Топ-100
Indietro

ⓘ Rivoluzioni del 1848 nellImpero austriaco. Le rivoluzioni del 1848 nellImpero austriaco furono una serie di rivolte popolari che si verificarono dal marzo 1848 ..




                                     

ⓘ Rivoluzioni del 1848 nellImpero austriaco

Le rivoluzioni del 1848 nellImpero austriaco furono una serie di rivolte popolari che si verificarono dal marzo 1848 al novembre 1849.

Gran parte dellattività rivoluzionaria aveva un carattere nazionalista: lImpero, governato da Vienna, comprendeva tedeschi, ungheresi, sloveni, polacchi, cechi, slovacchi, ruteni, rumeni, croati, italiani e serbi; tutti i popoli hanno tentato nel corso della rivoluzione di ottenere autonomia, indipendenza o addirittura egemonia su altre nazionalità.

Oltre alle correnti nazionaliste, anche quelle liberali e socialiste si opposero al conservatorismo di lunga data dellImpero austriaco.

                                     

1. Storia

Era il 1848: il giovane Francesco Giuseppe assisteva nel teatro di Vienna a una divertente commedia quando il resto del paese soffriva la fame a causa della scarsa annata e economicamente per il crollo della borsa e per il disordine economico nel quale riversava. Ciò fece crescere negli animi dei colti ceti della società dei risentimenti peraltro già presenti nellopinione pubblica verso lincapacità del rachitico Imperatore Ferdinando I dAustria e soprattutto del Cancelliere Klemens von Metternich, il quale si proponeva come leader dellantinazionalismo.

Le varie nazionalità dellImpero austriaco, "volevano" acquisire la piena indipendenza quando fosse stato possibile dallo stato sovranazionale messo in piedi dagli Asburgo; questo sentimento era onnipresente soprattutto in Ungheria, percorsa da un acceso sentimento nazionalistico, e in Italia, dove gli austriaci erano visti come invasori.

In tutto il Lombardo-Veneto scoppiarono rivolte, che facevano pensare a una vera e propria rivoluzione, queste erano appoggiate dal Regno di Sardegna che scese poi in campo aperto contro gli austriaci. I territori italiani in mano agli austriaci erano sotto il controllo del feldmaresciallo Josef Radetzky, un veterano delle guerre contro i turchi e di quelle napoleoniche; questi era comandante supremo delle armate austriache nel Regno Lombardo-Veneto e dopo molti scontri con i rivoltosi e con i piemontesi riuscì a riprendere possesso di Milano, e di tutto il Veneto nel quale si proclamò indipendente la Repubblica di San Marco.

A Vienna invece una folla di studenti universitari protestarono chiedendo un governo più liberale, la cacciata di Metternich dalla Cancelleria imperiale e una costituzione, questi si accalcarono intorno alla statua equestre di Giuseppe II e da lì circondarono lHofburg, il Palazzo imperiale, ponendolo sotto un vero e proprio assedio. La famiglia reale insieme allImperatore Ferdinando fuggì a Innsbruck, lasciando tutto in mano allesercito, che dapprima tentò di placare i rivoltosi e poi dopo le prime rappresaglie dei radicali fuggì in parte dalla città, e in parte si ammutinò. Scoppiarono rivolte anche a Praga ma data la disorganizzazione dei rivoltosi, vennero presto soffocate dallancora fedele esercito boemo.

Vista la determinazione dei ribelli, venne affidato il compito di sopprimere la rivolta a Vienna al Generale, poi Feldmaresciallo Windisch-Graetz, assieme a lui marciò verso la capitale asburgica anche il bano di Croazia Jellacic con 40.000 uomini. Nella città intanto veniva dato fuoco agli edifici che simboleggiavano il potere imperiale e soprattutto agli uffici degli usurai, venne anche linciato e impiccato a un lampione il ministro della guerra Theodor Franz Baillet-Latour. Nel 1849 la città venne messa sotto assedio e i circa 200 cannoni aprirono il fuoco contro Vienna, una volta aperta una breccia nelle difese dei ribelli, lesercito imperiale riuscì facilmente a sbaragliare i rimanenti uomini che si erano arroccati dietro le barricate costruite dagli stessi ribelli durante loccupazione della città.

Intanto la famiglia reale si spostò da Innsbruck in Boemia dove venne radunata una Camera dei Primi ministri, presieduta dal Cancelliere Felix von Schwarzenberg, che aveva il compito di creare una costituzione. Quando questa venne ufficializzata su tutte le terre asburgiche nello stesso 1849, in Ungheria venne proclamata lindipendenza sotto la guida di Kossuth, poiché la Costituzione privava i nobili ungheresi e soprattutto lUngheria in sé dei suoi antichi privilegi rimasti intatti dal medioevo, facendola diventare una semplice regione dellImpero austriaco. La guida dellesercito venne tolta a Windisch-Graetz e venne affidata al generale Wesel, che assieme a Jellacic marciò su Pest, subendo però gravi sconfitte, che portarono le forze imperiali in svantaggio.

LAustria però come membro della Santa Alleanza, poteva chiedere aiuto a Russia e Prussia, poiché la Prussia era anchessa impegnata a sopprimere ribellioni in Sassonia e nel Baden, il neo-Imperatore Francesco Giuseppe incoronato in seguito allabdicazione dello zio Ferdinando, che a causa della sua grave malattia venne costretto a cedere il trono chiese aiuto allo Zar di tutte le Russie, Nicola I, che volendo far capire allAustria la superiorità dellesercito russo, accettò di avanzare verso la sponda sinistra del Danubio, annientando ben presto lesigua resistenza dei quasi 40.000 uomini dellesercito magiaro. Lesercito russo riuscì assieme agli austriaci che avanzavano da Ovest a sconfiggere lUngheria facendola diventare una semplice regione dellImpero austriaco, ristabilendo così lantica pace perduta del periodo Biedermeier.