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ⓘ Giovanni Filoteo Achillini. Giovanni Filoteo fu fratello dellaristotelico Alessandro e nonno del poeta Claudio Achillini. Pubblicò nel 1504 le Collettanee Grece ..




Giovanni Filoteo Achillini
                                     

ⓘ Giovanni Filoteo Achillini

Giovanni Filoteo fu fratello dellaristotelico Alessandro e nonno del poeta Claudio Achillini. Pubblicò nel 1504 le Collettanee Grece Latine e Vulgari per diversi Auctori Moderni nella Morte de lardente Seraphino Aquilano, una raccolta di poesie di compianto, scritte da diversi autori, per la morte del poeta aquilano Serafino de Ciminelli: egli vi incluse nove suoi sonetti. Quellanno stesso concluse il poema Viridario, pubblicato nel 1513: di genere cavalleresco, in ottave, misto di episodi originali e altri ripresi dalla tradizione classica, ha frequenti digressioni nelle quali lAchillini mostra la sua erudizione e cita personaggi della cultura dellepoca.

Nel 1511 fondò a Bologna l "Accademia del Viridario", della quale però, al di fuori del motto "E spe in spem" - Dalla speranza alla speranza - manca ogni altra notizia. Viaggiò frequentemente a Milano, a Urbino e a Roma, conoscendo principi e letterati, ma il centro della propria attività rimase la natìa Bologna, nella quale assunse più volte pubbliche cariche e una volta, nel 1527, fu anche Gonfaloniere.

Egualmente privo di valori poetici del Viridario è il poema in terzine Il Fidele, pubblicato nel 1523, composto di ben 100 canti nei quali il poeta, imitando Dante, simmagina in compagnia della personificazione della Fede, mandata da Dio a istruirlo sulla teologia e su ogni sorta di dottrina. Limitazione della Commedia non esime lAchillini dallaccusare Dante di aver plagiato, scrivendo il Convivio, unopera per altro sconosciuta del bolognese Guido Guinizelli, il Consesso. Lintento, che lAchillini si proponeva, era quello di affermare la priorità poetica e letteraria della lingua volgare espressa a Bologna dal padre del Dolce Stil Novo. Alle polemiche che inevitabilmente seguirono, che si inserivano nel diffuso dibattito letterario allora in corso, egli rispose nel 1536 con le Annotazioni della volgar lingua, nelle quali ribadiva la sua convinzione che il volgare bolognese potesse costituire il modello di lingua letteraria valido per tutta la penisola.

LAchillini fu anche musicista e numismatico e coltivò le lettere greche e latine. Negato alla poesia, egli si servì della forma poetica per rivestire, con la maggiore dignità letteraria possibile, il preminente interesse erudito al quale lo portava la sua formazione di umanista curioso ma non profondo.

                                     

1. Opere

  • Collettanee Grece Latine e Vulgari, Bazaleri, Bologna 1504
  • Il Fidele, Girolamo di Plato, Bologna 1523
  • Due epistole, s. d., Misc. 6521.5, Biblioteca Marciana, Venezia
  • Viridario, Girolamo di Plato, Bologna 1513
  • Annotazioni della volgar lingua, Bonardo da Parma e Marcantonio da Carpi, Bologna 1536