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ⓘ Arte augustea e giulio-claudia. L arte augustea è larte prodotta nellImpero Romano sotto il regno di Augusto, dal 44 a.C. al 14 d.C., e sotto la dinastia giulio ..




Arte augustea e giulio-claudia
                                     

ⓘ Arte augustea e giulio-claudia

L arte augustea è larte prodotta nellImpero Romano sotto il regno di Augusto, dal 44 a.C. al 14 d.C., e sotto la dinastia giulio-claudia. In quellepoca larte romana si sviluppò verso un sereno "neoclassicismo", che rifletteva le mire politiche di Augusto e della pax, finalizzato a costruire unimmagine solida e idealizzata dellimpero.

Larte delletà di Augusto è infatti caratterizzata dalla raffinatezza, dalleleganza, adeguata alla sobrietà ed alla misura che Augusto aveva imposto a sé stesso e alla sua corte. Ciò significò, come hanno messo in luce gli studi della seconda metà del XX secolo, anche unimpronta accademica e un po fredda, a causa della forte idealizzazione delle opere darte.

Durante il principato di Augusto ebbe inizio una radicale trasformazione urbanistica di Roma in senso monumentale. Svetonio di Augusto ricorda che:

Anche nelle arti figurative si recuperò, in particolare, la scultura greca del V secolo a.C. Fidia, Policleto. della quale ci restano numerose opere, ma questo interesse per il passato influenzò anche larchitettura, lartigianato prezioso e sicuramente nonostante le esigue tracce, la pittura.

Opere emblematiche di questepoca sono lAra Pacis, lAugusto di via Labicana con il principe come pontefice massimo e lAugusto loricato, questultimo rielaborato dal Doriforo di Policleto. Luso di creare opere nello stile greco classico va sotto il nome di neoatticismo.

                                     

1. Evoluzione nella politica e nelliconografia di Augusto

Levoluzione politica di Augusto si riflesse puntualmente nellarte ufficiale, come dimostra la serie di ritratti imperiali. Caratteristiche tipiche dei suoi ritratti sono gli occhi fermi, il naso dritto, il volto piuttosto scavato, gli zigomi ben pronunciati, la bocca mediamente sottile e una ciocca di capelli "a tenaglia" sul lato destro della fronte.

Nel ritratto di Ottaviano capitolino, risalente al periodo tra il 35 e il 30 a.C., quando Augusto non aveva ancora assunto i titoli imperiali ed era ancora preso dalla lotta per la supremazia politica senza esclusione di colpi, ha unespressione veemente, ma con quellaura ispirata tipica dei ritratti di sovrani ellenistici, appena un po più sobrio nellespressione e nella plastica di tali modelli.

Daltro canto invece le statue dellAugusto di Prima Porta loricato o dellAugusto di via Labicana come pontifex maximus hanno una compostezza che si rifà ai modi compassati di Policleto e gli scultori greci classici, con unespressione di orgoglioso riserbo che traspare anche, per esempio, dalle sue Res Gestae.

Liconografia ufficiale di Augusto fu ben diffusa. Solo di statue dargento senza contare quelle in marmo e in bronzo, secondo quanto riportato nelle Res Gestae, ne furono erette circa ottanta in svariate città, a piedi, a cavallo o sulla quadriga.

I ritratti dei membri della famiglia di Augusto erano basati sulla somiglianza con quello del princeps, annullando quasi i tratti individuali per accentuare il più possibile le caratteristiche comuni.

                                     

2. Lo stile augusteo

In occasione del bimillenario augusteo del 1937, la celebrazione del fondatore dellImpero Romano si fuse con la retorica dellideologia imperiale allora dominante, provocando unincondizionata ammirazione verso tutte le forme dellarte dellepoca di Augusto. In realtà la produzione artistica di questo periodo fu sì raffinata e aristocratica, ma anche impersonale e intellettualistica, che ricalcò a freddo e con accenti accademici la produzione della Grecia classica. Questa sorta di "neoclassicismo" venne proseguito con lievi variazioni per tutta lepoca giulio-claudia e vi si tornò a guardare nelletà di Gallieno e di Costantino.

                                     

3. Scultura

Allepoca di Augusto vennero prodotte opere di accurata perfezione tecnica e formale, cristallizzando però in senso aulico tutte quelle tendenze manifestatesi in epoca sillana, votate ad una fine osservazione realistica tipicamente italico-campana innestata sulla grande creatività e ricchezza plastica dellultimo ellenismo. Il frutto del gusto augusteo fu il neoatticismo, definito di "eleganza frigida" da Ranuccio Bianchi Bandinelli. Ciò fu in definitiva un freno alla nascente individualità dellarte romana, ricondotta sui binari di un gusto retrospettivo e di un compiaciuto eclettismo, che si manifesta ad esempio anche nellAra Pacis.

In questa opera-simbolo dellepoca augustea 13-9 a.C. si mischiano limpostazione generale italica langusto recinto arcaico scolpito nella fascia inferiore allinterno, i rilievi principali neoattici, i rilievi paesaggistici in stile pittorico, il fregio vegetale nellesuberante stile "barocco" pergameneo; il tutto combinato senza precisi rapporti logici tra parti architettoniche e decorazioni accidentalmente interrotte dalle incorniciature; solo nel piccolo fregio di processione sacra sullaltare centrale si ritrova lo stile locale, che si esprime con autonomia maggiore.

Questo stile si sviluppò nella cosiddetta base dei Vicomagistri, dove un tratto più secco, tipico della produzione italica, viene combinato con una maggiore libertà spaziale. Più unitaria dovette essere lara Pietatis di età claudia, della quale si hanno solo alcuni frammenti.

Maggiore indipendenza conservò la raffigurazione dei cortei sacrificali, legati alla tradizione italica pura, mancando esempi ellenistici: oltre a quello già citato nellAra Pacis, esiste una serie di piccoli fregi analoghi, riscontrabili dallArco di Tito, allarco di Settimio Severo.

In effetti solo con Claudio 41-54 larte perse un po del suo riserbo per acquisire maggiore colore e calore.



                                     

4. Architettura

Augusto si poteva vantare di aver trovato una Roma "di terracotta" e di averla lasciata "di marmo". In effetti fu in questepoca che Roma assunse laspetto simile a quello delle più importanti città ellenistiche.

Nel periodo da Augusto ai Flavi si nota un irrobustirsi di tutti quegli edifici privi dellinfluenza del tempio greco: archi trionfali, terme, anfiteatri lo stesso mausoleo di Augusto a Roma. Nellarco partico del Foro Romano, eretto da Augusto verso il 20 a.C. si vede la nascita dellarco a tre fornici, anche se la suddivisione risponde a passaggio di due marciapiedi laterali, se le parti laterali non sono ancora unite in un unico complesso formale e vi si riscontrano elementi locali larco centrale e ellenistici le edicole.

In questo periodo si ebbero più edifici dedicati ai spettacoli: all11 a.C. risale il teatro di Marcello, lanfiteatro di Pola venne costruito fra Claudio e Tito, poco dopo lArena di Verona, il Colosseo venne inaugurato da Tito nell80 e poi completato da Domiziano e pure il teatro di Orange è di epoca augustea.

Il gusto scenografico ellenistico venne assimilato dagli architetti romani e sviluppato ulteriormente, portando larchitettura a nuovi vertici in maniera più rilevante e precoce delle altre arti. Non a caso anche Atene beneficiò dellimpronta romana non viceversa con la scalinata di accesso allacropoli e con il nuovo assetto monumentale e regolare dellagorà.

                                     

5. Pittura

Tra il 30 e il 25 a.C. poteva dirsi pienamente compiuto lo sviluppo del secondo stile pompeiano, con esempi importanti sia Roma che nelle città vesuviane. Ascrivibile al terzo stile è la decorazione della Casa della Farnesina o la Casa del Criptoportico a Pompei.

A cavallo tra la fine del regno di Augusto e lepoca claudia si collocano gli affreschi della grande sala della villa di Prima Porta di Livia, con la veduta di un folto giardino. Decoratori delle stesse maestranze decorarono probabilmente anche lAuditorium di Mecenate oggi in larga parte perdute senza unadeguata catalogazione fotografica dopo il ritrovamento. La pittura di giardini illusionistici deriva da modelli orientali esempi di qualità più bassa si trovano per esempio in alcune tombe della necropoli di Alessandria e in particolare a Prima Porta, grazie allo sfondo azzurrino e arioso, steso con fini variazioni, è un rarissimo esempio di pittura antica che esprima altre al senso spaziale anche quello dellatmosfera.

Forse risale allepoca di Augusto anche la famosa sala della villa dei Misteri, dove sono mescolate copie di pitture greche e inserzioni romane.

Nella Casa di Livia sul Palatino, a Roma, troviamo un esempio classico di secondo stile, col "fregio giallo", festoni appesi tra colonne dipinte, e spunti paesistici con fauna, vivace esempio di pittura a macchia in chiaroscuro derivata da modelli alessandrini.

Ma se gli artisti romani riguardo ai temi già praticati dallarte ellenistica seppero porsi con continuità in quella tradizione, per quanto riguarda i temi locali, privi di modello come le scene storiche o di vita quotidiana, la produzione fu caratterizzata da risultati più periferici e modestamente popolari come nella pittura con processione della Casa di via dellAbbondanza a Pompei.

Le ricostruzioni di Pompei dopo il terremoto del 62 videro nuove decorazioni, per la prima volta nel cosiddetto quarto stile, forse nato durante la decorazione della Domus Transitoria e della Domus Aurea, legate ai nomi del pittore Fabullus e di Nerone stesso.

La distruzione di Pompei e delle altre città vesuviane avvenne sotto i Flavi, conservando una grande quantità di pitture dellepoca augustea e giulio-claudia, anche se di livello più "artigianale" che artistico. Tra i migliori esempi ci sono:

  • la casa dei Vettii,
  • Pompei
  • la casa di Giulia Felice,
  • la casa di Pinario Ceriale
  • la casa di Loreio Tiburtino,
  • la casa del Poeta tragico,
  • Ercolano
  • la basilica di Ercolano
  • la casa del Citarista
  • la casa dei Dioscuri,
  • decorazioni di ville e abitazioni più eleganti, dove si notano le mani di artisti-decoratori di maggior raffinatezza e più viva inventiva.
  • Stabiae
                                     

6. Toreutica e glittica

La toreutica romana era stata iniziata da artisti greci ellenistici, come Pasitele, che scrisse anche trattati al riguardo. Nel periodo di Augusto questarte ebbe la migliore fioritura, con un notevole livello sia tecnico che artistico, dimostrato dalle numerose argenterie rinvenute in varie parti dellimpero le loro imitazioni in terra sigillata aretina.

Il gusto augusteo si manifestò in queste opere con più naturalezza rispetto alla scultura, come nel finissimo cratere argenteo del Tesoro di Hildesheim.

Dellarte della glittica cammei, gemme ci sono pervenuti vari reperti di altissima qualità, anche in grande formato, secondo una tradizione già in auge nelle corti ellenistiche, a partire da Alessandria. Datano dopo il 29 a.C. la Gemma Augustea e il cammeo di Augusto e Roma, poi in epoca tiberiana il Grande cammeo di Francia. Prodotti analoghi sono i vetri a cammeo, tra i quali spicca il capolavoro del Vaso Portland.

                                     

7. Arte provinciale

Il grande sviluppo del quale beneficiarono le province occidentali in questo periodo coincise con la nascita e lo stabilirsi dei caratteri dellarte provinciale. Larte delle province si basò sulla tradizione artistica dellarte plebea, che già era diffusa tra il ceto medio italico, chiamato di solito a formare i nuclei delle nuove colonie dei veterani. A ciò vanno aggiunte alcune formule grafiche e stilistiche dellarte ufficiale del periodo. Tra gli esempi più evidenti cè quello della produzione nella colonia di Aquileia.

Opere molto diffuse in provincia erano le edicole funerarie decorate da rilievi, dove erano messi in risalto il grado sociale, le imprese le prestazioni pubbliche del committente come nel monumento funerario di Lusius Storax di Chieti, spesso un liberto giunto a qualche magistratura locale e al benessere economico. UI ritratti in queste opere sono quasi sempre "tipologici" cioè generici, senza una reale ricerca fisiognomica individuale, per cui spesso è inutile cercare di datarli in base alle acconciature le fogge degli abiti in voga nellarea urbana: ben oltre letà augustea e giulio-claudia vennero ripetute acconciatura alla maniera di Livia o Agrippina, mentre gli uomini avevano un volto duro ispirato al ritratto romano repubblicano del vecchio patriziato. Una conferma letteraria è data anche nella descrizione del monumento che il ricco liberto Trimalchione vorrebbe farsi edificare nel Satyricon di Petronio.

Diversamente da quanto si potrebbe pensare, a parte qualche eccezione come la Gallia Narbonensis, lapporto nellarte provinciale di elementi derivanti dalle culture preesistenti fu un fenomeno piuttosto isolato, che si manifestava maggiormente nelle zone via più periferiche dellImpero.

A parte gli elementi più puramente imitativi dellarte ufficiale, si riscontrano nellarte provinciale due tendenze originali principali:

  • la concezione delle figure scolpite per blocchi, con accentuazione delle masse in corrispondenza degli spigoli concezione "cubistica", che era esistita anche nellarte etrusca ed era poi scomparsa in epoca repubblicana
  • la ricerca di una fresca soavità e gentilezza di espressione, del tutto estranea al freddo accademismo ufficiale, nonostante linevitabile sommarietà di esecuzione.


                                     

7.1. Arte provinciale Gallia Narbonensis

Singolari sono le caratteristiche della produzione artistica nella Gallia Narbonensis. I monumenti di questa provincia, sulla cui datazione si è a lungo discusso, presentano un stile ricco, dotato di libertà spaziale superiore perfino ai coevi monumenti di Roma, con elementi stilistici quali il contorno delle figure evidenziato a con una linea scavata dal trapano corrente che a Roma compaiono solo dal II secolo. Scartata lipotesi di una datazione più tarda II-III secolo grazie a precise datazioni archeologiche, la spiegazione più plausibile di questa fioritura è che si abbia avuto in questa zona una più diretta discendenza dallarte ellenistica sia in pittura che scultura. Alcune conferme hanno rafforzato questa convinzione, come il rinvenimento a Glanum di uno strato di epoca ellenistica con sculture in stile pergameneo, legato probabilmente alla remota ascendenza greca di quegli insediamenti.