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ⓘ Moldavia, regione storica. La Moldavia è una regione storica dellEuropa orientale, abitata nellantichità dai Daci e poi conquistata dai diversi popoli germanici ..




Moldavia (regione storica)
                                     

ⓘ Moldavia (regione storica)

La Moldavia è una regione storica dellEuropa orientale, abitata nellantichità dai Daci e poi conquistata dai diversi popoli germanici e slavi.

Il nome Moldavia deriva dalomonimo fiume della Romania. Letimologia non è certa, ma si crede che derivi dalle parole dace "molta" molte e "dava" città. Unaltra variante presuppone il nome di questo fiume come originario da quello di un nobile di Maramureș.

                                     

1. La Moldavia storica

I confini della provincia medioevale della Moldavia, detta anche Moldavia Storica, sono:

  • fiume Nistro a est;
  • Monti Carpazi a ovest con la Transilvania;
  • fiume Siret e fiume Milcov a sud ovest con la Valacchia.
  • fiume Nistro a nord con la Ucraina;
  • Mar Nero a sud est;

La Moldavia storica fu divisa in più zone:

  • Bessarabia Basarabia - la parte orientale della Moldavia Storica, il territorio tra il fiume Prut e il fiume Nistro.
  • Bucovina - la parte nord-ovest della storica provincia medioevale.
  • Principato di Moldavia - la parte ovest della storica provincia medioevale;

La Bessarabia a sua volta è stata suddivisa in:

  • Bessarabia Storica o Bessarabia Vecchia Budjak, la pianura a nord del Mar Nero.
  • Repubblica di Moldavia

Attualmente il territorio originario della Moldavia Storica è diviso tra Romania, Repubblica Moldava e Ucraina.

                                     

2. Storia antica

Le origini latine della Moldavia si sviluppano durante il periodo delloccupazione romana della Dacia provincia romana che includeva anche parte dei territori delle attuali Romania, Bulgaria e Serbia, negli anni 105-270 dopo Cristo, quando si è formata una nuova cultura sulla base dellassimilazione delle popolazioni locali da parte dei colonizzatori romani. Dopo che lImpero Romano si ritirò dalla zona, mentre le sue truppe abbandonarono la regione nel 271 dopo Cristo, un numero di popoli migratori attraversò questa zona, manifestando violenza: Unni, Ostrogoti, Gepidi, Avari e Slavi, i Bulgari, i Magiari, i Peceneghi, i Cumani. LOrda dOro Mongoli stazionarono temporaneamente in zona. Già dal secolo X, lUngheria cercò destendere la sua influenza in questa zona e creò fortificazioni nella Moldavia, nelle vicinanze del fiume Siret nellattuale Romania.

                                     

3. Storia medioevale: il principato

Una leggenda sostiene che un voivoda romeno chiamato Dragoș, dalla Transilvania attraversò i Carpazi e si stabilì con altri transilvani nella pianura tra le montagne e il Mar Nero.

La Moldavia divenne un principato indipendente nel 1359 con il voivoda Bogdan I che proveniva dalla Transilvania e che dichiarò lindipendenza dagli Angioini, che governavano il Regno di Ungheria, diventando il primo reggente della Moldavia 1359-1365. Inizialmente denominato Bogdania, il principato, che si estendeva dai Monti Carpazi al fiume Dnestr, fu poi denominato Moldavia, prendendo il nome dal fiume Moldava nellattuale Romania.

I rimanenti nobili romeni in Transilvania alla fine furono obbligati ad adottare la lingua e la cultura ungherese. I servi della gleba transilvani, però, continuarono a parlare romeno e si aggrapparono allortodossia, pur essendo impotenti a resistere alla dominazione ungherese. Il Principato si espanse progressivamente sotto Roman I e i suoi successori; sotto Ștefan cel Mare Stefano il Grande 1457-1504, il più conosciuto principe moldavo, arrivò a formare un vasto dominio che comprendeva il territorio tra i Carpazi a ovest, il fiume Nistro a est, il Mar Nero a sud, e la Bucovina a nord.

Stefano spronò i contadini della Moldavia organizzando unarmata di 55.000 uomini, e respinse un attacco da parte delle forze del re ungherese Mattia Corvino in un azzardato assalto notturno. Insieme ad unarmata di nobili e piccoli proprietari lottò contro i Polacchi e i Tatari. Larmata di Stefano invase poi la Valacchia nel 1471 e sconfisse i Turchi, anche se questi contrattaccarono nel 1473 e 1474. Dopo queste battaglie, Stefano implorò papa Sisto IV di formare unalleanza cristiana contro i Turchi. Il Papa rispose con una lettera in cui nominava Stefano "Atleta di Cristo", ma non badò alla chiamata di Stefano per unalleanza cristiana.

Negli ultimi decenni del regno di Stefano, i Turchi incrementarono la pressione sulla Moldavia. Catturarono dei porti strategici sul Mar Nero nel 1484 e bruciarono la capitale moldava, Suceava, nel 1485. Fu questa una delle sole due battaglie maggiori che Stefano perse, sulle 36 che condusse. Stefano riguadagnò una vittoria nel 1486, ma in seguito limitò i suoi sforzi ad assicurare lindipendenza della Moldavia nello scenario diplomatico. Frustrato dai vani tentativi di unire lOccidente contro i Turchi, Stefano, sul letto di morte, a quanto pare disse a suo figlio di sottomettersi ai Turchi se questi avessero offerto una sovranità degna di onore. Alla fine del suo principato, comunque, lindipendenza della Moldavia era per il momento assicurata, dal momento che loro moldavo non era più diretto a Istanbul come tributo.

Guerre di successione indebolirono la Moldavia dopo la sua morte, e sotto signori deboli che nominavano nobili alla guida dellesercito e che non investivano le loro risorse economiche, la Moldavia decadde e si impoverì. In queste condizioni, la Moldavia cadde sotto linfluenza del potere ottomano nel periodo che intercorre tra la morte di Ștefan cel Mare avvenuta nel 1504 e il 1512, divenendo uno stato tributario dellImpero Ottomano per gran parte dei seguenti 300 anni. Non potendo sempre far arrivare i pagamenti del tributo richiesti dallImpero Ottomano, né tantomeno difendere i propri interessi locali, intervenendo nella scelta dei prìncipi di Moldavia dal momento che non sempre era possibile corrompere le autorità ottomane per influenzarle nelle loro nomine, il popolo moldavo dovette alternativamente soffrire anche numerose invasioni dirette da parte degli stessi Turchi, dei Tatari, e dei Russi.

Nel XVII secolo i tre stati romeni di Moldavia, Transilvania e Valacchia si unirono, per un breve periodo, sotto il principe di Valacchia, Michele il Bravo, che aveva congiunto le proprie forze con quelle dei potenti principi della Moldavia e della Transilvania per combattere i Turchi. Lunità durò però solamente un anno.

Nel 1775 la parte settentrionale della Moldavia, la Bucovina, venne annessa allimpero austriaco.



                                     

4. Lespansione russa

LImpero russo a partire dal 1769 occupò ripetutamente il territorio compreso tra i fiumi Prut e Nistro. Nel 1792, in base al trattato di Iași, lImpero ottomano fu forzato a cedere allImpero Russo i territori che prima aveva detenuto nella regione oggi chiamata Transnistria.

Lespansione russa continuò quando la Bessarabia regione che derivava il suo nome da quello del suo fondatore Basarab I fu annessa e più tardi incorporata nellImpero Russo, dopo la battaglia russo-turca del 1806, conclusasi con il Trattato di Bucarest del 1812.

Dopo la guerra russo-turca del 1828-29, il dominio ottomano sui principati terminò definitivamente.

Dopo la sconfitta dei Russi nella Guerra di Crimea 1853-1856, il Trattato di Parigi stipulò che la Moldavia e la Valacchia fossero poste sotto la garanzia collettiva delle sette potenze straniere che avevano vinto la Guerra, che poi, firmando il trattato di reincorporazione della Bessarabia Meridionale nella Moldavia, ponevano fine al possesso russo sulle regioni della Bessarabia Meridionale di Izmail, Bolhrad, e Cahul.

                                     

5. Il regno di Romania

Nel 1859 lo stato moldavo Principato di Moldavia e la Valacchia si unirono, in seguito alla comune elezione di un solo signore per entrambi i principati, precedentemente separati, nella persona di Alessandro Giovanni Cusa Alexandru Ioan Cuza, erigendo in questo modo una pietra miliare nella formazione del moderno stato di Romania, che infatti anche grazie a questo evento poté divenire un unico Regno di Romania a partire dal 1862. Con il Trattato di Berlino del 1878, il governo romeno fu però costretto a cedere di nuovo la Bessarabia Meridionale allImpero Russo.

                                     

6. Gli inizi del periodo sovietico

Dopo che la Rivoluzione russa del 1917 e la Dichiarazione dei Diritti dei Popoli presenti nel territorio russo da parte del presidente statunitense Wilson ebbero incoraggiato diverse identità nazionali esistenti nel territorio dellImpero Russo a rivendicare la propria sovranità, una parte della Moldavia che fino a quel momento era stata sotto il dominio russo corrispondente alla regione della Bessarabia si autoproclamò repubblica indipendente di Moldavia il 2 dicembre 1917. In seguito alla richiesta di aiuto da parte del "Consiglio nazionale", cioè della nuova amministrazione di tale repubblica, il 13 dicembre le truppe della Romania vi entrarono, presidiandola e scongiurando così il pericolo di un ritorno delle forze russe. Il 27 marzo 1918 la popolazione di questo territorio accettò con il proprio voto lannessione alla Romania, formalizzata anche nel Trattato di Parigi che poneva fine alla Prima guerra mondiale.

Cionondimeno, dopo la creazione dellUnione Sovietica nel dicembre 1922, il governo sovietico creò, allinterno della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, una Regione Autonoma Moldava nel territorio situato a est del fiume Nistro, che, a differenza dei territori acquisiti dalla Romania, era rimasto sotto il controllo comunista. La capitale fu fissata a Balta, una città dellattuale Ucraina. Sette mesi più tardi, la regione autonoma divenne Repubblica Autonoma Socialista Sovietica Moldava, separandosi dalla Repubblica Ucraina e divenendo direttamente, al pari di questa, una delle repubbliche costitutive dellUnione Sovietica. La popolazione di questa nuova repubblica era composta solo per circa un terzo da etnia romena: nel territorio della repubblica autonoma infatti, erano stati compresi territori con prevalente popolazione slava, con il deliberato scopo di rendere la popolazione moldavo/rumena una minoranza allinterno della repubblica e di poterla quindi controllare più facilmente. La capitale della repubblica restò a Balta per alcuni anni, poi, nel 1929, fu spostata a Tiraspol.



                                     

7. La Seconda Guerra Mondiale

Come risultato di un protocollo segretamente allegato al patto Molotov-Ribbentrop, accordo di non aggressione fra la Germania e lUnione Sovietica, del 1939, la Romania subì mutilazioni territoriali. Parte del territorio moldavo facente parte dellest della Romania fu occupato dai Sovietici quando, nel giugno 1940, con il consenso della Germania, lUnione Sovietica, dopo aver dato un ultimatum alla Romania, si annesse sia la Bessarabia sia la Bucovina settentrionale, questultima non contemplata nel patto Molotov-Ribbentrop. Durante lavanzata, larmata rossa occupò anche il territorio di Hertza, non menzionato nellultimatum. Il 2 agosto 1940, il governo sovietico proclamava la Repubblica Socialista Sovietica Moldava da cui spariva quindi laggettivo "Autonoma", spostandone la capitale da Tiraspol a Chisinau Kisinev, in russo, unendo così parte della Bessarabia, sottratta alla Romania, alla Repubblica Moldava già precedentemente costituita allinterno dellUnione Sovietica. Gli altri territori sottratti dallUnione Sovietica alla Romania erano invece uniti alla RSS Ucraina. La Bessarabia veniva così nuovamente divisa fra Moldavia e Ucraina, gravemente così sacrificando la sua integrità economica e storica. Le regioni meridionali le punte di accesso al Mar Nero dal delta del Danubio città di Ismail e lestuario del Nistro città di Cetatea Alba; Belgorod in russo furono infatti cedute allUcraina, togliendo alla Moldavia laccesso al mare.

Nel 1940-41 il generale Ion Antonescu prese il potere in Romania. La Romania entrò nella seconda guerra mondiale nel giugno 1941, quando truppe tedesche e romene invasero lUnione Sovietica. Il governo di Berlino riconsegnò allora alla Romania, sua alleata, non solo i territori che le erano stati sottratti dallURSS Bessarabia e Bucovina settentrionale, ma anche il territorio tra i fiumi Nistro e Bug Meridionale già Repubblica Sovietica Moldava dove era presente una consistente minoranza etnica romena, che la Romania denominò e amministrò da quel momento sotto il nome di Transnistria. Questo assetto rimase in vigore fino allagosto 1944, quando le truppe sovietiche riconquistarono la Transnistria, la Bessarabia e la Bucovina settentrionale. Il trattato di pace stipulato nel 1947 assegnò definitivamente la Bessarabia, la Bucovina settentrionale allUnione Sovietica, che le ripartiva tra le sue repubbliche di Moldavia e Ucraina e che imponeva nuovamente i nomi russi a tutte le località.

                                     

8. Il ristabilimento della dominazione sovietica dopo la guerra

Il territorio che venne a costituire la Repubblica Socialista Sovietica Moldava allinterno dellUnione Sovietica dopo la seconda guerra mondiale soffrì una brutale politica di cancellazione dellidentità romena, attraverso massacri e la deportazione forzata in Siberia di quasi un milione di persone innocenti, nel tentativo di modificare la composizione etnica della popolazione locale. La polizia segreta combatteva contro i gruppi nazionalisti locali, mentre al posto della lingua romena veniva imposta una lingua appositamente ribattezzata come "lingua moldava", e che consisteva nella traslitterazione della lingua romena nellalfabeto cirillico, avvicinandola così, almeno graficamente, a quella russa. Le persone di etnia russa o ucraina, al contrario, erano incoraggiate dal governo sovietico a trasferirsi nella Repubblica Moldava e soprattutto nella Transnistria. La politica del governo sovietico, che fece incetta dei prodotti agricoli moldavi a favore della popolazione russa, pur sapendo benissimo che i raccolti di quegli anni fossero appena sufficienti per la sopravvivenza gli stessi Moldavi, condusse alla carestia, aggravatasi ancora di più nel catastrofico biennio di siccità del 1945-1947. Le cariche pubbliche, accademiche e allinterno del partito comunista erano riservate ai gruppi etnici non romeni nel 1946 solo il 14% dei leader politici della Repubblica Socialista Sovietica Moldava erano di etnia romena.

Fu praticata la pulizia etnica perfino nei confronti degli intellettuali comunisti romeni che, anche per ragioni ideologiche, avevano deciso di restare in Moldavia dopo la fine della guerra, come del resto nei confronti di tutto ciò che avesse a che fare con la Romania.

Limposizione di queste politiche nel ristabilimento del dominio sovietico rappresentarono a loro volta la principale causa del risentimento della popolazione moldava nei confronti delle autorità sovietiche: risentimento che rapidamente iniziò a manifestarsi. Durante il periodo di Leonid Ilič Brežnev come segretario del Partito Comunista Moldavo 1950-1952, una ribellione delletnia romena fu repressa con luccisione e la deportazione di centinaia di persone e con listituzione forzata della collettivizzazione. Con questi metodi Brežnev, allora Primo Segretario del Partito Comunista Moldavo, ebbe un tale successo nella sua repressione del sentimento nazionale moldavo, che, dopo di allora, i Moldavi restarono sottomessi e nascosti per altri tre decenni, fino allarrivo ai vertici dellUnione Sovietica di Michail Sergeevič Gorbačev. Allora, la politica della glasnost e della perestrojka crearono le condizioni di una espressione libera e aperta del sentimento nazionale nella repubblica sovietica moldava, che, come le altre repubbliche della federazione, ebbe la possibilità di adottare riforme.

                                     

9. La crescita dellautodeterminazione

In questo clima più disteso, lattivismo politico aumentò decisamente nella Repubblica Socialista Sovietica Moldava nel 1989. Nel 1989 si formò il Fronte Popolare Moldavo chiamato semplicemente Fronte Popolare, unassociazione di gruppi politici e culturali che arrivò in breve tempo al riconoscimento di interlocutore ufficiale da parte dello stato. Grandi dimostrazioni da parte dei gruppi etnici romeni portarono allistituzione della lingua romena come lingua ufficiale ed alla sostituzione dei vertici del Partito Comunista Moldavo. Tuttavia, crebbe anche unopposizione alla crescente influenza delletnia romena, soprattutto in Transnistria, dove il Movimento Edinstvo-Unitată due parole che vogliono dire rispettivamente "unità" in russo e in romeno si formò a partire dal 1988 a sostegno delle minoranze slave, e nel sud del paese, dove apparve il movimento Popolo Gagauzo, formatosi nel novembre 1989, per rappresentare i Gagauzi, minoranza di lingua turca prevalentemente stanziata nel sud della Moldavia detta appunto Gagauzia.

Le prime elezioni democratiche per la carica di Soviet Supremo della Repubblica Socialista Sovietica Moldava si tennero il 25 febbraio 1990. Il Fronte Popolare ebbe la maggioranza dei voti. Mircea Snegur, un ex-comunista, fu eletto presidente del nuovo Soviet Supremo; nel mese di settembre Snegur divenne anche Presidente della repubblica. Il governo riformista che salì al potere nel maggio 1990 fece molte riforme che furono bene accolte anche dalle minoranze locali, compresa una riforma del nome della repubblica che, in giugno, da Repubblica Socialista Sovietica Moldava si trasformò in Repubblica Socialista Sovietica Moldova cambiando quindi il nome dal nome russo di "Moldavia" a quello romeno di "Moldova", e, soprattutto, nello stesso mese, dichiarando lindipendenza dallUnione Sovietica.

                                     

10. La secessione della Gagauzia e della Transnistria

In agosto i Gagauzi si dichiararono repubblica separatista con il nome di "Repubblica Gagauza" in gagauzo, Gagauz-Yeri, nel sud della Moldavia, con capitale la città di Comrat. In settembre la popolazione situata sulla riva orientale del fiume Nistro dove il gruppo etnico romeno/moldavo aveva solo la maggioranza relativa, ma non quella assoluta come nel resto della repubblica proclamò una "Repubblica Moldava Nistriana" denominata comunemente "Repubblica Nistriana", nella Transnistria, con capitale Tiraspol. Nonostante il Soviet Supremo avesse dichiarato immediatamente queste autoproclamazioni come nulle, in entrambe le nuove "repubbliche" separatiste si tennero delle elezioni. Stepan Topal fu eletto presidente della "Repubblica Gagauza" nel dicembre 1991, mentre, sempre nello stesso mese, Igor Smirnov veniva eletto presidente della "Repubblica Nistriana".

Circa 50.000 volontari moldavi furono armati per mettere in riga la Transnistria, ma furono bloccati con gravi perdite dallintervento della quattordicesima Armata Russa di stanza nella regione. Questo corpo di armata aveva avuto il proprio quartier generale di Chisinau sotto la direzione dellAlto Comando per le Operazioni Militari del Sud-Ovest dellUnione Sovietica fin dal 1956. Si avviarono allora dei negoziati fra i Gagauzi, i pieds noirs russi della Transnistria, e il governo di Chisinau, ma questultimo ben presto se ne ritirò, dichiarando di non essere disposto ad accettare le condizioni preliminari poste dagli interlocutori.

Nel maggio 1991, la Repubblica Socialista Sovietica Moldava cambiò ufficialmente il proprio nome in Repubblica Moldava. Allo stesso modo, il Soviet Supremo veniva trasformato nellattuale Parlamento Moldavo.



                                     

11. Lindipendenza

Al momento del colpo di Stato tenutosi a Mosca nellagosto 1991, i generali del Comando Sovietico del Sud-Ovest cercarono di imporre lo stato di emergenza anche in Moldavia, ma furono preceduti dal governo moldavo, che si alleò con il presidente russo Boris Nikolaevič Elcin. Il 27 agosto 1991, dopo la caduta del governo sovietico golpista di Mosca, la Moldavia dichiarò la propria indipendenza dallUnione Sovietica e cambiò il suo nome in Repubblica Moldava.

In ottobre, la Moldavia cominciò a organizzare le proprie forze armate. LUnione Sovietica si era dissolta improvvisamente, e la Moldavia non aveva avuto fino a quel momento alcuna forza militare indipendente da quelle sovietiche. Ora di forze proprie cera un improvviso bisogno per prevenire lescalation di violenza in atto nella Repubblica Nistriana e in tutta la Moldavia. Le elezioni tenutesi in dicembre a favore di Stepan Topal e di Igor Smirnov come presidenti delle rispettive autoproclamate repubbliche e la dissoluzione ufficiale dellUnione Sovietica verso la fine dellanno portavano infatti alla crescita delle tensioni in Moldavia.

La fiamma della violenza si riaccese nuovamente in Transnistria nel 1992. Un accordo di cessate il fuoco fu negoziato dai presidenti moldavo e russo, Snegur e Elcin, nel mese di luglio. Una linea di demarcazione fra la Moldavia e la Transnistria fu istituita da parte di una forza di pace tripartita composta da forze moldave, russe e transnistriane, mentre Mosca si impegnò a ritirare la propria quattordicesima divisione a partire dal momento in cui venisse stabilito un assetto definitivo per la Transnistria. Una prima bozza di assetto definitivo prevedeva, a grandi linee, uno statuto speciale per la Transnistria allinterno della Repubblica Moldava, con la riserva per la Transnistria di dichiarare la propria indipendenza nel caso in cui il resto della Moldavia dovesse un giorno riunirsi alla Romania.

                                     

12. Dopo lindipendenza

Dopo lindipendenza dallUrss nel 1991, forze russe sono tuttavia rimaste stanziate nel territorio a est del Nistro, per proteggere la popolazione slava, costituita soprattutto da Ucraini, Russi e Bulgari, che si era dichiarata Repubblica di Transnistria, indipendente dal resto della Repubblica Moldava.

Nuove elezioni parlamentari furono tenute in Moldavia il 27 febbraio 1994. Nonostante queste elezioni siano state descritte dagli osservatori internazionali come libere e corrette, le autorità di Transnistria si sforzarono per scoraggiare la partecipazione al voto nel territorio da loro controllato ed impedirono il conteggio dei voti nella loro regione: in tutta la parte a Est del Nistro, infatti, poterono essere conteggiati solo 7500 voti.

Nel nuovo Parlamento di Moldavia, come scaturito da tali elezioni, la maggioranza dei rappresentanti spettava al Partito Agrario di Moldavia, che, tuttavia, non si discostò molto dalla linea nazionalista tenuta in precedenza dal Fronte Popolare, che aveva avuto la maggioranza nel Parlamento precedente: furono comunque adottate alcune leggi riformatrici e si produssero alcuni cambiamenti. Il Presidente Snegur firmò un Partenariato di Pace con lOrganizzazione del Trattato del Nord Atlantico NATO nel marzo 1994, e in Aprile il Parlamento approvò liscrizione della Moldavia come stato membro della Comunità di Stati Indipendenti CSI, Organizzazione Internazionale degli Stati ex membri dellUnione Sovietica. Il 28 luglio, il Parlamento ratificò la nuova Costituzione, che entrò in vigore il 27 agosto 1994, e che prevedeva una sostanziale autonomia per Transnistria e Gagauzia.

La Russia e la Moldavia hanno firmato nellOttobre 1994 un trattato che prevede il ritiro delle truppe russe dalla Transnistria, ma il governo russo si è poi rifiutato di ratificare il trattato. Così laccordo di cessate il fuoco era ancora in vigore allinizio dellanno 1995, quando, in seguito al fallimento di ulteriori negoziati, che avevano avuto anche la mediazione della Conferenza sulla sicurezza e sulla cooperazione in Europa CSCE e delle Nazioni Unite ONU, le speranze di poter smorzare la tensione e di poter arrivare al ritiro dellesercito russo in un tempo ragionevole scesero ad un livello molto basso.

In marzo e aprile 1995, alcuni studenti delle scuole e delle università moldave iniziarono una serie di scioperi e di dimostrazioni a Chișinău per protestare contro le politiche del governo riguardanti la cultura e leducazione. Agli studenti si sono aggiunti molti rappresentanti del mondo intellettuale e più tardi anche dei lavoratori e dei pensionati, che protestavano contro il governo per motivi economici. Il problema, anche emozionale, che veniva posto a bandiera della discussione riguardava la scelta della lingua nazionale: se cioè dovesse chiamarsi "moldava", come era denominata nella Costituzione approvata nel 1994, o "romena", così come aveva suggerito la maggioranza degli esperti linguistici, secondo i quali le differenze fra la lingua della Moldavia e quella della Romania sono da considerarsi quasi inesistenti.

Nel suo discorso del 27 aprile di fronte al Parlamento, il Presidente Snegur chiese ai Parlamentari di emendare la Costituzione e di cambiare il nome della lingua nazionale in "romena". La decisione finale fu presa dal Governo verso la fine di autunno a causa dellarticolo costituzione che stipula che, tra una modifica della Costituzione e la successiva, devono passare almeno 6 mesi. Le dimostrazioni studentesche terminarono soltanto il 6 settembre.

Nonostante fossero passati già più di 10 anni dalla dichiarazione di indipendenza e dalla fine della propaganda razzista sovietica antiromena, i suoi effetti erano ancora presenti fra molte persone di origine romena che ancora si vergognavano di questa loro provenienza.