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ⓘ Desonorizzazione finale. La desonorizzazione finale o indurimento delle consonanti finali, oppure in tedesco Auslautverhärtung, è un processo fonologico sistema ..




                                     

ⓘ Desonorizzazione finale

La desonorizzazione finale o indurimento delle consonanti finali, oppure in tedesco Auslautverhärtung, è un processo fonologico sistematico in cui si ha la perdita di sonorità delle occlusive sonore in finale di sillaba.

Il fenomeno si verifica particolarmente nel tedesco, in ceco, in polacco, in russo, bulgaro, turco, olandese e nel francese antico.

                                     

1. Caratteristiche

La desonorizzazione finale è dunque un tipo di modificazione fonetica osservata in certe lingue, che consiste nel pronunciare sistematicamente le consonanti come sorde in finale di parola, mentre esiste peraltro un contrasto regolare tra consonanti sorde e sonore nel sistema della lingua in questione.

Dal punto di vista della fonetica articolatoria, il fenomeno si spiega a causa di uninterruzione anticipata della vibrazione delle corde vocali alla fine di un enunciato. Dato che la sonorità delle consonanti riposa precisamente sulla presenza di queste vibrazioni, ne risulta che le consonanti vengono trasformate da sonore a sorde.

Dal punto di vista della fonologia, si tratta di una neutralizzazione in posizione finale del tratto di sonorizzazione che oppone i fonemi sordi e sonori a vantaggio di un arcifonema sordo. Essa conduce ad alternanze morfofonologiche regolari tra allomorfi in finale sorda e sonora.

La desonorizzazione finale si osserva per esempio nelloccitano e nel catalano, e una volta nellantico francese; in molte lingue germaniche: tedesco, olandese, afrikaans e frisone; nella maggioranza delle lingue slave; nel bretone; particolarmente nel turco.

Il contrasto di sonorità di cui sopra deve intendersi in senso lato: nella fonetica articolatoria, la distinzione delle due serie di consonanti, basate sulla vibrazione o meno delle corde vocali, può accompagnarsi a una differenza di tensione consonantica, vale a dire, la forza con la quale si articola la consonante. In alcune lingue, come spesso in quelle germaniche, la differenza di tensione può diventare dominante in confronto a quella della sonorità. Si continua, comunque, a parlare sovente di desonorizzazione, benché il termine di indurimento possa essere il più adatto.

Secondo le lingue in questione, questo fenomeno può o meno tradursi nellortografia.

                                     

2. Nelle lingue romanze

Lantico francese conosceva la desonorizzazione finale, che poteva comparire nello scritto ma non in modo sistematico. È particolarmente evidente nella derivazione lessicale:

  • lonc o long ~ longuet
  • vert ~ verdoier
  • nuef ~ novel
  • corp o corb ~ corbel "corbeau" it. corvo, nei due casi
  • crois ~ croisier "croix" ~ "croiser" it. croce, incrociare

La desonorizzazione finale è scomparsa dal francese moderno, in seguito alla caduta della maggior parte delle antiche consonanti finali e all amuïssement ammutolimento della e caduca, esponendo così tutta una serie di nuove consonanti finali, sia sorde che sonore. Rimane comunque qualche traccia nellalternanza morfologica di f e v per esempio tra neuf e neuve, vif e vive e nella liaison, allorché fa riapparire le antiche occlusive, le quali restano sorde:

  • polit /pulit/ "joli" it. bello ~ polida /pulidɔ/ "jolie" it. bella
  • freg /fret͡ʃ/ "froid" it. freddo ~ freja /fred͡ʒɔ/ "froide" it. fredda
  • lop /lup/ "loup" it. lupo ~ loba /lubɔ/ "louve" it. lupa
  • amic /amik/ "ami" it. amico ~ amiga /amigɔ/ "amie" it. amica
  • nus "nu" it. nudo /nys/ ~ nusa /nyzɔ/ "nue" it. nuda

Fa eccezione la consonante /v/ che si vocalizza in posizione finale, formando dittongo con la vocale precedente, piuttosto che diventare sorda: nòu "neuf" it. nove /nɔu/ ~ nòva /nɔvɔ/ "neuve" it. nuova.

Il catalano conosce un fenomeno similare, complicato tuttavia da una regola supplementare riguardante la lenizione delle occlusive sonore in spiranti tra vocali. Sistematicamente lortografia delle consonanti finali non ne tiene conto e si basa su principi più etimologici. Qualche esempio:

  • llop /ʎop/ "loup" it. lupo ~ lloba /ʎoβə/ "louve" it. lupa
  • perdut /pəɾdut/ "perdu" it. perduto ~ perduda /pəɾdudə/ "perdue" it. perduta
  • roig /rɔt͡ʃ/ "rouge m." it. rosso ~ roja /rɔʒə/ "rouge f." it. rossa
  • fred /frɛt/ "froid" it. freddo ~ freda /frɛdə/ "froide" it. fredda
  • amic /əmik/ "ami" it. amico ~ amiga /əmiɣə/ "amie" it. amica
  • corb /koɾp/ "fr. courbe m." it. curvo ~ corba /koɾbə/ "courbe f." it. curva
  • francès /frənsɛs/ "français" it. francese ~ francesa /frənsɛzə/ "française" it. francese
  • verd /bɛɾt/ "vert" it. verde ~ verda /bɛɾdə/ "verte f." it. verde
  • tub /tup/ "tube" it. xxx ~ tuba /tuβə/ "tuba, trompe" it. tuba, tromba
  • lleig /ʎet͡ʃ/ "laid" it. brutto~ lletja /ʎed͡ʒə/ "laide" it. brutta
  • càstig /kastik/ "punition, châtiment" it. punizione, castigo ~ castigar /kəstiɣa/ "punir, châtier" it. punire, castigare
  • llarg /ʎaɾk/ "long" it. lungo ~ llarga /ʎaɾgə/ "longue" it. lunga

La regola di vocalizzazione della v finale vi è ugualmente attiva: blau /blau/ "bleu" it. blu ~ blava /blavə/ "bleue" it. blu.

                                     

3. Nelle lingue germaniche

La storia del fenomeno della desonorizzazione nel contesto delle lingue germaniche occidentali non è del tutto chiara, ma la scoperta di uniscrizione runica risalente allinizio del V secolo mostra già la desonorizzazione, suggerendone la sua origine franca. La desonorizzazione finale si ebbe inoltre nellantico francese sotto linfluenza di quella franca.

                                     

3.1. Nelle lingue germaniche Tedesco

In tedesco, la desonorizzazione finale delle occlusive e fricative sonore è una regola fonologica fondamentale e, per losservatore inesperto, una delle caratteristiche più salienti dell "accento tedesco". Diamo qualche esempio della declinazione dellaggettivo, nei quali viene a contrapporsi una forma nel finale desonorizzata e unaltra dove laggiunta di un suffisso permette il mantenimento della consonante sonora:

  • hilflos /hɪlfloːs/ ~ hilflose /hɪlfloːzə/ "impotente"
  • brav /bʁɑːf/ ~ brave /bʁɑːvə/ "gentile, bravo"
  • klug /kluːk/ ~ kluge /kluːgə/ "intelligente"
  • lieb /liːp/ ~ liebe /liːbə/ "caro"
  • hold /hɔlt/ ~ holde /hɔldə/ "grazioso"

La regola è generale e si applica anche ai prestiti linguistici: job /ʤɔp/ "lavoretto, lavoro" ~ jobben /ʤɔbǝn/ "fare dei lavoretti". Lortografia non ne tiene conto e viene mantenuta la consonante sonora, preservando così lunità visiva delle parole nella loro flessione.

Nelle varietà meridionali tedesche il contrasto tra occlusive omorganiche è piuttosto un contrasto di fortis e lenis che unopposizione di suoni sordi e sonori. Tuttavia, il termine desonorizzazione può essere ingannevole, dal momento che la sonorità è solo un tratto opzionale delle occlusive lenis tedesche. Similmente, il termine tedesco per il fenomeno, Auslautverhärtung, non si riferisce a una perdità di sonorità ed è meglio tradotto come indurimento o fortizione finale. Ciò nondimeno, il fenomeno tedesco è simile alla desonorizzazione finale in altre lingue in cui lopposizione tra i due diversi tipi di occlusive scompaiono alla fine delle parole. Le varietà del tedesco settentrionale e molte pronunce del tedesco standard fanno comunque distinzione tra occlusive sonore e sorde. Ecco alcuni altri esempi:

  • Laub fogliame, pronunciato.


                                     

4. Nelle lingue slave

La maggior parte delle lingue slave moderne praticano la desonorizzazione finale, tranne lucraino le diverse forme del diasistema slavo del centro-sud. Le ortografie non ne tengono conto, indicando la consonante sorda o sonora sottostante morfofonologicamente.

Nei gruppi di parole, i trattamenti fonetici possono variare. Nel russo, la desonorizzazione si produce davanti a vocale o sonante: кровь /krɔfʲ/ "sangue" ~ кровь идёт /krɔfʲɪdʲɔt/ "il sangue cola", народ /nɐrɔt/ "popolo" ~ народ любит /nɐrɔtlʲubʲɪt/ "il popolo ama". In polacco, esistono due varianti, quella di Varsavia che usa la sorda come fa il russo ród /rut/ "gente" ~ ród ludzski /rutlut͡ski/ "genere umano", bok /bɔk/ "lato" ~ bok lewy /bɔklɛvɨ/ "lato sinistro"; e quella di Cracovia che, al contrario, neutralizza il contrasto della desonorizzazione a vantaggio della sonorizzazione: ród /rut/ ~ ród ludzski /rudlut͡ski, bok /bɔk/ ~ bok lewy /bɔglɛvɨ/.

                                     

5. Nel bretone

Nel bretone, le occlusive e fricative sonore si desonorizzano sistematicamente nel finale assoluto, vale a dire alla fine di una parola collocata a fine sintagma - che comprende le parole citate isolatamente, per es.: bagad /bɑːgat/ "truppa", laezh /lɛːs/ "latte".

Si desonorizzano ugualmente davanti a una consonante sorda, per assimilazione regressiva della sonorità. Es.: ur bagad kaer /orbɑːgatkaer/ "una bella truppa", laezh trenk /lɛːstrɛ̃ŋ/ "del latte rovesciato".

In compenso si mantengono in contesto sonoro, vale a dire quando sono seguite da unaltra consonante sonora o da una vocale. Es.: ur bagad bihan /orbɑːgadbiãn/ "una piccola truppa", laezh ar vuoch /lɛːzarvyɔx/ "il latte di vacca".

                                     

6. Nel turco

Il turco le occlusive le affricate in posizione finale sono ammesse soltanto sorde. Quando si aggiunge un suffisso iniziante per vocale, esse si sonorizzano oppure no in /b, /d, /d͡ʒ/ e /j, scritte rispettivamente b, d, c, ğ in questultimo caso, vi è anche lenizione; si tratta di un fonema di alternanza consonantica, che può essere chiarito dalla formazione dellaccusativo. Il fenomeno è regolare nei polisillabi:

  • ayak "piede" ~ acc. ayağı
  • ağaç "albero" ~ acc. ağacı
  • damat "genero" ~ acc. damadı
  • kitap "libro" ~ acc. kitabı

Per i monosillabi dipende dalla parola:

  • ad "nome" ~ acc. adı ma at "cavallo" ~ acc. atı
  • dip "fondo" ~ acc. dibi ma tüp "tubo" ~acc. tüpü
  • çok "molto" ~ acc. çoğu ma kök "radice" ~ acc. kökü
  • taç "corona" ~ acc. tacı ma haç "crocifisso" ~ acc. haçı

La desonorizzazione finale turca non colpisce le fricative:

  • göz "occhio" ~ acc. gözü
  • ev "casa" ~ acc. evi

Lortografia generalmente tiene conto del fenomeno nelle parole propriamente turche. Negli anni 1950 esisteva un tipo di ortografia in cui si scrivevano come sonore le consonanti finali sottomesse allalternanza, senza naturalmente che la pronuncia ne fosse influenzata. Questa pratica non si è mai imposta. Nei prestiti linguistici tuttavia, le occlusive sonore etimologiche poste alla fine potevano conservarsi nello scritto, ma nella pronuncia corrente venivano realizzate come sorde.



                                     
  • iniziale maiuscola i sostantivi, non solo i nomi propri. Inoltre, la desonorizzazione finale delle consonanti non viene più resa graficamente, prediligendo il
  • spesso sorde. Il lussemburghese presenta desonorizzazione finale le consonanti sonore si desonorizzano in finale di sillaba, a meno che non cambino sillaba
  • dibattito. Se si considera il principio generale di desonorizzazione delle consonanti in finale di parola nel proto - norreno, z, se mantenuta, sarebbe
  • allofoni quando sono atone. Non ci dovrebbe essere la desonorizzazione delle consonanti sonore finali anche se in pratica viene applicata. La lettera е
  • in d non ha una vocale successiva, la d diventa t desonorizzazione occlusiva finale e viene riflessa nella grafia: et, et, eti, edir. Il tedesco
  • di vista grafico la loro pronuncia si è in parte modificata con la desonorizzazione del secondo elemento consonantico cfr. isl. hljót suono hrafn
  • vocalico. I suffissi che iniziano con - d, - g, - c sono colpiti dalla desonorizzazione se seguono una radice che termina senza vocale e con una qualunque
  • sonora l r w o j segue, questa aspirazione è indicata da una desonorizzazione di queste. r in tal caso è una fricativa postalveolare non - sibilante
  • i processi fonologici, si segnala la desonorizzazione delle occlusive, fricative e affricate in posizione finale assoluta di parola per esempio gɾand
  • dialetto ascolano cadono tutte le vocali finali ad eccezione della - a finale In altri dialetti anche la - a finale viene neutralizzata, divenendo anch essa