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ⓘ Eccidio di Gaggio Montano. L eccidio di Gaggio Montano. avvenne il 16 novembre 1945 a Gaggio Montano in provincia di Bologna. In esso furono uccisi cinque abita ..




                                     

ⓘ Eccidio di Gaggio Montano

L eccidio di Gaggio Montano. avvenne il 16 novembre 1945 a Gaggio Montano in provincia di Bologna. In esso furono uccisi cinque abitanti del paese da parte di un gruppo di dodici uomini guidati da Mario Rovinetti, incaricato da Ivo Gaetani, segretario del PCI di Gaggio. Gaetani pianificò lazione assieme a Secondo Lenzi, Giuseppe Torri e Antonio Camurri. Gaetani consegnò a Mario Rovinetti la lista delle persone da eliminare, descritte come "camicie nere e spie dei tedeschi". Tranne che per una, Guido Brasa, si trattava di persone prive di una particolare tendenza politica o collusione col passato regime fascista.

Rovinetti con dodici uomini bloccò le vie daccesso al paese e immobilizzò i quattro carabinieri della locale stazione, dando inizio alla cattura delle vittime designate, fra di esse il sindaco e unaltra persona riusciranno a sottrarsi alla cattura.

Le vittime, uccise in una mulattiera fuori dal centro abitato furono:

  • Guido Brasa
  • Alfredo Capitani
  • Aldo Brasa, segretario della locale sezione del Partito dAzione, antifascista, ucciso nella sua casa, al momento della tentata cattura del fratello
  • Bianca Ramazzini
  • Adelfo Cecchelli
                                     

1. Il processo

Alcuni anni dopo gli omicidi, fu celebrato un processo al termine del quale furono emesse gravi condanne a carico dei maggiori responsabili, ovvero: Mario Rovinetti, Ivo Gaetani allora segretario del PCI di Gaggio Montano e ideatore dellazione, Giuseppe Torri e Antonio Camurri. Secondo Lenzi non fu processato perché era nel frattempo morto di tubercolosi. Condanne minori furono pronunciate nei confronti di sette dei dodici gregari scelti per loccasione dal Rovinetti.

Al processo Rovinetti si assunse tutte le responsabilità, cercando di proteggere i compagni.

La difesa tentò di giustificare la strage come una vendetta per leccidio nazifascista di Ronchidoso, tesi che portò il PCI a prendere le distanze dagli autori del crimine.