Топ-100
Indietro

ⓘ Geografia, Strabone. La Geografia è unopera in diciassette libri di argomento storico-geografico, scritta in lingua greca dallerudito greco Strabone, la cui com ..




Geografia (Strabone)
                                     

ⓘ Geografia (Strabone)

La Geografia è unopera in diciassette libri di argomento storico-geografico, scritta in lingua greca dallerudito greco Strabone, la cui composizione è databile tra il 14 e il 23 d.C.

Tramandata nella quasi totale interezza - con la sola eccezione di qualche lacuna nella parte finale del settimo libro - la Geografia è anche lunica opera di questo autore che ci sia pervenuta. Si conosce, infatti, lesistenza di una sua precedente trattazione di argomento storico, la cui stesura intendeva colmare le lacune temporali precedenti e, soprattutto, successive allarco temporale coperto dallopera di Polibio; ma di questa estesa composizione, i Commentari storici Ἰστορικὰ ὑπομνήματα, articolata probabilmente in ben 47 libri, non ci è pervenuto altro che il frammento papiraceo Vogliano 46, conservato presso lUniversità degli Studi di Milano, a cui sono da aggiungere brevi e frammentarie citazioni riportate da lui stesso o da altri autori, in particolar modo da Flavio Giuseppe.

Per la vastità dei materiali offerti al lettore, per i frequenti excursus storici, per la precisione dei riferimenti toponomastici, il testo di Strabone è opera fondamentale della storiografia greca e romana, strumento imprescindibile per lo studio di molti aspetti della civiltà e della storia del mondo antico mediterraneo.

                                     

1.1. Fonti Fonti autoptiche

Strabone, descrive se stesso come un uomo che ha molto viaggiato, come mai avrebbe fatto alcun altro cultore della materia:

E tuttavia la sua esposizione non è quella di un periegeta, come sarà invece nella Guida della Grecia di Pausania. Neppure i suoi viaggi sembrano potersi considerare finalizzati o in qualche modo propedeutici alla realizzazione dellopera visto che egli sembra servirsi ben poco delle conoscenze acquisite da osservazioni autoptiche: quando queste ricorrono, e sono rarissimi i casi, il contributo che aggiungono è solitamente accessorio e marginale, con lunica probabile eccezione del caso di Corinto. Ma le scarne annotazioni autoptiche risultano per altro verso preziosissime per la datazione del complesso dellopera e delle sue singole parti, oltre che per far luce su aspetti della vita e della cronologia di Strabone.

                                     

1.2. Fonti Fonti scritte

Strabone dipende invece, in maniera essenziale, dalle sue fonti scritte, di volta in volta menzionate o, in buona parte, preventivamente dichiarate. Gli autori a cui attinge sono di varia estrazione: si va da poeti come Omero, da lui definito, in un altro passo, il padre della geografia, a filosofi, matematici e scienziati come Anassimandro, Ecateo, Eraclito, Democrito, Eudosso, Dicearco, Eforo di Cuma, Eratostene, Ipparco, oltre ovviamente a geografi e storici come Polibio, Posidonio, Artemidoro di Efeso, Eforo di Cuma, Apollodoro di Artemita.

Si tratta, a ben vedere, di un repertorio che rinvia costantemente a un ambiente e una tradizione scientifico-letteraria di cultura e lingua greca. Strabone non mostra, infatti, di tenere in gran conto geografi e storici di cultura latina o comunque di estrazione culturale diversa da quella greca:

Dati questi presupposti, non stupisce se, perfino nella descrizione della Gallia, Strabone riesce a limitarsi a una sola e fugace menzione dei Commentari che Cesare redasse nel corso delle sue campagne galliche. In altro luogo dellopera, volendo riferire della fama oratoria di Menippo di Stratonicea, non può fare a meno di un vago accenno a Cicerone che, avendone ascoltata di persona leloquenza, poteva a buon titolo testimoniare il suo apprezzamento in un passo di una sua opera sulla retorica.

                                     

1.3. Fonti Utilizzo delle fonti

Quello di Strabone è, con tutta evidenza, un lavoro basato su materiali estremamente disparati ed eterogenei, provenienti per di più da epoche diverse, e assai difformi nellimpostazione, nei diversi gradi di approfondimento e nella copertura spaziale e cronologica. Ne risulta, in maniera quasi obbligata, una disomogeneità della trattazione. Cè da aggiungere, comunque, che in Strabone, proprio in vista del carattere unitario della sua concezione geografica, è evidente la tendenza a far uso di un approccio di volta in volta diverso, a seconda dei luoghi descritti; infatti se si ammette, comè nella sua ottica unitaria, che la sfera geografica non può prescindere dai differenti aspetti umani, economici, ambientali, allora lapproccio ad aree geografiche diverse deve essere ogni volta declinato in funzione delle particolarità dei suoi abitanti.

                                     

1.4. Fonti Peso e limiti della tradizione omerica

Vi è un altro importante elemento che contribuisce a conferire disomogeneità alla trattazione e incostanza nellapprofondimento, finendo per costituire un limite dellopera: si tratta dellaccoglimento della testimonianza poetica di Omero quale fonte privilegiata della Geografia. Si è già ricordato il passo programmatico dei prolegomeni in cui lautore dellIliade e dellOdissea viene definito padre della geografia. A questo va ad aggiungersi, nellVIII libro il Peloponneso una enunciazione di metodo critico:

Nonostante le premesse, Strabone avverte spesso il bisogno di non dare per scontata questa sua impostazione, preferendone ribadire la necessità ogni volta che se ne presenta loccasione. Procedendo da queste assunzioni programmatiche, il ruolo attribuito alla tradizione omerica e lanalisi critica che ogni volta ne consegue, comportano un notevole appesantimento dellesposizione proprio per quei luoghi, come il Peloponneso, nei quali il confronto diretto con la narrazione epica si fa più serrato. Il solo fatto di aver attribuito al poeta epico il ruolo di autorità in campo geografico, secondo Albin Lesky, che vede in questo un influsso della Stoa, costituisce di per sé un limite metodologico che "gli impedisce di penetrare a fondo nelle cose".



                                     

2. Finalità dellopera e destinatari

È lo stesso autore a descrivere la scopo formativo e i destinatari della sua opera:

Prosa

In relazione a tale dichiarazione di metodo, e ai destinatari dellopera, occorre rimarcare come il suo stile, pur senza esprimere particolari qualità, manifesti comunque unaspirazione alla semplicità che non sembra più di tanto soggiacere ad influssi di impronta atticista e che ha il pregio di garantire alla sua prosa una piacevolezza di lettura che, unita allinteresse per le sue descrizioni, permane immutata ancora oggi. La sua lingua, vicina a quella di Polibio, mantiene il contatto con la lingua viva dellepoca. Ne risulta una koinè ellenistica ricca di forme popolari e di novità lessicali.

                                     

3.1. Concezione della geografia in Strabone Unitarietà

La materia trattata riguardava la geografia dellintero ecumene allora conosciuto, in unaccezione che non si riduceva ai soli aspetti della Geografia fisica, ma che teneva in considerazione le relazioni esistenti tra questi ultimi le connotazioni culturali, etnografiche, storiche, politiche: si tratta di ambiti di indagine appartenenti alla sfera conoscitiva si quello che, con linguaggio attuale, possiamo definire geografia umana e politica.

                                     

3.2. Concezione della geografia in Strabone Importanza del rapporto con lambiente

È notevole ad esempio la sua osservazione su come lespressione culturale di un popolo dipenda dal suo rapporto con il territorio. Strabone, ad esempio, individua la felice posizione della Grecia sul mare quale uno dei fattori della sua fortuna, stabilendo, in questo caso, uninteressante correlazione tra il progredire della civiltà di un popolo e il suo contatto con lelemento marino.

Ma riguardo alla relazione con i luoghi, e allimportanza di questa nel condizionare il percorso di una civiltà, la sensibilità del geografo non incorre nellerrore di trascurare gli effetti che, sulla sfera ambientale, sono indotti dallattività delluomo. Così, riferito alla città di Roma:

                                     

3.3. Concezione della geografia in Strabone Inclinazioni culturali dei popoli

Allo stesso tempo, insisteva sul fatto che i fattori ambientali le interrelazioni con lattività delluomo non erano in grado, da soli, di spiegare la grandezza di un popolo, senza considerarne le inclinazioni: nella determinazione della grandezza della civiltà greca, ad esempio, fermo restando la felicità del rapporto che essa aveva con il mare, Strabone attribuiva un grande peso allinteresse espresso da quella cultura per le arti, la politica, la speculazione scientifica e filosofica.

                                     

3.4. Concezione della geografia in Strabone Spessore diacronico della descrizione

È evidente inoltre propensione dellautore a non accontentarsi di una descrizione cristallizzata a unepoca a lui contemporanea: Strabone indulge spessissimo ad excursus diacronici, a divagazioni sia mitiche che storiche. Non è un fatto casuale; fedele ai suoi precursori, e tra essi in particolare Polibio, Strabone segue una precisa e dichiarata scelta di metodo:

                                     

4. Conoscenza geografica e filosofia

Nella concezione di Strabone, come si può vedere dal passo precedentemente citato, quella geografica è una forma di conoscenza che occupa un posto di grande rilievo. Così si esprime in apertura dellopera:

La larghezza di vedute che essa presuppone, la vastità di conoscenze che pone in gioco, sono prerogativa di chi, per sua natura, è incline alle speculazioni sul senso più profondo dellesistenza, la ricerca filosofica della felicità:

                                     

5. Matematica, geometria, astronomia

Lautore poi si intrattiene spesso, nei Prolegomeni dei primi due libri, a discutere sullimportanza della matematica e della geometria nella conoscenza geografica:

Ma sono proprio le confutazioni in cui si produce le discettazioni che egli intesse, in rapporto agli autori che lhanno preceduto, a rivelare come questi campi di conoscenza non dovessero essere quelli a lui più congeniali.

                                     

6.1. Fortuna dellopera Antichità

Il successo della Geografia di Strabone, nei due secoli successivi, non dovette essere proporzionale alla grandiosità della concezione e alla vastità del materiale presentato. Appare strano infatti, proprio in relazione a tali peculiarità che il testo straboniano sia completamente trascurato, per un paio di secoli, da logografi e scrittori greci e latini di geografia: Tolomeo arriverà a scrivere la sua importante Geografia trascurando completamente il testo straboniano; ma già Plinio, per altri versi un affastellatore acritico di notizie, mostra di ignorare completamente Strabone. In seguito, fino al V secolo, lopera si guadagna qualche rara citazione, ma perché essa riceva la dovuta attenzione bisogna aspettare il secolo successivo quando Stefano di Bisanzio, nella redazione del suo lessico Ethnikà, incorporerà frequenti notizie attinte dal testo straboniano. Di questa epoca ci sono pervenuti una trentina di papiri, databili presumibilmente al periodo dal 100 al 300.



                                     

6.2. Fortuna dellopera Medioevo e Umanesimo

Queste caratteristiche suscitarono invece un interesse maggiore in epoche successive, Medioevo e Umanesimo, tanto da favorire la trasmissione quasi integrale del testo fino ai giorni nostri. Lesposizione è infatti letteralmente costellata di annotazioni del genere più disparato: storia, miti di fondazione, mitologia, cultura, ambiente, opere darte; tutti questi elementi concorrono insieme a fare dellopera una fonte inestimabile di informazioni.

                                     

6.3. Fortuna dellopera Età contemporanea

La visione geografica di Strabone, sottesa nella sua trattazione, ha suscitato lattenzione e lapprezzamento di importanti geografi del XIX e XX secolo, fondatori di una nuova concezione della geografia, come Friedrich Ratzel e Paul Vidal de la Blache.

I pregi della Geografia di Strabone ne hanno fatto col tempo uno strumento imprescindibile nello studio di tanta parte del mondo antico mediterraneo, nelle diverse implicazioni storiche, geo-topografiche, etnografiche, toponomastiche e archeologiche, tanto che essa è oggetto di frequentissime citazioni in studi moderni.

Non è un caso se importanti opere sul mondo antico mediterraneo sono largamente intessute di corsivi estratti dallopera di Strabone. Esempi ne sono Jean Bérard, La Magna Grecia, Torino, 1963 e Mario Napoli, Civiltà della Magna Grecia, Eurodes, 1978.

La puntualità delle sue descrizioni, le preziose digressioni storiche, la precisione delle annotazioni topografica, sono elementi che sono di basilare importanza nellinquadramento e nella soluzione di problemi di indagine archeologica. Un esempio eclatante risale al 1934, quando lappassionata ricerca di due intellettuali confinati, Umberto Zanotti Bianco e Paola Zancani Montuoro, orientata proprio dalle parole di Strabone, rese possibile una delle più importanti scoperte dellarcheologia greca del XX secolo, lo spettacolare ritrovamento dei resti dellHeraion alla foce del Sele, le cui origini mitiche risalgono a Giasone e gli Argonauti, con limportante ciclo narrativo-metopale di epoca arcaica:

Questa è invece la descrizione di Plinio:

È da rimarcare la differenza abissale tra la descrizione di Strabone e lindicazione di Plinio: lerudito romano colloca infatti il santuario sulla destra idrografica del fiume, nell ager Picentinus, territorio che un tempo fu degli Etruschi. Limprecisione di questo passo è stata allorigine dellincertezza topografica fino alla scoperta dello Heraion alla foce del Sele nel XX secolo.



                                     

7.1. Edizioni Traduzioni

  • LAfrica di Strabone. Libro XVII della "Geografia", Edizioni Dal Sud, Nicola Biffi a cura di, 1999. ISBN 88-7553-025-4
  • Libro XI e XII, Geografia. Il Caucaso e lAsia minore, BUR Biblioteca Universale Rizzoli, Roberto Nicolai e Giusto Traina a cura di, 2000. ISBN 88-17-17339-8
  • LEstremo Oriente di Strabone. Libro XV della "Geografia", Edilibri, Nicola Biffi a cura di, 2005. ISBN 88-7228-450-3
  • Libro I e II, I Prolegomena, a cura di Federica Cordano e Gabriella Amiotti, Tivoli, Tored, 2013. ISBN 88-88-61740-X
  • Libro VIII, Geografia. Il Peloponneso, BUR Biblioteca Universale Rizzoli, Anna Maria Biraschi a cura di, 1992. ISBN 88-17-16859-9
  • LAnatolia Meridionale in Strabone - Libro XIV della "Geografia", Edilibri, Nicola Biffi a cura di, 2009. ISBN 978-88-7228-569-5
  • Il Medio Oriente di Strabone. Libro XVI della "Geografia", Edilibri, Nicola Biffi a cura di, 2002. ISBN 978-88-7228-356-1
  • Libro V e VI, Geografia. LItalia, BUR Biblioteca Universale Rizzoli, Anna Maria Biraschi a cura di, 1988. ISBN 88-17-16687-1
  • Libro III e IV, Geografia. Iberia e Gallia, BUR Biblioteca Universale Rizzoli, Francesco Trotta a cura di, 1996. ISBN 88-17-17114-X
                                     

7.2. Edizioni Risorse in rete

La Geografia di Strabone è disponibile interamente in traduzione inglese e, parzialmente, con testo greco:

  • EN Strabos Geography in traduzione inglese, ed. H. L. Jones 1924, da LacusCurtius
  • EN, GRC Books 6‑14: e testo originale e traduzione inglese, ed. H. L. Jones 1924, da Perseus Digital Library

È in rete anche una traduzione in francese in quattro volumi di Amédée Tardieu, edita da Hachette, Parigi, 1867.

  • FR Géographie de Strabon, su mediterranees.net.

Su Google libri è presente una cinquecentina, la traduzione in lingua italiana di Alfonso Bonaccioli, edita a Venezia da Francesco Senese nel 1562:

  • La geografia di Strabone, di greco tradotta in volgare italiano da Alfonso Buonacciuoli, con due copiosissime tavole luna de nomi antichi & moderni, laltra di tutti i nomi, & cose notabili, che in questo libro si contengono, Completa: Prima e Seconda parte, su books.google.it.

Sono presenti tutti e cinque i volumi della traduzione in lingua italiana Della geografia di Strabone libri XVII di Francesco Ambrosoli, Milano: Francesco Sonzogno poi P. A. Molina, 1827-1835:

  • Vol. V - libri 15-17 Google libri
  • Vol. IV - libri 11-14 Google libri
  • Vol. I - I discorsi preliminari Google libri
  • Vol. II - libri 1-4 Google libri
  • Vol. III - libri 5-10 Google libri
                                     
  • Se stai cercando altri significati, vedi Strabone disambigua Strabone in greco antico: Στράβων, Strábōn in latino: Strabo Amasea, ante 60 a.C.
  • Disambiguazione Se stai cercando altri significati, vedi Geografia disambigua La geografia dal latino geographia, a sua volta dal greco antico: γῆ
  • Strabone lat. Strabo, strabico può riferirsi a: Strabone storiografo e geografo greco di età augustea, autore della Geografia Gaio Giulio Cesare Strabone
  • VI 2, 6 Di questo drammatico epilogo Strabone dichiara essere stato testimone diretto. Strabone Geografia L Italia. Milano, BUR, 1988. ISBN 88 - 17 - 16687 - 1
  • John Hamilton nel 1837. Strabone Geografia BUR. Milano 2000. Traduzione di R. Nicolai e G. Traina Sempre Strabone Geografia XII, 7 riporta che nelle
  • disambigua Disambiguazione Se stai cercando l omonimo geografo greco, vedi Strabone Gneo Pompeo Strabone in latino Gnaeus Pompeius Strabo Picenum, 135 a
  • annorum DCC libri duo. testo latino e traduzione inglese GRC Strabone Geografia traduzione inglese libri 1 - 9, libri 6 - 14 e traduzione italiana
  • Libro VIII, verso 6 La principale fonte sui Lelegi è la Geografia di Strabone Secondo Strabone Lelegi e Cari erano due popoli che avevano abitato negli
  • nome Molone In Della geografia di Strabone libri XVII op.cit. p.348 Cicerone, De oratore, I, 76 Cicerone, Brutus, 325 Strabone XIV, 655, 661 Gino
  • geografia scienza che studia, interpreta, descrive e rappresenta la Terra nei suoi aspetti fisici e antropici Geografia opera letteraria di Strabone