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ⓘ Ospedale di Vimercate. Il villaggio del mercato era già sin dal Medioevo centro di riferimento per i frequenti viandanti e i numerosi commercianti che vi conflu ..




                                     

ⓘ Ospedale di Vimercate

Il villaggio del mercato era già sin dal Medioevo centro di riferimento per i frequenti viandanti e i numerosi commercianti che vi confluivano.

La sua collocazione su una delle vie principali che dai valichi alpini conducevano a Milano ne faceva un luogo privilegiato per i commerci, per gli incontri e, di conseguenza, per lospitalità, intesa questultima non solo come offerta dalloggio temporaneo per i forestieri ma anche come risposta tangibile alla più ampia domanda dassistenza per i più bisognosi.

Più un ospizio era un ospedale nel quale la cura medica era affidata a religiosi e laici, quasi sempre in prossimità dei conventi, in grado di fornire assistenza materiale e spirituale ai bisognosi senza distinzione.

Era perciò unistituzione la cui spinta maggiore era data dai precetti della carità cristiana, la figura del medico e del chirurgo fanno la sua scomparsa in tali strutture solamente verso la fine del Medioevo.

Latto di fondazione dellOspedale dei Santi Cosma e Damiano in Vimercate è andato perduto, attraverso un testamento del Canonico Bassiano da Vimercate è possibile affermare che lospedale era operante nel 1203, unaltra fonte nomina lospedale già nel 1166.

Nel tardo medioevo gli enti assistenziali del contado venivano identificati con il nome del comune o della contrada in cui erano ubicati, oppure con lonomastica del santo patrono, così nel territorio di Vimercate si distinguevano oltre al citato Ospedale di San Damiano altre tre istituzioni: lOspedale di San Giovanni, di Santa Maria della Molgora e di Moriano che però alla fine del XVI secolo risultavano già essere stati soppressi. LOspedale di San Damiano o dei Santi Cosma e Damiano è il corrispondente di quello tuttora esistente, situato geograficamente nellarea compresa tra le vie Battisti, Bonsaglio e Cereda. Con questa denominazione è conservata nellarchivio dellospedale Maggiore di Milano la documentazione relativa allospedale di Vimercate. Nel corso del tempo furono però utilizzate anche altre denominazioni infatti nel 1403 in un documento dinvestitura daffitto, lOspedale viene citato con i nomi dei patroni Damiano e Guimerio. Nel 1481 i membri dellOspedale Maggiore di Milano lo identificarono come Ospedale di San Giacomo, forse perché vicino alloratorio consacrato allo stesso santo. Nei lasciti cinquecenteschi venne menzionato semplicemente come Ospedale dei Poveri di Vimercate, mentre alcune relazioni stilate nel XVII secolo rivelano che il Luogo Pio vimercatese fu identificato con diversi nomi di santi patroni: dal 1647 al 1664 San Giuseppe e dal 1668 al 1674 San Giacomo. Parallelamente allaccostamento al nome del santo patrono conviveva già dal Medioevo lappellativo laico di ospedale del borgo di Vimercate hospitale burgo vicomercati o di hospitale pauperum.

Come detto in precedenza gli ospedali erano quasi sempre legati a luoghi religiosi e, infatti, anche lOspedale di Vimercate aveva un riferimento religioso di cui si trovano tracce già dal secolo XIII: la chiesa di Santo Stefano sec. X. Ciò è testimoniato dallarchiviazione di alcuni documenti inerenti al Luogo Pio tra quelli dellantica chiesa.

Un periodo storicamente molto importante per Vimercate e per lOspedale di San Damiano si ebbe alla metà del XV secolo: il 1450 segnò il passaggio dalla Repubblica ambrosiana alla signoria degli Sforza e Vimercate allinizio di quellanno fu per alcune settimane centro di rilevante importanza politico-militare, ospitando i soldati al seguito del futuro duca di Milano, Francesco I. Negli anni successivi il nuovo sovrano riformò il sistema ospedaliero del ducato: dispose la costruzione di un nuovo grande nosocomio milanese e su sua istanza papa Pio II il 9 dicembre 1458 emanò una bolla con la quale conferiva al nuovo capitolo di amministratori autorità direttiva su una cinquantina di ospedali esistenti nel territorio della diocesi milanese e quindi anche su quelli di Vimercate, che fino ad allora operavano in autonomia dalla capitale del ducato. Il nuovo ordinamento, immutato nelle sue linee essenziali, sarebbe durato per tutto lAntico regime fin quasi alla fine del Settecento; di fatto non impediva la sorveglianza ecclesiastica sui Luoghi Pii della diocesi, generando in seguito alcuni contrasti tra le autorità politiche e larcivescovo.

Gli ospedali di Vimercate furono così aggregati al nascente Ospedale Maggiore di Milano, i cui deputati avevano la facoltà, in caso di necessità, di assumere la gestione diretta dei Luoghi Pii vimercatesi, unendo di fatto il patrimonio di questi al patrimonio di quello cittadino, seppur con lobbligo di destinarne I redditi esclusivamente ai poveri del borgo brianteo. Laccorpamento degli ospedali cittadini al nuovo ospedale milanese produsse probabilmente un cambiamento anche nelle proprietà degli enti pii locali: a metà del Quattrocento lOspedale di San Vincenzo di Porta Ticinese a Milano aveva dei possedimenti nel territorio di Vimercate che non figureranno più nel censimento di un secolo dopo, ne tra le sue pertinenze, ne in quelle dellOspedale Maggiore. Forse parte di queste proprietà furono devolute al Luogo Pio dei Santi Cosma e Damiano. Laggregazione del 1458 allOspedale Maggiore di Milano si prefiggeva luniformazione dellassetto amministrativo degli ospedali del contado al modello del nuovo istituto milanese: scomparve la figura del rettore e la gestione fu affidata a laici residenti nel territorio comunale che amministravano collegialmente e gratuitamente. In realtà, sulla base di documenti presenti nellarchivio storico dellOspedale Civile di Vimercate, si può affermare che agli amministratori spettassero, annualmente, a titolo di appendizio due brente di vino una brenta equivale a 75.55 litri; il cardinal Federico Visconti nel 1686 suggerì la devoluzione degli appendizi a beneficio dei poveri per conseguire" maggior mercede presso Dio”, ma un secolo più tardi, nel 1784, ogni deputato uscente percepiva ancora due brente di vino.

Una delle funzioni principali del Luogo Pio dei Santi Cosma e Damiano era quella di assicurare puntualmente la consegna delle elemosine ai poveri e infermi del borgo, operazione che doveva essere fatta in ospedale, dove si immagazzinavano pure cereali e vino su cui vigilare con attenzione. Sotto questo punto di vista il Luogo Pio, continuando a non ospitare i malati anche dopo la grande riforma ospedaliera della metà del Quattrocento, non partecipò al passaggio dallalbergo dei poveri di carattere medievale alla rinascimentale fabbrica della salute, che avrebbe dovuto trasformarlo in un ospedale complementare al nascente Ospedale Maggiore di Milano.

Infatti per quanto riguarda lassistenza sanitaria si deve attendere il XVII secolo per trovare documenti inerenti alla presenza sul territorio vimercatese di un medico condotto e di un chirurgo stipendiati dallOspedale dei Poveri e di una levatrice a partire dal settecento. Il lavoro di tali figure si svolgeva al domicilio delle persone e questo continuò fino a metà del settecento quando vennero aperte delle corsie per il ricovero dei pazienti.

Per concludere vale la pena di ricordare un altro servizio fornito dallospedale ai poveri: la fornitura di medicinali. Quando il medico e il barbiere antesignano del chirurgo curavano il malato a domicilio, il medico prescriveva una ricetta che giungeva poi alla spezieria. Se il malato era iscritto alle liste dei poveri poteva recarsi con la ricetta presso una delle spezierie del paese a ritirare gratuitamente i medicinali prescritti.