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ⓘ Giovanni DOrlandi è stato un diplomatico italiano. Ambasciatore di grande esperienza, in buona sintonia con il ministro Amintore Fanfani e fervente cattolico, i ..




                                     

ⓘ Giovanni DOrlandi

Giovanni DOrlandi è stato un diplomatico italiano.

Ambasciatore di grande esperienza, in buona sintonia con il ministro Amintore Fanfani e fervente cattolico, insegnò presso lUniversità Johns Hopkins di Baltimora. Tra i suoi alunni vi fu Mario Sica che ritrovò più tardi come collaboratore a Saigon.

                                     

1. Carriera diplomatica

Laureatosi in giurisprudenza a Roma nel 1939, è poi entrato nella carriera diplomatica lanno successivo nel 1940.

Allinizio della Seconda guerra mondiale fu fatto prigioniero dagli inglesi mentre era su un mercantile che venne intercettato. Venne internato in India fino alla fine del conflitto, dal 1940 al 1946.

Finita la guerra rientrò in Italia dove prestò servizio presso il Ministero degli Esteri a partire dal 1948.

Nel 1950 è prima Vice console ad Agen in Francia e poi viene trasferito alla Rappresentanza Permanente presso lO.E.C.E dove presiede il C.O.C.O.M. nella capitale francese. Tale incarico durerà fino al 1957.

Nel 1958 è Capo di Gabinetto del Ministro delle Partecipazioni Statali. A partire dallanno successivo 1959 è capo dellufficio Sud Est asiatico della Direzione Generale degli Affari Politici fino al 1962.

Ambasciatore italiano a Saigon dal 17 luglio 1962 al 4 aprile 1967, svolse un ruolo di primissimo piano nei 3 tentativi di pace italiani alla Guerra del Vietnam tra il 1965 ed il 1968; in tale vicenda Giovanni DOrlandi ebbe come stretto collaboratore lallora giovane Mario Sica. Sacerdoti vietnamiti, o missionari come don Mario Acquistapace, e diplomatici come il Delegato apostolico monsignor Salvatore Asta, che D’Orlandi ha conosciuto al suo arrivo a Saigon, diventarono suoi amici fidati e consiglieri.

DOrlandi ammirava lopera del nunzio apostolico avversa alla identificazione fra Chiesa vietnamita e il regime del cattolico Ngô Dình Diem. Allo stesso tempo, era per una soluzione che stabilizzasse il regime di Diem per arginare il Comunismo;

Anche il Vaticano aveva dato mandato a Mons. Asta affinché favorisse la cosiddetta soluzione Diem senza Nhu, con il previsto allontanamento del fratello Nhu dal potere, come era anche nei piani americani. Su tali avvenimenti è stato pubblicato postumo il diario di DOrlandi.

La grande professionalità di DOrlandi fu apprezzatissima dai politici sudvietnamiti e dagli stessi americani tra questi vi fu Henry Cabot Lodge, grande suo estimatore; lambasciatore italiano fu un punto di riferimento in più circostanze.

Rientrato a Roma per motivi di salute, servì poi come Ispettore Generale del Ministero degli Affari Esteri e degli Uffici allestero fino al novembre 1968 quando divenne ambasciatore italiano in Grecia ad Atene. Tale incarico durò fino alla sua morte, avvenuta il 25 settembre 1973 per una malattia del sangue contratta durante la Seconda guerra mondiale allorché era prigioniero degli alleati in India, e peggiorata durante il suo soggiorno a Saigon.

Una significativa descrizione di DOrlandi è stata fatta da Mario Sica: Per DOrlandi la diplomazia era un mestiere che richiedeva unalta professionalità, fatta soprattutto di attenzione alle piccole cose, ai dettagli apparentemente formali, burocratici o senza importanza, in cui però il bravo diplomatico sa scoprire talora uno spunto dazione o di valutazione politica."