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ⓘ Dacia, regione storica. La Dacia era, secondo la nomenclatura geografica delletà antica, la terra dei Geti e dei Daci. Corrispondeva a unampia regione dellEurop ..




Dacia (regione storica)
                                     

ⓘ Dacia (regione storica)

La Dacia era, secondo la nomenclatura geografica delletà antica, la terra dei Geti e dei Daci. Corrispondeva a unampia regione dellEuropa centrale, delimitata a nord dai monti Carpazi, a sud dal Danubio, ad ovest dal Tibisco e ad est dal Nistro.

Pur nella variabilità dei suoi confini, corrispondeva quindi grossomodo allarea delle odierne Romania e Moldavia. La capitale o il centro principale della Dacia era, dal I secolo a.C., Sarmizegetusa Regia, sostituita dalla vicina Ulpia Traiana Sarmizegetusa con la conquista romana.

Dopo la cessazione della dominazione romana sulla regione e, ancor più, dopo la caduta dellImpero romano, la denominazione di "Dacia" cadde progressivamente in disuso, lasciando il posto, nelle cronache storiche, a quelle corrispondenti alle varie regioni oggi comprese tra Romania e Moldavia: Transilvania, Valacchia, Moldavia e Bessarabia.

                                     

1. Territorio

Nelle diverse fasi storiche il territorio chiamato Dacia ha avuto confini differenti, rimanendo comunque centrato sui territori a est e a nord del medio e basso corso del Danubio, includendo così i monti Carpazi.

Inizialmente il regno di Dacia di Burebista si estendeva dal fiume Bug Meridionale fino al medio corso del Danubio spingendosi fino al territorio dellattuale Slovacchia, e dai monti Balcani fino alla Transcarpazia. Successivamente, la provincia romana della Dacia Traiana, istituita in seguito alle guerre tra Romani e Daci avvenute tra il 101 e il 106, comprese le regioni oggi note come Banato, Oltenia e Transilvania. Infine, con la provincia romana di Dacia Aureliana, il territorio con questo nome risultava spostato verso sud fino a inglobare lex provincia di Mesia Superiore, a causa dellabbandono della Dacia Traiana per le invasioni dei Goti e dei Carpi nel 271.

Verso ovest, potrebbe originariamente essere stato esteso per tutto il corso del Danubio fino a Vác. Giulio Cesare, nel suo De bello Gallico, parla della "foresta di Hercynia" estesa lungo il Danubio fino al territorio dei Daci. Tolomeo pone il confine orientale della Dacia Traiana più avanti, fino allo Hierasus fiume Siret, in Romania.

                                     

1.1. Territorio Città

Accanto alla capitale Sarmizegetusa Regia, le principali città dei Daci il cui nome contiene sempre la radice daca dava/daua/deva/deba/daba furono: Acidava, Argedava, Burridava, Dokidava, Carsidava, Clepidava, Cumidava, Marcodava, Netindava, Patridava, Pelendava, Perburidava, Petrodaua, Piroboridaua, Rhamidaua, Rusidava, Sacidava, Sangidava, Setidava, Singidava, Tamasidava, Utidava, Zargidava, Ziridava e Sucidava.

                                     

2.1. Popolazioni Prima della conquista romana

Le fonti storiche più antiche, greche, ricordano i Geti stanziati nelle aree meridionali e occidentali della Dacia corrispondenti alle odierne regioni della Valacchia e della Dobrugia; più a nord e a ovest, nelle odierne Transilvania e Banato, erano stanziati i Daci che avrebbero dato il nome alla regione. I due popoli, più avanti confusi dalle stesse fonti greche e poi latine, appartenevano probabilmente alla stessa famiglia linguistica daca forse un sottoinsieme di quella tracica, ma lesiguità delle testimonianze rende incerta ogni determinazione.

Le fonti classiche ricordano anche gli Iazigi, popolo sarmatico stanziato in Oltenia, e, a nord dei Carpazi, i Costoboci, gruppo appartenente alla stirpe germanica dei Bastarni, più o meno mescolata a elementi daci.

                                     

2.2. Popolazioni Durante la dominazione romana

Nel periodo durante il quale la Dacia fu una provincia romana 107-271, allinterno del suo territorio si contavano ancora i Daci liberi del Banato e della bassa valle del Tibisco che forse avevano assorbito i Geti: le fonti utilizzano indifferentemente le due denominazioni e gli Iazigi del medio corso del Tibisco, oltre ai Buri, germani, ad ovest della Dacia Porolissenis, ai Roxolani Sarmati a nord della Dobrogea,

ai Carpi e ad altri gruppi bastarni ad est.

I Costoboci stanziati a nord-est dei Carpazi furono rimpiazzati attorno al 170 dai Vandali, popolazione germanica protagonista di un vasto processo migratorio che, partendo dalle sponde del Mar Baltico, li avrebbe portati prima in Dacia, poi nella Penisola Iberica e infine in Nordafrica.

Secondo Claudio Tolomeo, attorno alla metà del II secolo, erano presenti numerose popolazioni nellantica Dacia di diversa stirpe: nella parte settentrionale i popoli degli Anartii di origine mista tra Celti e Germani, dei Taurisci migrati probabilmente dopo le guerre contro Burebista e celtica, oltre a Costoboci di origine incerta, probabilmente mista tra Germani e Daci ed a Bastarni di origine mista tra Sarmati e Germani; più a sud i Predasensi, Ratacensi e Caucensi; poi i Biefi, i Buri di origine germanica ed i Cotini di origine celtica; più sotto gli Albocensi, i Potulatensi ed i Sensi; al sud i Saldensi, i Ciaginsi ed i Piefigi. A tutti questi andrebbero aggiunti, infine, gli Appuli della zona di Apulum, i Trixae ed i Crobydae.



                                     

2.3. Popolazioni Dopo il ritiro di Roma

Nel territorio della Dacia, durante il periodo delle Invasioni barbariche, si stanziarono in successione numerose popolazioni germaniche e sarmate provenienti da nord; tra queste, le tre principali popolazioni della grande famiglia gotica Ostrogoti, Visigoti e Gepidi e gli Alani. Come per i Vandali, nessuna di queste popolazioni si stanziò definitivamente in Dacia, ma la loro permanenza fu soltanto provvisoria, tappa di ulteriori spostamenti. A partire dal VI secolo ebbero inizio infiltrazioni più o meno massicce di elementi slavi e, più tardi, magiari.

                                     

3. Storia

Dopo essersi scontrati prima con i Macedoni IV secolo a.C. e poi con i Traci III secolo a.C., nel I secolo a.C. i Daci riuscirono, sotto re Burebista, a dar vita a uno stabile regno autonomo. Alla morte del grande sovrano, tuttavia, il suo regno si dissolse, lasciando spazio a una spartizione del regno geto-dace tra un gruppo di quattro – o forse cinque – evanescenti epigoni: Coson Koson, Cotisone e Comosicus, si insediarono nella parte sud-occidentale del regno, mentre la parte sud-orientale spettò a un certo Dicomes.

Ne seguì una situazione di fluidità, con numerosi scontri con lImpero romano che nel frattempo era giunto ai confini meridionali della Dacia.

Nel 101 Traiano avviò la campagna di conquista dellarea, conclusa nel 106 con la morte di re Decebalo e listituzione di una nuova provincia romana. Il dominio romano ebbe termine nel III secolo, quando il Limes romano fu riportato al Danubio.

Invasa in seguito da Goti, Slavi e altre popolazioni nomadi, con il passaggio dallAntichità al Medioevo la Dacia cessò di essere intesa come una regione unitaria.