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ⓘ Carte da gioco italiane. Le carte da gioco italiane consistono normalmente di mazzi da 40 carte di 4 diversi semi, ma cè una grande varietà stilistica nel diseg ..




Carte da gioco italiane
                                     

ⓘ Carte da gioco italiane

Le carte da gioco italiane consistono normalmente di mazzi da 40 carte di 4 diversi semi, ma cè una grande varietà stilistica nel disegno delle carte, dipendente soprattutto dallarea geografica. In alcune regioni sono diffuse le carte a semi italiani o spagnoli, con i semi di bastoni, coppe, denari e spade e con le figure fante, cavallo re ; in altre sono diffuse carte illustrate con i semi francesi, cuori, quadri, fiori e picche, con le figure fante, donna e re. Di ogni seme troviamo i numeri 2, 3, 4, 5, 6, 7, più lasso le figure.

                                     

1. Tipologia

Le carte regionali italiane possono essere iscritte a quattro gruppi:

  • tipo Italia settentrionale: hanno le spade in forma di scimitarre e i bastoni in forma di scettri o mazze cerimoniali. Gli assi elaborati possono riportare un motto. Esistono nelle versioni a 36 carte rare, 40 o 52. Appartengono a questo gruppo le bergamasche, le bolognesi, le bresciane, le trevisane o venete, le triestine le trentine. Sono diffuse nelle regioni del nord-est.
  • piacentine: Emilia, Lombardia meridionale, Toscana appenninica, Marche, Umbria, Lazio.
  • romagnole: Romagna e provincia di Ferrara.
  • abruzzesi: Abruzzo. Prodotte nel Natale 2011, commercializzate dal 2013 Dal Negro).
  • siciliane: Sicilia.
  • tipo spagnolo: hanno i bastoni in forma di tronchi o randelli le spade più corte e dritte con figura intera, tranne che le piacentine di "tipo moderno" dopo il 1950. Appartengono a questo gruppo le seguenti tipologie.
  • sarde: Sardegna.
  • napoletane: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria.

Le carte di tipo spagnolo esistono solo nella versione a 40 carte. Un particolare gruppo di carte appartenenti a questo gruppo sono le romane, nate negli anni settanta, hanno incontrato poca fortuna tra i giocatori e non sono state più prodotte; queste carte avevano le figure che si rifacevano alla tradizione romana: legionario, centurione, imperatore.

I quattro simboli denari, bastoni, coppe e spade rappresentavano per alcuni in origine le diverse classi in cui era divisa la società medievale, rispettivamente i mercanti, i contadini, il clero e i guerrieri.

  • tipo francese: hanno i semi delle carte francesi e normalmente senza indici. Appartengono a questo gruppo le genovesi, le milanesi o lombarde, le fiorentine o toscane, le piemontesi. Hanno le figure intere, tranne le genovesi figure di tipo francese o belga. Sono diffuse nel nord-ovest e in Toscana. Esistono nelle versioni a 36 genovesi e piemontesi, 40 o 52 carte.
  • tipo tedesco: hanno i semi di tipo tedesco e sono diffuse nella provincia di Bolzano, dove sono conosciute con il nome di Salisburghesi o "Salzburger"; sono a figura intera e in Austria sono conosciute anche come Einfachdeutsch ovvero tedesche a figura intera per distinguerle dalle "Bavaresi" che hanno la figura doppia Doppeldeutsch. Nate come mazzo da 36 carte negli anni ottanta è stato introdotto il mazzo da 40 che oggi è lunico diffuso in Alto Adige la versione da 36 è ancora diffusa in Austria.
                                     

2.1. Varianti regionali Carte bergamasche

Le carte bergamasche sono carte in stile italiano. Il quattro di spade è chiamato anche margì per la donnina disegnata al centro. Il mazzo è composto da 40 carte con figure a due teste e misura 50×94 mm. Sullasso di bastoni è presente il motto VINCERAI ". Lasso di coppe, come anche nelle carte trentine e bresciane, presenta una forma a fontana e si ispira allemblema della famiglia Sforza. I denari sono chiamati "ori" e sono rossi e neri; lasso di ori è un grande cerchio giallo e arancione. Inoltre in mazzi di alcune produzioni sono presenti 4 carte supplementari di cui 2 recano i numeri dall1 all8 e due che recano i numeri dall1 al 10.

                                     

2.2. Varianti regionali Carte bolognesi primiera bolognese

Quelle della Primiera bolognese sono carte in stile italiano dalla forma piuttosto stretta misurano 49×104 mm, diffuse per lo più nella zona di Cento. Assieme alle carte trevigiane sono le carte più lunghe dItalia. Il mazzo è così chiamato sin dal Cinquecento per distinguerlo da quello del tarocchino o tarocco bolognese. A inizio Cinquecento, con la diffusione del gioco della Primiera il mazzo originario bolognese di 52 carte fu abbreviato a 40. Circa nello stesso periodo il mazzo del tarocco, che doveva originariamente avere 78 carte al mazzo originario bolognese erano state aggiunte almeno sin dagli anni 30 del Quattrocento le quattro regine e i 22 trionfi, aveva perduto le carte numerali dei semi ordinari dal 2 al 5 e si era così ridotto allattuale tarocchino di 62 carte. Nel mazzo della Primiera sono reversibili sia le figure che le carte numerali, fatta eccezione per lasso di denari, che fino a pochi decenni fa era caratterizzato da una cornice circolare nera col bollo dimposta al suo interno abolito nel 1972, vedi infra.

Il mazzo, un tempo tipico della città di Bologna e della sua legazione, ha visto via limitare il suo uso alla campagna nord-occidentale della provincia; nel resto di essa è oggi più comunemente usato il mazzo piacentino, a semi spagnoli, impostosi probabilmente a partire da fine Seicento con la gran voga del gioco spagnolo dellOmbre. Nella zona orientale della provincia, in particolare nel comprensorio imolese ma anche nella zona di Molinella, è diffuso poi il mazzo romagnolo. Queste peculiarità storico-geografiche del territorio bolognese ne fanno lunica provincia dItalia dove sono in uso popolare ben quattro diverse tipologie di carte da gioco.



                                     

2.3. Varianti regionali Carte bresciane

Le bresciane sono carte in stile italiano. È lunico mazzo regionale che esiste solo nella versione a 52 carte, poiché servono per giocare a cicera bigia, un gioco tipico della provincia di Brescia. Le carte dallotto al dieci sono detti scartini, in quanto per alcuni giochi, ad esempio la briscola, tali carte non sono utilizzate. Le figure intere sono di tipo "naive" con colori piatti e proporzioni del corpo approssimative. Come tutte le carte di "tipo italiano" hanno le spade in forma di scimitarre, e i bastoni in forma di scettri. Gli assi sono elaborati. Le carte bresciane sono strette, con un rapporto lunghezza/larghezza superiore a 2, e sono le più piccole dItalia misurando soltanto 43×88 mm. Numerose carte hanno dei soprannomi: il fante di coppe è chiamato "Fant cagnì" oppure "Fant Gop", il due di spade è la "Felepa sensa pei" oppure "Figa de fer" ; il due di denari "Le bale delorso" e il due di bastoni è detto "Figa de legn", mentre nel gioco di cicera bigia, il fante di coppe è sempre il "Fant gop", il dieci di denari è il "Des bù" Dieci Buono, mentre il due di spade è detto "Du Fì" Due Fino. Lasse di coppe è talvolta chiamato "Angiulina", per via dellangelo raffigurato, e il quattro di spade è la "Madonnina dei prati".

                                     

2.4. Varianti regionali Carte genovesi

Diffuse in tutta la Liguria, le carte genovesi sono a semi francesi con figure doppie a linea di divisione diagonale. Il loro stile è molto simile a quello francese tradizionale il cosiddetto stile di Parigi e ancor più a quello belga, dal quale si distinguono solo per piccoli dettagli mancanza di indici. Il mazzo tradizionale misura 58×88 mm ed è composto da 40 carte, ne esistono tuttavia versioni a 36 carte meno diffuse. Il mazzo di 52 carte usato per il Baccarà e lo Chemin de fer è composto da carte in stile genovese.

                                     

2.5. Varianti regionali Carte milanesi lombarde

Le carte milanesi sono carte a seme francese di forma piuttosto stretta misurano 50×94 mm. Il mazzo è costituito da 40 carte le figure sono molto elaborate, con figure doppie in stile "svizzero" a divisione orizzontale. Diffuse in tutta la Lombardia occidentale, il fante di fiori presenta ricamato sul petto il biscione visconteo, simbolo di Milano.

                                     

2.6. Varianti regionali Carte napoletane

Le carte napoletane sono carte in stile spagnolo. Sono tra le carte regionali più diffuse in Italia, essendo utilizzate nella maggior parte del Mezzogiorno. La struttura di questo mazzo di carte e di quello siciliano risale al XIX secolo, come dimostrano le acconciature e i baffi delle figure di entrambi i mazzi. Il mascherone grottesco centrale del tre di bastoni è detto Gatto Mammone per via dei suoi baffoni che ricordano le vibrisse dei gatti. Spiccano anche il cinque di spade con scene di semina, i denari rappresentati in forma di stelle, lasso dello stesso seme rappresentato come unaquila a due teste e il cavallo di spade, che rappresenta un personaggio simile a un moro col turbante in testa e la scimitarra in mano. Il re di denari è talvolta detto matta in quanto in alcuni giochi, come ad esempio il sette e mezzo, può assumere qualsiasi valore gli si voglia dare. Il mazzo da 40 carte è a figure intere e misura 50×83 mm.



                                     

2.7. Varianti regionali Carte piacentine

Le carte piacentine sono carte in stile spagnolo. Il mazzo contiene 40 carte ed ha figure a due teste. Fino agli anni cinquanta le figure erano intere. Create nella città di Piacenza, importato probabilmente sotto loccupazione francese. I soldati francesi, infatti, usavano mazzi spagnoli per giocare ad Aluette. Questo mazzo è diffuso nelle province dellEmilia occidentale e centrale, nella Lombardia meridionale, Toscana appenninica Garfagnana, nelle Marche, in Umbria e nel Lazio; in queste ultime tre regioni arrivarono nel XIX secolo, quando i territori dello Stato Pontificio confinavano con i ducati emiliani.

Il mazzo piacentino trova molti punti di contatto con un mazzo spagnolo, disegnato da Phelippe Ayet nel 1575 circa e ritrovato nella Torre de los Lujanes a Madrid durante la demolizione. Tutte le figure sono in piedi, al contrario dei mazzi del nord Italia dove solitamente i re sono assisi su un trono. Lasso di denari rappresenta unenorme aquila coronata col bollo dimposta sulla pancia, ed è detto localmente la Polla, la Pita o il Pitocco, mentre il cinque di spade ha la particolare caratteristica del motivo vegetale che contraddistingue anche il mazzo romagnolo. Molte delle pose delle figure sono analoghe. Anche limpostazione generale delle carte numerali è molto simile. Non faceva eccezione il quattro di bastoni, nella versione spagnola sorretto dalle mani e dai piedi di un putto in alcuni mazzi è una scimmia. I primi disegni delle piacentine infatti avevano i gambi dei bastoni tutti verso il basso, mentre sugli esemplari più moderni sono verso il centro. Inoltre, nei primi mazzi, appariva lo stemma di Piacenza sul quattro di denari.

Gli esempi più eleganti e dettagliati di questo stile furono disegnati per la fabbrica milanese di Ferdinando Gumppemberg si trova variato anche in Guppemberg o Gumppenberg nei primi dellOttocento. Un disegno abbastanza diffuso, invece, è quello eseguito dallincisore Lattanzio Lamperti e commercializzato tra il 1840 ed il 1850, ad una testa, oggi riprodotto da Modiano. Misurano 50 × 94 mm.

Altri importanti stampatori furono: Armanino, Cassini, Cambissa & Co., Ferdinando Gumppemberg, Masenghini, Scipione Moscatelli, Regni, Vannini, Vindobona.

                                     

2.8. Varianti regionali Carte piemontesi

Le carte piemontesi sono simili alle Genovesi, dalle quali probabilmente discendono; sono carte a semi francesi, con le figure doppie di stile franco-belga. La divisione orizzontale delle figure le rende facilmente riconoscibili da quelle genovesi. Un ulteriore differenza rispetto ad altre carte di derivazione francese è la presenza di una ghirlanda ellittica intorno al seme degli assi, di colore identico a quello del seme o nero solo lasso di cuori non è circondato da tale ghirlanda. Sono diffusi mazzi da 40 carte, da 36 e da 52 come tutto il classico mazzo di carte anglo-francesi esclusi i due jolly. Sono le carte a seme francese più piccole dItalia: misurano infatti 50×83 mm.

                                     

2.9. Varianti regionali Carte romagnole

Le romagnole sono carte in stile spagnolo a metà strada fra le carte napoletane le piacentine, a figura intera, con mazzo da 40 carte. Usate nelle province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna, Ferrara, a Imola e nella Repubblica di San Marino. Misurano 58×88 mm. In questo mazzo, gli assi carte quasi in bianco ricordano quelli del Nord Italia. Coppe e spade, invece, rievocano quelle del Sud Italia. I bastoni, infine, sono quasi identici a quelli dei mazzi di carte spagnoli.

                                     

2.10. Varianti regionali Carte salisburghesi sudtirolesi

Questo mazzo, proprio dellAlto Adige, è lunico usato in Italia a semi tedeschi. Il suo nome richiama la città di Salisburgo. Il mazzo è costituito da 36 carte nelle versioni dOltralpe e da 40 nelle versioni stampate in Italia, è privo di assi, tre e quattro. La carta minima è il due, seguono le carte numerali dal cinque al dieci le tre tipiche figure tedesche: fante minore Unter, fante maggiore Ober re König. Cè, infine, una carta detta Weli, che funge da matta in alcuni giochi. Si tratta, in realtà, del sei di sonagli.

                                     

2.11. Varianti regionali Carte sarde

Più che un mazzo di carte italiane tende più allo stile del mazzo di carte spagnolo: la somiglianza è fortissima e denuncia i forti rapporti culturali fra Spagna e Sardegna. Is mertzas i semi sono cupas coppe, oros denari, bastos bastoni, dallo spagnolo "bastos" e ispadas spade. Il mazzo è composto di 40 carte a figura intera e misura 56×88 mm; similmente alle carte spagnole, le carte sarde presentano due piccoli indici: pur essendo un mazzo da 40 carte ed il valore del fante in sardo suta, dallo spagnolo sota è 8, del cavallo caddu 9 e del re 10, gli indici riportati sulle carte numerali vanno da 1 assu a 7 mentre sulle figure lindice riporta rispettivamente il numero 10, 11 e 12, proprio a riprova delle 48 carte del mazzo spagnolo in cui sono presenti anche l8 ed il 9 come carte numerali. Lasso di denari rappresenta unenorme moneta doro, proprio come quelli dei mazzi di carte spagnoli.

                                     

2.12. Varianti regionali Carte siciliane

Sono simili a quelle spagnole. Anche qui, la donna prende il posto del fante. Il re di denari è detto anche matta ed ha un ruolo particolare in giochi come il sette e mezzo ed il cucù. I bastoni vengono comunemente chiamati anche mazze, e i denari oro. Sono di dimensioni più piccole rispetto ad altre carte regionali, le figure meno elaborate ad eccezione dei quattro assi, ma con presenza di disegni supplementari di figure umane, animali e oggetti su diverse carte. Il mazzo è da 40 carte le figure sono intere. Probabilmente sono la derivazione con lesclusione dei trionfi e di alcune carte numerali del Tarocco Siciliano le cui carte sono molto simili, se non addirittura uguali, al mazzo delle siciliane. Nei primi mazzi, il cavallo di bastoni o quello di spade raffigurava Garibaldi, che era anche presente nel tondino centrale del cinque doro prima della versione con la scena di biga presa da una moneta da 10 lire del Regno dItalia; uno dei re aveva le sembianze di Vittorio Emanuele II. Il mazzo del Tarocco Siciliano è invece composto da 64 carte.



                                     

2.13. Varianti regionali Carte ticinesi

Uno stile regionale di tipo francese caratteristico del Canton Ticino, rappresentato da una versione di carte milanesi, chiamate "lombarde estero" che presentano gli indici dei numeri le scritte fante, regina re sulle rispettive figure.

                                     

2.14. Varianti regionali Carte toscane fiorentine

Le carte toscane sono a seme francese, a figura intera con mazzo da 40 carte e vengono utilizzate in tutta la Toscana tranne nelle zone appenniniche come ad esempio la Garfagnana le fiorentine solo a Firenze e dintorni. Si differenziano tra loro per il formato: le toscane misurano 58×88 mm mentre le fiorentine, che sono le carte da gioco più grandi dItalia, misurano 67×101 mm. In passato le toscane presentavano figure con atteggiamenti diversi e solo nei primi del Novecento sono state uniformate alle fiorentine. Fante re vengono chiamati anche rispettivamente gobbo e regio e i quadri sono più comunemente chiamati mattoni. Inizialmente, il mazzo era costituito da 52 carte in quanto cerano anche le carte numerali 8, 9 e 10.

                                     

2.15. Varianti regionali Carte trentine

Le trentine sono carte in stile italiano. Il mazzo è composto da 40 o 52 carte; le "figure" o "carte vestite" sono intere, di disegno arcaico, con soli cinque colori privi di sfumature. Misurando 50×94 mm, sono più tozze delle trevigiane. Il valore delle carte dal 2 al 7 è riportato negli angoli. Il mazzo è riconoscibile per via dei re tutti e quattro assisi in trono. Spicca quello di denari col bollo dimposta fra le gambe.

                                     

2.16. Varianti regionali Carte trevisane trevigiane o venete

Le carte trevisane, veneziane o venete sono diffuse in tutto il Veneto e in tutto il Friuli e sono a semi italiani. I mazzi del XVIII secolo, conservati al Museo Correr di Venezia, contano tutti 52 carte tranne il mazzo della fabbrica milanese Ferderico Gumppenberg. Il bollo dimposta, quando necessario, era inserito sul re di bastoni dove oggi è presente il riferimento alla città di Treviso oppure sullasso di denari. Originariamente le carte di corte erano a figura intera, ma progressivamente, nel XIX secolo, divennero a due teste.

I mazzi attuali possono contare sia 52 che 40 carte ed il valore numerico di ogni carta è indicato in alto a sinistra e, capovolto, in basso a destra. Talvolta la confezione include anche due matte.

Originariamente i motti riportati sugli assi, variavano a seconda dello stampatore. I motti attuali si affermarono nel XIX secolo e, con minime variazioni di edizione, sono:

  • sullasso di spade: "non ti fidar di me se il cuor ti manca" ;
  • sullasso di bastoni: "se ti perdi tuo danno" ;
  • sullasso di denari: "non val sapere a chi ha fortuna contra".
  • sullasso di coppe: "per un punto Martin perse la cappa" ;

Il fante di spade è diverso dagli altri essendo barbuto, inoltre regge una testa mozzata con la mano sinistra ed è chiamato comunemente pampalugo mamalùc in friulano o vecia vecchia. Questo fante ha un ruolo importante in alcuni giochi in cui il giocatore cui rimane in mano alla fine della partita, perde. In alcune zone tutti i fanti sono detti vecie e in particolare quello di spade è detto vecia scapelada vecchia senza cappello. I denari sono gialli e azzurri e decorati in modo molto delicato. Di questo seme noto anche come ori, il sette e il dieci assumono, come anche in altre regioni, lappellativo belo bello.

Assieme alle bolognesi sono le carte più lunghe dItalia: attualmente misurano infatti 49×104 mm.

                                     

2.17. Varianti regionali Carte triestine

Assai simili alle trevigiane, dalle quali discendono, le triestine presentano le figure più stilizzate e dimensioni più tozze 53×98 mm. Il mazzo è da 40 carte e presenta figure a due teste. Le carte numerali sono indicizzate dall1 al 7 mentre le figure sono indicizzate con l11, il 12 ed il 13. Sulle barre orizzontali che dividono le figure in due metà, appaiono i nomi delle figure, e la numerazione delle figure stesse fa ricordare che, probabilmente, in antichità il mazzo era completato dagli 8, dai 9 e dai 10 numerali. Una particolarità è che sugli assi sono presenti i motti: son gli amici molto rari quando non si ha danari mazzi del fabbricante Dal Negro oppure non val saper chi ha fortuna contra mazzi di Modiano sullasso di denari, molte volte le giuocate van finire a bastonate sullasso di bastoni, il giuoco della spada a molti non aggrada sullasso di spade e una coppa di buon vin fa coraggio fa morbin sullasso di coppe. Le carte triestine sono diffuse non solo a Trieste, ma anche in Bisiacaria, in parte della Slovenia, e nelle località della costa istriana, non solo tra i cittadini della minoranza italiana. Sono prodotte oltre che da Modiano Trieste e Dal Negro Treviso, anche dalla Piatnik Vienna e dalla Grafika-Grafoprint Zagabria.

                                     

3.1. Varianti non più in uso Carte baresi

Oggi non più in uso e proprie della Puglia. Questo mazzo comprendeva 40 carte ed era in stile spagnolo. Era pressoché identico al napoletano, fatta eccezione per il cinque di spade, sul quale non apparivano disegni in nero, le figure più tozze.

                                     

3.2. Varianti non più in uso Carte nuoresi

Le nuoresi sono carte a seme francese, con figura doppia divisa orizzontalmente. Non sono ormai più fabbricate da alcun produttore e sono state sostituite dalle molto simili carte genovesi.

                                     

3.3. Varianti non più in uso Carte romane

Oggi non più in uso e diffuse soprattutto in Italia centrale, erano a seme italiano. Nonostante la produzione e il consumo di carte da gioco romane nel Cinque-Seicento siano stati ingenti addirittura tra i maggiori a livello internazionale, oggi ne restano solo pochi esemplari: un foglio comprendente dodici carte si conserva fortunosamente allArchivio di Stato di Roma nella rilegatura di un volume datato 1585. Inoltre, qui, i fanti, i cavalli e i re erano rispettivamente sostituiti da legionari, centurioni e imperatori. Per il resto era un normale mazzo da 40 carte in stile spagnolo.

                                     

3.4. Varianti non più in uso Carte udinesi

Proprie della città di Udine e oggi estinte, queste carte presentavano caratteristiche delle carte trevisane e triestine. Il mazzo di 52 carte, a doppia figura, prive sia di indici numerici sia di fasce coi nomi delle figure, era riconoscibile per la forma peculiare delle coppe, munite di appendici triangolari nere e per lo stemma di Udine sul re di bastoni. Lasso di coppe portava il motto: "W NOI", quello di bastoni "SE TU PERDI TUO DANNO", quello di spade "CHI VINCE GODE". Lasso di denari, destinato ad accogliere il bollo dimposta, era privo di motto.

                                     

3.5. Varianti non più in uso Carte viterbesi

Estinte e diffuse soprattutto in Italia meridionale, erano un ibrido tra le piacentine le romagnole, con le quali spesso venivano confuse; queste carte misuravano 45mm per 90mm. La similitudine con le piacentine era evidente soprattutto per lasso di denari raffigurante unaquila, mentre quella con le romagnole era evidente per via dei cavalli rampanti e i cavalieri senza staffe. Come la maggior parte delle carte italiane in stile spagnolo, queste avevano bastoni e spade disposte in modo simmetrico, fatta eccezione per il tre di bastoni. Comunque, il mazzo, composto da 40 carte, era riconoscibile per via di un grappolo duva rappresentato sul quattro di denari a volte sostituito da una lupa coi gemelli, simbolo di Roma e un leone rappresentato sul quattro di coppe. I re di denari e coppe avevano in mano scettri al posto delle tradizionali asce, lasso di coppe aveva una base tonda anziché esagonale, le spade erano lamellate anziché dritte e i colori dei bastoni non erano tre come nelle carte romagnole, ma due.

                                     

4. Il bollo dimposta

Nel primo Regno di Sardegna la tassa sulle carte da gioco si riscuoteva mediante lapposizione di un bollo sulle carte medesime. Allatto della proclamazione del Regno esistevano, nei vari stati italiani, due sistemi diversi di tassazione. Il primo sistema consisteva nella somministrazione obbligatoria da parte dello Stato ai fabbricanti, e ad un prezzo superiore al costo, della carta filigranata necessaria per la fabbricazione delle carte da gioco. Il secondo nellobbligo di far bollare dal Governo una determinata carta del mazzo. Il primo sistema vigeva in Piemonte, nei Ducati, nelle Romagne e nellUmbria. Il secondo in Lombardia, in Toscana e nel Regno di Napoli. A questo ultimo sistema si uniformò la legge n. 965 del 28 settembre 1862.

La tassa sulle carte da gioco fu stabilita in lire 0.30 per ciascun mazzo di 52 carte o meno, e in lire 0.50 per quelli di più di 52 carte. La carta di ciascun mazzo su cui era apposto il bollo era: lasso di cuori per carte a punti e figure; lasso di danaro per mazzi di carte con danari, coppe, spade e bastoni; per il gioco del cucco, una delle due carte avanti in n. 15 e rappresentanti il gufo, ossia il cucco. Costituiva contravvenzione il semplice possesso di mazzi di carte non bollate.

Nel 1879 lamministrazione constatò che il gettito derivante dalla tassa di bollo sulle carte da gioco non garantiva le entrate preventivate. Il motivo era da ricercarsi nel fatto che venivano commesse numerose frodi nel falsificare e contraffare il bollo. Per ovviare a questa situazione la bollatura delle carte da gioco fu affidata allOfficina delle carte valori di Torino. Con R.D. n. 1080 del 2 novembre 1882 si stabilì leffige del nuovo bollo da apporsi sulla carte da gioco: Testa di Mercurio, con la faccia rivolta a sinistra di chi lo guarda, impresso con inchiostro bruno-cupo dItalia ".

Il R.D. 30 dicembre 1923, n. 3277, configurò limposta sulle carte da giuoco come una tassa di bollo che si applicava, nella misura di lire 3 per mazzo, per le carte comuni, e di lire 5 per le carte di lusso, su tutte le carte da giuoco fabbricate in Italia o provenienti dallestero. Limposta era dovuta dal fabbricante o dallimportatore, a favore del quale però sorgeva, nei rapporti col suo compratore, uno speciale diritto di credito che la legge dichiarava privilegiato.

Lart. 90 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, ha abolito la tassa di bollo sulle carte da gioco.