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ⓘ Museo diocesano San Prisco. Il Museo Diocesano di Nocera Inferiore, è intitolato a San Prisco primo vescovo della diocesi. È allestito in alcuni locali al piano ..




Museo diocesano San Prisco
                                     

ⓘ Museo diocesano San Prisco

Il Museo Diocesano di Nocera Inferiore, è intitolato a San Prisco primo vescovo della diocesi. È allestito in alcuni locali al piano terra dellex seminario vescovile, fondato dal vescovo Paolo Giovio il Giovane presente al Concilio di Trento.

Inaugurato il 14 febbraio 2008, per volere del vescovo Gioacchino Illiano 1987 - 2011. Accoglie manufatti provenienti da tutta la diocesi di Nocera Inferiore-Sarno.

                                     

1. Palazzo

Il museo è ospitato nei locali dellex seminario. Un suggestivo palazzo settecentesco collocato allinizio del borgo Vescovado, a Nocera Inferiore, non lontano dalla Cattedrale.

                                     

2. La collezione

Litinerario museale si sviluppa in tre sale.

Allingresso del percorso sono esposti alcuni reperti lapidei romani di spoglio, situati in precedenza allesterno della Cattedrale, tra cui spiccano:

  • Rocchi di una colonna, in granito.
  • Vasca di calidarium di tarda età repubblicana;
                                     

2.1. La collezione Sala 1

È la principale sala del museo. Ospita il grande busto in argento che i nocerini commissionarono nel 1771 per contenere le reliquie del santo patrono della città e della diocesi: san Prisco.

Sono interessanti un Martirio di San Giovanni Battista attribuito al pittore fiammingo operante a Napoli Cornelis Smet, datato intorno al 1570 e una Ultima cena appartenente ad uno smembrato polittico databile agli stessi anni.

  • San Giacomo che sconfigge i Mori ultimo quarto del XVII secolo, olio su tela, di Angelo Solimena, proveniente dalla nobile Cappella di Sarno, appartenente allantica famiglia Abignente;
  • Santa Lucia primo quarto del XVII secolo, scultura lignea.
  • Predella di uno smembrato polittico, raffigurante l Ultima Cena fine del XVI secolo;
  • San Giacomo pellegrino 1719, statua in legno, opera Del Tasso, proveniente dalla stessa Cappella di Sarno.
  • Martirio di san Giovanni Battista fine XVI - inizio XVII secolo, tavola attribuita ad un anonimo artista della scuola di Belisario Corenzio;
  • Deposizione di Gesù Cristo ultimo quarto del XVII secolo, olio su tela, di Angelo Solimena;
  • Crocifisso XVII secolo, statua in legno, proveniente dalla stessa Cappella di Sarno;
  • San Marco evangelista e il leone ultimo quarto del XVII secolo, olio su tela, di Angelo Solimena;


                                     

2.2. La collezione Sala 2

La seconda sala è riservata ai manoscritti ed alla suppellettile liturgica: ostensori, calici, candelabri, turiboli, navicelle portaincenso, pastorali, reliquiari.

Vi sono ospitati un olio su tela attribuito ad Angelo Solimena: l Incoronazione di Santa Rosa da Lima presentata alla Vergine col Bambino da Santa Scolastica e Santa Chiara, 1680 circa; e due dipinti del pittore Michele Ricciardi, entrambe della fine del XVIII secolo. Interessante anche la scultura lignea dedicata a santa Lucia, databile ai primi decenni del XVII secolo.

  • Calice inizio XV secolo, parzialmente dorato, di bottega partenopea, proveniente dalla Chiesa di San Giovanni Battista ad Angri: su questo compare il più antico bollo conosciuto della città di Napoli;
  • Compostiera 1818 - 1820, oggetto da mensa, in argento dorato e cristallo, realizzata dallorafo parigino Quentin Baschelet, donata alla Cattedrale da un vescovo dorigine lombarda, come attestato dallo stemma gentilizio inciso sia sul coperchio che sul supporto inferiore: questa veniva utilizzata come urna, durante le funzioni del Mercoledì delle Ceneri.
  • Pergamena di Alfano I 1066, arcivescovo di Salerno, con la definizione dei confini della Diocesi di Sarno;
  • Secchiello fine del XVII secolo, attribuibile agli argentieri Antonio Avitabile o Antonio Attingendo documentati entrambi a Napoli tra la fine del XVII e linizio del XVIII secolo;
  • Reliquiario a busto di San Prisco 1771, in argento, pietre preziose, opera dellargentiere napoletano Saverio Manzone, proveniente dalla Cattedrale, commissionato dal vescovo Benedetto Maria dei Monti Sanfelice 1768 - 1806;
                                     

2.3. La collezione Sale 3 e 4

Queste sale sono dedicate ai paramenti sacri: piviali e pianete in broccato e fili doro di fattura napoletana, spesso ricamati su orditi delle telerie borboniche di San Leucio, appartenuti a vescovi della diocesi nocerina.

Sono qui conservati una cospicua raccolta di ex voto, in oro e argento, provenienti Duomo, tra questi spiccano:

  • Silhouettes antropomorfe di individui adulti, neonati e bambini, nonché di parti anatomiche, segno tangibile della profonda devozione della gente nocerina al suo patrono: san Prisco.

Contengono il repertorio argenteo del museo, calici e croci astili provenienti dalle diverse parrocchie della diocesi. Lesemplare più interessante è un calice tardo gotico, databile alla fine del XIV secolo, della Collegiata di San Giovanni Battista di Angri. Notevoli anche una croce astile in argento della metà del XV secolo proveniente dalla Chiesa Parrocchiale Patronale di San Giovanni Battista in Striano, e una pergamena di Alfano I, arcivescovo di Salerno, del 1066, con li definizione dei confini della diocesi di Sarno.