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ⓘ Vasilij Vasilevič Kandinskij fu un pittore russo, naturalizzato francese, anche anglicizzato come Vassily Kandinsky, precursore e fondatore della pittura astrat ..




Vasilij Vasilevič Kandinskij
                                     

ⓘ Vasilij Vasilevič Kandinskij

Vasilij Vasilevič Kandinskij fu un pittore russo, naturalizzato francese, anche anglicizzato come Vassily Kandinsky, precursore e fondatore della pittura astratta.

                                     

1.1. Biografia Primi anni: lo stile le idee

Nato il 16 dicembre 1866 4 dicembre O.S. a Mosca, figlio di Lidija Tičeeva 1840-1910 e Vasilij Silvestrovič Kandinskij 1832-1926, ricco commerciante di tè. Nel 1870 la famiglia si trasferì a Monaco di Baviera. Lanno successivo i suoi genitori divorziano e il piccolo Vasilij si trasferisce ad Odessa, a casa della zia Elizaveta Tičeeva dove riceve le prime nozioni di disegno, dopo che da bambino, durante un viaggio a Venezia con i genitori, si innamorò delle luci notturne della città. Con lei imparò anche a suonare il violoncello, con il quale suonò nellorchestra della scuola e proseguì con un maestro di disegno le lezioni di pittura. Dal 1886 al 1889 studia legge a Mosca. Nel 1892 si laurea, e nello stesso anno decide di sposare la cugina Anja Čimiakin, che aveva conosciuto allUniversità di Mosca e con la quale aveva stabilito un rapporto di grande intesa e affinità intellettuale. Nel 1896 rifiuta un posto di docente allUniversità di Dorpat in Estonia, per studiare arte presso l Akademie der Bildenden Künste di Monaco di Baviera dove è allievo di Franz von Stuck. Si stabilisce nel quartiere di Schwabing, in seno a una grande comunità di artisti, rivoluzionari russi, musicisti, scrittori e persone creative in generale.

La città in quel periodo sta abbandonando la moda simbolista per diventare una delle capitali dello Jugendstil. Nel 1901 Kandinskij vi fonda il gruppo Phalanx, e tra il gruppo dei suoi studenti conosce la sua futura compagna di vita Gabriele Münter. Con lobiettivo principale di introdurre le avanguardie francesi nellambiente artistico tradizionalista di Monaco, apre una scuola in cui tiene lezione. I suoi dipinti dei primi anni del secolo sono paesaggi eseguiti a spatola, allinizio ombrosi, e poi di unintensità quasi fulva; dipinge anche temi fantastici derivanti dalla tradizione russa o dalle leggende del medioevo tedesco; questo periodo è caratterizzato dalla sperimentazione tecnica, in particolare delluso della tempera su carta scura, per dare lillusione di una superficie illuminata da dietro in trasparenza.

La consistenza tonale del chiaroscuro evidenzia lo schema, cancellando la distinzione tra figure e sfondo e dando come risultato una composizione quasi astratta. Nel 1902 espone per la prima volta con La Secessione di Berlino e realizza le sue prime xilografie. Nel 1903 si trasferisce in Italia a Torino, nel Sudafrica dove esporrà in seguito alcune sue opere e in Russia. Nel 1904 espone nel Salone dAutunno di Parigi. Assieme a Gabriele Münter compra nel 1908 una casetta a Murnau in Alta Baviera: nominata "Russenhaus" "la casa dei russi", diventerà luogo di incontro di innumerevoli artisti e musicisti di tutto il mondo. A Murnau Kandinskij crea i primi lavori in cui, utilizzando colori accesi e antinaturalistici, dipinge immagini prive di volume e sperimenta sulle forme e sui colori, dando così il via allastrazione dal reale e del normale.

La prima esposizione del gruppo, denominato NKVM Neue Künstlervereinigung München, Associazione dei Nuovi Artisti di Monaco, ha luogo nel 1909 nella Galleria Heinrich Thannhauser di Monaco. Fino alla fine del decennio, le pitture di Kandinskij denotano una gran tendenza allappiattimento per lintensità equivalente delle aree di colore e la superficie rilucente che distrugge ogni illusione di profondità. La serie di quadri di fantini in competizione comincia nel 1909 e in essa la linea dellorizzonte si va gradualmente sradicando, come del resto ogni altro riferimento spaziale. Nel 1910 produce il suo primo acquerello astratto, dove nelle macchie più scure predominano due colori, il rosso e lazzurro, che evidentemente considera relazionati perché si trovano sempre insieme. "Il rosso è un colore caldo e tende a espandersi; lazzurro è freddo e tende a contrarsi. Kandinskij non applica la legge dei contrasti simultanei, ma la verifica; si serve di due colori come di due forze controllabili che possono essere sommate o sottratte e, secondo i casi, cioè secondo gli impulsi che riceve, si avvale di entrambi affinché si limitino o si esaltino a vicenda. Ci sono anche segni lineari, filiformi; sono, in un certo modo, indicazioni di movimenti possibili, sono tratti che suggeriscono la direzione ed il ritmo delle macchie che vagano sulla carta. Danno movimento a tutto lacquerello" Argan. Nella IV Composizione del 1911, le figure sono talmente semplificate, il colore è talmente arbitrario e lo spazio talmente confuso che è impossibile distinguere largomento senza riferirsi ai quadri precedenti della serie.

Lo spettatore è particolarmente disorientato dal modo in cui usa la linea: tanto come elemento indipendente, quanto come limite per il colore. Lartista affronta la pittura astratta attraverso tre gruppi di opere, che anche nelle loro denominazioni indicano il legame dellarte di Kandinskij con la musica: "impressioni", "improvvisazioni" e "composizioni". Impressioni sono i quadri nei quali resta ancora visibile limpressione diretta della natura esteriore; improvvisazioni, quelli nati improvvisamente dallintimo e inconsciamente; composizioni quelli alla cui costruzione partecipa il cosciente, definiti attraverso una serie di studi. Kandinskij dopo questo passaggio, non ritornerà mai più alla pittura figurativa.

                                     

1.2. Biografia Il successo

Nel 1911 Kandinskij e Franz Marc si ritirano dal NKVM e pongono le basi del Blaue Reiter, pubblicando un almanacco nel 1912. Il nome origina dal titolo di un quadro di Kandinskij. La prima esposizione ha luogo a dicembre, nella galleria Thannhauser di Monaco di Baviera. Nello stesso anno pubblica Lo Spirituale nellArte, famoso e decisivo libro di Kandinskij, non un manifesto artistico, ma un testo che ricorda uno scritto filosofico, annunciando lavvento di unera che soppianterà il materialismo delletà moderna. Nel libro teorizza quello che va sperimentando nella sua pittura, cioè il rapporto tra forma e colore, alla base dellastrazione. Nel 1912 viene pubblicato lalmanacco con le opere di Kandinskij e Marc, ed ha luogo la seconda esposizione del Blaue Reiter nella galleria Hans Goltz in Russia

Nello stesso anno si tiene la prima mostra personale di Kandinskij nella galleria Der Sturm di Berlino. I temi preferiti di Kandinskij in questo periodo sono violenti e apocalittici, e traggono origine dalle immagini religiose popolari di Germania e Russia. Prima del 1912 il suo lavoro è già passato per diverse evoluzioni produttive. Nel 1913 quando dipinge Linee Nere già non si può più parlare di astrazione a partire da un soggetto; il colore e la linea hanno assunto tanta autonoma espressività da non seguire più un modello prestabilito. Opere come questa sono le prime realmente astratte.

Il percorso di Kandinskij verso lastrazione trova giustificazione teorica in Astrazione e Empatia di Wilhelm Worringer, pubblicato nel 1908. Worringer argomenta che lusuale gerarchia di valori, basata su leggi rinascimentali, non è valida per considerare larte di altre culture; molti artisti creano dalla realtà ma con un impulso astratto, cosicché le ultime tendenze dellarte si trovano in società meno materialiste. Kandinskij era anche interessato alla Teosofia, intesa come la verità fondamentale che fa da sottofondo alla dottrina ed ai rituali in tutte le religioni del mondo; il credere in una realtà essenziale nascosta dietro le apparenze fornisce una naturale razionalità allarte astratta.

Decisiva fu la partecipazione del pittore, il 2 gennaio 1911, ad un concerto del compositore austriaco Arnold Schönberg: rimase profondamente colpito dalla musica che ebbe modo di ascoltare, dando forma alle sue impressioni nel dipinto Impressione III: Concerto. Successivamente Kandinskij scrisse a Schönberg, sottolineando la ricerca che li accomunava, dando vita ad un interessante scambio epistolare.

In Lo Spirituale nellArte, parla di una nuova epoca di grande spiritualità e del contributo che le dà la pittura. La nuova arte deve basarsi sul linguaggio del colore e Kandinskij dà indicazioni sulle proprietà emozionali di ciascun tono e di ciascun colore, a differenza delle precedenti teorie sul colore, egli non si interessa dello spettro, ma solo della risposta dellanima. Nel 1913 partecipa con una sua opera all Armory Show di New York e, allo scoppio della prima guerra mondiale, torna in Russia lasciando la sua compagna Gabriele Münter che rimarrà a Murnau nella loro casa comune fino alla morte, conservando una vastissima raccolta di quadri di Kandinskij, donati successivamente alla città di Monaco di Baviera e conservati nella Lenbachhaus.

                                     

1.3. Biografia Dopo la rivoluzione russa

Kandinskij rimarrà a Mosca fino al 1921. A partire dalla Rivoluzione di ottobre, Kandinskij svolge un lavoro amministrativo per il Commissariato del Popolo per lEducazione; tra i progetti di questo organismo cè la fondazione di vari musei e la riforma del sistema scolastico nellambito delle Scuole dArte. Nel 1914 viene allestita una mostra personale alla Galleria Thannhauser a Monaco e nel "Kreis für Kunst" a Colonia. Kandinskij esegue quattro grandi murali per la villa di Edwin A. Campbell a New York. Il 1º agosto scoppia la prima guerra mondiale.

Il 3 agosto si rifugia in Svizzera con Gabriele Münter. Compie lunghi soggiorni a Goldach am Bodensee, dove lavora a Punto, linea, superficie e alla composizione per palcoscenico Sipario viola. Nel novembre intraprende da solo un viaggio verso la Russia, via Zurigo, per un soggiorno a Mosca. Tra il dicembre 1915 e il marzo 1916 sosta a Stoccolma, dove incontra per lultima volta Gabriele Münter in occasione di una mostra alla galleria Gummenson. Nel febbraio 1917 sposa Nina Andreevskaja, figlia di un generale, con cui intraprende un viaggio di nozze in Finlandia. Nello stesso anno nasce il figlio Volodia, che muore nel 1920.

Nel 1921 si ritira dallIstituto per la cultura artistica di Mosca. Viene incaricato di creare la sezione psicofisica della neofondata Accademia delle scienze artistiche, di cui diventa vicedirettore e di cui dirige il laboratorio delle riproduzioni. In dicembre però, lascia la Russia assieme alla moglie e si trasferisce a Berlino. Tra il 1922 e il 1933 lavora come insegnante di decorazione murale al Bauhaus, prima a Weimar, e poi, dopo il trasferimento della scuola, a Dessau. Gli anni del Bauhaus sono caratterizzati dallamicizia con Paul Klee e dalla pubblicazione di un altro saggio fondamentale: Punto e linea sul piano. Con linstaurazione della dittatura, accusato di bolscevismo, è costretto ad abbandonare il paese e a trasferirsi a Neuilly-sur-Seine, un sobborgo di Parigi.

Nel 1937 a Monaco viene realizzata la mostra darte degenerata, con cui Adolf Hitler si propone di condannare le nuove avanguardie artistiche. Nella mostra compaiono circa 50 opere di Kandinskij, poi vendute a basso costo allasta ad acquirenti stranieri. Nel 1938 partecipa alla mostra Abstracte Kunst nello Stedelijk Museum di Amsterdam. Nello stesso anno pubblica quattro poesie e silografie nella rivista Transition. Il suo saggio LArt Concert esce sul primo numero del XXe Siècle. Nel 1942 dipinge la sua ultima grande tela, Tensions délicates. In seguito, realizza soltanto opere di piccolo formato su cartone catramato. Personale alla Galerie Jeanne Bucher di Parigi. Muore nel 1944 nellabitazione di Neuilly-sur-Seine dove ha vissuto negli ultimi dieci anni della sua vita.

La sua tomba si trova nel cimitero di Neuilly-sur-Seine.



                                     

2. Lo spirituale nellarte

Kandinskij, nelle sue opere, espone le sue teorie sulluso del colore, intravedendo un nesso strettissimo tra opera darte e dimensione spirituale. Il colore può avere due possibili effetti sullo spettatore: un "effetto fisico", superficiale e basato su sensazioni momentanee, determinato dalla registrazione da parte della retina di un colore piuttosto che di un altro; un "effetto psichico" dovuto alla vibrazione spirituale prodotta dalla forza psichica delluomo attraverso cui il colore raggiunge lanima. Esso può essere diretto o verificarsi per associazione con gli altri sensi. Leffetto psichico del colore è determinato dalle sue qualità sensibili: il colore ha un odore, un sapore, un suono.

Perciò il rosso, ad esempio, risveglia in noi lemozione del dolore, non per unassociazione di idee rosso-sangue-dolore, ma per le sue proprie caratteristiche, per il suo "suono interiore". Kandinskij utilizza una metafora musicale per spiegare questeffetto: il colore è il tasto, locchio è il martelletto, lanima è un pianoforte con molte corde. Il colore può essere caldo o freddo, chiaro o scuro. Questi quattro "suoni" principali possono essere combinati tra loro: caldo-chiaro, caldo-scuro, freddo-chiaro, freddo-scuro. Il punto di riferimento per i colori caldi è il giallo, quello dei colori freddi è lazzurro.

Alle polarità caldo-freddo Kandinskij attribuisce un doppio movimento: uno "orizzontale" ed uno "radiante". Il giallo è dotato di un movimento radiante che lo fa avanzare verso lo spettatore rispetto al piano in cui è fisicamente, inoltre è dotato di un movimento eccentrico-centrifugo perché si allarga verso lesterno, abbaglia, respinge. Lazzurro è dotato di un movimento orizzontale che lo fa indietreggiare dallo spettatore ed è dotato di un movimento concentrico-centripeto perché si avvolge su sé stesso, esso creando un effetto di immersione attira lo spettatore. Kandinskij, sempre in base alla teoria secondo la quale il movimento del colore è una vibrazione che tocca le corde dellinteriorità, descrive i colori in base alle sensazioni e alle emozioni che suscitano nello spettatore, paragonandoli a strumenti musicali.

Egli si occupa dei colori primari e poi di colori secondari, ciascuno dei quali è frutto della mescolanza tra due primari. Analizzerà anche le proprietà di marrone, grigio, bianco e nero.

  • Larancione esprime energia, movimento, e più è vicino alle tonalità del giallo, più è superficiale; è paragonabile al suono di una campana o di un contralto.
  • Il giallo è dotato di una follia vitale, prorompente, di unirrazionalità cieca; viene paragonato al suono di una tromba, di una fanfara. Il giallo indica anche eccitazione quindi può essere accostato spesso al rosso ma si differenzia da questultimo.
  • Il rosso è caldo, vitale, vivace, irrequieto ma diverso dal giallo, perché non ha la sua superficialità. Lenergia del rosso è consapevole, può essere canalizzata. Più è chiaro e tendente al giallo, più ha vitalità, energia. Il rosso medio è profondo, il rosso scuro è più meditativo. È paragonato al suono di una tuba.
  • Il verde è assoluta immobilità in unassoluta quiete, fa annoiare, suggerisce opulenza, compiacimento, è una quiete appagata, appena vira verso il giallo acquista energia, giocosità. Con il blu diventa pensieroso, attivo. Ha i toni ampi, caldi, semigravi del violino.
  • Lazzurro è il blu che tende ai toni più chiari, è indifferente, distante, come un cielo artistico; è paragonabile al suono di un flauto. Inoltre il blu scuro viene paragonato al suono di un organo. Il blu è il colore del cielo, è profondo; quando è intenso suggerisce quiete, quando tende al nero è fortemente drammatico, quando tende ai toni più chiari le sue qualità sono simili a quelle dellazzurro, se viene mischiato con il giallo lo rende malto, ed è come se la follia del giallo divenisse "ipocondria". In genere è associato al suono del violoncello.
  • Il nero è mancanza di luce, è un non-colore, è spento come un rogo arso completamente. È un silenzio di morte; è la pausa finale di unesecuzione musicale, tuttavia a differenza del bianco in cui il colore che vi è già contenuto è flebile fa risaltare qualsiasi colore.
  • Il bianco è dato dalla somma convenzionale di tutti i colori delliride, ma è un mondo in cui tutti questi colori sono scomparsi, di fatto è un muro di silenzio assoluto, interiormente lo sentiamo come un non-suono. Tuttavia è un silenzio di nascita, ricco di potenzialità; è la pausa tra una battuta e laltra di unesecuzione musicale, che prelude ad altri suoni.
  • Il grigio è lequivalente del verde, ugualmente statico, indica quiete, ma mentre nel verde è presente, seppur paralizzata, lenergia del giallo che lo fa variare verso tonalità più chiare o più fredde facendogli recuperare vibrazione, nel grigio cè assoluta mancanza di movimento, che esso volga verso il bianco o verso il nero.
  • Il marrone si ottiene mischiando il nero con il rosso, ma essendo lenergia di questultimo fortemente sorvegliata, ne consegue che esso risulti ottuso, duro, poco dinamico.
  • Il viola, come larancione, è instabile ed è molto difficile utilizzarlo nella fascia intermedia tra rosso e blu. È paragonabile al corno inglese, alla zampogna, al fagotto.

La composizione pittorica è formata dal colore, che nonostante nella nostra mente sia senza limiti, nella realtà assume anche una forma. Colore e forma non possono esistere separatamente nella composizione. Laccostamento tra forma e colore è basato sul rapporto privilegiato tra singole forme e singoli colori. Se un colore viene associato alla sua forma privilegiata gli effetti le emozioni che scaturiscono dai colori e dalla forma vengono potenziati. Il giallo ha un rapporto privilegiato con il triangolo, il blu con il cerchio e il rosso con il quadrato.

Molto importante è anche lorientamento delle forme sulla superficie pittorica, ad esempio, il quadrato su un lato è solido, consapevole, statico; su un vertice losanga è instabile e gli si assocerà un rosso caldo, non uno freddo e meditativo. La composizione di un quadro non deve rispondere ad esigenze puramente estetiche ed esteriori, piuttosto deve essere coerente al principio della necessità interiore: quella che lautore chiama onestà. Il bello non è più ciò che risponde a canoni ordinari prestabiliti. Il bello è ciò che risponde a una necessità interiore, che lartista sente come tale.

                                     

3. "Punto, linea, superficie"

Kandinskij in questo saggio si dedica alla parte grafica che può esistere anche senza il colore. Il punto è il primo nucleo del significato di una composizione, nasce quando il pittore tocca la tela; è statico. La linea è la traccia lasciata dal punto in movimento, per questo è dinamica. Può essere orizzontale, verticale, diagonale. Può essere spezzata, curva, mista. I singoli suoni possono essere mescolati tra loro; più la linea è variata, più cambiano le tensioni spirituali che suscita: drammatiche se è spezzata, più liriche se è curva. Anche lo spessore cambia: può essere sottile, marcato, spesso, variabile.

La superficie è il supporto materiale destinato a ricevere il contenuto dellopera, si tratta solitamente di una tela ma Kandinskij ha dipinto anche del vasellame e dei piatti. Lopera risulta dunque essere limitata da due linee orizzontali e due verticali, oppure da una linea curva per la tela a formato ellittico. Lautore può dare accentuazione alle forme girando la tela e sfruttandone i piani diversi, ma non può fare questazione a posteriori, come faceva per esempio Jackson Pollock, bensì ci vuole fin dalla creazione dellopera, lucidità e consapevolezza artistica.

                                     

4. I lavori teatrali

Parte non secondaria della ricerca di Kandinskij è costituita dai lavori teatrali, concepiti in unottica di relazioni profonde tra le diverse componenti espressive – forma, suono, colore, luce, movimento – in funzione di un nuovo tipo di opera darte, a carattere multimediale. I primi suoi studi in tal senso furono i frammenti teatrali Paradiesgarten e Daphnis und Chloe, del 1908-1909. Degli anni immediatamente successivi, 1909-1914, sono invece i testi delle sue "composizioni sceniche": Suono giallo, Suono verde, Bianco e Nero, Viola.

Solo il primo di essi venne pubblicato e nessuno venne realizzato dal suo autore, nonostante i suoi diversi tentativi in tal senso. Si tratta di testi visionari, nei quali i personaggi si muovono in un mondo astratto denso di evocazioni, di immagini, di colori. Lunica opera teatrale che Kandinskij ebbe la possibilità di mettere in scena fu Quadri da unesposizione, dal poema musicale di Modest Petrovič Musorgskij, che lartista presentò nel 1928, al Friedrich Theater di Dessau. Lopera di Musorgskij è strutturata sullidea della visita ad unesposizione di acquerelli del pittore Viktor Aleksandrovič Hartmann, suo amico, e si divide in Promenades i movimenti del visitatore nella galleria e Quadri i contenuti delle opere in mostra.

A tale struttura fa riferimento la messinscena di Kandinskij, risolta con una successione di scene costituite di forme colorate geometriche, che traducono i temi musicali in immagini astratte in movimento. Uno spettacolo, dunque, realizzato sostanzialmente con forme, colori e luci, mentre la presenza dei performer è del tutto marginale, essendo costituita da due danzatori, usati in due brevi scene. Alcune delle composizioni sceniche kandinskijane, non realizzate dallautore, sono state messe in scena da altri, pur in forme che spesso si distaccano dalloriginale.

Tra le messinscene di Suono giallo, vi sono quelle realizzate da Jacques Polieri nel 1975 musica di Alfred Schnittke, coreografia di Maximilien Ducroux; da Ian Strasfogel nel 1982 ; dalla compagnia Solari-Vanzi nel 1985 scene di Beatrice Scarpato, luci di Stefano Pirandello al Fabbricone di Prato; da Fabrizio Crisafulli nel 2002, al teatro romano Amiternum dellAquila, con la musica di Giancarlo Schiaffini, la coreografia di Diego Watzke, unopera video di Marco Amorini.

Di Viola si ricordano la libera messinscena di Giulio Turcato alla Biennale di Venezia del 1984 e quella realizzata anche in film da Kirsten Winter nel 1996, per iniziativa del Museo Sprengel e del Verein Kunst und Bühne di Hannover. La messinscena kandinskijana di Quadri di unEsposizione è stata ricostruita fedelmente nel 1983 dalla Hochschule der Künste di Berlino. Versioni differenti, dedicate allartista russo, sono state proposte da Fabrizio Crisafulli nel 1994 e nel 2007).



                                     

5. Opere parziale

  • Vecchia città II 1902 - Parigi, Musée national dArt Moderne, Centre Georges Pompidou;
  • Composizione VIII 1923 - Guggenheim Museum, New York;
  • Mosca I 1916 - Galleria Tretjakov, Mosca;
  • Mulini a vento 1904 - Centre Pompidou, Parigi;
  • Improvvisazione 6 1909 - Lenbachhaus Monaco di Baviera;
  • Composizione VI 1913 - Museo dellErmitage, San Pietroburgo;
  • Composizione VII 1913 - Galleria Tretjakov, Mosca;
  • Impressione VII 1910 - Galleria Statale Tretjakov Mosca;
  • Camera da letto in Ainmillerstrasse 1909 - Galleria Civica nel Lenbachhaus, Monaco di Baviera;
  • Paesaggio estivo Case a Murnau 1909 - Museo di Stato Russo, San Pietroburgo;
  • Slancio moderato 1944 - Parigi, Musèe National dArt Moderne, Centre Georges Pompidou.
  • Macchia rossa I 1914 - Centre Pompidou, Parigi;
  • Due ovali 1919 - Museo di Stato Russo, San Pietroburgo;
  • Tratto bianco 1920 - Museum Ludwig, Colonia;
  • San Giorgio 1914-1917 - Galleria Tretjakov, Mosca;
  • San Giorgio III 1911 - Lenbachhaus Monaco di Baviera;
  • Improvvisazione 26 rematori 1912 - Lenbachhaus Monaco di Baviera;
  • Giallo, rosso, blu 1925 - Parigi, Musée National dart Moderne, Centre Georges Pompidou;
  • Il cavaliere azzurro 1903 - Collezione privata, Zurigo;
  • Alcuni cerchi 1926 - Guggenheim Museum, New York;
  • Impressione III concerto 1911 - Lenbachhaus Monaco di Baviera;
  • Chiesa della Natività della Vergine a Mosca 1886 - Parigi, Centro Pompidou;
  • Loriente 1913 - Amsterdam, Stedelijk Museum;
  • Composizione X 1939 - Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Düsseldorf;
  • Improvvisazione 11 1910 - Museo di Stato Russo San Pietroburgo;
  • Macchia nera I 1912 - Museo di Stato Russo, San Pietroburgo;
  • Primo acquerello astratto 1910-1913 - Parigi, Centre Georges Pompidou;
  • Arco azzurro 1917 - Museo di Stato Russo, San Pietroburgo;
  • Improvvisazione 19 1911 - Lenbachhaus Monaco di Baviera;
  • Macchia rossa II 1921 - Lenbachhaus Monaco di Baviera;
  • Paesaggio romantico 1911 - Lenbachhaus Monaco di Baviera;
  • Chiesa rossa 1900-1910 - Museo di Stato Russo, San Pietroburgo;
  • San Giorgio II 1911 - Museo di Stato Russo, San Pietroburgo;
  • Fiume dautunno primi del 900 - San Pietroburgo, Museo di Stato Russo;
  • Blu di cielo 1940 - Parigi, Musèe National dArt Moderne, Centre Georges Pompidou;
  • Impressione VI Domenica 1911 - Lenbachhaus Monaco di Baviera;
  • Improvvisazione con forme fredde 1914 - Galleria Tretjakov, Mosca;
                                     

6. Vasilij Vasilevič Kandinskij nei musei italiani

  • Peggy Guggenheim Collection di Venezia
  • Galleria nazionale darte moderna e contemporanea di Roma
  • Museo del Novecento di Milano
  • Galleria darte moderna e contemporanea di Bergamo
  • Pinacoteca comunale" Orneore Metelli” di Terni
  • Galleria internazionale darte moderna Ca Pesaro di Venezia
                                     
  • Ivanovič Kandinskij in russo: Алексей Иванович Канди нский? 24 febbraio 1918 4 ottobre 2000 è stato un musicologo russo, nipote del pittore Vasilij Vasil evič
  • olio su tela 100, 5x80, 5 cm realizzato nel 1926 dal pittore Vasilij Vasil evič Kandinskij È conservato nel Museo nazionale d Arte moderna del Centre
  • opere di Beckmann, Corinth, Dalí, Macke, Marc, Monet, Nolde, Vasilij Vasil evič Kandinskij Van Gogh e Picasso. 1902 1915 Städtisches Museum Elberfeld
  • letteratura Improvvisazione è il titolo che il pittore russo Vasilij Vasil evič Kandinskij ha dato ad alcune sue opere: Improvvisazione 6 nota come Africano
  • Kislovodsk, 1918 Vasilij Ivanovič Denisov, pittore polacco Zamość, n.1862 - Sergiev Posad, 1922 Vasilij Vasil evič Kandinskij pittore russo Mosca
  • dipinto a olio su tela 107 99, 5 cm realizzato nel 1909 dal pittore Vasilij Kandinskij È conservato nella Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco. Sito
  • Fra il 1919 e il 1924 studiò al Vchutemas con maestri come Vasilij Vasil evič Kandinskij Il ja Ivanovič Maškov, Konstantin Alekseevič Korovin, David
  • editore di Sturm ad esporre insieme al gruppo di Paul Klee, Vasilij Vasil evič Kandinskij Franz Marc, Marc Chagall. È in questa occasione che conosce
  • Čërnyj, Vasilij Ivanovič Surikov, Aleksandr Andreevič Ivanov, Viktor Michajlovič Vasnecov, Andrej Kolkutin, Vasilij Vasil evič Kandinskij Vasilij Grigor evič
  • ospita delle esposizioni di Pablo Picasso, Leonardo da Vinci, Vasilij Vasil evič Kandinskij Joan Miró, Marc Chagall, Alfred Manissier e dal 1973 è la sede
  • 1962 è stata una pittrice espressionista tedesca. Compagna di Vasilij Vasil evič Kandinskij fondò con lui, Franz Marc e altri il movimento artistico espressionista