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ⓘ Saludecio. Si trova in provincia di Rimini, sulle rigogliose colline della Valconca, a pochi chilometri dal confine marchigiano. Dista 15 km da Cattolica, 20 da ..




Saludecio
                                     

ⓘ Saludecio

Si trova in provincia di Rimini, sulle rigogliose colline della Valconca, a pochi chilometri dal confine marchigiano. Dista 15 km da Cattolica, 20 da Riccione e 30 dal capoluogo Rimini. È inserito nel bacino della Valconca assieme ai comuni di Mondaino e Montegridolfo.

                                     

1. Origini del nome

Probabile fundus romano, il toponimo Saludecio deriverebbe dallaggettivo saluticius a esso collegato o, forse, secondo unipotesi che sembra, però, una ricostruzione fantasiosa dellumanista saludecese Publio Francesco Modesti, da salus Decii in riferimento a un illustre personaggio romano secondo alcuni addirittura limperatore Decio che trovò salute e salvezza su questo colle. Terza ipotesi sullorigine di questo curioso nome è quella che lo collega a S. Laudicio, probabilmente un martire della Chiesa orientale, cui era dedicata lantica pieve citata da una bolla papale del 1144: "plebem sancti Leoditii". Successivi documenti parlano poi di "plebs Sancti Laudicii", "Castrum Lauditii" e "San Lodezzo". È in realtà possibile che questo santo Laodicio, di cui non si trova menzione in alcun elenco della Biblioteca Sanctorum, sia da collegarsi alla figura del vescovo della Chiesa ravennate Eleukadio. Pur non essendo mai stato canonizzato venne acclamato santo dai fedeli e venerato come tale. La non ufficializzazione del culto potrebbe aver in qualche modo facilitato la storpiatura del nome, a noi giunto nella forma Laudicio.

                                     

2. Storia

Il paese, roccaforte malatestiana, è al centro di una corona di castelli difensivi, ultimo baluardo riminese contro la vicina Urbino dei Montefeltro. Lassetto del centro rivela ancora oggi la sua struttura medievale, con il dedalo dei vicoli racchiusi dalla cinta muraria le monumentali porte di accesso: porta marina e porta montanara, per la difesa verso il mare e verso lentroterra. I secoli XIII e XIV vedono unalternanza di potere, su queste terre, tra lo stato pontificio e la signoria dei Malatesta di Rimini. Poi, a seguito del tentativo di rivolta degli Ondedei di Saludecio 1336 contro Ferrantino, Malatestino e Guido Malatesti fallito a causa di un tradimento a Saludecio è imposta la totale dipendenza ai Malatesti.

Il XV secolo, pur essendosi aperto allinsegna delle humanae litterae e della serenità, con il pacifico soggiorno a Montefiore di papa Gregorio XII, vede poi crescere e svilupparsi il progetto dei Montefeltro di Urbino sopra le terre di Romagna. Il già fragile equilibrio crolla nel 1462 quando, a seguito di questioni politiche di respiro nazionale, Federico da Montefeltro occupa Saludecio togliendolo a Sigismondo Malatesta, e lo riconsegna a allo stato della Chiesa.

Ne 1504, dopo essere passato per le mani del duca Cesare Borgia,figlio di papa Alessandro VI, Saludecio è sottomessa al governo di Venezia, ma per breve tempo, visto che già nel 1508 i Veneziani restituiscono il territorio allo Stato della Chiesa. Il XVI secolo costituisce una sorta di assestamento del paese che nel secolo successivo vedrà, invece, una grande crescita economica e culturale, testimoniata dallopera di numerosi artisti impegnati sul territorio primo fra tutti Guido Cagnacci.

Anche nel corso del Settecento si aprono cantieri importanti, tra i quali sicuramente il più interessante è la chiesa parrocchiale di S. Biagio, iniziata nel 1794 e terminata nel 1800. Bellesempio di architettura neoclassica, realizzata dallarchitetto cesenate Giuseppe Achilli, fu fortemente voluta dal parroco saludecese nonostante il periodo particolarmente difficile, coincidente con gli anni della discesa napoleonica. LOttocento si apre dunque con splendore e prosegue con lo stesso tenore, tanto che Saludecio, capoluogo amministrativo può a ragione essere considerata, relativamente a quel periodo, una piccola capitale. La classe dirigente borghesia agraria decide di abbellire i propri palazzi e di costruirne di nuovi, così che ancora oggi noi possiamo ammirare le splendide finiture le pitture interne dei pregevoli edifici che si affacciano sulle vie del paese.

Oggi il comune, superata la crisi degli anni Sessanta, che ha causato un massiccio esodo verso la costa, ha ritrovato la propria identità puntando principalmente sul recupero delleconomia agricola e artigianale nonché alla valorizzazione culturale, ambientale e turistica del territorio.

                                     

3. Monumenti e luoghi dinteresse

  • San Biagio di padre Atanasio da Coriano, 1800
  • Chiesa parrocchiale di San Biagio: è stata definita a ragione la piccola cattedrale, e non solo per lampiezza ma anche per la pregevolezza con la quale è stata costruita ed arricchita. Di epoca settecentesca, rappresenta un vero e proprio museo di opere darte. Allinterno riposano le spoglie di SantAmato Ronconi, uomo devotissimo e molto venerato in zona. Nel complesso trovano spazio anche il ridotto ma fornito museo di Saludecio e del beato Amato quale si possono ammirare le seguenti opere
  • Sant Antonio Abate e SantAntonio da Padova del Nagli detto "il Centino", 1660
  • San Sisto Papa in estasi di Guido Cagnacci, 1628
  • SS. Giuseppe, Sebastiano, Rocco e SantAntonio da Padova di Vitale Bernardino Guerrini, 1610
  • Madonna col Bambino e Santi di Sante Braschi, 1704
  • La Processione del SS. Sacramento di Guido Cagnacci, 1628
  • Porta Marina: rappresenta laccesso del paese, porta fortificata e voluta da Sigismondo Pandolfo Malatesta; la porta è rivolta verso il mare.
  • Decollazione del Battista di Claudio Ridolfi detto "il Veronese", 1605
  • Madonna della Consolazione di Giuseppe Soleri Brancaleoni, 1802
  • Largo Santiago de Compostela, Oratorio dellOspedale di santAmato: sono luoghi legati alla figura di santAmato Ronconi.
  • Palazzo municipale: sorto sulle rovine dellantica rocca, è sede del comune. Architettonicamente interessante per il colonnato presente allesterno.
  • Castello di Cerreto: È uno dei borghi rurali più apprezzati e meglio conservati di tutto il territorio riminese. Conserva ancora evidenti tracce delle strutture fortificate depoca medievale. Sito a pochi chilometri dallabitato di Saludecio, è immerso in un paesaggio rurale e naturale. Famoso per il suo particolare carnevale, con le caratteristiche maschere di origine antichissima, chiamate "Pagliacci", è conosciuto anche per le strampalate storie a carattere comico e demenziale che riguardavano e animavano gli abitanti di Cerreto.
  • Porta Montanara: è la seconda via daccesso alla città, situata in antitesi con la Porta Marina. Questa, più piccola e mesta della prima, si affaccia verso il versante appenninico.
  • Palazzo Albini: il portone si apre su uno splendido cortile con colonnato in stile urbinate. È visitabile durante lOttocento Festival.
  • Torre Civica: è lopera più significativa del periodo medievale. Domina il profilo di Saludecio e sulla sua facciata è murato lo stemma del paese.


                                     

4. Società

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 292 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

  • Bosnia ed Erzegovina 46 1.55%
  • Romania 63 2.12%
                                     

5. Cultura

Ottocento Festival

Nella prima settimana di agosto, per trentanni è andata in scena una grande manifestazione di musica, spettacoli, mostre, banchetti dedicati al XIX secolo. Mercatini di antiquario, allestimenti scenografici, osterie nei vicoli e spettacoli di artisti di strada rendevano il Festival un appuntamento di riguardo.

Saluserbe

Nella settimana del 25 aprile, una manifestazione di carattere naturalistico con riferimento allerboristeria e alimentazione biologica.