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ⓘ Alberto Bechi Luserna. Figlio di Giulio Bechi, anchegli ufficiale e scrittore, e di Albertina Luserna dei conti di Campiglione e Luserna, apparteneva a famiglia ..




Alberto Bechi Luserna
                                     

ⓘ Alberto Bechi Luserna

Figlio di Giulio Bechi, anchegli ufficiale e scrittore, e di Albertina Luserna dei conti di Campiglione e Luserna, apparteneva a famiglia tosco-piemontese di tradizione militare. Un appartenente ad altro ramo della famiglia, Alessio Bechi, era stato militare napoleonico e successivamente maggiore dellartiglieria granducale; morì in Toscana nel 1850, contrariamente a quanto riferito erroneamente da Paolo Caccia Dominioni, secondo il quale sarebbe morto nella Campagna di Russia. Un figlio del precedente, Stanislao Bechi, fu ufficiale garibaldino fucilato dai russi nel 1863 a causa della sua partecipazione allinsurrezione per lindipendenza della Polonia.

                                     

1.1. Biografia Linizio della carriera

Bechi frequentò la Nunziatella a Napoli e lAccademia Militare di Modena, e fu assegnato allArma di Cavalleria. Partecipò alle guerre coloniali in Libia e in Etiopia. Per il servizio in Cirenaica al comando di uno squadrone di Savari, ricevette due medaglie di bronzo al valor militare, nel 1929 e nel 1930; una terza ne ottenne nel 1935 in Africa Orientale, dove ebbe il comando di una banda irregolare a cavallo.

Considerato uno degli ufficiali più brillanti del Regio Esercito, destinato, nel giudizio dei superiori, "a raggiungere i più alti gradi della gerarchia", richiamò lattenzione del ministro degli esteri Galeazzo Ciano, del cui ambiente entrò a far parte anche grazie ai legami di parentela della moglie diciannovenne, Paola dei conti Antonelli la famiglia del famoso cardinale Giacomo Antonelli con un ramo della famiglia Colonna. In questo periodo fu concessa laggiunzione del cognome Luserna, della nobile famiglia materna.

Ricevette quindi lincarico di addetto militare a Londra, e, nel 1940, di direttore dellUfficio Finlandia paese allora in guerra con lUnione Sovietica, al quale lItalia inviava segretamente materiale bellico al ministero degli esteri.

                                     

1.2. Biografia El Alamein

Durante la seconda guerra mondiale, dopo un breve periodo al Servizio Informazioni Militare, chiese il passaggio alla nuova specialità dei paracadutisti, dove, pur a confronto con uomini tutti di tempra eccezionale, emerse rapidamente come la figura forse più carismatica. Al comando del IV Battaglione Paracadutisti della Divisione "Folgore" raggiunse lAfrica settentrionale il 15 luglio del 1942 ed in ottobre, come comandante interinale del 187º Reggimento paracadutisti "Folgore", condusse la difesa del settore settentrionale della divisione tratto compreso fra la cosiddetta "Sacca minata," che separava il settore Bechi da quello del Raggruppamento Ruspoli, le quote di Deir el Munassib durante la battaglia di El Alamein, per cui ricevette una quarta medaglia di bronzo.

Lepigrafe posta allingresso del Sacrario Militare Italiano di El Alamein è tratta da uno scritto di Bechi Luserna I ragazzi della Folgore:

                                     

1.3. Biografia Nella "Nembo"

Richiamato in patria 4 novembre 1942 durante lepica ritirata della Divisione nel deserto, Bechi, ormai tenente colonnello, assunse lincarico di Capo di Stato Maggiore della divisione paracadutisti "Nembo", di cui divenne il principale animatore.

L8 settembre 1943 la Nembo era di stanza in Campidano, a circa quaranta chilometri da Cagliari. La notizia dellarmistizio di Cassibile fu accolta negativamente da molti paracadutisti; in particolare, il XII battaglione comandato dal Maggiore Mario Rizzatti, insieme ad una batteria del 184º Artiglieria, decise di unirsi ai tedeschi della 90ª Divisione Panzergrenadier, che si stavano ritirando verso la Corsica. Il generale Ercole Ronco, comandante la Divisione, cercò di richiamare allordine il reparto, ma senza risultato; anzi, secondo la Relazione Ufficiale, fu temporaneamente posto agli arresti dagli ammutinati. Nel tentativo di indurre il battaglione, in ritirata sulla Carlo Felice, a recedere dalla scelta compiuta, il colonnello Bechi riuscì a raggiungerlo nella zona di Castigadu, alle porte di Macomer. Lì venne fermato da un posto di blocco stradale istituito al bivio di Borore da un distaccamento del reparto ammutinato agli ordini del capitano Corrado Alvino. Al culmine di un violento alterco verbale per reclamare il passaggio, il Colonnello Bechi venne ucciso, assieme ad uno dei Carabinieri della scorta, da una raffica del fucile mitragliatore a presidio del blocco, sparata dal paracadutista Cosimo, mentre si trovava ancora sulla Fiat 1100 di servizio. Il secondo carabiniere della scorta rimase ferito, e successivamente si aggregò al XII Battaglione in qualità di scritturale. La salma di Bechi, chiusa in un sacco, fu caricata su un camion, e successivamente, dopo il rifiuto dei frati di un convento di farsene carico, fu poi sepolta in mare a Santa Teresa Gallura, nelle Bocche di Bonifacio, il 10 settembre 1943. Nel punto in cui fu gettata la salma, il capitano Mainetto Sergio presi accordi con il parroco e lAmministrazione di Santa Teresa Gallura, fece erigere una croce in granito che riporta la dedica" Ten. Col. Alberto Bechi Luserna Capo di S.M. Div. Nembo. Al più grande ragazzo per cuore e sentimento i paracadutisti della Nembo dedicano ”. Anche a Macomer è stato posto, sul luogo dellomicidio, un cippo costituito da un semplice monumento circondato da quattro proiettili di cannone e riporta la dedica" Qui, per obbedire alle leggi della Patria, per l’onore della Nembo, cadde il ten. colonnello Alberto Bechi ”. Inoltre, un busto lapideo a grandezza naturale del tenente colonnello Bechi Luserna, venne donato dal Lions Club cittadino al 5º Reggimento genio guastatori, di stanza proprio nella caserma intitolata allufficiale, eroe della seconda Guerra mondiale. L’Associazione Nazionale Paracadutisti dItalia Sezione Provinciale di Siracusa il 30 ottobre 1999 ha voluto ricordare il Ten. Col. Bechi Luserna con una lapide commemorativa inserita nel monumento ai caduti d’Africa a Siracusa.

Qualche tempo dopo, lo stesso Cosimo riportava alla vedova il portafoglio e lorologio.

Bechi fu decorato con la medaglia doro al valor militare alla memoria. Per la sua morte, dopo la guerra fu processato e ritenuto responsabile il capitano Alvino.



                                     

2. Lo scrittore

Come già il padre, Bechi svolse anche una notevole attività letteraria, con una nutrita serie di scritti giornalistici apparsi poi in tre successivi volumi: Noi e loro, Britannia in armi e infine I ragazzi della Folgore, nel quale narrò le vicende della divisione nella battaglia di El Alamein.

Questultimo libro, composto dal diario e da una serie di articoli raccolti in volume nel dopoguerra a cura di Paolo Caccia Dominioni, a cui è allegato il diario di guerra del XXXI battaglione guastatori che al comando del maggiore Paolo Caccia Dominioni di Sillavengo si batté al fianco dei paracadutisti fino ad el Alamein, costituisce la principale fonte della leggenda della Folgore a El Alamein.

Bechi fu lideatore, nel 1943, del "Foglio di campo dei Paracadutisti dItalia", testata che visse, sotto la direzione della M.O.V.M. Ten. Col. Giuseppe Izzo che già gli era subentrato come Capo di S. M. della Nembo, fino al 1946 e che recentemente è stata ripresa dalla rivista dellANPDI "Folgore", la quale si considera sua continuazione e dichiara Bechi suo fondatore.

Bechi disegnò anche un fregio per la Folgore destinato al calendario 1942 del IV battaglione.

Come il padre usava firmarsi Miles, così il figlio si firmava talvolta Eques.

                                     

3. Onori e genealogie

Ad Alberto Bechi Luserna è intitolata la caserma di Macomer che ha ospitato il 45º Reggimento Fanteria "Reggio" ed attualmente il 5º Reggimento Genio Guastatori. Unaltra caserma porta il suo nome a Pisa sede del Reggimento Logistico Folgore.

Dalla moglie Paola, sposata nel 1937, ebbe una figlia, Antonella, poi adottata dal secondo marito della madre, lindustriale Enrico Piaggio, e conosciuta da allora come Antonella Bechi Piaggio. Dal matrimonio con Umberto Agnelli Antonella ebbe un figlio, Giovanni Alberto Agnelli, carabiniere paracadutista nel Battaglione Tuscania, tragicamente scomparso a 33 anni nel 1997, mentre si accingeva ad assumere la direzione del gruppo Fiat. Dal secondo matrimonio Antonella ha avuto una figlia, Chiara Visconti di Modrone, ora Pervanas.

                                     

4. Opere

  • La falsa democrazia della Gran Bretagna, 1941
  • Noi e loro. Cronache di un soldato vagabondo, 1941
  • Britannia in armi: cronache di pace e di guerra, Edizioni Luigi Alfieri, 1941
  • I ragazzi della Folgore a cura di Paolo Caccia Dominioni, Edizioni Luigi Alfieri, 1943 - Lopera era stampata e pronta per la distribuzione nel 1943, ma una bomba nemica distrusse i locali delleditore; lopera fu ricostruita postuma, ma nuovamente tutto andò distrutto a causa di un bombardamento.