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ⓘ Il vento ci porterà via. Behzad, Keyvan, Ali e Jahan si dirigono con una jeep da Teheran verso il villaggio curdo incastonato nelle montagne di Siah Dareh, per ..




Il vento ci porterà via
                                     

ⓘ Il vento ci porterà via

Behzad, Keyvan, Ali e Jahan si dirigono con una jeep da Teheran verso il villaggio curdo incastonato nelle montagne di Siah Dareh, per ragioni che rimangono misteriose per gli abitanti del villaggio. I quattro vengono accolti in una casa dalle finestre e dalle porte di colore azzurro e si abbandonano ben presto allozio. Behzad comincia a interessarsi alle condizioni di salute di una anziana signora e appare intenzionato a documentare i rituali funebri della gente del posto. Behzad è così in attesa della morte della donna anziana, che però tarda ad arrivare. Behzad comincia a girovagare per il villaggio, con laiuto di un bambino del posto, con cui stringerà un legame di amicizia. Behzad comincia ad apprezzare lo stile di vita della gente del villaggio, che è disinteressata ai quattro forestieri e va avanti con le proprie attività. Giunto al cimitero del villaggio, posto in cima ad una collina, unico punto in cui peraltro può ricevere telefonate sul proprio cellulare, Behzad prende con sé un osso ritrovato nel terreno da un uomo che stava scavando una buca. Behzad continua ininterrottamente a girare per il villaggio, recandosi sulla collina ogni qualvolta riceve una telefonata. Lattesa si fa snervante, Keyvan, Ali e Jahan decidono di lasciare il villaggio e Behzad ha un piccolo alterco con il bambino, con il quale tenta da subito di ricucire i rapporti. Con la morte dellanziana signora, accennata appena dalle grida di dolore dei familiari che lassistevano, Behzad scatta alcune foto a un piccolo corteo di donne e decide, apparentemente soddisfatto, di fare ritorno a Teheran. Sulla via del ritorno, getterà via losso che aveva conservato in un fiume.

                                     

1. Accoglienza

Critica

Su LUnità, Alberto Crespi si lamenta come nel film accada pochissimo e il regista lasci tutto volutamente "sospeso, misterioso e aleatorio". In definitiva, Kiarostami "avrebbe ben poco da dire, pur sapendolo dire ancora molto bene".

                                     

2. Curiosità

Il film è ispirato a una poesia di Forugh Farrokhzad, intitolata Il vento ci porterà via ":

Nella mia fuggente notte, ahimè!/Il vento dà udienza alle foglie degli alberi./Nella mia fuggente notte incombe l’angoscia della desolazione./Ascolta,/Odi il respiro delle tenebre?/A questa esultanza io mi sento aliena,/La disperazione mi è propria./Ascolta,/Odi il respiro delle tenebre?/Ora, nella notte, qualcosa accade./Infuocata e inquieta è la luna/E su questo tetto, che, ogni istante, rischia di crollare,/Le nuvole, come un corteo funebre,/Sembrano in attesa del momento di piovere./Un momento/E poi, nulla./Dietro questa finestra sta palpitando la notte/E la terra/Sta arrestando il suo moto./Dietro questa finestra uno sconosciuto/È in trepidazione per me e per te./Oh, mio tutto virente!/Rimetti le tue mani, come un cocente ricordo,/Nelle mie mani innamorate./Sciogli le tue labbra, come una vibrante sensazione di vita,/Alle lusinghe delle mie labbra innamorate./Il vento ci porterà via./Il vento ci porterà via.