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ⓘ Théodore Géricault. Jean-Louis André Théodore Géricault è stato un pittore francese esponente dellarte romantica. Géricault svolse le sue prime esperienze pitto ..




Théodore Géricault
                                     

ⓘ Théodore Géricault

Jean-Louis André Théodore Géricault è stato un pittore francese esponente dellarte romantica.

Géricault svolse le sue prime esperienze pittoriche nell’ambiente neoclassico francese che in quegli anni era influenzato dalle figure di David e Ingres. Dopo un periodo di soggiorno a Roma, dove ebbe modo di studiare le opere di Leonardo, Michelangelo, Raffaello e Caravaggio, fece ritorno a Parigi, nel 1817, dove conobbe Eugène Delacroix. In quegli anni realizzò il suo quadro più famoso: La zattera della Medusa, che fu esposto nel Salone d’Autunno del 1819 ricevendo aspre critiche.

Negli anni successivi, il suo interesse per un naturalismo nudo e crudo lo portò a prediligere temi dal gusto macabro, quali le teste dei decapitati o i ritratti di pazzi e alienati mentali rinchiusi nei manicomi. Di carattere molto introverso, Gericault rappresenta già il prototipo del successivo artista romantico: amorale e asociale, disperato e maledetto, che alimenta il proprio genio di eccessi e trasgressioni. Il gusto per l’orrido e il rifiuto della bellezza dà immediatamente il senso della sua poetica: un’arte che non vuole essere facile e consolatoria ma che deve scuotere i sentimenti più profondi dell’animo umano, proponendogli immagini raccapriccianti. La sua vita si concluse nel 1824, a soli 33 anni. La sua eredità, in campo figurativo, fu presa soprattutto dall’amico Delacroix.

                                     

1. Biografia

Théodore Géricault nasce in una famiglia parigina, ma originaria della Manica, che dopo cinque anni dalla sua nascita si trasferisce a Parigi 1796. Cresce in un ambiente solido e facoltoso, il che gli garantisce una buona e regolare istruzione presso il Lycée Impérial. Presto il giovane Géricault scoprirà le sue passioni, quella artistica e quella militare, entrambe accomunate dallamore profondo per i cavalli. Cavalli che saranno oggetto di numerosi studi e dipinti. Lagiatezza economica verrà a mancare solo poco prima della sua morte precoce, avvenuta dopo una lunga e dolorosa agonia, a causa di una caduta da cavallo e, assai probabilmente, di una malattia venerea.

I suoi studi artistici iniziano con lingresso nellatelier di Carle Vernet, dove conosce anche il figlio, Horace Vernet, e proseguono nellatelier di Pierre-Narcisse Guérin, per poi completarsi nella Scuola di Belle Arti di Parigi.

La sua fama inizia nel 1812 quando presenta al Salon il quadro Ufficiale dei Cavalleggeri della Guardia imperiale alla carica. Nato dallosservazione al mercato di un cavallo impennatosi mentre trainava un carretto, e poi trasformando il soggetto in eroico grazie ad un amico ufficiale Dieudonné, luogotenente delle Guide che posò per il cavaliere, e grazie ai consigli per la posa fatti dal barone dAubigny. Il momento storico che contemplava le vittorie di Napoleone rese ancora più apprezzabile il dipinto. Al Salon del 1814 lartista espose la tela col Corazziere ferito che abbandona il campo di battaglia Parigi, Louvre, dove pur conservando il tono epico dei quadri di storia in accordo col nuovo clima romantico, sostituisce alla consueta celebrazione della vittoria, la rappresentazione della sofferenza e della dignitosa sconfitta in una visione antieroica, almeno secondo liconografia tradizionale, caratterizzata dallincertezza nellincedere e nella difficoltà di tenere a freno il cavallo sul terreno scosceso. Sia il fatto che il momento sfavorevole per le campagne napoleoniche rendeva poco felice il soggetto, sia il fatto che le proporzioni fra cavallo e corazziere non erano sentite corrette i primi studi per il quadro non prevedevano il cavallo, fece sì che Géricault non potesse riottenere il successo di due anni prima.

Nel 1816 partecipa al Prix de Rome senza però avere successo. Ma Géricault decide di recarsi comunque in Italia, a proprie spese, anche perché desidera troncare la relazione amorosa con Alexandrine Caruel, sua zia acquisita, sperando che una lunga separazione potesse sanare linsostenibile situazione.

In Italia studia intensamente larte e la tecnica italiana, soprattutto durante il suo soggiorno a Firenze. A Roma immortalerà i suoi amati cavalli ritraendoli alla "Corsa dei cavalli barberi" e nella campagna romana.

Rientrato nel 1817 a Parigi, Géricault si accorge che la relazione con la giovane zia non si è affatto conclusa, ma gli darà anche un figlio, Ippolito Giorgio.

Decide allora di dedicarsi maggiormente al disegno, utilizzando la litografia, in auge proprio in quegli anni, e che consentiva una grande espressività. Temi preferiti sono quelli sociali: la sua attenzione è attratta dalla sofferenza umana, dalla sconfitta, dalla tragedia. Di questo periodo sono da ricordare le litografie Ritorno dalla Russia, dedicata ai soldati francesi feriti e stremati che ritornano dalla disastrosa campagna militare, e La guardia del Louvre in cui illustra una notizia letta sul giornale, di un mutilato di guerra che, scambiato per mendicante, viene allontanato dal Louvre da un guardiano; il veterano, allora, apre il cappotto mostrando le medaglie, nel plauso degli astanti, provocando il giusto imbarazzo del guardiano, che forse fino a quel momento si sentiva orgoglioso e superiore agli altri per la divisa dordinanza che porta, e ora ha davanti un vero eroe.

Proprio questa passione per lindagine della realtà lo porta ad occuparsi di cronaca. Mentre sta studiando il caso dellomicidio di un giudice, viene raggiunto dalla sconvolgente cronaca di un tragico naufragio occorso nel 1816. Siamo nel 1818 e solo ora arrivano al pubblico le notizie circa questo fatto che il Governo vuole insabbiare. La fregata Meduse stava trasportando, insieme ad altre navi, una delegazione francese nella Colonia senegalese di St. Louis. A bordo cerano circa 400 persone. Il 2 luglio 1816 al quattordicesimo giorno di navigazione la Meduse naufragò su una secca. Le scialuppe erano insufficienti e si costruì una zattera per ospitare i naufraghi rimasti senza mezzo di salvataggio. Erano centoquarantanove uomini, stipati sulla zattera. Ben presto incomprensibile il motivo venne tagliato il cavo che permetteva il traino della zattera da parte delle altre scialuppe. La zattera fu abbandonata ai flutti e non si fece nulla per soccorrerla. Iniziò ed è questo che colpisce Géricault una dura lotta per la sopravvivenza. Alcuni, moribondi, vennero buttati a mare, la fame, la sete e la disperazione diedero origine persino ad episodi di cannibalismo. Dodici furono i giorni dellabbandono e della lotta, e quando una nave, l Argus, raccolse i naufraghi, essi erano solo in quindici e tutti moribondi. Significa che ben centotrentaquattro furono i morti in quei terribili dodici giorni passati nellangosciante coscienza di avere la morte a bordo. Inizialmente Géricault pensò di ricavarne una serie di litografie che illustrassero lintera vicenda. Poi gli venne lidea di farne un unico, grande, quadro, che prevedesse anche lepisodio di cannibalismo, significativo per illustrare la disperazione. Prese uno studio vicino allOspedale, e studiò dal vivo malati, moribondi, cadaveri, copiando persino pezzi anatomici da utilizzare per indicare il cannibalismo. Chiese, poi, agli amici di fargli da modelli per comporre la scena fra cui un amico con litterizia, scelto come perfetto per il ruolo. Fra i modelli da segnalare lamico pittore Eugène Delacroix che è luomo morto in primo piano a sinistra.

Il quadro fu ritoccato quando era già stato collocato per lesposizione del Salon del 1819. Il titolo era, genericamente, Scena di naufragio, ma era evidente a tutti di che naufragio si trattasse. Lo vide anche il re lodandone larte, ma sorvolando sullimbarazzante soggetto: aspre erano infatti le polemiche sulle responsabilità dellaccaduto. Il quadro, poi, ottenne una Mostra esclusiva in Inghilterra e in Irlanda che portò Géricault via da Parigi per più di un anno, per vederlo tornare ricco e onorato.

Nel 1822 gli investimenti finanziari fatti al rientro dallInghilterra si dimostrano una truffa che gli causa perdite enormi. Si manifesta anche una forma depressiva che lo porta a rivolgersi al giovane e già noto alienista dottor Etienne-Jean Georget. Oltre alla terapia, sembra nascere un sincero rapporto di reciproca stima, che porterà Gericault a realizzare dal vivo 10 ritratti di alienati monomaniacali. Non sappiamo se lidea di ritrarre i malati fosse di Géricault, e il dottore gli abbia concesso i permessi necessari per avvicinare questi soggetti e farli posare, e poi abbia ricevuto i quadri in dono come segno di gratitudine, oppure se lidea fosse del dottore stesso, mettendo a profitto il raro talento del pittore per ottenere dei dipinti in grado di testimoniare i tratti tipici delle singole manie. Le dieci opere furono presto divise fra il dott. Georget presso cui ne rimasero cinque, quelle che abbiamo e i suoi colleghi. Le monomanie che ci restano documentate sono linvidia, la mania del gioco, la cleptomania e lassassinio, il rapimento dei bambini e la mania del comando militare. Le espressioni sono colte con unacutezza e una precisione eccezionali, tanto da rendere possibile la diagnosi. Restano fra i ritratti più belli mai realizzati. La loro datazione non è certa, ma dovrebbe essere compresa fra 1822 e 1823.

Nel 1822 avvengono anche le due cadute da cavallo che, trascurate, gli causano una lesione del midollo spinale, da cui la paralisi e infine la morte. Il 26 gennaio 1824, infatti, dopo un mese e mezzo di agonia, Géricault muore. Il Museo del Louvre, in quello stesso anno, acquista lormai famoso dipinto della Zattera della Medusa.

Dopo tale acquisto, il grande e autorevole Ingres critica la scelta del Louvre esprimendo forti dubbi sulla legittimità artistica del dipinto:

                                     

2.1. Opere Dipinti

  • Ritratto di negro, 1823-24, olio su cartone e tela, 50x46cm., Parigi, collezione privata
  • Alienato con monomania del rapimento dei bambini, 1822-23, olio su tela, 64.8x54 cm, Springfield Massachusetts, museum of Fine Arts James Philip Gray Collection
  • Trombettiere degli Ussari, 1815, olio su tela, 46x38 cm., Vienna, Kunsthistorisches Museum
  • Corazziere ferito che abbandona il campo di battaglia, 1814, Parigi, Musée du Louvre
  • Alienato con monomania del comando militare, 1822-23, olio su tela, 81x65cm, Winterthur, Sammlung Oskar Reinhart" äm Römerholz”
  • La zattera della Medusa, 1818-19, olio su tela, 491x716 cm, Parigi, Musée du Louvre
  • Il mercato dei buoi, 1817, olio su cartone e tela, 56.5x48 cm., Cambridge Mass., Fogg Art Museum, Harvard University Grenville L. Winthrop Bequest
  • Alienata con monomania del gioco, 1822-23, olio su tela, 77x64.5 cm, Parigi, Musée du Louvre
  • Cavallo trattenuto da schiavi, 1816, olio su cartone e tela, 48.5x60.5 cm., Rouen, Musée des Beaux Arts
  • Ufficiale dei cavalleggeri della Guardia imperiale alla carica, 1812
  • Alienato con monomania del furto e dellassassinio, 1822-23, olio su tela, 61x51 cm., Gand, Museum voor Schone Kunsten
  • I compari, 1823-1824, olio su tela, 65x40 cm Venezia, Museo delle Belle Arti
  • Corsa dei bàrberi a Roma, 1816, olio su cartone e tela, 44.5x59.6 cm, Baltimora Maryland, Walters Art Gallery
  • La fornace di gesso, 1822-23, olio su tela, 50x60 cm, Musée du Louvre, Parigi
  • Autoritratto da giovane, 1810, olio su carta, 21x14 cm., Parigi, coll. Priv.
  • Il derby di Epsom, 1821, olio su tela, 92x122.5 cm, Parigi, Musée du Louvre
  • Cattura di un cavallo selvaggio nella campagna romana, 1816, olio su tela, 48.5x60.5 cm, Rouen
  • Alienata con monomania dellinvidia, 1822-23, olio su tela, 72x58 cm, Lione, Musèe des Beaux-Arts
                                     

2.2. Opere Sculture

  • Cheval arrêté par un homme ; Cavallo fermato da un uomo
  • Statue équestre de lempereur Alexandre ; Statua equestre dellImperatore Alessandro
  • Boeuf terrassé par un tigre ; Bue atterrato da una tigre
  • Lion au repos ; Leone in riposo
  • Cavalier Antique ; Cavaliere antico
  • Nègre brutalisant une femme ; Negro che maltratta una donna
  • Cheval écorché ; Cavallo scorticatoa
  • Écorché ; Scorticato.
  • Nymphe et Satyre ; Ninfa e Satiro