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ⓘ Critica letteraria. La critica letteraria è linsieme di strumenti teorici e pratici, contenuti e studi, giudizi e spiegazioni, dedicati alla valutazione della l ..




Critica letteraria
                                     

ⓘ Critica letteraria

La critica letteraria è linsieme di strumenti teorici e pratici, contenuti e studi, giudizi e spiegazioni, dedicati alla valutazione della letteratura, in generale o in riferimento a specifiche opere letterarie o insiemi di opere. Gli interventi estemporanei e la produzione di opere di critica letteraria si sono articolati attorno a diverse metodologie, che hanno segnato in epoche diverse numerosi spunti di definizione sistematica.

                                     

1. Definizione

Con riferimento allesistenza di una metodologia della critica letteraria e allimpegno specifico di autori e studiosi della letteratura dal punto di vista della critica, la critica letteraria, e il saggio letterario nella fattispecie, sono un genere letterario.

Il metodo della critica letteraria è influenzato direttamente dalla storia e della teoria critica. Il metodo è, allo stesso tempo, lattualizzazione storica di una visione teorica della letteratura. Il formalismo, la filologia, gli studi culturali, la geocritica, la psicoanalisi sono metodi critici in quanto sono modi di lettura della letteratura fondati sulla teoria della psicoanalisi interconnessa alla storicità della lettura critica attraverso la quale si legge la letteratura.

Il metodo nasce quindi dallintersezione di una determinata storicità con un universo di riferimenti concettuali che maggiormente si avvicinano a quel vissuto storico. Il vissuto rientra a sua volta nellindagine critica, tale da restituire, attualizzata alla lettura del critico, il prodotto di unelaborazione personale, secondo gli schemi del metodo, che finiscono per restituirci indagini critiche di grande spessore.

Secondo William Kurtz Wimsatt Junior e Cleanth Brooks, "poiché i poeti hanno una forte tendenza a formulare giudizi intorno alla propria arte e a far uso di questi giudizi come facenti parte del messaggio dei propri componimenti, potremmo rinvenire teorie letterarie di qualche sorta fin dallepoca cui risalgono i primi componimenti poetici". Ciò vale anche per i narratori, poiché, secondo Roland Barthes, "lautore materiale di un racconto non può minimamente confondersi con il narratore chi parla nel racconto non è chi scrive nella vita e chi scrive non è chi è ". Esiste insomma un problema di definizione del soggetto autore di quellartefatto verbale su cui si esercita una lettura critica già al momento della scrittura.

Pur essendo autore, con limmaginazione di un possibile lettore o fruitore della propria opera quel che ha portato al concetto di lettore modello, chi scrive è già critico di sé stesso. Secondo Umberto Eco, il testo letterario è "un prodotto la cui sorte interpretativa deve far parte del proprio meccanismo generativo".

In occidente, probabilmente, i primi componimenti di critica letteraria risalgono ai commenti medioevali sulla Bibbia e alla riscoperta dei classici, che porterà allesegesi biblica e allUmanesimo, due manifestazioni di rispetto del testo, posto a livello superiore della propria lettura, quasi si trattasse di fare agiografia del testo. Uno dei fenomeni di valorizzazione del testo è quello del Talmud, che nellintreccio di parole tra Torah, Mishnah e Ghemarah offre anche una discussione di critica interpretativa.

Si può confrontare il fenomeno con lo sviluppo in ambito cristiano dellallegoria, nella patristica e nella scolastica. Leggere equivale a commentare e fare filologia insieme a teologia, fino a quando, con il confronto tra latino e volgare, si può anche inserire, nel tentativo di definire lorigine della critica, anche una preistoria della teoria della traduzione.

Il metodo è importante in materia di critica perché costituisce un supporto teorico allanalisi critica e allo stesso tempo produce conoscenza. Loggetto della critica letteraria è la produzione di conoscenza sullarte della letteratura che, per quanto storica, costituirà in sé un unicum di conoscenza e un apporto importante allinterpretazione dei significati che lumanità si pone come argomento dellarte e della simbologia dellessere.

Secondo Francesco De Sanctis esistono due tipi di critica letteraria: la critica letteraria propriamente detta, ovvero il giudizio e la critica di libri che sono passati alla storia o che comunque hanno ottenuto un buon successo di lettori e che sono usciti da diverso tempo, e la critica pedante, ovvero la critica letteraria da parte di pensatori e opinionisti che giudica le nuove opere letterarie, cioè i nuovi libri usciti in libreria, che affidano il loro talento critico per segnalare le opere belle le opere brutte ai lettori comuni.

                                     

2. Critica letteraria storicista e critica letteraria sociologica

La critica storicista è stata praticata da grandi studiosi come Francesco De Sanctis e Benedetto Croce. Essa mette a confronto lo scritta da esaminare con gli scritti e la società che descrive. La critica sociologica evidenzia la società e la struttura sociale di una società moderna o passata. Uno dei più grandi critici sociologici è stato sicuramente Arnold Hauser. Anche Francesco De Sanctis, nella sua opera "Storia della letteratura italiana", dà un grande esempio di alta critica storicista e sociologica.

                                     

3. Critica letteraria marxista

La critica letteraria marxista è fortemente influenzata dai pensieri di Karl Marx. Questa critica ha moltissimi obiettivi e finalità. Il principale è quello di correlare la critica storicista a quella sociologica, confrontando la struttura sociale descritta nel libro con la vera gerarchia sociale dellepoca a cui il libro si riferisce. Due sono i concetti principali di questa critica: il primo è quello di "realismo" riproduzione fedele delle società passate, il secondo è quello di "tipicità". I più grandi critici letterari marxisti furono György Lukács, Lev Trotsky, Raymond Williams, Antonio Gramsci e Fredric Jameson.

                                     

4. Critica letteraria linguistica, delle strutture formali e stilistica

I Formalisti erano coloro che si caratterizzavano per una rigorosa messa in luce del carattere artistico della letteratura. La teoria del metodo formale restituì alla letteratura il ruolo di oggetto autonomo della ricerca, dato che liberò la letteratura dal suo condizionamento storico e sottolineò il suo rendimento funzionale come somma di tutti gli artifici stilistici adottati, facendo cadere la distinzione tra poesia e letteratura. Nella sua funzione pratica, la lingua rappresenta tutti gli altri condizionamenti storici e sociali dellopera letteraria. La distinzione tra lingua poetica e pratica creò la percezione artistica che spezzò il legame tra letteratura e realtà della vita. La ricezione dellarte non ha più sede nella consapevolezza del bello, ma esige che si identifichi la forma delloggetto e il procedimento per la sua creazione. Un altro merito della scuola formalistica è che la storicità della letteratura viene presa di nuovo in considerazione, lopera darte viene percepita contro lo sfondo di altre opere ed in associazione con esse, e quindi la si deve considerare in rapporto con altre forme già preesistenti. La scuola formalista cerca di una via per tornare al concetto di storia nella letteratura: lanalisi dellevoluzione letteraria scopre nella storia della letteratura" unauto generazione dialettica di nuove forme”, inoltre viene rifiutato lo spirito oggettivo. Levoluzione letteraria consiste nella creazione di nuove forme letterarie che spingono alla periferia le precedenti e che a loro volte verranno messe da parte da forme letterarie più evolute; quindi bisogna concepire lopera darte nella sua storia, cioè allinterno della sua storia letteraria definita in continua evoluzione. Levoluzione della letteratura va determinato attraverso il suo rapporto con il processo generale della storia.



                                     

5. Critica letteraria psicoanalitica

La critica psicoanalitica nasce dai testi scientifici di Sigmund Freud, le cui scoperte sullinconscio, furono applicate allautore, per scoprire le cause più intime che portavano questultimo alla creazione di unopera. Più che Freud, furono i suoi discipoli ad applicare il metodo. Troviamo come esempio di applicazione del metodo, il saggio di Marie Bonaparte del 1933 su Edgar Allan Poe, in cui attraverso una semplificazione eccessiva, si tese a estrapolare dal testo verso la psiche di Poe, tratti patologici per lo più non verificabili come necrofilia e tendenza incestuosa. Si usava anche utilizzare lanalisi del personaggio, spesso guardato come reale. Un esempio è la lettura chiave edipica dellAmleto da parte di Ernest Jones1949 In Italia, il critico che più assimilò le visioni di Freud, fu Debenedetti, volto a ricostruire i motivi ispiratori di grandi opere, attraverso unanalisi a più livelli: biografico, tematico e linguistico.

                                     

6. Italia

Tre sono i grandi personaggi che hanno influenzato il linguaggio della critica e della filologia in Italia nella prima metà del Novecento: Benedetto Croce, Renato Serra e Giovanni Gentile questultimo in minor modo. Se nei primi decenni del Novecento le tendenze dominanti furono quelle derivate dal positivismo e dallo spiritualismo franco-tedesco ruotanti intorno alle posizioni crociane, dalla metà degli anni trenta affiorò la critica "ermetica". Nel secondo dopoguerra ritrovarono vigore la filologia ed il metodo storico, mentre il pensiero marxista ha attraversato lintero campo della critica influenzandone vasti ambiti.