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ⓘ Carlo Luigi Buronzo del Signore. Il 10 marzo 1797 venne nominato amministratore apostolico dellarcidiocesi di Torino da re Carlo Emanuele IV di Savoia ed il 24 ..




                                     

ⓘ Carlo Luigi Buronzo del Signore

Il 10 marzo 1797 venne nominato amministratore apostolico dellarcidiocesi di Torino da re Carlo Emanuele IV di Savoia ed il 24 luglio di quello stesso anno, ottenuto lassenso pontificio, divenne arcivescovo della medesima sede.

Fu tra i più fervidi sostenitori di una politica antigiurisdizionalista in Piemonte, dopo la morte di re Vittorio Amedeo III di Savoia e di Ignazio Corte. Carlo Emanuele IV istituì infatti una giunta ecclesiastica con compiti teoricamente solo consultivi col fine di vigilare sulla disciplina degli ordini regolari, sugli studi e sulla qualità del clero, commissione che comprendeva diversi personaggi chiave della chiesa piemontese. Questa stessa commissione, stante la situazione di emergenza che a Roma aveva costretto papa Pio VI a fuggire, concesse il 14 agosto 1798 allarcivescovo di Torino la gestione dei vescovi di terraferma del Regno di Sardegna. Tale prerogativa prevedeva che, in caso di vacanza di una sede vescovile, tale sede sarebbe stata concessa provvisoriamente ai vicari capitolari delle chiese metropolitane in amministrazione temporanea. Le facoltà del Buronzo comprendevano, tra le altre cose, le dispense matrimoniali, lassoluzione da censure riservate di norma alla Santa Sede, la dispensa da irregolarità per gli ordini sacri, la concessione di benefici semplici, la facoltà di affittare i beni ecclesiastici per periodi superiori ai tre anni, la concessione del permesso ai regolari di rimanere fuori dal chiostro, la concessione di indulgenze plenarie in punto di morte, la facoltà di alienare e permutare i beni ecclesiastici.

Dopo loccupazione del Piemonte da parte delle truppe napoleoniche, il 12 dicembre 1798, pubblicò una lettera pastorale nella quale si dimostrò invece favorevole a quella che egli definì la "grande nazione trionfatrice", non mancando comunque di ricordare ai parroci di ubbidire allautorità costituita, a prescindere da qualsiasi essa fosse. Collaborò nuovamente con le autorità francesi per la riorganizzazione politica ed amministrativa del territorio piemontese nel 1799, sotto la direzione di Joseph-Mathurin Musset. Fu proprio su ispirazione di questultimo che pubblicò in quellanno una nuova lettera pastorale nella quale invitava alla moderazione e proclamava che il governo francese non potesse in alcun modo ritenersi "disdetto dallEvangelio, contrario o sfavorevole alla religione".

Durante il viaggio di Pio VI verso la Francia, nellaprile del 1799 ottenne di fare visita al papa per alcuni minuti, rimanendone profondamente colpito al punto da cambiare bandiera; preferì schierarsi comunque contro gli austro-russi guidati dal generale Suvorov, appoggiando invece sempre più lazione del governo sabaudo e consentendo per sua voce, secondo lo scrittore filo-francese Gaspare Morardo, a far arrestare molti ecclesiastici che avevano appoggiato col regime rivoluzionario. Nel giugno del 1800, col ritorno dei napoleonici, dovette fuggire da Torino, portandosi dapprima a Roma e poi a Napoli dove si trovava in esilio re Carlo Emanuele IV di Savoia, dal quale ricevette la carica di grande elemosiniere del regno ed il collare dellOrdine della Santissima Annunziata gennaio 1801. Pio VII, venuto a conoscenza del suo operato in piemonte, lo nominò il 2 novembre 1801 al ruolo di assistente al soglio pontificio.

Rientrato a Torino nel 1802, dovette subito recarsi in Francia per scongiurare la riduzione delle diocesi piemontesi, ma il governo francese decretò lo stesso la soppressione delle diocesi di Susa, Pinerolo, Fossano, Alba, Tortona, Bobbio, Casale, Biella e Aosta. Caduto ormai in disgrazia presso Napoleone per il suo comportamento ambivalente, il 24 aprile 1805 si recò per porre omaggio allimperatore francese di passaggio a Torino, ma venne rimproverato aspramente dal Bonaparte per la sua fedeltà alla casata dei Savoia. Stante questa situazione che lo rendeva personaggio inviso alle autorità statali e, sentito il parere del papa, diede le dimissioni il 24 giugno 1805, ritirandosi a vivere a Vercelli, ove morì il 23 ottobre 1806, giorno stesso del suo compleanno.

                                     

1. Genealogia episcopale

  • Papa Clemente XIII
  • Cardinale Marcantonio Colonna
  • Cardinale Ludovico Ludovisi
  • Cardinale Luigi Caetani
  • Papa Benedetto XIII
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  • Cardinale Giulio Antonio Santori
  • Papa Benedetto XIV
  • Cardinale Girolamo Bernerio, O.P.
  • Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
  • Arcivescovo Galeazzo Sanvitale
  • Cardinale Ulderico Carpegna
  • Cardinale Scipione Rebiba
  • Arcivescovo Carlo Luigi Buronzo del Signore