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ⓘ Salvo buon fine. Nella tecnica bancaria italiana e nella pratica commerciale in genere, la clausola di salvo buon fine è una condizione della ricezione di un pa ..




                                     

ⓘ Salvo buon fine

Nella tecnica bancaria italiana e nella pratica commerciale in genere, la clausola di salvo buon fine è una condizione della ricezione di un pagamento effettuato mediante la girata di un titolo, pagamento del quale si dà quietanza provvisoria; quando il titolo verrà portato allincasso, in assenza di contestazioni sulla validità e/o sulla copertura del titolo, e quindi a titolo onorato, il pagamento si considererà perfezionato e con esso sarà assolta lobbligazione di chi deve effettuare il pagamento, e non in tempo reale come in altri paesi.

In pratica, il titolo il caso tipico riguarda un pagamento effettuato con assegno bancario viene accettato con presunzione temporanea di validità e dal momento dellaccettazione possono immediatamente farsi decorrere conseguenze pratiche del pagamento ad esempio la consegna di un bene o lerogazione di un servizio o lesecuzione di una prestazione; tuttavia, se il titolo viene accettato con questa condizione, leventuale successivo mancato buon fine comporta giuridicamente che il pagamento non è stato effettuato.

La pratica commerciale di ricevere titoli salvo buon fine presenta il vantaggio di consentire di dare immediato effetto alle obbligazioni contrattuali legate al pagamento, senza dover attendere i tempi per la negoziazione dellassegno, che in Italia non è ancora in tempo reale, come nel resto del mondo, ma presenta anche alcuni rischi concretamente riferiti al mancato pagamento del titolo.

                                     

1. Il "fine" dellassegno bancario

Specie nella pratica commerciale, ma anche nei rapporti economici fra privati, in Italia, il buon fine si applica principalmente ai contratti in cui il pagamento è costituito da un assegno bancario. A differenza infatti di quelli effettuati con assegno circolare, ad esempio, lassegno bancario non necessariamente verrà onorato dallo sportello sul quale è tratto, presentandolo cioè allincasso non è detto che se ne riceva sempre il corrispondente valore in moneta.

Se la banca di traenza corrisponde allintestatario il denaro indicato nellassegno, il pagamento si perfeziona perché la condizione relativa al buon fine è verificata: chi doveva ricevere il pagamento ha ottenuto ciò che gli spettava, quindi chi doveva pagare ha pagato e pertanto i rapporti giuridici si perfezionano automaticamente senza necessità di ulteriore specificazione. Il fine "buono" è perciò quello in cui lassegno è onorato dalla banca di traenza.

Se viceversa lassegno non è onorato, il pagamento risulta come non effettuato. Il problema risiede proprio nella citata già anticipata esecuzione delle obbligazioni di chi doveva ricevere il denaro, perciò un bene potrebbe essere stato consegnato, un servizio reso e comunque la prestazione dovuta eseguita, ma in mancanza di pagamento. In dipendenza dei termini di contratto e delleventuale qualità di esecutività del titolo, chi ha ricevuto il titolo dovrà attivarsi e agire per lottenimento di quanto di sua spettanza. Un problema accessorio è in genere rappresentato dai tempi di comunicazione del mancato buon fine, quando lassegno sia stato affidato dal ricevente alla propria banca per negoziarne lincasso con eventuale accredito sul proprio conto.

Il "fine", buono o non buono, si verifica perciò soltanto presso la banca trattaria. O allo sportello, in caso di presentazione diretta, o a seguito degli scambi intrattenuti fra banche nella cosiddetta "camera di compensazione", in cui si scambiano giornalmente i titoli rispettivamente ricevuti per lincasso dai propri clienti.

                                     

1.1. Il "fine" dellassegno bancario Il "mancato buon fine" dellassegno bancario

Il problema più frequente è la mancanza parziale o totale di copertura dellassegno, detta tecnicamente "mancanza di provvista": se nel momento della sua presentazione allincasso sul conto corrente non ci sono sufficienti fondi per raggiungere limporto dellassegno, lassegno che si definisce scoperto o a vuoto non verrà onorato.

Oltre al caso della integrale falsità dellassegno assegno tipograficamente realizzato illegalmente, ed a quello dellassegno rubato od a firma falsificata, vi sono poi i casi dellassegno emesso da soggetto privo di legittimazione ad emetterne, vuoi perché non sia il titolare del conto corrente, vuoi perché ad esempio lassegno sia tratto su un conto intestato a soggetto del quale chi lo spicca dichiari di avere la rappresentanza e nella verifica delleffettiva rappresentanza si manifesti errore o dolo. In questo caso, tecnicamente detto "mancanza di autorizzazione", le responsabilità individuali della persona fisica che ha spiccato lassegno si aggiungono alle responsabilità della persona giuridica per conto della quale lo aveva emesso, indipendentemente dal fatto che la persona giuridica irregolarmente rappresentata fosse tenuta o meno a quel pagamento.

Lemissione irregolare di assegni, sia in mancanza di provvista che in mancanza di autorizzazione, in Italia una volta era reato, ma in tempi recenti le fattispecie sono state convertite ad illeciti amministrativi.

Vi possono poi essere anche irregolarità formali come quelle nelle girate degli assegni o quelle relative allerrore nella intestazione. Sono più rare complicazioni derivanti da furbesca combinazione di limiti accessori come la non trasferibilità e la doppia barratura; il portatore dellassegno perciò, ove il cassiere dellistituto di traenza si rifiuti legittimamente di onorarlo, può solo versarlo su un proprio conto corrente di corrispondenza, con dispendio di tempi nei quali potrebbe avvenire una chiusura del conto di traenza, oppure potrebbero decadere eventuali termini di presentazione. Questi consistono nel principio che dalla data riportata sullassegno le banche possono prevedere un certo numero di giorni entro i quali presentare lassegno per lincasso a pena di vederlo non onorato. Inoltre può riscontrarsi una non rispondenza della firma a quella depositata presso listituto di traenza o piccoli errori materiali su data e luogo di traenza. In questi casi lincasso sarebbe reso difficoltoso o del tutto impedito per ragioni procedurali delle quali la responsabilità potrebbe non essere ascritta al soggetto che emette lassegno ma a colui che, non applicando le comuni cautele, lo riceva.

Altre gravi cause di mancato buon fine potrebbero essere la chiusura del conto corrente sul quale lassegno è spiccato o la perdita della capacità giuridica di chi lo ha emesso.

In sistemi di diritto anglosassone e germanico, è consentito il "richiamo" dellassegno dopo la sua emissione: anche dopo cioè che lassegno sia stato ricevuto, chi laveva emesso potrebbe "bloccarlo" ordinando legittimamente alla sua banca di non pagarlo. Questa pratica è diffusa anche per le transazioni online, nelle quali un pagamento effettuato con carta di credito potrebbe essere richiamato.

In più, per quanto riguarda la negoziazione di assegni bancari o simili titoli tratti su istituti di paesi stranieri, può accadere che problemi di vario genere, non ultime lassenza di relazioni commerciali dirette anche solo fra gli istituti di credito del traente e del percipiente ed una insufficiente tutela giuridica del negozio giuridico a causa di problemi di diritto internazionale, richiedano procedure di incasso eccessivamente onerose o addirittura impediscano lincasso.

                                     

1.2. Il "fine" dellassegno bancario Protezioni contro il mancato buon fine dellassegno

Contro il mancato buon fine dellassegno le principali protezioni sono di natura essenzialmente eterodossa, dal momento che la principale consiste nel ricorso diretto od indiretto a servizi di natura assicurativa, in mancanza di un metodo punitivo giuridico funzionante. Questi servizi coprono il rischio di mancato pagamento applicando parametri di varie nature e presumendo quindi coefficienti di rischio estrapolati da statistiche generali.

Un sistema indiretto, cui ricorrono ad esempio i commercianti, è ladesione a servizi di verifica immediata, i quali a seguito di accesso a dati come quelli detenuti da una centrale rischi assegnano una autorizzazione molto simile a quella richiesta per laccettazione delle carte di credito: il commerciante comunica telefonicamente i dati dellassegno proposto in pagamento ed il sistemista confronta dati del conto e dellemittente e fornisce in breve tempo la risposta. Se lautorizzazione viene concessa, in caso di successivo mancato buon fine il danno sarà a carico del servizio di verifica, che a sua volta è per lappunto assicurato contro questi rischi.

Questi servizi però, in ragione dei loro costi, non sono alla portata del singolo privato che occasionalmente riceva assegni in pagamento e che non ha molti altri modi di tutelarsi preventivamente, nel momento dellaccettazione del titolo, se non. evitando sinché possibile di ricorrere al salvo buon fine e quindi evitando di accettare assegni bancari in pagamento. Le modifiche introdotte nel sistema bancario dalla normativa in materia di privacy hanno peraltro reso di fatto impraticabile il ricorso al tradizionale metodo del "consiglio del direttore", che consisteva nella semplice verifica di copertura del titolo che lo sportello bancario del ricevente richiedeva telefonicamente allomologo sportello del soggetto emittente; allesito della verifica il direttore, o chi per lui, "consigliava" al suo cliente di accettare o meno lassegno. La pratica, che sfruttava in senso protettivo il segreto bancario dato che non poteva essere pubblicamente dichiarata, era di buon uso poiché se lassegno fosse risultato scoperto, se lo si fosse presentato allincasso si sarebbero dovute inevitabilmente attivare procedure automatiche sanzionatorie e burocratiche relative allemissione di "assegno a vuoto"; perciò chi doveva ricevere il pagamento, sapendo che lassegno era a vuoto non lo incassava, potendo nel frattempo più utilmente provare ad ottenere via breve dalla controparte un diverso titolo, stavolta valido, ed ottenere quanto di sua spettanza.



                                     

2. Il "salvo buon fine" nella tecnica bancaria

Anche nei servizi di credito commerciale la condizione di salvo buon fine è posta su unoperazione che comporta laccredito sul conto corrente del presentatore dellimporto rappresentato da un titolo di credito prima che listituto bancario abbia provveduto alleffettivo incasso dellimporto stesso.

La funzione di questi servizi bancari è quella di fornire liquidità immediata contro presentazione di titoli il cui esito non è certo, quindi è rilevante ad esempio in operazioni pro solvendo, con rischio quindi a carico di chi presenta i titoli.

La clausola sta infatti ad indicare la possibilità, da parte dellistituto di credito, di riaddebitare la somma accreditata senza ulteriori autorizzazioni del correntista, gravata inoltre delle spese sostenute, nel caso in cui non sia stato possibile provvedere allincasso, ossia che loperazione non sia appunto andata a buon fine. In linea di massima, loperazione di riaddebito prevede la restituzione al presentatore del titolo impagato, con allegato latto di protesto nel caso dei titoli cosiddetti con spese cambiali, tratte accettate e assegni.

La clausola di accredito salvo buon fine, oltre agli assegni di cui si è detto, si applica tipicamente a diverse operazioni:

  • Sconto di cambiali e tratte accettate
  • Anticipazione di credito commerciale, in particolare anticipazione di somme dovute da terzi dietro presentazione delle fatture relative ad una fornitura.
  • Anticipazione di portafoglio commerciale, tipicamente ricevute bancarie

Per estensione, il termine salvo buon fine definisce in gergo bancario le operazioni che comportano lapplicabilità di questa clausola, e in particolare le operazioni di anticipazione di portafoglio commerciale.