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ⓘ Oronzo Canà è un personaggio cinematografico italiano protagonista della pellicola Lallenatore nel pallone e del suo sequel Lallenatore nel pallone 2. Il person ..




Oronzo Canà
                                     

ⓘ Oronzo Canà

Oronzo Canà è un personaggio cinematografico italiano protagonista della pellicola Lallenatore nel pallone e del suo sequel Lallenatore nel pallone 2. Il personaggio è interpretato da Lino Banfi ed è ispirato allallenatore di calcio Oronzo Pugliese.

                                     

1.1. Personaggio Nel primo film

Oronzo Canà, sposato con Mara Lagrasta da sposata Mara Canà, interpretata da Giuliana Calandra e con una figlia ventenne, Michelina interpretata da Stefania Spugnini, è un quarantottenne ex-calciatore degli anni sessanta in una scena si dice che ricoprisse il ruolo di mediano di rottura, dalla carriera promettente, che gli valse il soprannome La iena del Tavoliere.

Interrotta la carriera per un infortunio, divenne successivamente allenatore di società di Serie B, dalle quali venne esonerato per le sue doti tattiche mediocri, come luso del modulo tattico 5-5-5, detto anche Bi-zona, da lui stesso inventato modulo che prevede il movimento avanti e indietro per il campo di due file da cinque giocatori, in modo da confondere gli avversari.

Nonostante il suo carattere sanguigno e talvolta collerico, è un fervente ammiratore, sia come persona che come tecnica e stile calcistici, di Nils Liedholm, di cui porta sempre una fotografia con sé e che cerca di imitare in tutto e per tutto.

Ormai rassegnato al pensionamento senza aver mai allenato nella massima serie, ottiene un insperato salto di qualità quando gli viene comunicato lingaggio da parte della Società Sportiva Longobarda, neopromossa in Serie A, nella stagione 1984-1985. Dopo una deludente campagna acquisti, in cui vende i due giocatori più promettenti della squadra, tenta senza successo di agganciare diversi campioni e infine riesce motu proprio, con laiuto dello scalcinato "mediatore" Andrea Bergonzoni interpretato da Andrea Roncato, a scoprire una giovane promessa brasiliana, Aristoteles interpretato da Urs Althaus, consegue un disastroso ruolino in campionato, iniziato con una sconfitta di 5-1 subita con la Roma, seguita da una lunga serie di altre sconfitte che lo vedranno bersaglio delle proteste della tifoseria.

Poco tempo dopo, tuttavia, la Longobarda inizia a risalire la classifica in corrispondenza con la ripresa fisica e psicologica di Aristoteles, che inizialmente si sentiva molto a disagio con i compagni di squadra, che lo discriminavano in modo razzista, ed era stato adottato in casa di Canà, dove inizierà una relazione con la figlia. Il periodo di grazia della compagine terminerà proprio nel fatidico incontro fra Oronzo Canà e il suo maestro Liedholm, che si risolverà con un pesante 7-0 per il Milan.

Squalificato per 8 giornate per insulti allarbitro rivolti durante Juventus-Longobarda, Canà si ritrova nuovamente con la squadra nei guai anche e soprattutto per un secondo infortunio occorso ad Aristoteles e nuovamente vessato dai tifosi.

Canà ricorre così a goffi tentativi poco ortodossi e scaramantici, anche con la coadiuzione della suocera interpretata da Viviana Larice, con la conseguenza di non ottenere alcun risultato e di trovarsi con la squadra sul baratro della retrocessione a 2 partite dalla fine.

Tornato in forma Aristoteles, autore della doppietta nella vittoria 1-2 a Roma contro la Lazio, Canà vede la possibilità di salvezza, e arringa dal balcone di casa i tifosi osannanti con le parole "Domenica un solo grido ci deve unire: Vincere e vinceremo!", dichiarazione che fa chiaramente il verso anche nella postura alla dichiarazione di guerra del 1940 di Benito Mussolini.

Il "perdere e perderemo" della scena successiva, pronunciato dal presidente Borlotti Camillo Milli, porta a galla il vero motivo per cui il presidente ha scelto Canà come tecnico: gli serviva un allenatore incapace con il quale la squadra tornasse in cadetteria dopo un anno, in quanto la gestione finanziaria in massima serie era troppo onerosa.

Amareggiato ma costretto giocoforza a far perdere la squadra per non trovarsi nuovamente disoccupato, si prepara allultima gara lasciando in panchina Aristoteles finché, convinto dalle accorate richieste della figlia, decide di disubbidire al presidente facendo entrare in campo il brasiliano, che rovescia il risultato del match con lAtalanta, che termina 2-1 per la Longobarda, la quale, quindi, si salva.

Portato in trionfo come un eroe dai tifosi, nella confusione della festa viene avvicinato da Borlotti che gli comunica il licenziamento. Per tutta risposta Canà rivela al presidente di essere un cornuto, lasciando sottintendere la tresca fra la moglie di Borlotti e il capitano della squadra Speroni "il centravanti di sfondamento, tutto il giorno".

                                     

1.2. Personaggio Nel secondo film

Nel Lallenatore nel pallone 2, ambientato nel 2008, Oronzo Canà si è ritirato dal mondo del calcio da molti anni e gestisce unazienda olearia con la moglie e la figlia che, a sorpresa, non si è sposata con Aristoteles come si poteva pensare dal primo film ma con Fedele Biagio Izzo, uomo che, a dispetto del nome, la tradisce continuamente.

Diventato nonno di Oronzino, piccolo genio dellinformatica, Canà torna sugli schermi televisivi come ospite di una trasmissione sportiva in occasione della nuova promozione in Serie A della Longobarda, in cui rivela il motivo dellesonero da parte del presidente Borlotti anni prima.

Lo scandalo suscitato dalle dichiarazioni di Canà porta il nuovo presidente, Willy Borlotti, figlio del primo presidente, a richiamare sulla panchina della Longobarda lallenatore pugliese, per cercare di ritrovare unimmagine onesta.

Canà si trasferisce al nord Italia per prendere le redini della squadra esordendo con un nuovo modulo, sempre farina del suo sacco, detto "a farfalla".

Nel frattempo si accorgerà di quanto sia cambiato il mondo del calcio che aveva lasciato, trovandosi di nuovo in campo proprio nellanno in cui in Italia scoppiava lo scandalo di "Calciopoli".

                                     

2. Riconoscimenti

  • 2014: lAssociazione Italiana Allenatori Calcio consegna a Lino Banfi il diploma di allenatore ad honorem per linterpretazione del ruolo dellallenatore Oronzo Canà.
                                     

3. Curiosità

  • Nellultima puntata della decima stagione di Un medico in famiglia, Libero Martini, interpretato dallo stesso Banfi, si improvvisa allenatore della squadra di pallavolo dove giocano i suoi nipoti e cita le tattiche dellallenatore, citando anche una sua ipotetica esperienza come allenatore della Squadra dei Ferrovieri e ovviamente la mitica bizona alla Canà.
  • Nel primo film, al termine della partita Roma-Longobarda 5-1, Canà saluta alcuni calciatori della società giallorossa che ironizzano sul pesante risultato finale. Fra questi troviamo Carlo Ancelotti, Odoacre Chierico, Ciccio Graziani di cui Canà predice la futura calvizie e Roberto Pruzzo. Questultimo prende in giro Oronzo facendogli il segno del cinque, ad indicare i gol subiti, e lallenatore pugliese lo rimprovera, ricordandogli di averlo allenato da bambino in una selezione giovanile.