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ⓘ Troppo forte. Roma. Oscar è un giovane della periferia che frequenta gli studi di Cinecittà, atteggiandosi a bullo di quartiere e sognando una grande carriera d ..




Troppo forte
                                     

ⓘ Troppo forte

Roma. Oscar è un giovane della periferia che frequenta gli studi di Cinecittà, atteggiandosi a bullo di quartiere e sognando una grande carriera di attore; ma, al momento, è costretto a guadagnarsi da vivere come stuntman in film minori. Scartato allennesimo provino per una grossa produzione, un deluso Oscar, spinto da un estroso avvocato incontrato casualmente, si lascia convincere a vendicarsi del ricco produttore della pellicola, truffandolo con un falso incidente stradale: il destino vuole però che quel giorno alla guida dellauto non ci sia luomo bensì la sua amante, Nancy, una giovane attrice italoamericana indicata come astro nascente dello star system. Laccaduto, e il possibile scandalo che potrebbe derivarne, le costano il licenziamento.

Abbandonata da tutti e rimasta bloccata a Roma senza un soldo, Nancy non trova altro appiglio che Oscar, il quale, in realtà ragazzo dallanimo mite e bonario, le offre ospitalità a casa sua; con il passare dei giorni, cercando di darsi una mano a vicenda, tra i due nasce una forte amicizia, se non qualcosa di più profondo. Allo stesso tempo Oscar è alle prese con le sempre più frequenti bizzarrie dellavvocato, il quale è deciso a portare la tentata truffa finanche in tribunale, e pur di vincere la causa trascina il suo assistito in situazioni al limite, tra operazioni chirurgiche superflue e arringhe inverosimili.

Tutto degenera quando Oscar scopre che lavvocato altri non è che un mitomane, incappato nellennesima crisi di personalità: resosi improvvisamente conto dellabbaglio, il ragazzo vede svanire di lì a breve anche lamore quando Nancy torna oltreoceano, decisa a riprendere in mano la sua carriera, ma ora ben conscia di quanto la fama non sia tutto. Oscar accusa il colpo ma non si dà per vinto e, in fondo reso più maturo dagli ultimi eventi, va ad affrontare lennesima audizione con una rinnovata consapevolezza.

                                     

1. Produzione

Scritto da Carlo Verdone assieme ai suoi due mentori artistici, Sergio Leone e Alberto Sordi, e con lapporto di Rodolfo Sonego, sceneggiatore di fiducia di Sordi, la pellicola vede inoltre una colonna sonora curata dal cantautore Antonello Venditti.

Lidea iniziale di Troppo forte nacque dalla voglia di Verdone di "raccontare un bullo di periferia e costruire su di lui lintero film". Lattore e regista rifuggì da un certo paragone con lEnzo a sua volta portato sul grande schermo qualche anno prima in Un sacco bello, poiché "lì il personaggio era più volgare un viso che si distaccasse decisamente da quello degli altri personaggi" italiani e, in gran parte, romani come i bulli che fanno da contorno a Oscar, dei "Rambo di periferia", tutti figuranti non professionisti e pescati nelle borgate della capitale. Tra gli interpreti anche Mario Brega, il quale compare in un breve cameo nei panni dellallibratore Sergio; tale personaggio non era inizialmente previsto nel copione ma, data linsistenza di Brega, già presente in passate pellicole di Verdone, nel voler prendere parte al progetto, lattore e regista creò appositamente per lamico questo piccolo ruolo.

                                     

1.1. Produzione Riprese

Dato lo sviluppo della pellicola, tutte le riprese si svolsero nella capitale e nei suoi immediati dintorni, "girando in posti come Torvaianica, il porto fluviale, le borgate" durante lestate del 1985. La mansarda di Oscar, pur se creata in un set, e il luogo di bivacco del suo gruppo damici vennero individuati, per le location esterne, nel quartiere Ostiense, mentre il falso incidente tra il metallaro e Nancy fu inscenato nella zona dellEUR, la stessa dovè presente lalbergo in cui trovava alloggio la ragazza; labitazione del sedicente avvocato è invece sita nel centro storico della città eterna. I veri studi cinematografici di Cinecittà, sulla via Tuscolana, furono teatro dei vari provini di Oscar e del suo primo incontro con lavvocato. Per quanto concerne infine le sequenze dazione in motocicletta, quella del prologo venne girata lungo le strade che attraversano la pineta di Castel Porziano, mentre la gara clandestina vide come sfondo le cave di pozzolana della Magliana.

                                     

2. Critica

Il personaggio di Oscar Pettinari, protagonista della pellicola, fu considerato dagli addetti ai lavori una sorta di "Nando Mericoni degli anni 80", ovvero unevoluzione in salsa metallara del personaggio portato al successo da Alberto Sordi in pellicole quali Un giorno in pretura e Un americano a Roma. Sulla falsariga del Nando del secondo dopoguerra, Verdone utilizza la maschera di Oscar per mettere alla berlina vizi e virtù dellitaliano medio del tempo - in particolar modo un certo atteggiamento "rambista" allepoca proliferante -, proseguendo di fatto un ideale passaggio di consegne tra il maestro Sordi e lallievo Verdone, già palesatosi qualche anno prima con In viaggio con papà.

Per quanto Troppo forte sia ricco di episodi e battute rimaste nella memoria degli affezionati - "certamente è un film squilibrato e il successo che ha avuto è legato, credo, a certi virtuosismi miei, a certi di Sordi", ricorderà anni dopo lo stesso Verdone -, la sesta opera dellautore romano venne sì vista come un ritorno alle origini, ma anche come una battuta darresto nella sua carriera, causa un protagonista che, anziché imboccare una propria via comica, sembra appigliarsi a una certa farsa allitaliana degli anni 1950, nonché riproporre situazioni già mostrate e analizzate in precedenti opere della filmografia verdoniana: su tutti, il rapporto tra Oscar e litaloamericana Nancy, che pare ricalcare fin troppo quello visto in Un sacco bello tra Leo e la spagnola Marisol, o l "ingenuità tanto spaccona quanto arrendevole" del metallaro, paragonata a quella del Rolando di Acqua e sapone.

Accento negativo venne posto nel non aver saputo sfruttare appieno il potenziale della coppia Leone-Sordi dietro le quinte, con una sceneggiatura che dopo la prima, godibile, mezzora va lentamente a scemare, nonché nella resa davanti alla cinepresa proprio del personaggio interpretato da Sordi, trasformato di fatto in una macchietta e capace di riscattarsi soltanto nellepilogo. Gli stessi duetti tra Verdone e Sordi, in vari momenti del racconto, furono ritenuti carenti dal punto di vista della sintonia e dellinterazione: come ammetterà lo stesso attore e regista, "certamente, questa volta abbiamo funzionato relativamente".