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Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio
                                     

ⓘ Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio

L Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, meglio conosciuta come OPEC, fondata nel 1960, comprende dodici Paesi che si sono associati, formando un cartello economico, per negoziare con le compagnie petrolifere aspetti relativi alla produzione di petrolio, prezzi e concessioni. La sede dellOPEC, dapprima stabilita a Ginevra, a partire dal 1º settembre 1965 è stata trasferita a Vienna.

Gli stati membri OPEC controllano circa il 78% delle riserve mondiali accertate di petrolio, il 50% di quelle di gas naturale e forniscono circa il 42% della produzione mondiale di petrolio ed il 17% di quella di gas naturale. Lorganizzazione parallela dell OAPEC Organizzazione dei Paesi Arabi Esportatori di Petrolio, fondata nel 1968 nel Kuwait, si occupa del coordinamento delle politiche energetiche dei paesi Arabi che fanno parte dellOPEC.

                                     

1.1. Origini Le sette sorelle

LOPEC nacque come risposta dei paesi produttori di greggio al predominio economico delle aziende petrolifere straniere, principalmente anglo-americane, che fin dagli anni venti e quaranta, attraverso una serie di concessioni per lestrazione, esercitavano un controllo pressoché assoluto sulla filiera produttiva.

Nel 1928 le principali compagnie petrolifere mondiali siglarono ad Achnacarry un accordo che di fatto creava un cartello finalizzato a stabilire zone di estrazione e prezzi di vendita del greggio affinché non ci fosse concorrenza fra le compagnie stesse. Queste compagnie, conosciute come "sette sorelle" - termine coniato dallitaliano Enrico Mattei, dirigente dellAgip - tra la fine degli anni 40 e linizio degli anni 60- arrivarono a controllare la quasi totalità del petrolio mediorientale, definendo in maniera unilaterale le quote di estrazione ed il prezzo da pagare ai paesi produttori. Al fine di bilanciare lofferta e la domanda per evitare negative fluttuazioni nel prezzo e mantenere così lucroso il loro business, le sette sorelle imposero spesso quote di estrazione inferiori alla capacità massima dei paesi produttori con ovvie ricadute sugli introiti degli stessi.

È importante notare come le esportazioni di petrolio rappresentassero, e rappresentino tuttoggi, la quasi totalità delle esportazioni di molti paesi produttori, principalmente quelli del golfo Persico.

                                     

1.2. Origini Il MOIQP

In aggiunta a queste sfavorevoli condizioni il 30 aprile 1959 il presidente statunitense Dwight Eisenhower varò il MOIQP - Mandatory Oil Import Quota Program "programma obbligatorio per le importazioni di petrolio", che limitava le importazioni di petrolio al 9% del fabbisogno totale degli Stati Uniti dAmerica. Il MOIQP era un programma economico di tipo protezionistico inteso a raggiungere due obiettivi:

  • difendere gli interessi delle compagnie petrolifere americane che già da diversi anni operavano, attraverso le loro lobby, pressioni sul governo statunitense per limitare le importazioni di petrolio.
  • rendere gli Stati Uniti maggiormente indipendenti in campo energetico attraverso un utilizzo più massiccio dei giacimenti presenti sul territorio americano.

Il petrolio medio-orientale, pur essendo meno costoso, veniva infatti estratto in zone strategicamente instabili, con il rischio di interruzioni nellapprovvigionamento. Inoltre il MOIQP tese a privilegiare le importazioni dal Canada, importante alleato americano nellera della Guerra Fredda, sfavorendo nel contempo il Venezuela, allepoca principale esportatore di petrolio verso gli Stati Uniti.

Una clausola del programma definiva infatti che il petrolio importato via terra non era da considerarsi "importato" ed esulava quindi dalla quota massima di importazione.

Linsoddisfazione dei paesi medio-orientali per lingerenza delle compagnie petrolifere straniere e quella del Venezuela per i limiti imposti dal MOIQP condussero, nel settembre 1960, lIraq a convocare una riunione nella quale discutere future politiche comuni, intese a proteggere gli interessi dei paesi produttori.

                                     

2. Ruolo e storia

Fondata il 14 settembre 1960 durante una conferenza a Baghdad per iniziativa del Governo del Venezuela a carico del presidente Rómulo Betancourt, il ministro di Miniere e Idrocarburi venezuelano Juan Pablo Pérez Alfonzo ed il ministro del Petrolio e delle Risorse minerali dellArabia Saudita, Abdullah al-Tariki, lOPEC consisteva in origine di soli cinque paesi membri.

I membri dellOPEC costituirono un cartello il cui scopo era ed è quello di concordare la quantità e il prezzo del petrolio che queste nazioni esportano. Attraverso sforzi coordinati, lOPEC cerca di regolare la produzione petrolifera e di gestire quindi i prezzi del greggio, principalmente stabilendo delle quote per i suoi membri, che detengono allincirca i 2/3 delle riserve mondiali di petrolio. Essi forniscono il 40% della produzione mondiale di petrolio e la metà delle esportazioni. Grazie allOPEC, gli stati membri ricevono, per il petrolio che esportano, considerevolmente più di quanto riceverebbero se non ne facessero parte. Nel 2004, ad esempio, gli 11 membri dellOPEC hanno ricevuto 338 miliardi di dollari di entrate per lesportazione del petrolio, un incremento del 42 percento rispetto al 2003, secondo cifre compilate dallEnergy Information Administration. Si confrontino queste cifre con quelle del 1972, quando gli esportatori di petrolio incassarono 23 miliardi di dollari per le esportazioni, o con quelle del 1977, quando a seguito della crisi energetica del 1973 essi ricevettero 140 miliardi di dollari. Poiché le vendite di petrolio a livello mondiale sono denominate in dollari statunitensi, i cambi nel valore del dollaro rispetto alle altre valute influiscono sulle decisioni dellOPEC circa la quantità di petrolio da produrre. Ad esempio, quando il dollaro perde rispetto alle altre valute, i membri dellOPEC ricevono minori entrate per il loro petrolio, causando dei tagli sostanziali nel loro potere dacquisto, poiché essi continuano a vendere petrolio in dollari.

Le decisioni dellOPEC hanno una considerevole influenza sui prezzi internazionali del petrolio. Ad esempio, durante la crisi energetica del 1973 grande shock petrolifero, lOPEC si rifiutò di spedire petrolio verso le nazioni occidentali che avevano sostenuto Israele nella guerra del Kippur contro lEgitto e la Siria. Questo rifiuto provocò un incremento del 70% nel prezzo del greggio, che durò per cinque mesi, dal 17 ottobre 1973 al 18 marzo 1974. Le nazioni dellOPEC decisero, il 7 gennaio 1975, di innalzare i prezzi del petrolio grezzo del 10%.

Con lavvicinarsi della guerra del Golfo del 1990-91, il presidente iracheno Saddam Hussein sostenne che lOPEC doveva spingere verso lalto il prezzo del petrolio, aiutando così lIraq e gli altri stati membri a ripianare i debiti.

Ad agosto 2004 lOPEC comunicò che i suoi membri disponevano di poco margine di incremento della produzione, indicando così che il cartello stava perdendo la sua influenza sul prezzo del greggio. Il primo gennaio 2007 entrò a far parte dellOPEC lAngola, mentre lIndonesia lasciò lOPEC nel 2009, essendo diventata un importatore netto di petrolio e non essendo in grado di soddisfare le sue quote di produzione.

Nel dicembre 2018 il Qatar, storico membro dellOPEC, ha annunciato la sua intenzione di abbandonare lorganizzazione, motivando questa scelta con la concentrazione della sua attività sullesportazione di gas naturale. Il primo gennaio 2019 il paese del golfo abbandona effettivamente lorganizzazione.



                                     

3. Influenza sul prezzo del greggio

Contrariamente ad altri cartelli, lOPEC è riuscita con successo a incrementare il prezzo del petrolio per lunghi periodi. Gran parte del successo dellOPEC può essere attribuita alla flessibilità dellArabia Saudita. Questa nazione ha tollerato il mancato rispetto dei patti da parte di altri paesi membri, e tagliato la sua produzione per compensare leccesso delle quote di produzione degli altri membri del cartello. Questo fatto ha dato alla nazione una buona capacità di influenzare il prezzo del petrolio a livello mondiale, poiché - con molti membri a produzione piena - lArabia Saudita è lunico membro con capacità di scorta, e la possibilità di aumentare la produzione se necessario. Questa politica ha avuto successo, causando linnalzamento del prezzo del petrolio grezzo a livelli che erano stati raggiunti, in precedenza, solo dai prodotti raffinati. Comunque, la possibilità dellOPEC di innalzare i prezzi ha dei limiti. Un incremento eccessivo nei prezzi del petrolio tende a far diminuire i consumi, e può causare un decremento netto delle entrate. Inoltre, una crescita continua del prezzo può incoraggiare un cambio dei comportamenti, incentivando lutilizzo di fonti alternative di energia o un maggiore risparmio.

In quanto cartello, lOPEC ha finora evitato coinvolgimenti in ogni disputa relazionata con lOrganizzazione Mondiale del Commercio nonostante la divergenza tra le azioni e obiettivi dei due enti, rappresentando dunque un esempio interessante della relazione tra protezione e liberalizzazione del commercio a livello internazionale, specialmente nellambito energetico.

                                     

4. Paesi non-membri

Ci sono alcuni grandi paesi produttori di petrolio che non aderiscono allOPEC:

  • Messico
  • Nord America
  • Canada
  • Stati Uniti dAmerica
  • Oman
  • Bahrein
  • Qatar
  • Medio oriente
  • Russia
  • Cina
  • Asia
  • Kazakistan
  • Indonesia
  • Norvegia
  • Europa
                                     

5. GECF, lOPEC del gas

Linnalzamento dei prezzi e laumento della domanda ha creato le condizioni per la nascita di una simile organizzazione per il commercio del gas naturale. Lorganizzazione del GECF Gas Exporting Countries Forum, costituita a Tehran nel 2001, tenta di superare lattuale meccanismo che vincola il prezzo del gas naturale a quello del petrolio proposta dellEgitto del 2004 e di prepararsi per levoluzione del mercato del gas, che se fino ad ora era un mercato regionale vincolato ai gasdotti, grazie al GNL si sta globalizzando i terminali di liquefazione e di rigassificazione sono geograficamente svincolati e fluidificando cresce limportanza del mercato spot a scapito dei contratti di lunga durata. La sede del GECF si trova a Doha, in Qatar.