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ⓘ Legge di successione dinastica. Si definisce legge di successione dinastica il complesso di norme che regolano famiglie reali o dinastie in merito alla successi ..




Legge di successione dinastica
                                     

ⓘ Legge di successione dinastica

Si definisce legge di successione dinastica il complesso di norme che regolano famiglie reali o dinastie in merito alla successione al trono e allappartenenza alla dinastia stessa, dalla quale deriva il diritto a uno specifico rango, titolo e trattamento, e, conseguentemente, lidoneità a ricoprire determinate cariche dello Stato, come nel caso della reggenza.

Tale complesso di norme rientra nellambito del diritto dinastico e di quello pubblico e si distingue dalla successione civile, regolamentata dal diritto civile.

                                     

1. Introduzione

Le norme di successione dinastica stabiliscono i requisiti per la titolarità dei diritti di accesso al trono: esse normalmente distinguono una linea reale o principesca allinterno della quale si trasmette la corona.

Le norme di successione hanno come principale finalità quella di facilitare la trasmissione della corona in modo da evitare dispute per la conquista del potere; per questo motivo esse, normalmente, prevedono dei meccanismi automatici, senza che vi sia bisogno di una preventiva designazione da parte del sovrano "uscente" o di altro organo. Questa automaticità della successione è spesso sintetizzata nella formula "il Re è morto, lunga vita al Re".

Le leggi di successione non hanno per oggetto lo Stato, bensì la dinastia che ha giurisdizione sovrana sullo Stato. Per questo motivo, talvolta, dette leggi non si trovano espresse nelle Costituzioni dei Regni, in quanto queste ultime regolano i rapporti tra gli organi dello Stato o stabiliscono i principii fondamentali della convivenza civile nello Stato, mentre per la successione si rinvia, più o meno esplicitamente, a norme - scritte o non scritte - particolari e proprie della dinastia. Talvolta uno Stato dispone di una propria legge di successione che può divergere da quella della dinastia regnante, come nei casi dellHannover o del Lussemburgo.

                                     

2. Formazione delle leggi di successione

Conclusasi lepoca carolingia, caratterizzata dal principio di spartizione territoriale tra i discendenti maschi del sovrano, con laffermarsi delle monarchie dinastiche ereditarie e gettate le prime basi del lungo processo di formazione dello Stato moderno, si diffonde in Europa la legge di primogenitura, normalmente accompagnata dalla prevalenza della discendenza maschile su quella femminile, in modo da rafforzare il potere e la ricchezza della dinastia, evitando il frazionamento di proprietà e diritti. Francia, Italia sabauda, monarchia Asburgica e la maggior parte dei regni e principati tedeschi seguivano la legge salica, che esclude la discendenza femminile dalla successione al trono, salvo estinzione del ramo maschile.

In Spagna è in discussione leliminazione della regola di prevalenza della discendenza maschile su quella femminile come già è avvenuto in alcune monarchie nordiche.

Differentemente che in Europa, molti paesi islamici hanno adottato una diversa legge di successione, che non tramanda il potere di padre in figlio, ma "secondo il principio del parente maschio più anziano e capace": questo avviene tuttora in Arabia Saudita, mentre da poco è stata modificata la successione in Giordania in senso più favorevole alla primogenitura.

In Europa le leggi di successione dinastica cominciano a fissarsi a partire dal XIII secolo e vengono incorporate nelle cosiddette Leggi Fondamentali dello Stato: esse regolano la modalità di successione ad es. primogenitura maschile, stabilendo quali siano i requisiti per essere considerati candidati alla stessa. Infatti, non basta essere membri della Famiglia Reale, e per rientrare in detta categoria occorre essere legittimi discendenti del principe sovrano dello Stato in questione, ma occorre rispettare un codice di onore e di sottomissione alla monarchia che si manifesta in pieno nel contratto matrimoniale: in tutte le leggi di suffenzione lei regni e principati dEuropa si riscontra luttligobbligo di contrarre matrimoni tra pari e con il preventivo assenso del sovrano, che in casi del tutto eccezionali può acconsentire a ununione diseguale o ammettere alla successione rami non dinastici. Questo obbligo di contrarre matrimoni tra pari è previsto da quelle regole che normalmente si fanno rientrare, per estensione, nella categoria di Legge sadica.

Un caso storico sulla necessità dellapprovazione regia è offerto da Gastone dOrléans, fratello del re di Francia Luigi XIII, il cui matrimonio con Margherita di Lorena, perfettamente paritario, venne annullato a causa della mancata autorizzazione del Re, che minacciava lesclusione del fratello dalla successione. Lautorizzazione negata rientrava nei giochi di potenza tessuti dal re di Francia e dal suo consigliere, il cardinale Richelieu.

Dopo la seconda guerra mondiale, a seguito dellaffermarsi dellordine liberal-democratico a prevalenza repubblicana internazionale nel quale la rilevanza della monarchia si è ridotta in modo più che sensibile, i matrimonî dinastici e politici sono a loro volta diminuiti. Al recente matrimonio visibilmente diseguale del principe delle Asturie con una borghese non è potuto però mancare il necessario assenso del re. Nei Paesi Bassi il diritto di autorizzare o meno il matrimonio di un membro della famiglia reale è riconosciuto anche al parlamento, che - non essendo "consultato" nel 2004 - ha fatto escludere dalla successione il principe Hans Friso a causa delle sue discusse nozze. Per quanto riguarda la discendenza da matrimoni in seguito dichiarati nulli dallautorità ecclesiastica, normalmente le si riconoscono i diritti di successione come discendenza pienamente legittima, ma la storia ha dato esempi anche contrari.

                                     

2.1. Formazione delle leggi di successione Evoluzione storica

Ricordiamo alcune date significative nellevoluzione del diritto di successione al trono in alcuni paesi europei o per alcune dinastie:

  • Spagna: Pragmatica Sanzione del 1767 emanata da Carlo III esclude dalla successione chi contrae matrimonio con coniuge non di sangue reale.
  • Regno Unito: Act of Settlement 1701, Royal Marriages Act 1772.
  • Danimarca: nuove disposizioni del 1953 che limitano i componenti della Famiglia Reale e gli ammessi alla successione.
  • Russia: leggi emanate da Paolo I nel 1797.
  • Italia: Regie Lettere Patenti del 1780, Regio Editto del 1782, Regio Statuto del 1848, Codice Civile del 1865 e del 1942.
  • Due Sicilie: Prammatica Sanzione del 3 ottobre 1759 con cui Carlo III regola la successione dei regni di Spagna, Napoli e Sicilia, nonché del ducato di Parma e Piacenza.
                                     

3. Modifica delle leggi di successione

Il cambiamento delle leggi di successione ha causato nella storia numerosi conflitti tra coloro che perdevano i loro diritti e coloro che invece vi venivano ammessi. Alcuni esempi sono le guerre di successione europee del XVIII secolo o le guerre carliste in Spagna e migueliste in Portogallo. In effetti, similmente a quanto avviene nel diritto internazionale nel caso della formazione di nuove norme consuetudinarie, la modifica di una legge di successione implica la violazione dellantica legittimità, instaurandone una nuova e causando una serie di dispute connesse alla negazione di diritti acquisiti; è per questo che tale operazione deve avvenire il più possibile in modo condiviso e con il consenso di tutti i principi ammessi alla successione e può eventualmente essere seguita o accompagnata da un pronunciamento del parlamento o degli organi più autorevoli dello Stato.

Tradizionalmente il re, se è sciolto dallosservanza delle leggi che egli stesso sanziona legibus solutus, assoluto, è comunque sottomesso alle "leggi fondamentali del Regno", secondo unespressione in voga ai tempi di Richelieu, cioè le leggi che regolamentano la successione, ladesione a una certa religione e linsieme di norme morali e di rispetto delle tradizioni del regno, che in realtà resteranno scarsamente definite e permetteranno lopera riformistica e razionalizzatrice delle monarchie assolute.

Un cambiamento delle leggi di successione ha anche implicazioni internazionali visto che può alterare gli equilibri di alleanze basati sui rapporti familiari fra dinastie regnanti.



                                     

3.1. Modifica delle leggi di successione Il caso delle famiglie non regnanti

Se le modifiche alle leggi di successione di una dinastia regnante possono sollevare delle crisi di legittimità, nel caso delle famiglie non più regnanti, queste non fanno altro che alimentare dispute dinastiche che indeboliscono le potenzialità di restaurazione. Occorre vagliare meticolosamente lautorità con la quale il capo della Casa dà luogo alla modifica, se cioè abbia il potere di farlo, e verificare che tale atto sia riconosciuto come legittimo dagli altri membri. Normalmente, i pretendenti delletà precedente al secondo dopo guerra, e in particolare i conti di Parigi, quando ancora vivo era il principio monarchico, si riconoscevano esclusivamente il diritto di interpretare, attuare e difendere le leggi dinastiche e non quello di modificarle.

                                     

4. Leggi di successione che regolano Casa Savoia

La successione dinastica in Casa Savoia era regolamentata da una serie di norme contenute in diversi atti: le Regie Lettere Patenti del 1780 e il Regio Editto del 1782, entrambi emanati da Vittorio Amedeo III, lo Statuto Albertino del 1848 e il Codice Civile del 1942 artt. 92, 105 e 114.

I matrimoni dei principi di Casa Savoia avvengono rigorosamente tra pari: questo uso, vera e propria legge consuetudinaria, era sancito dalle leggi suddette. Il principe che sta per sposarsi, inoltre, deve obbligatoriamente ricevere lassenso al matrimonio dal Capo della Casa, pena la perdita di tutti i diritti di successione. Nel caso di nozze fra principi che non siano state autorizzate, il Capo della Casa potrà decidere le sanzioni caso per caso, mentre nel caso di mancato assenso a un matrimonio diseguale ad esempio, un principe e una persona non di sangue reale o di casa sovrana è prevista la decadenza automatica del principe contraente matrimonio e lesclusione da qualsiasi titolo e diritto di successione per sé e per la sua discendenza.

Lo Statuto Albertino del 1848, che si occupava dei rapporti fra i poteri e fra gli organi dello Stato, non si soffermava sulle leggi di successione, rinviando alle precedenti disposizioni. Lart. 2 dello Statuto Albertino recitava: "Lo Stato è retto da un Governo Monarchico Rappresentativo. Il Trono è ereditario secondo la legge salica". Con legge salica ci si riferisce a quel complesso di norme consuetudinarie sulla primogenitura maschile che escludono la successione femminile. Le Regie Lettere Patenti non sono perciò contrarie allo Statuto, dal momento che anchesse prevedono la legge salica, precisandone i criteri di applicazione attraverso la normativa sui matrimoni.

Di nuovo a conferma della loro validità gli articoli del Codice Civile del 1865 e del 1942, attualmente in vigore, che, allart. 92, stabiliva: "Per la validità dei matrimoni dei Principi e delle Principesse Reali è richiesto lassenso del Re Imperatore".

Nel periodo fascista il Gran Consiglio del Fascismo poteva eventualmente esprimersi in materia di successione al trono.

Dopo la caduta della monarchia avvenuta nel 1946, sono sorte dispute dinastiche tra due rami della famiglia Savoia, a causa del matrimonio tra Vittorio Emanuele, figlio di Umberto II, e la borghese Marina Doria. Trattandosi di un matrimonio diseguale, mette in crisi le tradizioni dinastiche dei Savoia.

Il 28 dicembre 2019 Vittorio Emanuele pubblica un decreto che modifica la legge di successione di Casa Savoia e il 15 gennaio 2020 il presidente della Consulta dei senatori del Regno pubblica sul suo sito ufficiale un comunicato nel quale precisa che "Vittorio Emanuele di Savoia non ha abrogato la Legge Salica, ma l’ha adeguata, in base al Trattato di Lisbona del 2009, che impone ai Paese dell’Unione Europea, l’uguaglianza di genere e quindi la parità dei diritti tra uomo e donna.", ed ha dunque semplicemente "adattato le Leggi Dinastiche della Reale Casa di Savoia alla normativa europea".



                                     

5. Leggi di successione che regolano Casa Borbone Due Sicilie

La Costituzione del Regno delle Due Sicilie promulgata da re Ferdinando II con latto sovrano del 10 gennaio 1848, venne ripristinata da re Francesco II con Real Proclama del 28 giugno 1860. Larticolo 70 di tale Costituzione espressamente recitava:" Latto solenne per lordine di successione alla corone dellAugusto Re Carlo III del 6 di ottobre 1759, confermato dallAugusto Re Ferdinando I nellarticolo 5 della legge degli 8 di dicembre 1816, gli atti sovrani del 7 di aprile 1829, del 12 di marzo 1836, e tutti gli atti relativi alla Real Famiglia rimangono in pieno vigore ”. Pertanto tale articolo 70 sintetizzò e riconfermò quale fosse il" corpus” delle Leggi dinastiche borboniche, ovvero: la detta Prammatica del 1759, larticolo 5 della Legge dell8 dicembre 1816 Legge fondamentale del Regno delle Due Sicilie, latto sovrano del 7 aprile 1829, e latto sovrano n. 3331 del 12 marzo 1836.

La successione dinastica venne stabilita quindi secondo i seguenti quattro punti fondamentali: 1) discendenti maschi di Ferdinando il futuro Ferdinando I Re del regno delle Due Sicilie; 2) in mancanza di discendenti maschi di Ferdinando, la successione deve passare attraverso ognuno degli altri figli ultrogeniti di Carlo di Borbone, secondo la linea ; 3) mancando gli eredi maschi la successione deve passare allerede femmina più vicina allultimo Re o suo erede; 4) nel caso in cui mancasse anche lerede femminile, la successione deve passare agli eredi dei fratelli di Carlo di Borbone, padre di Ferdinando, ovvero alla discendenza dellInfante don Filippo, Duca di Parma o, mancando questi, lInfante Don Luigi Antonio 1727-1785 la cui discendenza si estinse. Se il Re di Spagna o il Principe delle Asturie, suo erede diretto alla Corona di Spagna, avesse ereditato la sovranità italiana, doveva immediatamente rinunciarvi in favore del prossimo Principe in linea di successione.

Larticolo 5 della Legge dell8 dicembre 1816 Legge fondamentale del Regno delle Due Sicilie, voluta da re Ferdinando I, aveva confermato semplicemente la citata Prammatica, recitando infatti:" La successione nel regno delle Due Sicilie sarà perpetuamente regolata colla legge del nostro augusto genitore Carlo III, promulgata in Napoli nel dì 6 di ottobre 1759.” Latto sovrano del 7 aprile 1829, al primo comma, invece, fu quello in cui Francesco I prescrisse formalmente come:" Nel Regno delle Due Sicilie i figliuoli le figliuole del Re, i suoi nipoti e pronipoti delluno e dellaltro sesso discendenti da maschio, e finalmente le sorelle, gli zii, le zie del Re, avranno bisogno del precedente sovrano beneplacito per contrarre matrimonio, qualunque fosse la loro età. Il difetto del sovrano beneplacito renderà il matrimonio non produttivo di effetti politici e civili”, mentre con latto sovrano n. 3331 del 12 marzo 1836, al secondo comma, il re Ferdinando II precisò che:" Non saranno considerati legittimi e capaci di produrre effetti politici e civili i matrimoni decomponenti della Real Famiglia che non sieno preceduti da un nostro beneplacito da accordarsi loro in forma di decreto ”. Tali normative sono chiaramente riferite al generale diritto dinastico della R. Casa e Dinastia ovvero sia a quello dinastico-familiare, che a quello dinastico-statale, sia perché non fu mai specificata una distinzione della loro applicabilità, sia e soprattutto perché tali assensi erano dati, proprio come specificava il loro testo, dal rappresentante massimo della Casa delle Due Sicilie nella sua duplice veste di" Capo e Sovrano della Real famiglia ”, e" secondo l’uso e lo Statuto di Famiglia ”. Chiarendo in questo modo la natura" dinastico-familiare” e quella" dinastico-statuale” di tali normative.

Inoltre i titoli della R. Casa delle Due Sicilie vennero regolati dallAtto Sovrano n. 594 del 4 gennaio 1817 con il quale Re Ferdinando I delle Due Sicilie stabilì i titoli dinastici per i Principi Reali delle Due Sicilie, stabilendo che i predetti titoli:". saranno trasmissibili ai loro figliuoli primogeniti degli originari concessionari, n.d.r., ciascuno nella propria linea, ed a tutti i loro discendenti, di maschio in maschio, colla inalterabile prerogativa del sesso e del grado; di modo che se del caso non avessero figli maschi o che la loro discendenza di maschi discendenti de maschi venga a cessare, neanche le figliuole primogenite possano portare alcuni dei titoli anzidetti, ma resterà estinto nella persona dellultimo maschio discendente, e tornerà a disposizione del Sovrano che si troverà allora sul Trono ”.

                                     

6. Matrimoni reali

Normalmente si distinguono tre tipi di matrimonio: tra pari omogamici, cioè tra persone di uguale condizione; ipogamici, cioè contratti con una persona di condizione inferiore; e ipergamici, ovverosia contratti con una persona di condizione più elevata. Nel caso delle famiglie reali è difficile immaginare casi di matrimoni ipergamici, non riconoscendo per definizione nessuno al di sopra della condizione regia. Tuttavia vanno ricordati i casi più recenti del Margravio Max di Baden con larciduchessa Valerie dAustria-Toscana, il principe ereditario Alois di Liechtenstein con la duchessa Sophie in Baviera, il conte Friedrich Karl di Schönborn-Buchheim con la principessa Isabelle di Francia, il principe Richard di Sayn-Wittgenstein-Berleburg con la principessa Benedikte di Danimarca, il conte ereditario Karl Eugen di Neipperg con larciduchessa Andrea dAustria.

                                     

6.1. Matrimoni reali I matrimoni tra pari omogamici

Si considerano matrimoni fra pari quelli contratti fra membri di case sovrane, anche se non più regnanti. I matrimoni omogamici costituivano la regola fino alla fine dellOttocento e sostanzialmente fino alla fine della prima e della seconda guerra mondiale.

A seguito però della caduta delle monarchie spazzate via dalle due guerre, essendosi affermati i valori liberal-democratici borghesi con una forte pregiudiziale repubblicana, le famiglie reali hanno adottato costumi sempre più borghesi e conseguentemente i matrimoni fra reali sono progressivamente diminuiti. È indubbio che questo implichi una definitiva resa della monarchia intesa in senso tradizionale: una rinuncia a quei valori fondati sullonore, sulla reputazione e sulla venerazione della tradizione e delle glorie della propria dinastia, da parte degli stessi membri delle famiglie reali. Lobbligatorietà del matrimonio fra pari si fonda oggi come in passato, infatti, su considerazioni di natura politica e di prestigio, manifestazione dellimportanza della dinastia allinterno degli affari di Stato come nelle relazioni internazionali, e di onore e orgoglio dinastico. Tutto questo è ed era strettamente connesso al principio del diritto di sangue, cioè delleccellenza del sangue regale, alla base dellautorità regia tradizionale.

Bisogna notare comunque che i criteri per stabilire la pari condizione variano da Casa a Casa: per esempio, mentre la maggior parte delle case reali dei grandi stati europei richiedono o richiedevano nozze con membri di case sovrane, le case sovrane dei Paesi Bassi, del Belgio e del Regno Unito richiedono solo nozze con persone dellalta aristocrazia.

Venendo ai giorni nostri, esempi di matrimoni omogamici, quindi "nozze principesche", sono quasi tutti quelli dellattuale generazione reale: il re Juan Carlos di Spagna con Sofia di Grecia e Danimarca, la regina Elisabetta II del Regno Unito con Filippo di Grecia e di Danimarca-Mountbatten, Amedeo di Savoia con Claudia dOrléans, il re Costantino II di Grecia con Anna Maria di Danimarca, il re Michele di Romania con Anna di Borbone-Parma, Otto d’Asburgo con Regina di Sassonia-Meiningen, Enrico dOrléans con Maria Teresa di Württemberg, Maria Wladimirovna Romanova con il principe Franz Wilhelm di Prussia, Antonio di Borbone Due Sicilie con Elisabeth di Württemberg, Ernst August di Hannover con Carolina di Monaco, Alessandro II di Jugoslavia con Maria da Gloria dOrléans-Braganza.

                                     

6.2. Matrimoni reali I matrimoni ipogamici: diseguali autorizzati, morganatici e non autorizzati

Alcune Case, come accennato, considerano omogamico qualsiasi matrimonio aristocratico almeno con lalta aristocrazia. Invece in altre è vietato ogni matrimonio con persona né titolata né nobile. In particolare la Russia ha una legge di successione veramente restrittiva, che esclude le nozze con coniugi non appartenenti a famiglie reali, anche se di antica e prestigiosa nobiltà.

Spesso le case reali ammettevano matrimoni con esponenti di grandi famiglie nobili, che rientravano in una categoria ben precisa, come nel caso della nobiltà tornearia per gli Asburgo o i pari del regno lord nel Regno Unito. I matrimoni con la bassa nobiltà erano evitati se contratti erano normalmente considerati morganatici: è il caso del matrimonio dellarciduca Francesco Ferdinando con la contessa Sofia Chotek. I matrimoni diseguali non autorizzati comportano la perdita dei titoli e dei diritti di successione.

Ai nostri giorni il matrimonio diseguale è divenuto frequentissimo, tanto da far parlare di crisi definitiva degli ideali monarchici tradizionali.

  • Carlo, principe di Galles ha sposato in seconde nozze la divorziata Camilla Shand, di piccola nobiltà da parte di padre, ma legata alla più alta grazie alla madre.
  • La condizione "principesca" dei seguenti matrimoni si fa invece dubbia, nonostante il coniuge appartenga o discenda da persone appartenute alla nobiltà: fra la regina Beatrice dei Paesi Bassi e il barone Claus van Amsberg, fra il granduca Enrico di Lussemburgo e doña Maria Teresa Mestre y Batista.
  • Matrimoni ipogamici ma che rientrano nella categoria delle nozze principesche, in quanto contratti con famiglie della più alta aristocrazia, sono per esempio quelli fra il re Alberto II dei Belgi e Paola Ruffo di Calabria, fra Carlo, principe di Galles e lady Diana Spencer, fra Amedeo di Savoia-Aosta e Silvia Paternò di Spedalotto, fra Hans-Adam II, principe regnante di Liechtenstein e Marie Kinsky von Wchinitz und Tettau, fra il granduca ereditario Guillaume di Lussemburgo e Stéphanie de Lannoy.
  • Vittorio Emanuele di Savoia ha sposato, senza il consenso reale paterno, lex sciatrice nautica svizzera di origini italiane Marina Doria.
  • Delle figlie del re di Romania, nessuna ha contratto un matrimonio tra pari; il primogenito del re di Grecia ha scelto lereditiera americana Marie-Chantal Miller. I figli del re di Bulgaria hanno scelto tra la piccola nobiltà e il notabilato spagnolo.
  • Un esempio di matrimonio principesco, ma non autorizzato 1964, è stato quello celebrato tra Carlo Ugo di Borbone-Parma e Irene di Orange-Nassau, figlia della regina Giuliana dei Paesi Bassi.
  • Il principe ereditario dOlanda ha sposato Maxima Zorreguieta Cerruti, appartenente a unantica famiglia argentina.
  • Il primogenito di Otto dAsburgo, Carlo ha sposato Francesca Thyssen-Bornemisza, figlia del barone Hans Heinrich, grande ereditiera delle acciaierie omonime. La famiglia Thyssen divenne von Thyssen-Bornemnisza de Kászon et Impérfalva quando nel 1907 Heinrich Thyssen 1875 – 1947, a seguito delle nozze avvenute nel 1906 con la Baronessa Margit Bornemisza de Kászon et Impérfalva 1887 – 1971, ultima erede della sua famiglia, ricevette dallImperatore Franz Joseph I dAustria-Ungheria titolo e rango ereditario di barone del Regno dUngheria. Perciò, in teoria, stando alle antiche Leggi della casa dAustria-Lorena il matrimonio dovrebbe risultare ipogamico e morganatico, ma essendo stato autorizzato dal capo della famiglia Otto dAsburgo, viene considerato dinastico. Il secondogenito, Giorgio, ha invece contratto nozze principesche con Eilka di Oldemburg.
  • Suscitarono grande scalpore le nozze del principe di Norvegia con una ragazza madre borghese, e quelle dellallora principe delle Asturie, ora Re Filippo VI di Spagna, con una borghese divorziata.


                                     
  • unilaterale le leggi di successione dinastica così come avvenuto in passato. In questo caso, stando a una modifica delle leggi dinastiche operata da Vittorio
  • Perak. L attuale Yang di - Pertuan Agong è il sultano Abdullah di Pahang, in carica dal 31 gennaio 2019. Legge di successione dinastica Sovrani della Malaysia
  • di Jugoslavia, nato nel 1964. Sua altezza reale il principe Dimitri di Jugoslavia, nato nel 1965. Corona di Jugoslavia Legge di successione dinastica
  • di successione a Nicola del Montenegro è attualmente: Sua altezza reale il principe Boris del Montenegro, nato nel 1980 Legge di successione dinastica
  • della Libia è Muhammad al - Sanussi in quanto è figlio di Sayyid Hasan I di Libia che era l unico figlio del Re Idris I. Legge di successione dinastica
  • il principe Taw Phaya discendente del Re Thibaw Min, l ultimo Re. Un altro pretendente al trono è il principe Shwebomin. Legge di successione dinastica
  • Principe Jin Yinghui, nato nel 1980, figlio di Hengkai. Nobile Principe Hengjun, nato nel 1966, secondo fratello di Hengzhen. Legge di successione dinastica
  • La lista è compilata tenendo conto delle tavole genealogiche riportate nel sito di Paul Theroff relative al Württemberg Legge di successione dinastica
  • La linea di successione al trono di Hannover segue il principio di primogenitura, la legge salica e il principio di Ebenbürtigkeit uguaglianza dei matrimoni
  • Baden La lista è compilata tenendo conto delle tavole genealogiche riportate nel sito di Paul Theroff relative al Baden Legge di successione dinastica