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ⓘ Olga Nikolaevna Romanova, 1895-1918. La granduchessa Olga Nikolaevna Romanova, in russo: Ольга Николаевна Романова?, era la figlia maggiore dello zar Nicola II ..




Olga Nikolaevna Romanova (1895-1918)
                                     

ⓘ Olga Nikolaevna Romanova (1895-1918)

La granduchessa Olga Nikolaevna Romanova, in russo: Ольга Николаевна Романова?, era la figlia maggiore dello zar Nicola II di Russia e di Aleksandra Fedorovna Romanova.

                                     

1.1. Biografia Nascita

Quando nacque, il 15 novembre del 1895, la popolazione aspettava i 300 tocchi delle campane per lerede e invece vi furono soltanto i 101 tocchi per la granduchessa. Nikolaj, il giorno della sua nascita 3 novembre, scrisse nel suo diario:

Essendo una discendente per linea materna della regina Vittoria del Regno Unito, Olga Romanova aveva un aplogruppo mitocondriale H.

                                     

1.2. Biografia Infanzia

Era la sorella maggiore di Tatjana, Marija, Anastasija e dello zarevic Aleksej. In famiglia era chiamata Oliška o Olya. Era molto legata a Tatjana: occupavano la stessa stanza, vestivano simili ed erano chiamate "la coppia grande" mentre Marija e Anastasija erano "la coppia piccola". Con Tatiana vestivano sempre allo stesso modo, vestiti di merletto bianco, con merletti colorati, per linverno cappotti lunghi e raffinati, per la primavera vestiti alla marinara e per lestate, vestiti bianchi, fluenti o semplici camicie e gonne. Sin da piccola era conosciuta per il suo cuore compassionevole, il desiderio di poter aiutare gli altri e la sua onestà, ma anche per il suo temperamento, la schiettezza e il malumore. Molto svelta nellapprendimento, di forte volontà, onestà e franchezza e da piccola facilmente irascibile, divenendo poi da grande capace di trattenersi. I genitori erano orgogliosi della loro prima figlia: fu allattata e vestita da Alix e Nikolaj le faceva il bagnetto tutte le volte che poteva. Olga aveva i capelli biondo scuro, gli occhi blu, era di altezza media, magra, aveva un viso largo e il naso allinsù dei Romanov; era molto aggraziata nei movimenti ed era gentile in pubblico.

Fu considerata meno bella delle sue sorelle Marija e Tatjana, sebbene il suo aspetto migliorò quando crebbe, divenendo più affascinante. Amava i gatti e la sua preferita era Vaska. "Da bambina era semplice, a quindici anni divenne bella", scrisse Lili Dehn unamica di Alix: "Lei era lievemente sullaltezza media, con una carnagione fresca, occhi blu e profondi, aveva una grande quantità di capelli chiari e delle mani e dei piedi belli". Olga le sorelle furono circondate da giovani uomini che dovevano proteggerle al palazzo e sullo yacht Štandart, dove si divertivano con loro per le annuali feste che si svolgevano ogni estate, però non avevano molte amicizie fuori dalla società.

                                     

1.3. Biografia Adolescenza

I progetti per il matrimonio futuro di Olga erano oggetto di grande attenzione per la Russia: furono prese in considerazione dai suoi genitori possibili unioni con il granduca Dmitrij Pavlovič Romanov, il principe Carol di Romania, il principe Edoardo, figlio più grande di Giorgio V e il principe Aleksandr di Serbia. Olga però avrebbe preferito sposarsi con un russo e rimanere nel proprio Paese.

Nel 1911 Olga e la sorella Tatjana testimoniarono a Kiev per lassassinio del primo ministro Petr Stolypin. Tre anni dopo, durante la prima guerra mondiale, prestarono servizio volontario, insieme alla madre, presso la Croce Rossa allospedale di Carskoe Selo; il contatto con le terribili ferite e lo stress delle operazioni le causarono un esaurimento nervoso, quindi il 19 ottobre 1915 le fu assegnato il lavoro di ufficio le furono praticate iniezioni di arsenico, allora considerati trattamenti contro la depressione e i disturbi nervosi. Olga divenne sempre più imbronciata e stressata per questo lavoro di infermiera e rispondeva sempre più spesso alla madre. Sua sorella Marija riportò in una lettera che Olga ruppe tre vetri di una finestra per "capriccio" col suo ombrello il 5 settembre 1915; in unaltra occasione distrusse dei vestiti in un guardaroba quando lei era "irata", secondo le monografie di Valentina Chebotareva.



                                     

1.4. Biografia Venuta di Rasputin

La madre Aleksandra aveva trovato come proprio confidente e padre spirituale uno starec siberiano, Grigorij Rasputin, al quale erano anche affidate le cure del giovane Aleksej, affetto da emofilia. Con il tempo, anche Olga le sorelle si affezionarono molto al contadino siberiano. Rasputin, oltre che dare speranze alla famiglia imperiale circa una possibile guarigione del giovane, sembrava andare incontro alle ispirazioni più intime dei genitori di Olga. Infatti, essendo un semplice "figlio delle campagne", rappresentava ciò che Nicola e Aleksandra avevano sempre desiderato: un contatto diretto con lautentico popolo russo, senza intermediazioni di etichetta e convenzioni sociali. Con il passare del tempo Rasputin acquistò sempre maggiore influenza sulla mistica zarina, dando sovente sempre più consigli di carattere politico e morale. Le sue denunce contro le collusioni di ministri e alti funzionari con il traffico illegale darmi durante la guerra le speculazioni sui latifondi ai danni dei contadini spingevano la zarina a effettuare continui e repentini cambi al vertice di governo, proprio nel momento durante la prima guerra mondiale in cui lo zar era assente dalle politica interna e quindi si necessitava di un governo forte.

Nel dicembre del 1916 un complotto di giovani aristocratici del quale faceva parte anche il Granduca Dmitrij Pavlovič uccise Rasputin martoriandone il corpo e gettandolo nella Neva; essi speravano di arginare il discredito della coppia imperiale presso il governo e il Paese, ma ormai la rivoluzione era alle porte. Olga fu lunica a capire cosa stava per accadere e leggendo la stampa fu scioccata dalla negativa immagine dei genitori. "Lei era di natura una pensatrice", ricorda il figlio del medico di famiglia, Gleb Botkin, "e capì la situazione generale meglio degli altri membri della sua famiglia".

                                     

1.5. Biografia Prigionia

La famiglia reale fu arrestata durante la rivoluzione russa del 1917 e fu imprigionata in varie residenze, prima nella loro casa a Carskoe Selo, successivamente nelle regge private di Tobolsk e infine a Ekaterinburg, in Siberia. In questo periodo avevano tutte il morbillo; ad Aleksej venne molto leggero, mentre ad Olga si infiammò la membrana dellintestino peritonite, a Tatjana si ruppe un timpano per il forte mal di testa e Marija dovette respirare con una bombola di ossigeno. Per il gran numero di farmaci perdettero i capelli a grosse ciocche, così Alix decise di farle rasare. "Cara, devi sapere quanto è terribile tutto quello che sta accadendo", scrisse Olga a unamica di Tobolsk.

Olga cercò di trovare conforto nella fede in Dio e nella devozione per la sua famiglia, per non smettere di sperare. Con la sua "amata madre" Aleksandra, con la quale rivelò di avere una relazione a volte difficile da sostenere, scrisse una poesia nellaprile del 1918, durante il loro soggiorno obbligato a Carskoe Selo. Un altro svago dalle preoccupazioni fu anche LAiglon di Edmond Rostand, la storia del figlio di Napoleone Bonaparte che rimase sempre fedele al padre deposto fino alla fine dei suoi giorni e nel quale Olga vedeva riflesso il suo stretto rapporto con il padre che adorava.

La famiglia fu separata nellaprile 1918 quando i bolscevichi trasferirono i genitori e Marija a Ekaterinburg, mentre Aleksej, Olga, Tatjana e Anastasia rimasero indietro a causa di una forte emorragia sofferta dal ragazzo in seguito a una caduta dalle scale mentre giocava su una slitta. Limperatrice scelse di essere accompagnata da Marija perché Olga stava vivendo un brutto momento di depressione e Tatjana doveva occuparsi di Aleksej. Nicola diede a Olga una piccola rivoltella che lei celò in uno stivale a Carskoe Selo e a Tobolsk. Il colonnello Eugenio Kobylynsky, il loro comprensivo carceriere, la supplicò di cedere la sua rivoltella prima che lei, le sue sorelle e il fratello fossero trasferiti a Ekaterinburg: Olga abbandonò di malavoglia la sua pistola se ne andò disarmata.

Nel maggio del 1918 la nave Rus ricongiunse i restanti Olga, Tatjana, Anastasja e Aleksej ai genitori e alla sorella Marija, trasportandoli da Tobolsk a Ekaterinburg. Prima di partire, Olga le sorelle avevano cucito nei corpetti i loro gioielli per sottrarli ai bolscevichi. Quella notte, tuttavia, le guardie impedirono alle ragazze di chiudere le porte delle camere da letto a chiave e furono molestate indirettamente e verbalmente dai carcerieri. Il loro tutore inglese Sydney Gibbes ricordò sempre le grida delle granduchesse e la sua incapacità di proteggerle.

                                     

1.6. Biografia Morte

Nei mesi precedenti alla sua morte, Olga soffrì di una forte depressione e perse molto peso a causa del suo deperimento: "Era pallida, magra e sembrava malata", scrisse uno dei carcerieri Aleksander Strekotin nelle sue memorie; "Passeggiò poco nel giardino e passò la maggior parte del suo tempo prendendosi cura del fratello". Unaltra guardia riportò che le rare volte in cui Olga si tratteneva in giardino, ella rimaneva immobile "fissando tristemente in lontananza un punto imprecisato, rendendo facile comprendere le sue emozioni". Successivamente Olga si mostrò irritata dal comportamento della sorella Marija, la quale dava troppa confidenza alle guardie, rivelò Strekotin.

Il 14 luglio 1918 un prete locale celebrò una messa privata per loro: Olga aveva ventidue anni quando fu assassinata con la sua famiglia nella palazzina Ipatiev a Ekaterinburg, la notte del 17 luglio 1918. Lassassinio fu compiuto da un commando di undici uomini della Čeka la maggioranza dei quali ex-prigionieri di guerra austro-ungarici sotto la guida di Jakov Jurovskij. Secondo un racconto dei testimoni, tra altri inumani e orribili dettagli, Olga guardò Tatjana morire prima che gli assassini la designassero come bersaglio.

Molte persone in seguito dichiararono di essere membri della famiglia Romanov assassinata, tra cui una donna di nome Marga Boodts, che viveva in una villa sul lago di Como e che affermò a lungo di essere la granduchessa Olga.

Test del DNA effettuati su corpi ritrovati nel 1991 nel bosco di Koptiaki presso Ekaterinburg identificano i Romanov e i loro servi. Mancavano i corpi di Alessio e di una sorella Maria o Anastasia, ma il 23 agosto 2007 un archeologo russo ha annunciato la scoperta del ritrovamento di due scheletri parzialmente bruciati, nelle vicinanze di Koptiaki, in un luogo simile a quello descritto nelle memorie di Jurovskij.

Nel 1981 Olga e la sua famiglia furono dichiarati santi martiri dalla Chiesa ortodossa russa e nel 2000 sono stati canonizzati. I resti dello zar Nicola II, della zarina Alessandra e dei loro cinque figli sono stati infine sepolti nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a San Pietroburgo il 17 luglio 1998, ottantanni dopo la loro morte.



                                     

2. Riferimenti nella cultura di massa

  • The Successor 1996
  • Nicola e Alessandra Nicholas and Alexandra 1971
  • Romanovy: Ventsenosnaya semya 2000
  • Lassassino dello zar Tsareubiytsa 1991
  • The Lost Prince 2003 - film TV
  • Rasputin - Il demone nero Rasputin 1996 - film TV