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ⓘ Berengario Raimondo I di Barcellona. Berengario Raimondo, detto lo Storpio, Bérenger Raimond in francese, Berenguer Ramon in catalano, Berenguer Remón in aragon ..




Berengario Raimondo I di Barcellona
                                     

ⓘ Berengario Raimondo I di Barcellona

Berengario Raimondo, detto lo Storpio, Bérenger Raimond in francese, Berenguer Ramon in catalano, Berenguer Remón in aragonese e Berenguer Raimundo in portoghese e in galiziano. Berengarius Raimundus in latino, fu conte di Barcellona, Girona e Osona.

Il soprannome lo Storpio El Corbat non si trova in nessuna fonte primaria, è riferito solo nella Crónica de San Juan de la Peña, scritta circa trecento cinquanta anni dopo al periodo in cui, Berengario Raimondo di Barcellona è vissuto, per cui non si ha certezza della sua deformità.

                                     

1. Origine

Come ci conferma la Crónica de San Juan de la Peña, era il figlio maschio primogenito del conte di Barcellona, Girona, Osona, Borrell II e della moglie, Ermesinda di Carcassonne, che secondo il documento XIV della España sagrada. Tomo XXIX. Appendice era la figlia ultimogenita del conte di Carcassonne, Ruggero di Comminges il Vecchio 930/40-dopo laprile 1011 e di Adelaide di Gevaudan, identificata con Adelaide di Melgueil 953-ca. 1011 figlia di Bernardo Conte di Melgueil e della moglie Sénégonde di Rouergue o Adelaide di Rouergue 949-dopo il 1011, figlia di Baldovino di Pons e di una contessa di Rouergue. Raimondo Borrell di Barcellona, come ci conferma l Ex Gestis Comitum Barcinonensium, era il figlio maschio primogenito del conte di Barcellona, Girona, Osona ed Urgell, Borrell II e di Letgarda di Tolosa ca. 950- ca. 985, figlia del conte di Nîmes, dAlbì e di Tolosa e duca di Settimania, Raimondo III † 978 e Guindinilde, di cui non si conoscono gli ascendenti.

                                     

2. Biografia

Secondo la Cronaca piniatense, Berengario Raimondo nacque prima del 1000, infatti, quando morì aveva circa 40 anni; ma ciò non è possibile, in quanto alla morte del padre, nel 1017, gli successe sotto la reggenza della madre sino al 1020.

Nel 1016, secondo lo storico medievalista spagnolo Justo Pérez de Urbel, fu combinato il fidanzamento tra Berengario Raimondo e la contessina di Castiglia, Sancha.

Suo padre, Raimondo Borrell, morì, nel 1017, sia secondo gli Annales Barcinonenses, che secondo il Chronicon alterum Rivipullense, Apendice al Viage Literario a las Iglesias de Espana, Tome V, il giorno 25 febbraio, secondo lAppendice della España sagrada, Tomo XLIII, che però lattribuisce allanno prima 1016 e Berengario Raimondo gli successe nei titoli di conte di Barcellona, Girona e Osona, sotto la reggenza della madre, Ermesinda. Berengario Raimondo, assieme alla madre, Ermesinda, fece due donazioni in suffragio dellanima del padre; una, secondo il documento nº 6 della Colleció diplomàtica de Sant Daniel de Girona 924-1300, datato 1018, la seconda, secondo il documento XIV della España sagrada. Tomo XXIX. Appendice redatto il 2 settembre 1019 era la figlia ultimogenita del conte di Carcassonne, Ruggero di Comm.

Nel 1021, sempre secondo Fray Justo Pérez de Urbel y Santiago, a Saragozza, fu celebrato il matrimonio tra Berengario Raimondo e Sancha Sánchez di Castiglia 1006 – 1026, figlia del conte di Castiglia, Sancho Garcés e della moglie, Urraca Gomez. Lo storico catalano Pròsper de Bofarull i Mascaró sostiene che, prima di sposare Sancha Sánchez di Castiglia, Berengario Raimondo, verso il 1018, avesse sposato Sancha di Guascogna, presunta figlia del duca di Guascogna, Sancho VI, ma nessun documento primario lo prova.

Anche dopo aver raggiunto la maggiore età, Berengario Raimondo continuò a governare sotto tutela della madre almeno sino al 1023 o 1024, e anche successivamente la madre rimase la sua principale guida e consigliera, anche se non condivideva la propensione per la guerra di conquista sostenuta dalla madre e da molti suoi vassalli. Fu senza dubbio un uomo di pace che cercò larmonia con tutti i suoi vicini: da giovane accettò la sovranità del re di Navarra, Sancho III Garcés il Grande, ottenne la sottomissione del conte di Urgell, Ermengol, ristabilì la concordia col conte di Empúries, Ugo I, ed allacciò eccellenti relazioni coi conti di Besalú, Guglielmo I e di Cerdagna, Goffredo II. Intraprese diversi viaggi a Saragozza ed in Navarra, per coordinarsi meglio con il suo protettore, Sancho III Garcés il Grande. Tenne buoni rapporti anche col conte di Tolosa, Alfonso Giordano.

In quel periodo, Berengario Raimondo concesse il privilegio di Cardona; inoltre un suo decreto del 1025 liberava i proprietari di terre di qualsiasi vincolo giurisdizionale ad eccezione del pagamento delle imposte.

Rimasto vedovo, nel 1026, secondo le Europäische Stammtafeln, vol II, 58 non consultate, lanno dopo, si sposò, per la seconda o terza volta, con la figlia del Signore di Lluça e Villanova, Sunifredo II e di sua moglie, Ermesinda di Balsareny, Guilla o Guisla de Lluça. I due coniugi, nel 1028 fecero una donazione alla cattedrale di Barcellona, come attestato dal Cartulario Sanctæ Eulaliæ Barcinonensis.

Infine ebbe buone relazioni coi Papi Benedetto VIII 1012-1024, Giovanni XIX 1024-1032 e Benedetto IX 1033-1048. Il suo principale consigliere, oltre alla madre, fu il vescovo ed abate Oliva, vescovo di Elnee Vic, col cui aiuto, riuscì a mantenere buoni rapporti con la nobiltà, stipulando la Tregua di Dio, per due volte, nel 1027 e nel 1033; infatti, durante il suo regno, il potere centrale esercitato dal conte si era ridotto di fronte alle richieste dei feudatari, che vedevano nella guerra il modo migliore di conquistarsi gloria e ricchezze, per cui, in contrasto con la sua politica di pace di Berengario Raimondo nei confronti dei Mori, i suoi vassalli avevano compiuto azioni militari isolate, al di fuori del controllo del conte. Inutilmente la madre gli aveva suggerito di assecondare le richieste della nobiltà.

Poco prima di morire, nel febbraio 1035, Berengario Raimondo I redasse un testamento in cui ricordò tre figli maschi, la moglie e la madre e, col quale, divise il suo dominio in tre parti:

  • a Guglielmo, unitamente alla moglie Guisla, la contea di Osona, che passò poi al figlio maggiore Raimondo Berengario, nel 1054, dopo che Guisla si era risposata e aveva dovuto rinunciare alla contea a favore del figlio Guglielmo, il quale a sua volta poi rinunciò a favore del fratellastro.
  • a Raimondo Berengario andarono le contee di Barcellona e di Gerona fino al fiume Llobregat;
  • a Sancho, detto Sancho dOlèrdola una parte delle contee di Barcellona e di Gerona tra il fiume Llobregat ed il confine con al-Andalus, denominata contea di Penedès, con capitale la cittadina di Olèrdola;

Berengario Raimondo I morì nel mese di maggio del 1035, come ci confermano gli Annales Barcinonenses e secondo la Crónica de San Juan de la Peña, fu inumato nel Monastero di Santa Maria di Ripoll. Guisla de Lluça, rimasta vedova, nel 1054, sposò, in seconde nozze, il visconte di Barcellona, Udalardo II, come ci viene confermato da un documento del figlio Guglielmo, come ci riferisce Pròsper de Bofarull i Mascaró.

                                     

3. Discendenza

Berengario Raimondo I e Sancha ebbero due figli:

  • Sancho detto Sancho dOlèrdola ca.1025-dopo il 6 marzo 1058 conte di Penedès, con capitale la cittadina di Olèrdola, dal 1035 al 1049; rinunciato alla contea, nel 1050, si fece monaco a Saint-Pons-de-Thomières, nel Conflent, venne nominato nel testamento della nonna Ermesinda, del 6 marzo 1058.
  • Raimondo Berengario1023-1076 conte di Barcellona e di Gerona fino al fiume Llobregat;

Berengario Raimondo I e Guisla ebbero tre figli:

  • Sibilla di Barcellona ca. 1035-dopo il 6 luglio 1074, che, nel 1056, sposò Enrico di Borgogna 1035 - ca. 1074, figlio del duca di Borgogna Roberto I; uno dei loro figli fu Enrico 1066-1112 che divenne un vassallo del re di Castiglia, Alfonso VI e signore feudale della contea del Portogallo sposando, nel 1093, la figlia illegittima di Alfonso VI, Teresa di León. Il figlio di Enrico e Teresa fu Alfonso Henriques, primo re di Portogallo.
  • Bernardo Berengario di Barcellona ca. 1035-dopo il 6 marzo 1058, che non fu nominato nel testamento del padre, o perché nato dopo il testamento o addirittura nato postumo; venne invece nominato nel testamento della nonna Ermesinda, del 6 marzo 1058
  • Guglielmo I Berengario ca. 1029-dopo il 6 marzo 1058, conte dOsona, assieme alla madre Gisela; quando la madre si risposò, Guglielmo rinunciò alla contea. Venne nominato nel testamento della nonna Ermesinda, del 6 marzo 1058