Топ-100
Indietro

ⓘ Adesione dellIslanda allUnione europea. L adesione dellIslanda allUnione europea è linsieme degli atti che avrebbero dovuto portare il Paese a far parte dellUE, ..




Adesione dellIslanda allUnione europea
                                     

ⓘ Adesione dellIslanda allUnione europea

L adesione dellIslanda allUnione europea è linsieme degli atti che avrebbero dovuto portare il Paese a far parte dellUE, iniziati con la presentazione della domanda di adesione nel 2009. Tale procedura è terminata per decisione unilaterale dellIslanda espressa con il ritiro della domanda nel 2015. Le relazioni tra Islanda ed Unione europea erano già caratterizzate dalladesione, da parte del paese nordico, allo spazio economico europeo ed agli Accordi di Schengen.

                                     

1. Storia

La solida economia cresciuta notevolmente negli anni novanta e il conseguente alto standard di vita degli abitanti sono caratteristiche del paese che avrebbero permesso una sua entrata nellUnione europea sin dallentrata degli altri paesi scandinavi; tuttavia questa ricchezza ha per lungo tempo ostacolato, da parte dellopinione pubblica, una volontà ad integrarsi nellUE. I principali motivi per cui lIslanda ha tardato molto a richiedere una candidatura o organizzato un referendum erano legati a questioni agricole e soprattutto di pesca; infatti le politiche europee avrebbero privato il paese di unimportante pilastro delleconomia, ossia la zona di pesca desclusivo utilizzo nazionale che va ben oltre i limiti concessi dai normali trattati internazionali, zona che ha già in passato provocato tensioni con altri paesi, ad esempio durante la cosiddetta "guerra del merluzzo" con il Regno Unito.

Lidea di unadesione allUE è stata tuttavia protagonista per molti anni, e in modo crescente, del dibattito pubblico politico, portato avanti dai mass media, partiti politici ed organizzazioni. Ciononostante, a differenza di altri paesi come Norvegia e Svizzera che hanno sottoposto tramite referendum lipotesi di adesione, fino alla grave crisi del 2008, questidea non era mai stata presa in considerazione dalle istituzioni islandesi quali governo e parlamento in via ufficiale.

Successivamente alla crisi, che colpì in maniera particolarmente dura lisola, diversi politici islandesi espressero, in parlamento e al governo, opinione favorevole allingresso nellUnione europea e alladozione delleuro. In particolare, il 4 febbraio 2009, il primo ministro islandese, Jóhanna Sigurdardóttir, del partito socialdemocratico, affermò che lingresso nellUnione europea e ladozione della moneta unica avrebbero costituito "la migliore opzione" per lIslanda.

Il 10 maggio 2009, Jóhanna Sigurdardóttir annunciò che il governo islandese voleva muoversi più rapidamente verso ladesione: il capo del governo dichiarò di essere certa che la legge sarebbe stata approvata, malgrado le opposizioni interne al governo, affermando inoltre che lintento era di depositare la candidatura ufficiale entro luglio 2009, in modo da permettere unadesione con la Croazia 2013, come indicato da Olli Rehn.

Il disegno di legge per autorizzare lapertura dei negoziati di adesione con lUnione europea venne infatti presentato al Parlamento islandese il 25 maggio 2009.

                                     

2. Presentazione della domanda

Il 16 luglio 2009, il parlamento di Reykjavík, con 33 voti a favore contro 28, autorizzò il governo a intraprendere i negoziati per lingresso dellIslanda nellUnione europea. La proposta del Partito dellIndipendenza di organizzare un doppio referendum – per autorizzare il governo a presentare richiesta di ingresso nellUE, e per accettare ladesione qualora la richiesta fosse stata accettata – fu respinto con 32 voti contro 30.

Il ministro per gli Affari esteri islandese, Ossur Skarphedinsson, depositò ufficialmente la domanda di adesione il 23 luglio 2009 a Stoccolma. Secondo le dichiarazioni del primo ministro islandese Jóhanna Sigurdardóttir, la procedura dingresso dellisola allUnione europea sarebbe potuta durare dai due anni e mezzo ai tre anni e mezzo. Il 24 febbraio 2010 la Commissione europea diede parere favorevole allinizio dei negoziati di adesione, affermando che lIslanda condivide appieno i valori dellUnione, ha una democrazia antica e solida, rispetta i diritti umani ed ha recepito già molti elementi del diritto comunitario per via della sua adesione allo Spazio economico europeo e allArea Schengen. Il Consiglio europeo conferì allIslanda lo status di candidato il 17 giugno e allo stesso tempo confermò limminente avvio dei negoziati, che partirono il 27 luglio 2010.

                                     

3. Progresso dei negoziati

A novembre 2010 iniziarono gli screening relativi ai capitoli dellacquis comunitario, i quali furono chiusi tra febbraio e maggio 2011. Il 27 giugno 2011, iniziarono le discussioni nellambito della Conferenza di adesione a livello ministeriale sui singoli capitoli dell acquis comunitario. I capitoli 25 Scienza e ricerca e 26 Istruzione e cultura furono aperti ed immediatamente chiusi dato lalto livello di allineamento dellIslanda in questi settori. Furono inoltre aperti i capitoli 5 Appalti pubblici e 10 Società dellinformazione e media. Il 19 ottobre furono aperti e immediatamente chiusi in quanto anchessi allineati agli standard UE i capitoli 2 Libertà di movimento per i lavoratori e 7 Proprietà intellettuale. Il 12 dicembre furono aperti i capitoli 6 diritto societario, 20 politica industriale e aziendale, 21 reti transeuropee, 23 giustizia e diritti fondamentali, 33 disposizioni finanziarie e di bilancio, di cui i primi quattro subito furono chiusi sempre perché già allineati agli standard UE.



                                     

4. Ritiro della candidatura

Nel gennaio 2013 il governo islandese comunicò la sua intenzione di congelare il negoziato dadesione allUnione in vista delle elezioni parlamentari del 2013.

A seguito della vittoria dei partiti euroscettici Partito progressista e Partito dellIndipendenza, la nuova alleanza di governo stabilì di tenere sullargomento della prosecuzione dei negoziati dadesione allUnione europea un referendum.

Il 22 agosto 2013 il governo guidato da Sigmundur Davíd Gunnlaugsson, insediatosi dopo le elezioni, sciolse ufficialmente il comitato per i negoziati di adesione. Il ministero degli esteri di Reykjavík lo comunicò dopo aver ricevuto il parere dei propri consulenti costituzionali circa lassenza di ogni formale vincolo da rispettare da parte del nuovo esecutivo rispetto al precedente voto parlamentare del 2009, il quale aveva avviato i negoziati di adesione. "Dopo aver ricevuto tale parere il ministro degli esteri ha deciso di considerare sciolto il comitato per la negoziazione", dichiarò il ministero in un comunicato, citato dallagenzia di stampa AFP.

Il 13 marzo 2015 il governo Gunnlaugsson, per il tramite del ministro degli esteri Gunnar Bragi Sveinsson, comunicò al governo della Lettonia, che deteneva la presidenza di turno dellUnione europea, ed alla Commissione europea, il ritiro della domanda di adesione. A seguito di tale atto, ritenuto da alcuni costituzionalisti islandesi privo di effetti, perché reso in assenza del sostegno dellAlthing, lopposizione organizzò un corteo di protesta a Reykjavík per denunciare che la sospensione dei negoziati era stata decisa senza consultare il parlamento che nel 2009 aveva votato a favore dellentrata nellUnione.

                                     

5. Ipotesi sul ritiro della candidatura

Diversi studiosi accademici hanno proposto spiegazioni sulle resistenze dellIslanda ad aderire allUnione europea e sulle motivazioni del ritiro della candidatura:

  • Il nazionalismo islandese e il passato dellisola quale entità coloniale.
  • La vittoria nella guerra del merluzzo ha rafforzato i nazionalismi islandesi e la percezione che il paese può affrontare situazioni con successo utilizzando un approccio unilaterale o bilaterale, piuttosto che ricorrere a compromessi in un contesto multilaterale.
  • La percezione che lappartenenza allUE avrebbe avuto effetti negativi sul settore agricolo.
  • Le forti relazioni tra lIslanda e gli Stati Uniti, le quali includono significative dipendenze economiche, diplomatiche e militari, che potevano essere depotenziate con lingresso nellUE.
  • Limportanza dellattività della pesca nel paese e la percezione che lappartenenza allUE avrebbe inciso in maniera negativa su di essa e sulla industria connessa.
  • Limpatto della disputa con il Regno Unito e i Paesi Bassi dell Icesave, ossia il salvataggio degli istituti di credito in default durante la crisi finanziaria islandese del 2008-2011, penalizzando notevolmente gli investitori e i risparmiatori esteri. Ci furono notevoli tensioni fra lIslanda ed il Regno Unito dopo che questultimo, nellottobre 2008, decise di applicare alcuni articoli della legge anti-terrorismo varata allindomani degli attentati dell11 settembre 2001 in ordine di congelare tutti gli asset negli istituti di credito islandesi nel Regno Unito. LIslanda inviò una protesta formale alla NATO ed oltre 80.000 cittadini islandesi un quarto dellintera popolazione firmarono una petizione online intitolata gli islandesi non sono terroristi. Il picco della tensione venne raggiunto quando il Regno Unito decise di cancellare il suo previsto turno di pattuglia dello spazio aereo islandese nel dicembre dello stesso anno lIslanda non ha un proprio esercito quindi basa la sua difesa militare su di un accordo in base al quale alcuni paesi membri della NATO pattugliano i suoi cieli a turno.
  • La tendenza delle élite islandesi di proseguire i percorsi di studi negli Stati Uniti o nei paesi europei euroscettici come nel Regno Unito o nei paesi scandinavi, e di cooperare con le élite di tali paesi.
  • Il sistema elettorale islandese favorisce le aree rurali, le quali sono maggiormente euroscettiche.
                                     

6. Trattati UE recepiti dallIslanda

LIslanda ratificò gli Accordi di Schengen per la libera circolazione delle persone nel 1996; tali accordi sostituirono il precedente trattato sullUnione nordica dei passaporti tra i paesi scandinavi.

Già parte dellEFTA, lIslanda è parte del Spazio economico europeo fin dalla sua entrata in vigore, nel 1994.

                                     

7. Comparazione con altri paesi dellUE

Se il paese venisse ammesso allUnione europea, la sua capitale Reykjavík, sarebbe la capitale posta più a nord e più a ovest dellUE. Tra tutte le capitali dellUnione, quella islandese sarebbe anche quella con la maggiore distanza da unaltra capitale europea, nel qual caso Dublino, con 1497 km. Inoltre, dopo Nicosia, sarebbe la seconda capitale più distante da Bruxelles. La tabella seguente indica le coordinate della capitale islandese comparate con altre capitali di stati membri dellUE.

Se lIslanda venisse ammessa nellUE, sarebbe lo stato col minor numero di abitanti e la meno densamente abitata.

La lingua islandese sarebbe anche la lingua ufficiale di uno stato membro meno parlata, assieme allirlandese e al maltese.

Dal punto di vista economico lIslanda presenta un PIL pro-capite a parità di potere dacquisto superiore alla media europea.