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ⓘ Oche di Meidum. Le Oche di Meidum è un fregio che Auguste Mariette dichiarò di aver rinvenuto nel 1871 a Meidum nella mastaba di Nefermaat, figlio del re Snefru ..




                                     

ⓘ Oche di Meidum

Le Oche di Meidum è un fregio che Auguste Mariette dichiarò di aver rinvenuto nel 1871 a Meidum nella mastaba di Nefermaat, figlio del re Snefru, e Atet sua consorte.

Poiché sono estremamente rare le opere risalenti allAntico Regno, se fosse autentico questo reperto parietale sarebbe di notevole importanza dato lottimo stato di conservazione. È conservato al Museo del Cairo in originale ed al British Museum in copia.

                                     

1. Descrizione

Il pannello, delle dimensioni di cm 27 di altezza e cm 172 di lunghezza, era situato nella cappella di Atet e rappresenta una scena di caccia sulle rive del Nilo, molto comune a quei tempi similmente ad altre raffigurazioni come quelle della tomba di Nebamon.

Fu realizzato con pittura su stucco, opposto dellaffresco, con notevole tecnica pittorica e rappresenta in modo simmetrico sei oche, divise in due gruppi speculari, molto realistiche nella forma e nei colori. Larte pittorica egizia ebbe nel periodo storico dellAntico Regno, la massima attenzione per i dettagli di animali e piante, tanto che ancora oggi è possibile individuare la specie delle oche, dal piumaggio stilizzato, nella specie Lombardella maggiore indicata anche con il geroglifico

s3, gb nella specie Oca granaiola e quelle dal collo rosso Bernacle. Si noti che queste ultime due specie non sono presenti in Egitto.

Sono realizzate con la tecnica puntiforme che nellinsieme crea, da semplici macchie di colore, splendide figure e per dare leffetto di profondità due oche sono disegnate sovrapposte. Lo sfondo è quello di uno sfocato giardino senza dimensioni e delicatamente accennato da qualche ciuffo derba e fiori e dove la vivacità delle oche risalta in colori perfettamente calibrati rendendo linsieme cromaticamente armonico.

                                     

2. Anomalie

Nellaprile 2015 legittologo Francesco Tiradritti, docente di Egittologia allUniversità di Enna, pubblica un articolo in cui fa notare che quattro delle sei oche non erano originarie dellEgitto e, per di più, non erano neanche attestate altrove nellarte egizia. Tra le altre anomalie riscontrate ci sono anche le tonalità dei colori usati, mai viste in altre pitture egizie, il tipo di stesura possibile soltanto con lutilizzo di pennelli moderni e l"eccessiva sproporzione" tra le oche. Tiraditti ipotizza anche che il reale autore del fregio sia il pittore ottocentesco italiano Luigi Vassalli per conto del Museo di Bulaq per cui lavorava, forte delle nozioni apprese allaccademia milanese di Brera.