dellarea in cui i Costituenti ovviamente intendevano che fosse applicata - e cioè la classificazione basata sulla razza o sullorigine nazionale, prima cugina della razza - le decisioni della Corte possono essere onestamente descritte come il tentativo senza fine di rabberciare le valutazioni discrezionali del legislativo, una serie di conclusioni non sostenute da alcun principio guida centrale."

Ma diciannove anni dopo Rehnquist approvò la decisione secondo cui il Virginia Military Institute non poteva rifiutare lammissione alle donne United States contro Virginia, 1996, in quanto in contrasto con la Equal Protection Clause. Rehnquist restò scettico riguardo alla giurisprudenza della Corte in questa materia; alcune delle sue opinioni favorevoli alleguaglianza risultavano dallapplicazione di leggi ordinarie piuttosto che della Costituzione. Ad esempio, in Meritor Savings Bank v. Vinson 1986, Rehnquist riconobbe il diritto di intentare unazione legale per discriminazioni o molestie sessuali nellambiente di lavoro, anche per danni psicologici, basandolo sul titolo VII della Legge sui Diritti Civili.

Rehnquist scrisse la sentenza nel caso Diamond contro Diehr 1981, che aprì la strada alla possibilità di brevettare il software, superando la decisione in Parker contro Flook 1978, scritta dal giudice Stevens, che andava in direzione contraria. Nel caso Sony Corp. of America v. Universal City Studios 1984, riguardante la responsabilità dei produttori di videoregistratori per violazioni del diritto dautore, Stevens scrisse la sentenza, che permetteva ampie possibilità di libero utilizzo di questi apparecchi; Rehnquist condivise lopinione dissenziente, che prevedeva una protezione più forte del diritto dautore. Molti anni dopo, in Eldred contro Ashcroft 2003, sulla legittimità dellestensione della durata dei diritti dautore, Rehnquist fece parte della maggioranza che favoriva la posizione dei titolari dei diritti, con Stevens in dissenso, a favore di uninterpretazione più restrittiva della protezione degli autori.

Per un lungo periodo, dallinizio degli anni settanta fino al 1981, Rehnquist utilizzò un sedativo, letclorvinolo Placydil, prescrittogli dal dottor Freeman H. Cary per combattere insonnia e dolori alla schiena, in dosi eccedenti i limiti consigliati. Il 27 dicembre 1981 Rehnquist fu ricoverato allospedale della George Washington University per un trattamento contro i dolori alla schiena e la dipendenza da Placydil; durante il ricovero fu colpito da una crisi da astinenza, che gli causò allucinazioni e paranoia. Nellanno precedente aveva avuto disturbi del linguaggio, ma non risulta che abbia avuto disturbi di altro genere, né che il suo lavoro di giudice ne abbia risentito.



                                     

6. Giudice Capo

Quando il Giudice Capo Warren Earl Burger andò in pensione nel 1986, il presidente Reagan scelse Rehnquist per sostituirlo. Nonostante le controversie che questa decisione suscitò, il Senato confermò la nomina con un voto di 65 a 33, e Rehnquist entrò in carica il 26 settembre. Allo stesso tempo, Antonin Scalia subentrò a Rehnquist come giudice associato.

Negli anni seguenti, le sostituzioni di giudici progressisti con altri di orientamento più conservatore provocarono unevoluzione della giurisprudenza della Corte in senso conservatore, e linfluenza di Rehnquist, non più isolato in una Corte di tendenza progressista, aumentò. La Corte prese a limitare i poteri federali a vantaggio degli stati, assunse una visione meno espansiva dei diritti civili, un atteggiamento meno garantista nei casi penali, e uninterpretazione più flessibile del principio di separazione tra stato e chiesa. Tuttavia non giunse ad annullare alcune importanti, ma controverse, decisioni caratteristiche delle precedenti tendenze progressiste, come Miranda contro Arizona o Roe contro Wade.

I due eventi più cospicui del mandato di Rehnquist furono il processo per impeachment del presidente Clinton, e la decisione nel caso Bush contro Gore che risolse le elezioni presidenziali del 2000 a favore del primo. Nel 1999 Rehnquist, come prescritto dalla Costituzione, presiedette il processo al Senato che doveva decidere sulla destituzione di Bill Clinton dalla presidenza, e fu il secondo Giudice Capo a svolgere questo ruolo; il solo precedente era stato quello di Salmon P. Chase, che aveva presieduto il processo per limpeachment del presidente Andrew Johnson nel 1868. Nel 2000 Rehnquist scrisse unopinione nel caso Bush contro Gore che concordava con la decisione della Corte a favore di George W. Bush; lopinione affermava che la Equal Protection Clause proibiva il riconteggio manuale ordinato dalla Corte Suprema della Florida in quanto non basato su un criterio valido per la verifica delle schede.

Nella sua qualità di Giudice Capo, Rehnquist amministrò il giuramento del Presidente nelle cerimonie inaugurali di George H.W. Bush, Bill Clinton due volte e George W. Bush due volte.



                                     

6.1. Giudice Capo Il recupero del federalismo

Nel periodo in cui Rehnquist fu Giudice Capo, la Corte, con il suo contributo e quello di altri giudici conservatori, sviluppò una chiara tendenza a limitare i poteri del governo federale a vantaggio degli stati.

Rehnquist votò con la maggioranza in City of Boerne contro Flores 1997, e in seguito avrebbe utilizzato più volte questa decisione come precedente per imporre al Congresso di adeguarsi allinterpretazione del Quattordicesimo emendamento definita dalla Corte. Boerne stabiliva che le leggi approvate dal Congresso per applicare le disposizioni del Quattordicesimo emendamento compresa la Equal Protection Clause dovevano "dimostrare congruenza e proporzionalità tra lillecito da prevenire o rimediare e i mezzi adottati a tale fine". Questo criterio sostituì la cosiddetta dottrina del nottolino ratchet theory che era stata enunciata in Katzenbach contro Morgan 1966, in base alla quale il Congresso poteva espandere i diritti civili oltre quelli che la Corte aveva riconosciuto, ma non poteva limitare o sopprimere i diritti riconosciuti dal potere giudiziario. In base allopinione di maggioranza scritta dal giudice Anthony Kennedy, con cui Rehnquist concordò:

Una parte di quanto contenuto nella nostra sentenza in Katzenbach contro Morgan, 384 U.S. 641 1966 potrebbe essere interpretata nel senso di riconoscere al Congresso il potere di emanare leggi che espandono i diritti contenuti nel primo paragrafo del Quattordicesimo Emendamento. Questa, tuttavia, non è uninterpretazione necessaria, o nemmeno la migliore. Se il Congresso potesse definire da sé i propri poteri alterando il significato del Quattordicesimo Emendamento, allora la Costituzione non sarebbe più "suprema e insuperabile legge, inalterabile con i mezzi ordinari".

Il criterio di congruenza e proporzionalità così enunciato rese più facile la riapplicazione di precedenti più antichi che limitavano il potere del Congresso di far rispettare il principio di uguaglianza di fronte alla legge.

Uno di più importanti sviluppi della giurisprudenza della Corte sotto la presidenza di Rehnquist fu il rafforzamento e lestensione della dottrina dellimmunità sovrana, con la conseguenza di limitare il potere del Congresso di assoggettare gli stati alla possibilità di essere citati in giudizio da privati per danni. Anche se lUndicesimo Emendamento, nella sua formulazione letterale, garantisce agli stati limmunità da cause loro intentate da cittadini di altri stati, la Corte spesso estese questo principio alle cause contro uno stato intentate da cittadini dello stesso stato. Nel caso Alden contro Maine 1999 la Corte sostenne che lautorità di assoggettare gli stati ad azioni legali da parte di privati non discende da alcuno dei poteri congressuali esplicitamente elencati nellarticolo uno della Costituzione, e non si può nemmeno ricavare dalla Necessary and proper clause. Rehnquist concordò con lopinione scritta dal giudice Kennedy secondo cui:

Né possiamo concludere che gli specifici poteri delegati al Congresso dallArticolo Uno includano, in virtù della Necessary and Proper Clause o altrimenti, lautorità inerente di sottoporre gli Stati ad azioni legali da parte di privati come mezzo di conseguire obiettivi che peraltro sono compresi nellambito dei poteri enumerati.

La Corte riconobbe che con alcuni tra gli emendamenti alla Costituzione tra cui il Quattordicesimo si era inteso conferire al Congresso il potere di abrogare limmunità sovrana; pertanto il Congresso poteva autorizzare le azioni legali per risarcimento danni in base, ad esempio, al suo potere di far applicare il Quattordicesimo emendamento, che comprende la Equal Protection Clause. Tuttavia la Corte pose dei limiti a questo potere. Ad esempio, nei casi Kimel contro Florida Board of Regents 2000 e Board of Trustees of the University of Alabama contro Garrett 2001, la Corte decise che il Congresso non poteva abrogare limmunità sovrana degli stati in base alla Equal Protection Clause, in casi di discriminazione razionalmente basata su differenze di età o disabilità:

Gli stati possono discriminare sulla base delletà senza offendere il Quattordicesimo Emendamento se la classificazione basata sulletà è razionalmente collegata a un legittimo interesse dello stato. Il Quattordicesimo Emendamento non richiede agli stati di provvedere in modo speciale alle necessità dei disabili parola soltanto per il desiderio di promuovere un messaggio che approva o per scoraggiare uno che disapprova, per quanto illuminato luno o laltro dei due scopi appaia allo stato".

Rehnquist a volte giunse a decisioni favorevoli agli omosessuali, ad esempio quando votò per permettere a un dipendente omosessuale di ricorrere contro le politiche di gestione del personale della CIA, per permettere le cause per molestie sessuali tra persone dello stesso sesso, e per confermare la politica delluniversità del Wisconsin-Madison secondo cui gli studenti dovevano pagare una quota i cui proventi erano distribuiti a gruppi gay, oltre che a tutte le altre organizzazioni studentesche.

                                     

6.2. Giudice Capo Stato e religione

Rehnquist sostenne uninterpretazione non rigorosa del principio di separazione tra stato e chiesa, che permetteva un maggiore sostegno governativo alle organizzazioni religiose e una più ampia presenza di simboli ed elementi religiosi in contesti pubblici. Ad esempio, in Lee contro Weisman 1992, Rehnquist dissentì dalla decisione che proibiva la recitazione di preghiere durante la cerimonia di consegna dei diplomi nelle scuole pubbliche. In Rosenberger contro University of Virginia 1995, condivise la sentenza secondo cui ununiversità pubblica che finanzia giornali studenteschi non può rifiutare tali finanziamenti a un giornale religioso.

Nel caso Zelman contro Simmons-Harris 2002, con un voto di 5 a 4 la Corte approvò un programma dello stato dellOhio per la distribuzione di buoni scuola a famiglie a basso reddito, che potevano essere utilizzati anche presso scuole religiose. La sentenza, scritta da Rehnquist, confermava la legittimità costituzionale di questa iniziativa in quanto i buoni erano distribuiti direttamente alle famiglie, che erano libere di utilizzarli presso scuole, pubbliche o private, di loro scelta tra quelle partecipanti al programma:

In conclusione, il programma dellOhio è del tutto neutrale per quanto riguarda la religione. Esso fornisce sussidi direttamente a un ampio spettro di persone, individuate soltanto in base a un bisogno economico e alla residenza in un particolare distretto scolastico. Permette a tali persone di esercitare una scelta genuina tra opzioni pubbliche e private, laiche e religiose. Il programma è pertanto un programma di vera scelta privata. Secondo il nostro giudizio il programma non offende la Establishment Clause.

Nel caso Van Orden contro Perry 2005, Rehnquist scrisse lopinione di maggioranza relativa, secondo cui la presenza di un monumento ai dieci comandamenti nel parco del Campidoglio dello stato del Texas non era incostituzionale, poiché il monumento, in quel contesto, trasmette un messaggio di carattere storico e sociale piuttosto che religioso:

I nostri casi, alla maniera di Giano, puntano in due opposte direzioni nellapplicare la Establishment Clause. Una faccia guarda verso il forte ruolo che la religione le tradizioni religiose hanno giocato nella storia della nostra nazione. Laltra guarda verso il principio che lintervento governativo nelle questioni religiose può in se stesso mettere in pericolo la libertà religiosa.

Contemporaneamente Rehnquist dissentì dalla decisione in McCreary County contro ACLU of Kentucky, che dichiarò lillegittimità dellesposizione dei dieci comandamenti in unaula di tribunale.

                                     

7. Malattia e morte

Il 26 ottobre 2004 lufficio stampa della Corte Suprema comunicò che Rehnquist era stato colpito da un tumore alla tiroide. Rehnquist non apparve più in pubblico fino al 20 gennaio 2005, quando impartì il giuramento presidenziale a George W. Bush. In quella occasione la precarietà delle sue condizioni di salute apparve evidente: Rehnquist giunse alla cerimonia camminando lentamente appoggiandosi a un bastone, se ne andò subito dopo il giuramento.

Dopo essere stato assente alle udienze della Corte per diversi mesi, Rehnquist riprese a parteciparvi il 21 marzo 2005. Nel frattempo aveva continuato a lavorare da casa, anche se a ritmo ridotto.

Il 1º luglio 2005 Sandra Day OConnor annunciò il suo pensionamento dalla carica di Giudice Associato, dopo essersi consultata con Rehnquist, che le aveva detto che non intendeva ritirarsi. Ma Rehnquist morì nella sua casa di Arlington il 3 settembre, esattamente quattro settimane prima del suo ottantunesimo compleanno; Rehnquist fu così il primo membro della Corte Suprema a morire in carica dopo Robert H. Jackson, nel 1954. La salma fu esposta al pubblico nel palazzo della Corte e il 7 settembre si tenne il funerale con rito luterano, nella cattedrale cattolica di San Matteo Apostolo a Washington; gli elogi funebri furono tenuti da George W. Bush e da Sandra Day OConnor. Fu poi sepolto con una cerimonia privata nel cimitero nazionale di Arlington, accanto a sua moglie Nan.

                                     

8. Successione alla carica di Giudice Capo

La morte di Rehnquist, avvenuta circa due mesi dopo che la OConnor aveva annunciato il suo pensionamento, lasciò due seggi vacanti alla Corte. Il presidente Bush, che in sostituzione della OConnor aveva nominato John G. Roberts, decise che questi avrebbe invece preso il posto di Rehnquist come Giudice capo. La nomina di Roberts fu confermata dal Senato il 29 settembre, qualche giorno prima dellinizio della sessione annuale della Corte. Roberts era stato assistente di Rehnquist nella sessione 1980-1981.

                                     

9. Opere

  • The Centennial Crisis: The Disputed Election of 1876. New York, Knopf Publishing Group, 2004.
  • All the Laws but One: Civil Liberties in Wartime. New York, William Morrow & Co, 1998.
  • Grand Inquests: The Historic Impeachments of Justice Samuel Chase and President Andrew Johnson. New York, Knopf Publishing Group, 1992.
  • The Supreme Court: How It Was, How It Is. New York, William Morrow & Co, 1987.