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ⓘ Emma Goldman fu unanarchica, femminista, saggista e filosofa statunitense di origine russo-lituana, che svolse un importante compito nella diffusione del pensie ..




Emma Goldman
                                     

ⓘ Emma Goldman

Emma Goldman fu unanarchica, femminista, saggista e filosofa statunitense di origine russo-lituana, che svolse un importante compito nella diffusione del pensiero anarchico classico in Europa e Nordamerica. Subì diversi arresti negli Stati Uniti dAmerica, i più clamorosi dei quali per diffondere informazioni sulle modalità di controllo delle nascite. Costretta a lasciare gli Stati Uniti dAmerica perché sotto minaccia di deportazione, visse in seguito tra Francia e Canada, Paese in cui trascorse gli ultimi anni.

                                     

1. Biografia

Nata nella provincia russa di Kovno ora Kaunas, Lituania e trasferitasi poi ancora fanciulla con la famiglia di origine ebraica a San Pietroburgo, Emma conobbe uninfanzia difficile. Lambiente familiare era dominato dalla figura autoritaria e conformista del padre, mentre il contesto sociale era caratterizzato da una latente ostilità nei confronti degli ebrei. A soli quindici anni emigrò negli Stati Uniti dAmerica dove, piena di entusiasmo ed alla ricerca di se stessa, ebbe occasione di interessarsi tramite la stampa alle vicende giudiziarie seguite agli incidenti avvenuti a Chicago 4 maggio 1886 fra lavoratori in sciopero e polizia. Infatti, in seguito alla morte di alcuni poliziotti, erano stati arrestati cinque esponenti anarchici, particolarmente noti e combattivi, con levidente scopo di colpire il movimento di emancipazione dei lavoratori. Emma Goldman fu sconvolta dalla tragica fine dei cinque rivoluzionari che furono impiccati nella piazza di Haymarket 11 novembre 1887. Lepisodio fu una della più indegne montature giudiziarie di quel periodo negli Stati Uniti. Emma sentì crescere in lei lammirazione per quegli uomini, per il loro comportamento coerente e fiero, per le loro idee. Le loro idee divennero le sue.

Entrò in contatto dapprima con Johann Most, un anarchico tedesco che curava la pubblicazione del periodico Freiheit Libertà. Fu lui a scoprirne labilità oratoria e a spingerla a tenere le sue prime conferenze in russo ed in tedesco. In quel periodo Emma incontrò quellAlexander Berkman o Sasha, come lei amava spesso chiamare che le fu compagno di lotta e damore per molti anni.

Nel 1892 Henry Clay Frick, padrone di alcune fabbriche siderurgiche a Homestead Pennsylvania, senza riconoscere alcun sindacato od organizzazione del lavoro, minacciò il licenziamento di diversi operai e dichiarò il suo potere decisionale sui salari. Persino la stampa conservatrice lamentò i suoi metodi drastici e arbitrari. Durante uno sciopero numerosi lavoratori, tra cui un ragazzino, furono uccisi da crumiri armati fino ai denti, protetti dalle guardie di Pinkerton e guidati da Frick. Goldman e Berkman decisero di vendicare la morte di quegli operai. Emma procurò la pistola e discusse con il suo compagno lazione. Il 23 luglio di quello stesso anno Alexander Berkman entrò nellufficio di Frick e gli sparò a bruciapelo. Non riuscì però ad ucciderlo e Frick rimase gravemente ferito. Il ventunenne attentatore anarchico fu arrestato, processato e condannato. Le reazioni del movimento anarchico negli Stati Uniti di fronte allattentato di Berkman furono contrastanti. Ci fu chi addirittura arrivò a rifiutare solidarietà politica a Berkman. Fra questi Johann Most. Emma Goldman sempre decisa nel suo comportamento, troncò i rapporti con lui ed il suo gruppo.

Emma Goldman divenne da allora oggetto delle pericolose attenzioni della polizia, a causa della sua instancabile attività come oratrice e come conferenziera, chiamata ora in uno Stato ora in un altro a sostenere scioperi, ad informare sul sistema capitalistico, a diffondere i suoi ideali. Collaborò anche con riviste anarchiche. Nel 1894 fu condannata ad un anno di carcere sotto laccusa di aver "incitato alla sovversione" un gruppo di disoccupati nel corso di un comizio. Da allora in poi anche la stampa cominciò ad occuparsi regolarmente di lei, delle sue attività, delle sue vicissitudini giudiziarie le fu applicato il soprannome di Red Emma.

È impossibile anche solo dare unidea della vitalità mostrata da questa rivoluzionaria giovane, entusiasta e, a detta di chi la conobbe, affascinante. Tutti i principali centri degli Stati Uniti e del Canada la ebbero veemente oratrice: teatri stracolmi di gente a Boston, a New York, a Montréal, così come ovunque la chiamassero gruppi di lavoratori in lotta. La polizia le impedì più di una volta di parlare, altre volte irruppe nella sala interrompendo il suo discorso e cercando di disperdere i partecipanti. I padroni dei teatri furono diffidati dal concedere i locali in occasione delle sue conferenze.

Nel 1906 Emma Goldman insieme con Alexander Berkman, appena uscito di galera, iniziò la pubblicazione del giornale anarchico Mother Earth Madre Terra. Lanno successivo partecipò al Congresso Internazionale Anarchico tenutosi ad Amsterdam ed in quelloccasione conobbe molti militanti anarchici di primo piano provenienti da tutto il mondo. Particolare impressione esercitò su di lei la figura di Errico Malatesta.

Nel decennio successivo continuò la collaborazione con Berkman. Insieme si opposero al militarismo ed al fanatismo che accompagnò lo scoppio della Prima guerra mondiale ed a tal fine costituirono una Lega Anti-Coscrizione che intendeva spingere i giovani a rifiutare la cartolina-precetto ed a disertare. Naturalmente furono arrestati e condannati tutti e due ed espulsi dagli Stati Uniti. Fu così che si imbarcarono alla volta della Russia rivoluzionaria.

Sullonda del loro entusiasmo, ed a causa delle scarse e confuse notizie che finora avevano avuto sul movimento rivoluzionario in Russia, Berkman e Goldman non avevano compreso le profonde differenze tra il pensiero bolscevico e quello anarchico. Le stesse differenze riguardo la concezione della rivoluzione non erano ben chiare a loro. Fu un grave abbaglio. È la stessa Goldman a raccontare nella sua autobiografia, con la consueta onestà, la gelida accoglienza riservata ad alcune sue affermazioni invitanti alla collaborazione con i bolscevichi, nel corso di unassemblea già allora tenuta clandestinamente degli anarchici di Pietrogrado. La Goldman rimaneva scettica, quasi non credeva a quanto le andavano raccontando i compagni sulla vera situazione della Russia rivoluzionaria, parlando delle persecuzioni di Lenin e dei suoi seguaci contro gli anarchici ed i socialisti rivoluzionari Al di là della formale cordialità, la stima che Emma aveva conservata per i bolscevichi fino a quel momento cominciò a vacillare.

Ben più significativo fu invece il colloquio da lei avuto con il vecchio ed ammalato Petr Kropotkin. Il vecchio rivoluzionario le confermò quanto le avevano già detto tanti altri anarchici: la rivoluzione non era ancora stata sconfitta, cerano ancora speranze, bisognava lottare. Ma non solo contro i nemici esterni, anche contro lo strozzamento che dallinterno i bolscevichi stavano effettuando contro le loro stesse parole dordine della prima ora.

Dopo la rivolta di Kronštadt 3-18 marzo 1921 repressa dallArmata Rossa di Lev Trotsky, i due anarchici decisero di lasciare la Russia e di continuare altrove, in migliori condizioni, la lotta anarchica. Da allora lattività di Emma Goldman riprese pur tra molte difficoltà, espulsioni, noie ed arresti. Fu a Stoccolma, a Monaco, in altre città finché si stabilì per un periodo a Londra. Nel 1936 fu a Barcellona, nella capitale dellanarchismo catalano ed iberico, in occasione del comizio internazionale anarchico di solidarietà con la rivoluzione spagnola in corso.

Accanto ai rivoluzionari ed ai lavoratori accorsi da ogni dove cera anche lei. La stessa che mezzo secolo prima aveva pianto la morte dei "martiri di Chicago" e si era ripromessa di continuare la lotta. Si stabilì poi definitivamente in Canada, dove morì nel 1940 in seguito ad un malessere che la colse durante una conferenza.

                                     

2. Femminismo

Oltre alla specifica propaganda dellideale anarchico, Emma Goldman tenne diverse conferenze sullemancipazione della donna, sulluso dei contraccettivi ed il controllo delle nascite, al punto da poterla definire una femminista ante-litteram. Assieme a Voltairine de Cleyre precorse le idee di quel movimento che troverà poi il suo sviluppo negli anni sessanta del XX secolo.

Ed a proposito della contraccezione, in una lettera inviata al compagno anarchico Max Nettlau scriveva:

                                     

3. Influenza nei media

  • Una sua frase sulla definizione di anarchia viene citata nella serie Sons of Anarchy.
  • Appare anche nellepisodio Il topo e lelefante della serie televisiva I misteri di Murdoch.
  • La sua frase riguardo ad una rivoluzione senza un ballo, viene parafrasata e riutilizzata da V nel film V per vendetta.
  • La figura della Goldman appare inoltre nel romanzo di E. L. Doctorow Ragtime.
  • Nel film del 1981 Reds Emma Goldman è interpretata da Maureen Stapleton, che per questo ruolo vinse lOscar come miglior attrice non protagonista.
  • Il personaggio di Emma Goldman appare nel musical Assassins di Stephen Sondheim.
                                     

4. Opere

Bibliografia in italiano:

  • Emma Goldman, Autobiografia. Vivendo la mia vita, vol. I 1889-1899, La Salamandra, Milano 1980
  • Patrick Renshaw, Wobblies.Il sindacalismo rivoluzionario negli Stati Uniti. Massari editori, 2013
  • Emma Goldman, Amore, emancipazione. Tre saggi sulla questione della donna, Ipazia nº 1, Ragusa 1977
  • Emma Goldman, Autobiografia. Vivendo la mia vita, vol. III 1908-1917, La Salamandra, Milano 1985
  • Emma Goldman, Femminismo e anarchia,introduzione di Bruna Bianchi, ed. BFS, 2018
  • Emma Goldman, Autobiografia. Vivendo la mia vita, vol. IV 1917-1928, Zero in Condotta, Milano 1993
  • Emma Goldman, Perché la rivoluzione russa non ha realizzato le sue speranze, in Pensiero e Volontà 1925
  • Emma Goldman e Paul Avrich, introduzione a Che cosè lAnarco-Comunismo di Alexander Berkman, La Salamandra, Milano 1977
  • Emma Goldman, Autobiografia. Vivendo la mia vita, vol. II 1900-1907, La Salamandra, Milano 1981
  • Emma Goldman, La mia disillusione in Russia, in Gli anarchici nella rivoluzione russa di Paul Avrich, La Salamandra, Milano 1976, pp. 210–212
  • Emma Goldman, La sconfitta della rivoluzione russa le sue cause, La Salamandra, Milano 1977
  • Emma Goldman e Pietro Gori, Scritti Scelti vol. II, LAntistato, Cesena 1968
  • Emma Goldman, Quel chio credo, Editrice Gioventù Libertaria, Roma 1908
  • Emma Goldman, Anarchia, femminismo e altri saggi, La Salamandra, Milano 1976