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ⓘ Muršili III è stato un re del nuovo regno ittita, vissuto nel XIII secolo a.C. Figlio maggiore ed erede designato tuhkanti in ittita del re Muwatalli II, chiama ..




                                     

ⓘ Muršili III

Muršili III è stato un re del nuovo regno ittita, vissuto nel XIII secolo a.C.

Figlio maggiore ed erede designato tuhkanti in ittita del re Muwatalli II, chiamato alla nascita col nome Hurrita Urhi-Teshub, salì sul trono dellImpero ittita come Muršili lanno della morte del padre 1272 a.C.

                                     

1. Un erede di secondo rango

Figlio di una concubina del re o di una sposa secondaria, era a tutti gli effetti quello che gli Ittiti consideravano un "figlio di secondo rango", cui solitamente veniva preferito come erede alla corona il figlio della sposa principale del re; probabilmente Muwatalli II non aveva figli di primo rango, anche se alcuni studiosi, tra cui leminente ittitologo Singer, ritengono che Kurunta, figlio minore del sovrano, potesse esserlo.

                                     

2. Sette anni sul trono

Nonostante qualcuno gli attribuisca solo 5 anni di regno, è oggi ormai praticamente certo che Muršili III regnò per sette anni, dal 1272 al 1265 a.C., come il suo successore Hattušili III spiega in unorazione; per tutto il periodo del suo regno, il ruolo di Regina Regnante fu svolto da Danuhepa, ultima moglie di suo nonno, unica a cui troviamo associato il sigillo sia di Mursili III sia di Urhi Teshub, il rapporto con la quale deve essere stato particolarmente empatico visto che non solo la richiamò a corte dopo lesilio a cui laveva costretta suo padre Muwatalli, ma le restituì anche il ruolo di Regina Regnante.

Suo padre Muwatalli, in vista dello scontro con lEgitto, aveva diviso limpero in due zone territoriali, spostando per maggior sicurezza e praticità logistica la capitale dalla sede storica di Ḫattuša a Tarhuntassa, più vicina allarea siriana dove lo scontro si sarebbe svolto; la zona nord dellimpero era adfidata al controllo del fratello Hattusili, generale delle forze armate, installato a Hakpis.

Gli ultimi anni di regno di Muwatalli, fatta la scelta di Mursili come erede designato, furono contraddistinti da una forte presenza del figlio nella gestìone attiva dellimpero, tanto da fare ipotizzare ad alcuni Klengel e Cammarosano addirittura un periodo di co-reggenza, mentre i più tra cui Hawkins, Bryce e Houwink ten Cate ritengono che il tuhkanti abbia solo svolto de facto funzioni solitamente di pertinenza del re; a dispetto di ciò, le frizioni tra padre e figlio appaiono evidenti dai testi che ci sono giùnti, che ci mostrano un Mursili timoroso della propria posizione, preoccupato del pensiero della nobiltà ittita ed in disaccordo con indirizzi politici presi da Muwatalli.

Quando Mursili ascese finalmente al trono i rapporti con lo zio Hattusili restarono ottimi, anzi da orazioni e testi giunti sino a noi pare che il giovane re avesse molte più affinità con questo che non con il padre, a partire proprio dal comportamento da tenere verso la Regina Danuhepa, al cui processo furono entrambi giudice schierati a favore di questa.

Le prime azioni di Mursili da re vanno tutte in direzione opposta a quella del padre, probabilmente proprio per recuperare il favore di quella nobiltà che aveva osteggiato la politica tenuta negli ultimi anni da Muwatalli e rafforzare la posizione personale che, proprio a causa delle origini natali, sentiva precaria. In tal senso va intesa la decisione di riportare la capitale nella sede storica di Hattusa, ben piu di una semplice città per gli Ittiti, ma vera e propria Patria ancestrale.

Mursili però non deve aver opportunamente valutato che così facendo, portando cioè la sede regale più a nord rispetto a Tarhuntassa e quindi assai più vicina a Hakpis, avrebbe ridotto in modo considerevole i territori soggetti al controllo dello zio, creando malumori e frizioni con la figura più stimata dellimpero, del cui sostegno aveva viceversa assoluto bisogno, soprattutto dopo la disastrosa campagna militare che costò agli Ittiti il controllo del Mitanni, passato allAssiria.

Quando pochi anni dopo Mursili III revocò allo zio anche il controllo del feudo di Hakpis, probabilmente spaventato dalla notorietà di questi per il suo rimarchevole passato militare e temendo che potesse diventare un pretendente al trono, provocò la reazione violenta di Hattusili che sfocerà in una guerra civile.

                                     

3. Guerra civile: Mursili detronizzato

Hattusili inizialmente accettò le decisioni del nipote, ma quando ebbe notizia che sarebbe stato rimosso anche dal governatorato della città sacra di Nerik, si ribellò, come descrive in un suo testo:

Mursili III salì al Nord, confidando di avere lappoggio delle popolazioni suddite dellarea, ma commise un grave errore di sottovalutazione del prestigio di Hattusili, trovandosi così a combattere in territorio ostile e per giunta contro un avversario stimato, appoggiato dalla nobiltà Ittita e molto più esperto di lui. Hattušili radunò un esercito considerevole, inclusi appunto gli alleati dei suoi feudi locali, oltre a molti ittiti non schieratisi col re, impressionati dalla sua fedeltà al servizio militare e dalle vittorie, specialmente quella contro Ramesse II dEgitto nella Battaglia di Qadeš del 1274 a.C.; dallaltra parte, invece, cera un giovane sovrano che aveva appena perso il ricco territorio vassallo di Hanigalbat/Mitanni. Hattušili, al cui fianco si schierarono anche i Kaska, sconfisse Muršili e lo fece riparare nella città di Samuha, dove, dopo un rapido assedio, lo costrinse alla resa; ottenuta la tregua lo spodestò dal trono, occupandolo come re Hattušili III. Dopo la sua vittoria, Hattušili incoronò laltro nipote Kurunta, fratello di Mursili ma schieratosi al suo fianco nella guerra, re vassallo della capitale secondaria Tarhuntassa, nel Sud dellimpero.



                                     

4. Lesilio

Hattušili III fu magnanimo col nipote sconfitto, e lo risparmiò, inviandolo inizialmente nellarea siriana, a Nuhashshi, come amministratore; ma Muršili tentò di riconquistare il trono intessendo relazioni diplomatiche private con altre potenze dellepoca, in particolare con i Babilonesi e gli Assiri di Salmanassar I; venuto alla luce ciò, Hattusili lo esiliò, probabilmente nellisola di Alasiya Cipro da dove però Mursili scappò, riparando in Egitto, la terra del suo nemico Ramesse II.

Hattušili, venuto a conoscenza della fuga, chiese a Ramses di estradare il nipote nel territorio ittita, o ancora meglio di trattenerlo, vigilando che rimanesse lontano da Hattusa, preoccupato che un suo ritorno potesse rimettere in discussione il proprio diritto al trono. Ramesse però negò ogni coinvolgimento nella fuga di Muršili, e tra i sovrani si aprì un fitto carteggio sul tema, ed anche una piccola crisi, che portò il vago rischio di una nuova guerra tra le due superpotenze dellepoca. In realtà Hattusili più che intenzionato ad avere estradato il nipote, caldeggiava che Ramses lo tenesse sottocchio, lontano dai territori Ittiti, onde evitare nuovi moti reazionari ad Hattusa che il ritorno di Mursili avrebbe potuto innescare.

                                     

5. Una vita spesa per la riconquista del trono

Gli storici ritengono oggi che, a dispetto della versione ufficiale reiterata da Ramses, almeno in una prima fase Mursili fosse realmente riparato in Egitto, fuggendo nuovamente verso casa quando il faraone riconobbe ufficialmente Hattusili come sovrano legittimo; Bryce, sulla base di una risposta circostanziata di Ramses, ipotizza in modo speculativo ma calzante, anche il percorso di ritorno che il fuggiasco potrebbe aver compiuto: Kadesh, Amurru dove cadde brevemente in mano ittita ma riuscì a fuggire corrompendo gli inseguitori, Aleppo e Kizzuwadna; ed aprendo cosi nuovi scenari sulla fine della storia.

Muršili III, se il percorso "tracciato" da Ramses trovasse fondamento, da Kizzuwadna avrebbe potuto raggiungere facilmente i territori della confinante Tarhuntassa su cui regnava come governatore suo fratello Kurunta, leale allo zio Hattusili ma che improbabilmente gli avrebbe consegnato il fratello; e da qui agire per la riconquista del trono.

Frammenti di una tavoletta in lingua ittita recentemente decifrata, gettano nuove prospettive sul destino di Mursili: secondo la traduzione, infatti, nei primi anni del regno di Tudhaliya IV suo cugino e successore di Hattušili III, quindi attorno al 1230, oltre 30 anni dopo la sua deposizione, Urhi-Teshub sarebbe vivo e ancora attivo in Anatolia, in cerca di appoggi da vari sovrani per riconquistare il trono; tra questi il "re di Ahhiyawa", un regno o una coalizione di regni micenei non meglio identificata, nemico ittita da oltre un secolo in area Ionica.

Nel testo oltre a Urhi-Teshub si citano anche Sipa-Ziti generale dello stesso nella guerra civile ittita e Talmi-Teshub viceré di Carchemish nella parte finale del XIII secolo a.C. e imparentato con la famiglia reale ittita, fatti che avvalorano la corretta interpretazione della tavoletta.

                                     

6. Lo scontro finale

È possibile che la determinazione di Mursili di riconquistare il trono abbia portato a qualche risultato, almeno indirettamente: iscrizioni recentemente reinterpretate dallarea delle terre basse ittite, nella zona di Tarhuntassa, risalenti con larga probabilità alla fine del XIII e linizio del XII secolo cioè in prossimità della fine dellimpero ittita parlano di un "Grande Re Hartapu", che si proclama "figlio del Grande Re Mursili" e reclama con stele progressive numerosi successi militari nellarea.

Gli studiosi ritengono assai probabile che possa trattarsi di un figlio di Mursili III, e che possa essere diventato sovrano di Tarhuntassa, indipendente dal potere centrale di Hattusa. È infatti oramai accettato che il fratello di Mursili, Kurunta, reggente di Tarhuntassa, dopo anni di fedeltà abbia finito per scontrarsi col ramo regnante della famiglia reale, distaccandosi in qualche modo dalla casa madre e creando un ampio regno indipendente nel Sud anatolico, sul cui trono sarebbe poi salito il nipote Hartapu.

Tale ipotesi trova ulteriore sostanza dalla notizia che riceviamo in unorazione composta da Tudhaliya, il quale, già re, cita i figli adulti di Mursili, uno dei quali è verosimile sia stato Hartapu.

Daltra parte, viceversa, non si ha notizie né di spose né di figli di Kurunta, che potrebbe pertanto benissimo aver lasciato il trono al figlio del fratello.

Secondo Bryce, a far da detonatore finale per la secessione di Kurunta dopo tanti anni di fedeltà, potrebbe esser stato proprio il ricongiumento col fratello di ritorno dellEgitto e la successiva morte di Mursili già avanti con gli anni.

Tuttavia dopo qualche decennio di coesistenza dei due Grandi Re ittiti si arrivò allinevitabile scontro finale tra i due rami della famiglia reale, avvenuto verso il 1200, col re ittita di Hattusa Šuppiluliuma II, figlio di Tudhaliya, che ebbe la meglio probabilmente su Hartapu, riconquistando e annettendo definitivamente al proprio regno quello di Tarhuntassa.