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ⓘ Unione Italiana. L Unione Italiana è la principale organizzazione degli italiani di Slovenia e di Croazia, attiva già dal 1944 durante la seconda guerra mondial ..




Unione Italiana
                                     

ⓘ Unione Italiana

L Unione Italiana è la principale organizzazione degli italiani di Slovenia e di Croazia, attiva già dal 1944 durante la seconda guerra mondiale e poi in Iugoslavia, nonché – dal 1991 – nelle repubbliche indipendenti di Slovenia e Croazia, con sede principale in Croazia a Fiume e secondaria in Slovenia a Capodistria. Essa rappresenta la minoranza di lingua italiana in detti due Paesi.

In Montenegro la Comunità Nazionale Italiana del Montenegro è in attesa di adesione allUnione Italiana. Questa comunità conta circa 600 persone, delle quali circa 420 italofone.

                                     

1.1. Storia La nascita e la lotta di liberazione

Tradizionalmente latto di nascita dellUnione degli Italiani col nome di Unione degli Italiani dellIstria e di Fiume - UIIF viene fatto risalire ad una data e a un luogo ben precisi: 10-11 luglio 1944 a Paradiso Čamparovica, nei pressi di Albona. Già dai tempi della Jugoslavia tradizionalmente ogni anno si commemora la fondazione del sodalizio in questo stesso luogo, usanza che si è mantenuta fino ai nostri giorni.

Le prime notizie di questa fondazione si ebbero però solo qualche tempo dopo: da un volantino diffuso in tutto il territorio istriano ad agosto del 1944 si apprese che: "In seguito alle sollecitazioni di molti italiani, un gruppo di italiani dellIstria e di Fiume, riunitosi il 10 e l11 luglio in territorio istriano per esaminare la situazione ha constatato.". Ma dalle testimonianze degli anni successivi si ricava che in quei giorni si riunirono in tutto sei persone, di cui solo tre gli italiani: Aldo Rismondo - segretario del Comitato distrettuale del Partito Comunista Croato PCC di Rovigno e membro del Comitato Popolare di Liberazione CPL dellIstria - Domenico Segalla - presidente del Fronte popolare di liberazione rovignese - e Leopoldo Boscarol dellorganizzazione del partito di Fiume.

Aldo Rismondo e Domenico Segalla in seguito disconobbero il contenuto del documento di Paradiso, prodotto dalla stamperia clandestina del PCC: in particolare lamentarono il fatto che gran parte di tale documento non facesse minimamente cenno agli italiani dellIstria e di Fiume - come loro avevano richiesto - ma alle rivendicazioni nazionali dei partigiani croati che reclamavano di riunirsi alla "madrepatria".

Tutto ciò fa concludere che la riunione di Paradiso fu in realtà un abbozzo di tentativo di coinvolgimento delle popolazioni italiane dellIstria e di Fiume, organizzato in modo affrettato probabilmente a causa delle insistenti voci di un imminente sbarco alleato in Istria, al principale scopo di rivendicazione territoriale delle terre allora facenti parte del Regno dItalia. Le conseguenze della riunione di Paradiso furono drammatiche: da quel momento in poi gli "antifascisti italiani onesti come allora si diceva furono solo quelli consenzienti alla linea annessionistica sloveno-croata. Su questa direttrice di marcia però non cera alcun consenso preventivo: lo comprovano le aspre polemiche le contestazioni dei massimi esponenti locali del Partito Comunista Italiano PCI verso i rappresentanti del Movimento Popolare di Liberazione MPL, dominato da esponenti croati e sloveni. La più significativa presa di posizione fu senzaltro quella dello stesso Aldo Rismondo, che per protesta diede le dimissioni da tutte le funzioni. Allo stesso tempo, vennero cooptati fra i capi dellUIIF delle persone assolutamente in accordo con le direttive del PCC - Andrea Casassa, Eros Sequi e Giorgio Sestan - che simpegnarono attivamente per reprimere ancor più qualsiasi dissidenza interna alla componente italiana.

Lallineamento completo dellUIIF avvenne il 6 marzo 1945 a Zalesina vicino a Delnice nellattuale Regione litoraneo-montana, con la formale riunione del Comitato provvisorio e lemanazione di un nuovo "Proclama agli Italiani dellIstria e di Fiume", che parafrasava il proclama annessionistico precedente, ampliandolo. Ai vertici del Comitato esecutivo e del Consiglio furono posti Dino Faragona presidente ed Eros Sequi segretario.

                                     

1.2. Storia Lallineamento del dopoguerra

La prima assise dellUIIF si tenne a Pola il 3 giugno 1945 e confermò completamente la linea politica e la dirigenza nominata a Zalesina. Alle principali cariche dellUIIF furono eletti, tra gli altri, Dino Faragona, Domenico Segalli ed Eros Sequi. Dalle relazioni dei dirigenti emergeva chiaramente che lUIIF era sorta quale strumento atto a garantire al nuovo regime un controllo politico totale sulla popolazione italiana. LUIIF venne quindi mobilitata contro quelle forze antifasciste che stavano lottando per la difesa dellitalianità e contro gli obiettivi jugoslavi di annessione territoriale. Lazione non si limitò solo alla sfera del confronto e della propaganda politici, ma in molti casi si tradusse in una preordinata e sistematica liquidazione fisica degli avversari.

In questo quadro drammatico nel 1945 venne creata a Trieste l Unione Antifascista Italo-Slava UAIS, che mitigò parzialmente lazione dellUIIF in campo politico e diede maggior peso alla organizzazione degli aspetti culturali della Comunità Nazionale Italiana.

Sede dellUIIF fu subito Fiume, che non ancora svuotata dagli italiani vide la nascita di alcune componenti fondamentali nella storia dellUIIF: il Dramma Italiano, La Voce del Popolo, Radio Fiume e leditoria in genere, sia pure strettamente controllate nella loro ortodossia dal Partito Comunista Jugoslavo PCJ. Dal 1946 venne poi concesso allUIIF laffitto di Palazzo Modello, come sede del CIC di Fiume "Fratelli Duiz". Primo Circolo Italiano di Cultura a essere fondato, fin dallinizio assunse di fatto anche un ruolo pilota nellestensione della rete dei circoli al resto della Jugoslavia.

Il 2 febbraio 1947 si tenne a Parenzo la Seconda Conferenza Elettorale dellUIIF, allinterno della quale si deliberò listituzione in ogni località in cui fosse presente una componente italiana dei "Circoli Italiani di Cultura" CIC e delle sale di lettura, come componenti organizzative fondamentali per i connazionali. Da questi Circoli nacquero decenni dopo le "Comunità degli Italiani". Come nuovo segretario venne nominato Giusto Massarotto - già comandante partigiano, ritenuto uno dei responsabili delle violenze del 1943-1945 in Istria - mentre Eros Sequi divenne vicepresidente.

La prima assemblea dopo lannessione dellIstria alla Jugoslavia Terza Conferenza Plenaria si tenne a Pola il 30 maggio 1948. Siniziarono a sentire gli effetti dellesodo: anche alcuni dei massimi dirigenti decisero di partire e Giusto Massarotto sostituì il primo presidente Dino Faragona. La linea non cambiò minimamente, allineandosi ai fasti della nuova Jugoslavia socialista.

                                     

1.3. Storia Gli effetti della risoluzione del Cominform e i terribili anni 50

In seguito alla rottura con lUnione Sovietica e alla risoluzione del Cominform che condannava Tito, lUIIF conobbe una profonda crisi: la maggior parte dei suoi dirigenti proveniva dalle file del PCI che si era dichiarato a favore di Stalin, di conseguenza lUnione e i Circoli Italiani di Cultura furono nel ciclone: fra il 1948 e il 1949 lUnione perse sette componenti del primo comitato provvisorio e altri 26 membri dellEsecutivo e del Consiglio eletti a Pola sparirono: una parte venne arrestata, altri fuggirono in Italia.

Nel novembre del 1949 a Fiume si tiene la Quarta Assemblea: unassise straordinaria alla presenza di 400 delegati, caratterizzata da una pesantissima aria di sospetto e di entusiastico appoggio a Tito. Dalla tribuna si scatenarono i delegati contro la vecchia dirigenza dellUIIF, accusata di aver favorito lesodo degli italiani. Centinaia di italiani furono arrestati, e una parte di essi venne spedita a Goli Otok.

Anche la Quinta Assemblea di Pola del 1950 si svolse in un clima pesante, pur se siniziarono a intravedere alcuni flebili segni di democratizzazione dellassociazione, con un inizio di decentramento e un allargamento della rappresentanza dei vari circoli. Questo indirizzo venne confermato allAssemblea Straordinaria di Parenzo 16 settembre 1951, guidata dai rieletti Eros Sequi ed Erio Franchi. Un mese più tardi, una radicale svolta pilotata dai comunisti jugoslavi: grazie allo zelante aiuto di una frangia di italiani, i massimi dirigenti dellUIIF - nonostante la ferrea accondiscendenza ai desiderata del partito - vennero radiati da tutte le cariche ed espulsi dal partito: fu una delle tante manovre jugoslave tese a eliminare qualsiasi parvenza di dirigenza "forte" della Comunità Nazionale Italiana.

Allinizio degli anni cinquanta, la situazione della minoranza italiana in Jugoslavia si fece molto pesante: vennero eliminate anche le manifestazioni di tipo culturale, sostituite da formali manifestazioni politiche denominate "Raduni degli Italiani", ferreamente controllati dai comunisti sloveni e croati. LUIIF diviene una cassa di risonanza delle rivendicazioni jugoslave su Trieste: i documenti dellepoca riportano gran quantità di proteste contro il risorgente irredentismo italiano e di annunci di purghe interne alla minoranza stessa, in un profluvio di proclami a favore del "elevamento ideologico" e del "patriottismo socialista". Nulla si dice sulla gravissima situazione interna della minoranza o sui famigerati "decreti Peruško", che pretendendo di appioppare la nazionalità slovena o croata agli scolari sulla base del proprio "cognome originario" e vietando liscrizione di studenti sloveni o croati nelle scuole italiane, determinarono la chiusura di decine di istituti e il trasferimento forzato di centinaia di studenti di madrelingua italiana nelle scuole di lingua slava. In questi anni sparirono molti Centri Italiani di Cultura alcuni di essi timidamente riapparvero solo alla caduta del regime comunista e alla frantumazione della Jugoslavia, mentre vari furono gli appelli dellUIIF per "i diritti mancanti degli Sloveni a Trieste" e per i "Croati snazionalizzati in Istria".



                                     

1.4. Storia Il risveglio degli anni 60

Il disgelo nei rapporti fra Italia e Jugoslavia successivamente al Memorandum di Londra che risolse lannosa questione del Territorio Libero di Trieste si ripercosse immediatamente sulla Comunità Nazionale Italiana: nellAssemblea di Isola del 1958 per la prima volta si parlò del ruolo dellUIIF come "ponte nel rapporto fra i due Paesi", favorendo una serie di scambi culturali e politici.

Per la prima volta nella sua storia, il candidato alla presidenza proposto dalla direzione del partito a Fiume venne bocciato: al suo posto venne eletto il capodistriano Nerino Gobbo - già comandante partigiano col nome di battaglia di "Gino", condannato in Italia per gli infoibamenti nellabisso Plutone nei pressi di Trieste - mentre come segretario venne eletto il fiumano Ferruccio Glavina, che contribuì grandemente alla successiva svolta. Si distinsero in quegli anni la commissione scolastica e quella artistico-culturale, guidate dal professor Antonio Borme e dallo stesso Glavina, che daranno lavvio a una serie di iniziative che sfoceranno nel 1960 nella ripresa di molte iniziative locali e nel raduno-rassegna degli Italiani svoltosi a Pola nel mese di giugno.

Fra il 1961 e il 1963 la nuova linea più democratica - per quanto sempre controllata dal PCJ - si sviluppò ulteriormente, fino a sfociare nellundicesima Assemblea dellUnione Rovigno, 30 giugno 1963, che approvò un nuovo statuto e un nuovo regolamento. Per la prima volta si parlò del bilinguismo, che allinizio degli anni cinquanta era stato praticamente abolito: a Fiume in una notte sola nel periodo più turbolento della questione di Trieste vennero distrutte o eliminate tutte le iscrizioni, tutte le targhe, tutti i cartelli italiani o bilingui, che non vennero mai più ripristinati. LUIIF tornò a parlare di "autonomia" un concetto tabù nella Jugoslavia di Tito per alcune minoranze non slave e Borme presentò un indirizzo sulla collaborazione con la "Nazione dorigine", e cioè lItalia.

Gli anni fra il 1963 e il 1974 furono fecondi: la nuova dirigenza dellUnione condusse lassociazione a un vero e proprio salto di qualità - sia pure sempre nel solco della fedeltà assoluta ai principi della Jugoslavia socialista - giungendo a stringere nel 1965 un accordo di collaborazione con lUniversità Popolare di Trieste UPT, attraverso la quale lo Stato italiano riuscì a far pervenire ai vari Centri Italiani di Cultura una serie di supporti in denaro, materiali e idee. Questa collaborazione fu periodicamente contestata dal regime, che in essa intravedeva il pericolo del revanscismo o dellirredentismo, con conseguenti ritardi, critiche e perfino forzati annullamenti di iniziative già organizzate.

Va anche notato che sino a quel momento lItalia non aveva preso minimamente a cuore le sorti della CNI in Jugoslavia, condizionata anche dallatteggiamento di chiusura delle associazioni degli esuli verso i cosiddetti "rimasti".

Nellassemblea di Fiume del 1968 si giunsero perfino a criticare pubblicamente le molteplici resistenze opposte allo sviluppo dellUIIF, e proprio in questo periodo ebbero inizio le periodiche campagne di stampa croate che si trasformarono poi nella nota ondata nazionalista che colpì direttamente lUIIF a cavallo della metà degli anni settanta.

                                     

1.5. Storia Lapice del processo di innovazione e la "defenestrazione" di Borme

Nel 1971 - assemblea di Parenzo - si raggiunse forse il punto più estremo di maturazione dellUIIF, con la proposta di trasformazione dei Centri Italiani di Cultura nelle Comunità degli Italiani, chiamate a rappresentare tutti i cittadini della minoranza in un dato territorio senza più le limitazioni degli ambiti meramente culturali o ricreativi. LUnione degli Italiani - si disse - era diventata un "soggetto di pari diritti nella società".

Le deliberazioni dellassemblea di Parenzo entrarono immediatamente nel ciclone, oggetto di resistenze e di critiche pesantissime da parte del potere politico e dei gruppi nazionalisti croati, in quel momento al massimo della loro espansione.

Ogni nuova iniziativa dellUIIF venne pesantemente criticata, risfoderando con impressionante costanza le sempiterne accuse di irredentismo quando non anche di fascismo. La semplice inaugurazione di una targa bilingue allesterno del neocostituito Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, nella quale si segnalava che la Repubblica Italiana aveva contribuito al restauro delledificio, scatenò una campagna di stampa sui giornali croati. Nellottobre 1973 la creazione del "Foglio di Informazioni" dellUnione Italiana - un bollettino informativo delle attività dellUIIF, inviato alle varie Comunità - servì da pretesto per dare lavvio a una nuova campagna di accuse contro lUnione degli Italiani e il suo presidente Antonio Borme.

Tutta questa campagna sfocerà nella destituzione di Borme dalla carica di Presidente dellUIIF, avvenuta nella riunione del Comitato a Pola il 13 settembre 1974. Alcuni dei partecipanti a questa riunione raccontarono di aver ricevuto pressioni di tutti i tipi per far loro prendere questa decisione.

                                     

1.6. Storia La normalizzazione degli anni 70

Con la defenestrazione di Borme le successive misure limitative che ne derivarono, lUIIF cadde ancora una volta in un lungo periodo di apatia. Le deliberazioni di Parenzo vennero soppresse, lo statuto venne eliminato: lintera operazione venne affidata a un nuovo gruppo dirigente, per lennesima volta zelante esecutore dei desiderata di Belgrado e Zagabria, col nuovo presidente ad interim Luigi Ferri.

La crisi fu talmente profonda che bloccò per la prima volta in trentanni anche le attività ordinarie: la stessa Assemblea dellUnione non venne più organizzata per sei anni. Ma anche in questa nuova assise Pola, maggio 1977 non si fece altro che prender nota delle poche attività svolte nei sei anni precedenti: nessuna parola sull affaire Borme e sui guasti da esso derivati.

Pochi mesi dopo, lAlleanza Socialista ASPL - una delle articolazioni territoriali del PCJ impose un nuovo statuto, dal quale risultò che tutte le attività dellUnione stessa di fatto erano eterodirette dallASPL stessa, nonché ridotte unicamente allambito culturale. Ai vertici dellUnione, una nuova dirigenza: Mario Bonita Presidente, Giuseppe Degrassi, Nelida Milani e Leo Fusilli Vicepresidenti, Lorenzo Vidotto Segretario. Questi - pur fra varie pressioni e quasi del tutto nuovi nelle cariche sociali - cercarono di sviluppare le attività rimaste: allambito culturale aggiunsero nel 1981 quello sportivo-ricreativo, con la firma di un accordo di collaborazione col CONI nel 1984-1985, che permise la partecipazione dei giovani della minoranza ai Giochi della Gioventù.



                                     

1.7. Storia Gli anni 80: dallapatia al risveglio

Fra il 1982 e il 1985, nellambito dellUIIF si sviluppò largomento della "Socializzazione della lingua e della cultura italiana", che prevedeva lampliamento dei ristretti ambiti di utilizzo del bilinguismo fino a ipotizzare che la lingua italiana divenisse "lingua dambiente" nellintero territorio istriano: una sorta di "prima lingua" alla pari con le due lingue maggioritarie, sloveno e croato.

La reazione del potere non tardò a venire: sfruttando come sempre una serie di personaggi interni allUIIF stessa, si mise la nuova presidenza Silvano Sau nellimpossibilità di agire. Gli stessi finanziamenti pubblici jugoslavi vennero pesantemente ridotti, tanto che nel 1987 lUnione fu costretta a rinunciare persino allorganizzazione delle tradizionali rassegne artistico-culturali.

In questi frangenti, nel frattempo i dati dei vari censimenti jugoslavi denunciavano sempre più una drammatica diminuzione degli italiani, che nel 1981 raggiunsero la percentuale minore di tutta la storia moderna dellIstria e del Quarnaro: solo 15.132 cittadini jugoslavi si erano dichiarati di nazionalità italiana, con un decremento del 30.6% rispetto a dieci anni prima. Tutto ciò lasciava presagire addirittura una rapida e definitiva sparizione della minoranza italiana.

Alla fine degli anni ottanta, col regime in agonia, quasi inaspettatamente la minoranza italiana diede segni di risveglio: a dicembre del 1987 vennero raccolte le firme per una petizione popolare contro una legge federale che avrebbe ridotto gli ambiti di utilizzo delle lingue minoritarie. Il Gruppo Nazionale Italiano cominciò a chiedersi pubblicamente se in quelle condizioni avrebbe ancora avuto un futuro.

Pochi mesi dopo sorse il "Gruppo dopinione 88": un insieme eterogeneo di persone che si proponeva la democratizzazione del sistema e la rifondazione dellUIIF su diverse basi.

Il gruppo dirigente dellUnione - strettamente connesso alle strutture del partito - abbozzò: accusato pubblicamente per la prima volta di attraversare una nuova fase di sudditanza politica e pure psicologica, riconobbe che avrebbe dovuto recitare un unico "mea culpa": quello di non aver saputo cogliere il disagio della base.

La Presidenza dellUIIF elaborò quindi una nuova "Piattaforma programmatica" denominata "Per un salto di qualità", che per la prima volta venne sottoposta al vaglio della base, discussa e modificata: dopo decenni e decenni si assisté a un processo democratico di scelta, mai possibile prima. La nuova piattaforma venne convalidata come fondamentale indirizzo programmatico dellassociazione alla Terza Conferenza dellUnione svoltasi a Buie il 9 maggio 1988: si riproponeva lautonomia, si riassumeva il principio della rappresentanza qualificata, si parlava dEuropa, di pluralismo e democrazia.

La reazione fu veemente, e per lennesima volta alcuni componenti della minoranza - segnatamente lallora presidente della Comunità degli Italiani di Abbazia Pietro Nutrizio e altri - furono fra i più accesi critici, ma non era più tempo di purghe. Su iniziativa di Fulvio Varljen ed Ezio Giuricin in primis, assieme ad altri esponenti della CNI il 2 febbraio 1988 si fondò a Rovigno il "Movimento per la Costituente", per rifondare dalle fondamenta lUIIF. Presidente del Movimento fu nominato Antonio Borme. Tra i fondatori ci furono elementi di spicco dellex-UIIF e della futura Unione Italiana tra cui Corrado Iliasich, Ferruccio Glavina, Olga Milotti, Mauro Graziani, Denis Visintin e altri.

Dopo molteplici riunioni, si riuscì infine a concordare con la Presidenza dellUIIF di indire le prime elezioni democratiche e pluraliste della Comunità italiana.

Questo fu lultimo atto dellUnione degli Italiani dellIstria e di Fiume, che si sciolse allultima Conferenza di Albona nel novembre 1990.

                                     

1.8. Storia La nuova Unione

Dal 25 al 27 gennaio 1991 si svolsero le elezioni per i nuovi organismi del gruppo nazionale. La partecipazione fu massiccia: 13.150 italiani l84.48% degli aventi diritto espresse il suo voto.

La prima assemblea costituente si tenne a Pola il 13 marzo 1991. A presiedere il consesso venne chiamato - dopo quasi diciassette anni di oblio - il carismatico presidente del Movimento per la costituente Antonio Borme. A dirigere la giunta esecutiva, il giovane Maurizio Tremul.

Nei quattro mesi del mandato provvisorio dei nuovi organismi, durante i quali si accavallarono i grandi avvenimenti precedenti e successivi allindipendenza dei nuovi stati di Slovenia e Croazia con la conseguente divisione della minoranza in due stati nazionali, lattività proseguì nelle varie Comunità degli Italiani per definire il nuovo Statuto e il nuovo Indirizzo programmatico, approvati poi alla seconda assemblea costituente Fiume, 16 luglio 1991.

La nuova organizzazione prese il nome di Unione Italiana UI.

Nel frattempo, sorsero in Slovenia e Croazia altre venti nuove Comunità degli Italiani, evidente segno del precedente timore a dichiararsi italiani e della nuova aria che sembrava spirare.

La morte di Antonio Borme 8 agosto 1992 fu un notevole colpo per lUI: la presidenza venne affidata allora a Giuseppe Rota.

Nel 1993 si svolsero le seconde elezioni dellAssemblea dellUI, la cui organizzazione venne definita qualche mese prima nellassemblea straordinaria di Parenzo, nel corso della quale si approvò la mozione sul bilinguismo in Istria.

Gli sforzi profusi dalla nuova Unione Italiana furono coronati dalla firma, avvenuta il 5 novembre 1996, dellaccordo italo-croato sulle minoranze nazionali, che riconosce lUnione Italiana quale unica organizzazione rappresentativa dellintera comunità italiana.

Gli anni successivi sono stati caratterizzati da alti e bassi: la Comunità Nazionale Italiana, che al censimento del 1991 aveva registrato un sostanzioso aumento numerico che ne aveva riportato la consistenza ai livelli degli anni sessanta, dieci anni dopo è tornata a calare sia in Slovenia sia in Croazia. Il sostanziale mancato ricambio delle alte cariche allinterno dellUI negli ultimi dieci anni dominati dalle figure di Furio Radin e Maurizio Tremul se da un lato ha garantito una continuità nella direzione, dallaltro sembra aver causato un rilassamento complessivo, dimostrato dalla continua diminuzione dei partecipanti alle elezioni dellAssemblea dellUI 32.61% degli aventi diritto alle ultime elezioni del 2006.

Su tutto ciò incombono dei problemi di fondo: il numero degli italiani è talmente esiguo - soprattutto in Slovenia - che la stessa autoidentificazione nazionale risulta complessa e affievolita; la creazione di un confine fra italiani di Slovenia e italiani di Croazia i primi sono cittadini dellUnione Europea, mentre i secondi non lo sono stati fino al luglio 2013 ha inevitabilmente creato delle differenze sostanziali fra le due componenti della minoranza; il clamoroso successo del partito regionalista della Dieta Democratica Istriana nellIstria croata ha alimentato grandi speranze fra gli italiani dellIstria, spesso deluse da molte beghe interne al partito e da un sostanziale rallentamento del processo di affermazione del bilinguismo nella regione. A tutto ciò si aggiungano le ricorrenti incomprensioni con i governi sloveni e croati, con parecchi uomini politici che ancor oggi vedono nella presenza di una componente minoritaria italiana allinterno dei propri confini un problema piuttosto che unopportunità. Non manca neppure qualche incomprensione con lItalia, sia con i vari governi sia con lente UPT, in particolare sullassegnazione e sulle modalità di gestione dei contributi statali annuali in favore della stessa CNI.

                                     

2. Organizzazione interna

Oggi lUI raccoglie i cittadini delle due repubbliche appartenenti alla minoranza autoctona italiana, concentrati essenzialmente nella regione istriana, nella città di Fiume, in alcuni centri del Quarnaro e della Dalmazia e quantificabili, dopo lesodo del secondo dopoguerra, in circa 30 000 persone.

LUnione è organizzata in 52 sezioni locali 46 in Croazia e 6 in Slovenia, denominate Comunità degli Italiani C.I., rappresentate da un parlamentare al parlamento sloveno e uno al parlamento croato, eletti a due appositi seggi specifici dai cittadini iscritti nelle liste elettorali che si vogliono avvalere del voto nazionale riservato alle minoranze.

In seguito al disfacimento della Jugoslavia, nella parte dellIstria sotto sovranità slovena la U.I. ha perso progressivamente il suo potere istituzionale e rappresentativo a favore della Comunità Autogestita della Nazionalità italiana la C.A.N., detta comunemente CAN Costiera, nata per volere della Repubblica socialista jugoslava di Slovenia alla fine del 1974, in seguito allemanazione in quello stesso anno della nuova costituzione federale che rafforzava i poteri autonomi delle repubbliche fondative. Oggi questo ente di diritto pubblico sloveno è lunico ufficialmente riconosciuto da Lubiana per i rapporti istituzionali con la Comunità Nazionale Italiana in Slovenia. LUnione Italiana è invece riconosciuta solo come ente di diritto privato, al pari di una qualsiasi associazione. Questo stato di cose è tuttora oggetto di dibattito in seno alle istituzioni della CNI delle due Repubbliche, avendo ulteriormente diviso gli Italiani della regione, in particolare isolando il gruppo minoritario del Capodistriano, dopo che già il nuovo confine internazionale nato nel 1991 sul Dragogna, ha prodotto notevoli problemi al mantenimento dellunità storica e della collaborazione della comunità. Problematiche che si spera verranno ora almeno in parte superate con lavvenuto ingresso della Croazia nellUnione europea.

Un altro tema attuale è la ventilata possibilità di una modifica statutaria per permettere alla UI di operare formalmente anche in Montenegro attualmente infatti lo statuto prevede unattività esclusivamente in Croazia e Slovenia: questo per venire incontro alla richiesta della Comunità degli Italiani del Montenegro nata nel 2005 con sede a Cattaro e forte di circa 460 soci di aderire alla UI stessa e di benificiare così anche del pieno riconoscimento e del sostegno diretto della Repubblica italiana.

Il quotidiano ufficiale della CNI è La Voce del Popolo, pubblicazione della casa editrice fiumana EDIT, di proprietà della U.I. Essa è proprietaria e fondatrice di un importante Centro di Ricerche Storiche nella città di Rovigno, che si onora dello status di "Biblioteca depositaria del Consiglio dEuropa", con un patrimonio di quasi 100 000 volumi. Beneficia inoltre dei programmi in lingua italiana di TV e Radio Capodistria. Altre importanti istituzioni legate alla UI sono: l AIPI Associazione Imprenditori Privati Italiani; il Dramma Italiano di Fiume; il Centro Studi di Musica Classica "Luigi Dallapiccola" con sedi a Verteneglio, Pola e Fiume; la Società di Studi e Ricerche "Pietas Iulia" di Pola; il Centro Italiano di Promozione, Cultura, Formazione e Sviluppo "Carlo Combi" di Capodistria; le Redazioni dei programmi italiani di Radio Pola e Radio Fiume ; l’ AINI Associazione Imprenditoriale della Nazionalità Italiana della Croazia con sede a Cittanova e FUTURA lanaloga Associazione per la Slovenia; ed altre ancora. Oltre al Consolato Generale dItalia a Fiume, nellIstria croata ci sono due vice consolati onorari: a Pola e a Buie.

La bandiera dellU.I. è stata dal 1945 al 1991 la bandiera italiana con la stella rossa al centro; dopo tale data, con lo scioglimento della Jugoslavia, lUnione, rifondandosi, ha adottato come vessillo il tricolore italiano identico a quello della Nazione Madre così viene tradizionalmente definita lItalia nei documenti dellU.I. Allo stesso modo, come inno dellU.I. è stato scelto il Canto degli Italiani Fratelli dItalia.

Attuale Presidente della U.I., eletto alle ultime elezioni dell11 giugno 2006 con mandato quadriennale, è Furio Radin di Pola che ricopre anche lincarico di parlamentare al seggio specifico per la comunità italiana al parlamento di Zagabria. Maurizio Tremul di Capodistria, già presidente U.I. nel precedente mandato, è ora presidente della Giunta Esecutiva, in cui siedono i responsabili dei vari settori dattività. Parlamentare italiano al seggio specifico sloveno è invece il capodistriano Roberto Battelli. Il massimo organo deliberativo della UI è l Assemblea dei Soci, attualmente composta da 75 Consiglieri rappresentanti di tutto il corpo comunitario, eletti dai soci effettivi maggiorenni delle C.I. ogni 4 anni.

                                     

3. Elenco delle C.I. riconosciute

  • CI di Moslavina Dante - Basanarina 4, 44320 Kutina Regione di Sisak e della Moslavina, Croazia
  • CI di Montona Andrea Antico - Corso V.Nazor 1, 52424 Montona Regione istriana, Croazia
  • CI di Lipik - Slavonska ulica 47, 34551 Lipik Regione di Požega e della Slavonia, Croazia
  • CI di Laurana - c.p. 32, 51415 Laurana Regione litoraneo-montana, Croazia
  • CI di Umago Fulvio Tomizza - Brolo 1, 52470 Umago Regione istriana, Croazia
  • CI di Albona "Giuseppina Martinuzzi" - via J. Rakovac 4, 52220 Albona Regione istriana, Croazia
  • CI di Lesina Gian Francesco Biondi - 21450 Lesina Regione spalatino-dalmata, Croazia: ufficialmente costituita ma non ancora riconosciuta.
  • CI di Grisignana - Castagna 58, 52429 Grisignana Regione istriana, Croazia
  • CI di Visinada - Visinada sn, 52447 Regione istriana, Croazia
  • CI di Spalato Francesco Carrara - Via Bajamonti 4/1, 21000 Spalato Regione spalatino-dalmata, Croazia
  • CI di Pola - Via Carrara 1, 52100 Pola Regione istriana, Croazia
  • CI di Zagabria - 10000 Zagabria Croazia
  • CI di Cherso "Francesco Patrizio" - Piazza F. Petrica 14, 51557 Cherso Regione litoraneo-montana, Croazia
  • CI di Isola dIstria Dante Alighieri - Piazza Manzioli 5, 6310 Isola Provincia carsico-litoranea, Slovenia
  • CI di Matterada - Giurizzani 1, 52470 Umago Regione istriana, Croazia
  • CI di Fiume - Uljarska 1/II, 51000 Fiume Regione litoraneo-montana, Croazia
  • CI di Lussinpiccolo - c.p. 35, 51550 Lussinpiccolo Regione litoraneo-montana, Croazia
  • CI di Orsera - R.Končar 17, 52450 Orsera Regione istriana, Croazia
  • CI di Valle dIstria - Castel Bembo sn, 52211 Valle Regione istriana, Croazia
  • CI di Verteneglio - Via Maestra sn, 52474 Verteneglio Regione istriana, Croazia
  • CI di Buie - piazza Jozip Broz Tito 13, 52460 Buie Regione istriana, Croazia
  • CI di Santa Domenica-Castellier - S. Domenica 8, 52464 Castellier Regione istriana, Croazia
  • CI di Cittanova - Via del Mulino 4, 52466 Cittanova Regione istriana, Croazia
  • CI di Sissano - Via G. Dobran 20, 52100 Pola Regione istriana, Croazia
  • CI di San Lorenzo-Babici - Casa della cultura, Babici, 52470 Umago Regione istriana, Croazia
  • CI di Castelvenere - Castelvenere 126 b, 52460 Buie Regione istriana, Croazia
  • CI di Levade Gradigne - Zubini 56, 52427 Levade Regione istriana, Croazia
  • CI di Capodistria Santorio - Via Fronte di Liberazione 10, 6000 Capodistria Provincia carsico-litoranea, Slovenia
  • CI di Abbazia - via Stanger 48, 51410 Abbazia Regione litoraneo-montana, Croazia
  • CI di Dignano - Piazza del Popolo 2, 52215 Dignano Regione istriana, Croazia
  • CI di Villanova del Quieto - Villanova sn, 52474 Verteneglio Regione istriana, Croazia
  • CI di Rovigno "Marco Garbin" - Piazza Campitelli 1, 52210 Rovigno Regione istriana, Croazia
  • CI di Mompaderno - Monpaderno 16, 52424 Regione istriana, Croazia
  • CI di Pirano Giuseppe Tartini - Via Kajuh 12, 6330 Pirano Provincia carsico-litoranea, Slovenia
  • CI di Fasana - Via Gallesano, 52212 Fasana Regione istriana, Croazia
  • CI di Momiano - Piazza S. Martino 8, 52462 Momiano Regione istriana, Croazia
  • CI di Visignano - Via dellIstria 5, 52463 Visignano Regione istriana, Croazia
  • CI di Parenzo - Piazza della Libertà 6, 52440 Parenzo Regione istriana, Croazia
  • CI di Draga di Moschiena - Aleja Slatina 2, 51417 Draga di Moschiena Regione litoraneo-montana, Croazia
  • CI di Plostine "Liberta" - Ploštine 59, 54552 Badljevina Regione di Požega e della Slavonia, Croazia
  • CI di Crassizza - Casa della Cultura bb, 52260 Buie Regione istriana, Croazia
  • CI di Pinguente - Maruškići 30, 52420 Pinguente Regione istriana, Croazia
  • CI di Salvore - Via dellIstria sn, Bassania, 52470 Salvore Regione istriana, Croazia
  • CI di Cattaro - Cattaro Municipalità di Cattaro, Montenegro: ufficialmente costituita ed operante ma in attesa di adesione allUI.
  • CI di Gallesano Armando Capolicchio - Gallesano 4, 52216 Regione istriana, Croazia
  • CI di Bertocchi - Strada dei Combattenti 1, 6000 Capodistria Provincia carsico-litoranea, Slovenia
  • CI di Veglia - 51500 Veglia Regione litoraneo-montana, Croazia
  • CI di Isola dIstria Pasquale Besenghi degli Ughi - Piazza Manzioli 5, 6310 Isola Provincia carsico-litoranea, Slovenia
  • CI di Stridone - Stridone-Snidarici 3, 52428 Portole Regione istriana, Croazia
  • CI di Crevatini-Ancarano - Crevatini 13, 6280 Ancarano Provincia carsico-litoranea, Slovenia
  • CI di Zara - Via Borelli 8/I, 23000 Zara Regione zaratina, Croazia
  • CI di Torre - San Martino, 52465 Torre Regione istriana, Croazia
  • CI di Pisino - c/o Casa del Popolo, 52000 Pisino Regione istriana, Croazia
  • CI di Sterna - Sterna bb, 52428 Grisignana Regione istriana, Croazia


                                     

4. Scuole medie superiori di lingua italiana

Slovenia

  • Ginnasio Antonio Sema di Pirano
  • Scuola media Pietro Coppo di Isola dIstria
  • Ginnasio Gian Rinaldo Carli di Capodistria

Croazia

  • Scuola media superiore italiana Leonardo da Vinci di Buie
  • Scuola media superiore italiana di Fiume
  • Scuola media superiore Dante Alighieri di Pola
  • Scuola media superiore italiana di Rovigno
                                     

5. Presidenti

Unione degli Italiani dellIstria e di Fiume
  • Mario Bonita 1977-1983
  • Giusto Massarotto 1948-1958
  • Luigi Ferri - 1974-1977 - facente funzioni
  • Nerino "Gino" Gobbo 1958-1963
  • Antonio Borme 1963-1974
  • Dino Faragona 1945-1948
  • Silvano Sau 1983-1991
Unione Italiana
  • Antonio Borme 1991-1992
  • Furio Radin 2006-2018
  • Maurizio Tremul 2002-2006
  • Antonio Rota 1992-2002
  • Maurizio Tremul dal 2018
                                     

6. Deputati ai rispettivi parlamenti

  • Furio Radin, deputato al Parlamento croato Hrvatski sabor dal 1992
  • Roberto Battelli, deputato al Parlamento sloveno Parlament Slovenije dal 1990 al 2018
  • Felice Žiža, deputato al Parlamento sloveno Parlament Slovenije dal 2018