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ⓘ Quanto è bello lu murire acciso. Il film, il cui titolo è quello di una canzone popolare rielaborata da Roberto De Simone che è considerato lantesignano del fol ..




Quanto è bello lu murire acciso
                                     

ⓘ Quanto è bello lu murire acciso

Il film, il cui titolo è quello di una canzone popolare rielaborata da Roberto De Simone che è considerato lantesignano del folk revival napoletano degli anni Settanta, racconta limpresa del duca Carlo Pisacane organizzata alla maniera mazziniana, badando cioè più allentusiasmo patriottico che ad una severa preparazione. Imbarcatosi a Genova con ventiquattro volontari con lo scopo di avviare una rivoluzione dei contadini meridionali, fece dirottare la nave, diretta a Tunisi, allisola di Ponza dove liberò 323 detenuti e si rifornì di armi.

Dopo lo sbarco a Sapri, Pisacane si rese subito conto del mancato aiuto dei liberali napoletani che non vollero avere a che fare con quella spedizione mista con ergastolani che i contadini temevano come una banda di briganti. Nonostante tutto Pisacane volle proseguire nellimpresa, convinto che sarebbe bastato accendere la scintilla perché la rivoluzione divampasse in tutto il Sud dItalia. Furono invece proprio i contadini ad attaccare e costringere alla fuga i congiurati che in località Salemme presso Sanza vennero circondati e 25 di loro massacrati. Gli altri, per un totale di 150, vennero catturati e consegnati ai gendarmi.

                                     

1. La critica

Lorenzini reinventa la storia della spedizione facendo risaltarne lo spontaneismo ma rispettandone lo spirito patriottico ideale che lanimava, mostrando simpatia umana e politica per gli uomini che fecero il Risorgimento italiano. Al regista piace immaginare nel racconto che il maggiore dellesercito borbonico incaricato di combattere i rivoltosi avesse in un certo modo avuto sentore e quasi moralmente condiviso i nobili propositi che li animavano e che il messaggio di Pisacane fosse alla fine raccolto dai contadini. "Sono, luno e laltro, luoghi canonici dun certo cinema politico va da sé che Pisacane è assomigliato per qualche verso a Che Guevara, ma inseriti con naturalezza in un racconto che vuole dare, di quella pagina di storia, una immagine dialettica. Nessuno può negare che, ridotto in pillole, il Risorgimento fu anche questo seminar dubbi nelle coscienze" cfr. Giovanni Grazzini da Il Corriere della Sera, 5 marzo 1976

Anche Tullio Kezich, cfr. Il Mille film. Dieci anni al cinema 1967-1977, Edizioni Il Formichiere vede nel film di Lorenzini una metafora dell "impresa boliviana di Che Guevara, i libertari ne fecero un mito." Ma a parte i contenuti politici Kezich rimprovera a Lorenzini le sue aggiunte fantastiche al racconto storico che ne esce travisato soprattutto per lepisodio dei contadini che avrebbero raccolto alla fine il messaggio patriottico rivoluzionario. "Il film di Lorenzini soffre invece di essere raccontato su tre piani diversi ; e non sempre tiene il passo con lepos delle belle canzoni scritte apposta in modo popolare da Roberto De Simone" cfr. ibidem

Anche le inquadrature del cadavere di Pisacane, adagiato su un tavolo prima di essere cremato con gli altri ribelli morti ricordano le famose foto scattate dai militari boliviani e dai fotografi presenti del corpo di Guevara

                                     

2. Riconoscimenti

  • Premio speciale per la regia Ennio Lorenzini
  • 1976 - David di Donatello
  • Migliore regista italiano esordiente Ennio Lorenzini
  • 1976 - Nastro dargento
  • 1976 - Globo doro
  • Miglior opera prima Ennio Lorenzini